
E venne il giorno di fare due conti (”… quanti soldi abbiamo in cassa, al Comune?”). Anzi, i conti per noi cittadini se li è fatti il nuovo Assessore con delega al Bilancio, Marino Capobianchi. Li ha portati lì in Consiglio, e su di essa - ieri 21 giugno - si è aperto un ampio dibattito fra maggioranza e minoranze.
All’ordine del giorno, al primo punto, c’era l’approvazione del consuntivo dell’anno 2009. La nuova maggioranza, eletta nei mesi scorsi, si è trovata a dover approvare una manovra economica, di un esercizio gestito da un governo di centrosinistra oggi all’opposizione con criteri dichiaratamente oggi definiti “non condivisi”, se non sbagliati e “perversi”, Tant’é. Qualcuno fra il pubblico (quello che viene detto il popolo) ha buttato lì un “Insomma, compà, …pochi soldi e tanti buffi“!
Dicevamo “con ampio dibattito”, come suol dirsi, in realtà, se molti sono stati gli interventi e neppure tanti vista l’importanza del tema, la contrapposizione si è articolata nella presentazione dei dati contabili che hanno fotografato il recente passato amministrativo, lo stata di cassa del Comune allo stato presente e la risposta di chi, oggi opposizione, ovviamente si è sentito sotto accusa e ha risposto con due affermazioni:
- l’attuale maggioranza con la “messa in piazza” di questi conti vuole inutilmente “dare la caccia alle streghe” o “scoperchiare il vaso di Pandora“;
- “siate più costruttivi e dite voi piuttosto cosa volete fare e come volete governare“.
Ma cosa aveva detto in apertura nella sua relazione l’Assessore Capobianchi? Dati alla mano ha illustrato una “stato di cassa” pesantemente deficitario, preoccupante non poco per chi comunque sa che deve amministrare e dare servizi correnti e risposte strutturali alle esigenze dei cittadini. A quei cittadini che leggono questo mio spazio libero, che vorrebbero saperne qualcosa di più, pur non potendo assistere ai lavori di un Consiglio comunale, non starò qui a dire dei “prestiti obbligazionari rovinosi e incauti”, di “disavanzo di competenza”, di “spese fuori bilancio”, di “avanzi primari di gestione erosi da deficit strutturali”, di “derivati ” (finanziaria creativa adottata per fare cassa e possibilità di spesa da parte del precedente assessore al bilancio), di “Partecipate” (Asa spa e Asa Servizi, di Tivoli Forma, Acque Albule). Riporto invece quello che in estrema sintesi è stato, indirettamente, ma anche con le affermazioni politiche esplicite che hanno accompagnato l’enunciazione dei dati contabili, il giudizio (o l’opinione, se si vuole) di Capobianchi, per conto dell’attuale Giunta e maggioranza amministrativa:


- i dati contabili del Comune sono preoccupanti e non si può ignorarli, perchè hanno e avranno conseguenze inevitabili, per l’Amministrazione e per la città e per i cittadini;
- questo bilancio, grave e fallimentare, è stato generato da scelte politiche volute per finanziare una “politica dell’apparire”, liberamente scelta e adottata, ma con danni oggi evidenti e soprattutto preoccupanti;
- delle scelte politiche e di bilancio effettuate dalle precedenti Amministrazioni e stato finanziario derivante, occorre rendere consapevoli i cittadini, e questo è il momento e l’occasione di farlo;
- la presente Amministrazione potrebbe adottare gli stessi metodi (”rifinanziarci, ottenere, nuove liquidità, spendere“, ma non lo farà, per la consapevolezza che si farebbe un sicuro danno alla Collettività.
L’opposizione (Francesco Luciani, PD) respinge il “tentativo dimettere sotto accusa le precedenti amministrazioni Vincenzi-Baisi” dichiarando che la denunciata politica dell’apparire è stata in realtà “la politica del fare”, come non era mai sta attuata a Tivoli. Tant’è che il suo compagno di partito, Di Biagio, avrà modo di aggiungere, in un suo successivo intervento, che “bisogna anche osare nella redazione di un Bilancio”, e che … “Tivoli , sia pure indebitandosi, è stata una città invidiata nella Valle dell’Aniene per le opere realizzate“. Baisi (Pd), invece, rivendicando la “giustezza” del bilancio 2009, invita a pensare che la situazione del Comune di Tivoli, in quanto a criticità di bilancio, è la stessa di altri Comuni d’Italia, soprattutto a causa delle rigidità del Patto di stabilità imposta agli Enti locali dal governo di centrodestra, dal mancato introito dell’Ici abolita sulle “prime case”, per i “tagli” crescenti al trasferimento delle risorse da parte dello Stato. Risponde Pisapia per l’Udc che queste sono argomentazioni per cercare di coprire “quella che è la realtà e soprattutto del come è stata amministrata la città”, aggiungendo che comprare con le cambiali è stato facile, ma che occoreva sapere a cosa avrebbero portato certe operazioni politiche fatte con bilanci “costruiti ad hoc”.


Da parte della coalizione della maggioranza, di rilievo le affermazioni fatte da Carrarini e da Centani. Netto l’intervento di un navigato Carlo Centani, che sulla base della relazione dell’Assessore al Bilancio, insiste nell’affermazione che sia giunto il momento della chiarezza (”e non c’è possibilità di fare chiarezza se non si conosce o non si vuole ammettere la realta!“) e, a tal proposito, rifacendosi ai rilievi mossi dalla Corte dei Conti, si augura che lo stesso Organo dello Stato voglia indagare. Poi, volutamente polemico, aggiunge che “la cittadinanza deve sapere come stanno le cose” non soltanto della gestione finanziaria del Comune, ma ugualmente di quelle delle “Società Partecipate”, a cominciare dall’Asa Spa, che negli anni aumenta costantemente i costi di gestione, scaricandoli, complice di chi ha governato la città, in forma debitoria sul Comune. Carrarini, per parte sua, annota che il centrosinistra, oggi all’opposizione, chiedendo pretestuosamente “proposte” dall’attuale amministrazione, quando si sta esaminando un consuntivo, “inutilmente tenta di far dimenticare la assoluta negatività del suo bilancio 2009″.

Nella replica da parte dell’Assessore al Bilancio, Capobianchi ribatte alle osservazioni ricevute punto per punto, rivendicando soprattutto il diritto ed anzi il dovere di aver dovuto rappresentare le difficoltà finanziarie e di cassa in cui versa il Comune di Tivoli e, a titolo personale, annota che personalmente, all’epoca, pur componente di una coalizione di centrosinistra (… irriso e deriso per le sue posizioni critiche dall’allora assessore al bilancio Picarazzi) aveva (documenti alla mano) nettamente denunciato certe scelte sbagliate, in particolare sulla pericolosa “finanza derivata”, come sugli inaccettabili trasferimenti di risorse dal Comune per coprire mancati introiti di tariffa da parte dell’Asa Spa.
Per la cronaca, inevitabilmente, il Bilancio 2009 del Comune, per quello che è, per quanto disastrato fosse (giustificato da una parte, condannato dall’altra) è stato approvato con ampia maggioranza consigliare. Qualcuno si è detto “contro,” ma poi …ha votato per “l’immediata esecutività” di ciò che non aveva approvato, qualcun’altro si è “astenuto”! Che dire: …non si ha motivo e possibilità di essere rilevanti, ma almeno l’originalità, per quanto incomprensibile ad un cittadino, ce la mettono. Tanto per gradire e per motivare la propria presenza, votata da cittadini ingannati o inconsapevoli o pervicacemente “clientes”, all’uso romano antico.
In merito 2° punto in discussione, non neno importante per la città e i cittadini, ovvero sul “riequilibio di Bilancio”, traducibile in “come la mettiamo, a conti fatti e tante cose chiarite, per andare avanti nell’anno in corso 2010?“, mi riservo di dirne in un post successivo.
Giuseppe F. Pollutri