Via “l’ingombro” da Piazza Trento, a Tivoli

19 Luglio 2010

 

spostamento opera mitoraj-2009 Per chi lo conosce era da aspettarselo. Roberto Borgia, Dirigente Scolastico del Liceo Ginnasio di Tivoli, dalle pagine de Il Cittadino di luglio 2010 è intervenuto ancora una volta sull’ingombro voluto qualche anno fa in Piazza Trento dall’ex sindaco Marco Vincenzi, a dispetto …di santi e madonne, nonché di appelli tutt’altro che immotivati, formulati e firmati da associazioni, personalità della cultura, cittadini.
Chi lo ricorda sa che nella recente campagna elettorale lot.net si fece promotore di una sensibilizzazione alla questione dei candidati alle Amministrative di marzo a Tivoli. E’ agli atti che dapprima Sandro Gallotti, oggi nuovo Sindaco della città, e Marino Capobianchi, attuale assessore nella nuova Giunta di Palazzo San Bernardino, sia pure in modo diverso, entrambi si dissero propensi a trovare una soluzione al problema, creato di fatto, della presenza della scultura-fontana nella Piazza Trento, in particolare in occasione della cerimonia annuale dell’Inchinata.
Ora, a entrambi il prof Borgia, tra i più puntuali nella denuncia del vulnus creato alla piazza e alla Cerimonia, con lettera personale chiara e consapevole, ha chiesto che per loro opera ed intervento, si ponga fine alla Commedia (oltremodo inutilmente costosa) o manfrina comunale, attuata nei due anni precedenti, di rimuovere “per ragioni di sicurezza” nei giorni dell’evento, per poi riposizionarla, tale e quale, l’opera di scultura di I. Mitoraj.
Le premesse che questa volta si trovi altra destinazione all’ingombro in questione ci sono tutte.
Noi da questo blog civicamente ne rivendichiamo un qualche merito, certamente non  più di altri che prima e dopo si sono adoperati per far ragionare, e sin’ora inutilmente, l’Amministrazione cittadina. 

- Si veda la precedente nostra nota sulla questione: Per il recupero civico religioso di Piazza Trento a Tivoli

- Per altre info e documentazioni fotografiche, per il testo della Petizione di R. Borgia, vai a:
http://xoomer.virgilio.it/robertobo/index.html/index.htm

Mitoraj “ingombro” Tivoli Piazza Trento

Da operatore d’arte, mi permetto peraltro di osservare – in coerenza con quanto ho scritto anche su questo blog –  di non poter concordare con una certo riconoscimento di valore in qualche modo dato o concesso  al manufatto in questione. La “scapocciata” o anche detta “mezza capoccia” dalla gente del posto, in realtà – come illustrato in una mia analisi storico-estetica  –  è un’opera presuntuosamente di taglio moderno ed ispirata ad una estetica del falso reperto classico, buono per ollivudiani e pacchiani rock-garden. Per cui annotare, sia pure per inciso nella Petizione qui riferita, che  il “maestro” Mitoraj  …“giustamente viene sottolineato essere uno dei più grandi scultori del mondo”, m’è parso strano e oggettivamente esagerato. Tanto più che il prof  R. Borgia, com’è noto, abbina alla sua professionalità didattica, quella di cultore dell’arte ed è autore di ricercate analisi storico-stilistiche di autentici maestri, specie in pittura, che hanno illustrato nei secoli Villa d’Este e Tivoli in genere. Mi consola, intellettualmente, che quel suo extra-ordinario giudizio, formulato con l’allocuzione “viene sottolineato essere…”,  in realtà è un riferire opinione ‘sentita’ su cui non si entra nel merito.
E’ il caso di dire “Ecco come nascono le leggende metropolitane, anche in arte: dire che qualcosa o qualcuno valga, oltre ogni dire, perché altri così hanno detto e dichiarato”.
Alle volte la necessaria diplomazia fa questi scherzi. Incomprensibili per me che poco mi esercito anche in tale disciplina. E’ sicuramente un mio difetto, lo ammetto da liberale, purchè mi si consenta sempre di poter dire la mia “libera opinione”.  
Come in questo caso.

Giuseppe F. Pollutri

- quanto ho scritto di Igor Mitorai a Tivoli e l’arte sua


Danzando (in scena) la vita

6 Luglio 2010

 

Teatro DanzaCome per un quadro ‘astratto’ per colore, ma di forme e movenze note e pur nuove, ho visto su di un palco, in scena, la musica (la vita). Stasera ho potuto vedere intessuta di suoni, voci e colori, la grazia, la forza, la seduzione del corpo, la sua capacità espressiva e comunicativa, la voglia di recitare cantando col corpo.


La magia, quegli stati di grazia che vorresti non finiscano mai, l’ho vista realizzare nel cortile del D’Avalos di Vasto, in una notte serena di luglio. Autori e protagonisti quelli de “La Luna Dance Center”, interpreti soprattutto le numerose ragazze e donne venute dalla consorella adriatica Ancona.
Numerosi e vari i quadri messi in scena. In qualche caso, così a me è parso, una rap-presentazione fin troppo insistita nel dipingere una vicenda o una situazione di vita (storica o del tempo dell’oggi) che allo spettatore privo di un sia pur breve ma puntuale annuncio, pareva dovesse sfuggire di senso e comprensione profonda…
“Se io vi dessi parole di spiegazione” – mi sono sentito come rispondere dalla scena, con parole citate (ma che io riporto a memoria) di Pina Bausch, coreografa autrice, sorta di musa ispiratrice cui era dedicata la serata – “vi direi quel che io vedo, mentre io devo lasciar vedere voi, quel che voi avete capacità o voglia di vedere e sentire, immaginare o percepire”. E questo, per la verità, l’ho visto possibile, in modo naturale e gratificante, negli ultimi quadri, dove tutti gli interpreti - guidati da una magistrale regista introdottasi anch’essa in scena (Simona Ficosecco) - come spogliati persino da un compito narrativo, hanno semplicemente danzato la vita. Una simbiosi corale di suoni e colori, di movenze e significazioni, interfacciando alle note musicali, diffuse con ritmi incessanti e di ritorno come suono medievale di ghironda, la propria persona (maschera ed essenza individuale), il cromatismo accentuato dei panni indossati, i visi ispirati e sorridenti, i capelli fatti simboli non solo sessuali, i gesti coreografici nello spazio, la grazia delle movenze, la evidente felicità di mettere in scena una comune voglia esistenziale.

Confesso: anch’io spettatore mi sono sentito, con loro e attraverso il loro teatro-danza, appagato e felice di vivere.

Giuseppe F. Pollutri

Notazione doverosa:
lo spettacolo “Omaggio a Pina Bausch” è stato portato nel Cortile dal “vastese di fuori” Cristiano Marcelli, un capace ed entusiasta Direttore della sopra indicata La
Luna Dance Center del Conero. 

logo la LDC  www.lalunadancecompany.com

per altre immagini di scena:  
http://www.flickr.com/photos/skino/show/with/3780154899/


Tivoli, dove osa l’ASA (a spese di tutti)

5 Luglio 2010

Riceviamo e pubblichiamo

 Asa Tivoli “Toc toc, bussano i creditori al Comune. Sono banche e la discarica: Smaltire la mondezza costa. Costa caro!” 

Sulla raccolta della mondezza si sconta l’avventurismo imprenditoriale del Centrosinistra al governo della città”.
Massimo Messale, presidente del Consiglio comunale, il Bismarck di Tivoli, con pacatezza ha così esordito nell’incontro specificamente dedicato al problema. Non gli si può dar torto.

La demagogia di trasformare il pubblico in pseudo-privato dandogli la fonte più ghiotta di possibile ricchezza del Comune, la raccolta dei rifiuti e gestione dei rifiuti, si è trasformata in nuova povertà per Tivoli che deve risolvere un bubbone da 13 milioni di euro che ogni anno produce 800 mila euro di debito: Asa Spa.
Una cosa è certa: Asa Spa così com’è non può sopravvivere. Il Collegio revisori conti ha stabilito l’illegittimità del contributo che il Comune versa per tenerla a galla. Un versamento di risorse - pur comprensibile dall’amministrazione pubblica dell’ente Comune verso la società che svolge un servizio pubblico - che non è legittimo perché dal 2006 la normativa vuole che i conti per il servizio di raccolta dei rifiuti conti solo sulle tariffe per essere ripianati. In altri termini è del tutto contro legge l’aiuto di Stato davanti qualsiasi spesa pubblica che prevede un tariffario  che per definizione è a remunerazione del servizio. Il debito di Asa Spa con le banche e con la società che gestisce la discarica a fronte ha anche molti crediti non esatti. Infatti le riscossioni verso i cittadini per il servizio di raccolta e gestione dei rifiuti sono state molto blande. In molti a Tivoli non pagano da tre anni la mondezza.

In questa condizione di grande vacuità il governo di Centrodestra della città si trova a ripianare i debiti contratti dalla decennale amministrazione di Centrosinistra.
Quindi non è improbabile che i cittadini di Tivoli si trovino bersagliata dagli esattori, ma per gli errori fatti in passato non dalle spese che gli attuali amministratori, chiamati a coprire la voragine immensa, hanno fatto. Un lavoro ingrato per gli uomini di Gallotti che in questi anni hanno indicato l’Asa come fonte di sperpero del Comune ed ora proprio loro debbono provvedere alle politiche per risolvere il problema. Quindi c’è l’obbligo di dismissione del capitale sociale del 40% chiesto dalla legge entro il 31 dicembre 2011. E altri termini, vendere. Ma questa soluzione potrebbe essere un rimedio ancor peggiore del male perché sull’affare della mondezza potrebbe avventarsi un privato che fiutando l’affare di acquisire una Società decotta poi potrebbe gestire una partita che ovunque è risultata milionaria.  
Sulla raccolta e gestione mondezza in Italia e nel mondo imprese specializzate hanno fatto la loro ricchezza. Nel momento in cui la questione gestione e raccolta dei rifiuti fosse in mano a un’impresa gestita da logiche private non ci sarebbero remore ad alzare i costi per il cittadino ed il recupero crediti suonerebbe come una mannaia per chiunque sia rimasto attardato nel pagare. Se il nuovo governo della città non si vuole trovare tra capo e collo chi fa il padrone in casa propria con grande risentimento da parte dei cittadini che si troveranno a pagare quel che non hanno pagato negli anni deve arrivare a una soluzione diversa. Questa può essere solo la privatizzazione, ma in un progetto più ampio che renderebbe l’Asa più appetibile. Se infatti l’Asa facesse l’impianto per il trattamento dei rifiuti che l’asse Est con Guidonia si rimpalla da venti anni avrebbe dato una risposta a un problema dell’area e creato una fonte di reddito per la Società. La peggiore delle soluzioni invece sarebbe se il dibattito si avvitasse tutto sulle scelte sbagliate fatte nel passato. In particolare l’anno che ha stabilito una svolta è stato il 2001 quando l’azienda speciale fu trasformata in Società di capitale che obbliga per legge a privatizzarsi entro due anni. Questo non fu fatto. Mancando all’appuntamento sul trattamento dei rifiuti l’azienda ha pagato pesantemente il passaggio tra Tarsu e Tia incrementando gli oneri da parte dei contribuenti.
L’errore quindi che l’attuale amministrazione addita ai suoi predecessori consiste nell’aver trasformato l’Asa in multiservizi. Oltre all’affare mondezza l’Asa diventava impresa che si occupava di attività come affissione manifesti, gestione spazi pubblicitari, organizzazione manifestazioni ed eventi. Nel settembre 2009 si è aggiunta anche la gestione degli impianti Arci. Quindi ambiti di attività che non riguardano il core-business della raccolta e gestione dei rifiuti. Quindi da Asa spa è nata Asa Srl con il primo affidamento della gestione parcheggi. L’obiettivo consisteva in scorporare quei servizi da Asa spa per poi concentrare questa azienda nel mondo dei rifiuti e trovare partner in grado di farla crescere esclusivamente sull’affare-mondezza.
Ora, quindi, l’Asa Srl viaggia in attivo. Non poteva essere che così, visto che gestisce servizi che danno immediato riscontro monetari. In questo modo è stato tolto ossigeno ad un’impresa che viaggiava in affanno come Asa Spa specializzata in raccolta dei rifiuti per poi conferirli in discarica all’Inviolata. Parcheggi, manutenzione verde pubblico, affissione manifesti potevano essere fonte di ossigeno per un’Asa Spa in decozione. Oggi quei soldi non li gestisce direttamente nemmeno il Comune ma Asa Servizi.” - Angelo Nardi   

 locandina da Asa Tivoli Quando le parole sono perfettamente ‘pubblicitarie’, e il cittadino vorrebbe che fossero di sostanza

A quanto sopra non è necessario aggiungere altro. Aprezzabili (e forse senza altra via d’uscita) le soluzioni che la nuova Amministrazione dovrà dare al problena, ed anzi ai molteplici e vari ‘imbrogli’ creati “per scelta politica” da una decennio di governo dissennato. Un modo di governare, se possiamo dirlo, tipico di Sinistra: gli onori e i guadagni di vario genere (a cominciare da quelli del consenso elettorale) sono propri, e i debiti sono …del Comune, o meglio della Collettività. 
Per intanto chiarezza  e consapevolezza, e l’articolo di A. Nardi sopra pubblicato appare assai utile allo scopo. 


all’Israelitico di Roma

5 Luglio 2010

ulivo nel giardino

Quella fronda d’ulivo indorata dal sole,
quel ramo nodoso segnato dal tempo,
quella pietra solcata dall’acqua e temperie. 

In questo mattino d’un principio d’estate
mi sono scoperto appagato di vivere,
palpitando soltanto, senza voce di parola
come la fronda leggera, come la corteccia
bruna di quel tronco vecchio e rugoso,
come il masso lì messo, nella terra fiorita
su cui passeggero do respiro al mio cuore
e qui, per esistere, semplicemente siedo. 

Giuseppe F. Pollutri


tu quoque, Anna Laura?

25 Giugno 2010

Leggo e osservo

Succede quando la memoria è corta, e l’intelligenza viene fatta tappeto, o peggio scendiletto per la propria  strumentalità comunicativa. Capita che la Anna Laura Consalvi, nota Direttore di parte (sinistra) del periodico Dentro Magazine, in un suo  articolo di oggi sullo stato dell’arte della disastrata finanza istituzionale tiburtina,  sia pure a resoconto dell’ultimo Consiglio sul Bilancio della Superba, scopre che quei tali della corte vincenziana, a Tivoli ne hanno fatte e disfatte nella loro più che decennale gestione …più di Carlo in Francia. Forse perchè svagata abitante della Città dell’aria, troppo impegnata a difendere fede ortodossa pdiana e poltrona di Lipiello, fa capire  (o vorrebbe dire) che di tutto questo non se ne era mai accorta. Eppure, com’è in certa teoria di magistratura militante, da attenta giornalista “non poteva non saperlo”.

Per tanto, non polemizzo ma chiedo: - Lo ha mai manifestato prima?

Ultima perla del suo intervento sul “disastro” tiburtino: dopo aver concesso che a questo punto l’austerity è cosa d’obbligo, considerati i misfatti politico-finanziari del regime sinistro-vincenziano (regime per regime attribuisce  a tale “cricca” …sistemi da “minculpop” di memoria fascista) ,  completa il suo dire come se fosse su un palco comiziante con un populistico e qualunquistico “peccato che i sacrifici si chiedano sempre agli stessi“!

Che avrà voluto dire…, si chiederebbe la Simona Marchini di un noto e ironico interloquire radiofonico?  Di certo avrà voluto rivendicare tutta la sua demagocica appartenenza al Popolo,  di quelli che cantano, stonati alla Santoro (magari con i milioni, dico di euro, in tasca) … Oh Bella, o bella ciao!

ilbraccioeilpugno GFP


con la matita e con i colori

24 Giugno 2010

V. Mattei in mostraDipingere con la matita coagulare emozioni con i colori, è quanto ho visto fare da Valentina Mattei, nella sua mostra in corso a Tivoli sino al 27 giugno 2010, nella sala comunale Roesler Franz.

Come i visitatori di questo blog sanno, in genere quì ci occupiamo di politica,  per lo più di problematiche cittadinie, sociali e civili, ma - come altre volte - trattiamo anche di poesia e in questo caso di arte.

Non è facile trovarla nelle mostre, pur se presupposta da chi espone e facilmente data per certa dai visitatori nel libro delle firme, a prescindere dal sapere di quello di cui si sta scrivendo.
Parlo dell’arte: del saper disegnare, del saper “dare di colore”, del saper modellare e scolpire. Parebbe scontato ma non lo è. Non è tutto, ma è la “conditio sine qua non” di cui dicevano i romani. Aver “imparato l’arte” (e la Mattei può dirlo, per i suoi studi d’Accademia, in Italia, in Spagna e in Francia) naturalmente non basta. Occorre che ci sia poi altro da parte dell’autore, soprattutto la voglia di esprimersi, di manifestare, di creare forme, immagini, come risultato di un’elaborazione fantastico-eidetica, per giungere - ecco il prodigio della creazione artistica, se l’arte è cosa propria - a proporre, a chi guarda, stimoli per la conoscenza, per il sogno, per il ricordo, per la visione, per il solo piacere - perchè no - di vedere. E guardando i tanti visi materializzati su cartoncino dalla Mattei, si dimentica che sono traccia di una matita (una matita che dipinge) e si entra, attraverso gli occhi, il viso, il gesto, l’abbigliamento non meno, nel mondo dell’anima che le “persone” ritratte hanno dentro e si portano con sé.

ritratto etnico (intero)

ritratto etnico

cromoastratto

 

La giovane pittrice unisce e alterna al nero denso e intenso dei ritratti tele in acrilico ricche di cromatismo, forte e fantasioso, per suscitare emozioni istintive, abs-tratte dalla realtà ma non casuali, frutto di rigore formale e soprattuto di sperimentata sensibilità coloristica. Anche qui l’arte di (dipingere) è essenziale, e quest’artista la conosce e ad-opera. Capacità innata sicuramente, ma necessariamnete maturata con l’esercizio di studio che permette, a chi vede e guarda, di andare oltre la sostanza materica del manufatto-opera, per approdare alle sensazioni, ai sentimenti che hanno animato l’autore nel suo gesto creativo e, non meno, di attivare e sperimentare le proprie. E’ la definita “opera aperta” di U. Eco, saggista, un approccio all’arte ormai condiviso e diffuso nella cultura contemporanea. E’ possibile solo se c’è autentica arte.

 l’artista in mostra

Averla riscontrata nelle opere di Valentina Mattei è stata una gradita sorpresa.
Devo aggiungere – riconosciamolo – che difficilmente è in mostra dalle nostre parti.

(G.F. Pollutri)


Altro che Superba!

23 Giugno 2010

Scultura Mitoraj a piazza Trento (foto gfp08)

“Tivoli. Altro che Superba! Il consuntivo finanziario mostra un Comune in sofferenza economica” (A. Nardi)


Riceviamo e pubblichiamo:

“A Pollutri, coautore di LOT.net”
“Ho apprezzato e apprezzo le tue note e ho letto con interesse il tuo resoconto su quanto è emerso nell’ultimo Consiglio Comunale di Tivoli.
Sostanzialmente concordo. Io stesso nella mia nota “A Tivoli più debiti che idee”, pubblicata sul mensile “Cittadini & Salute” prendo le mosse dalle seguenti considerazioni di partenza:

“Dodici anni di politica dell’apparire hanno nascosto i problemi della città. Le casse sono vuote. Tivoli si scopre povera e si sveglia dal sogno di una corsa al facile taglio dei nastri che deriva dalla logica del “Paga Pantalone”. Scopre di aver fatto il passo più lungo della gamba e non per realizzare opere pubbliche, bensì per attività finanziarie azzardate come operare con presunto avanzo di cassa e sottoscrivere i derivati.”

Questo non ci esime peraltro di porre in chiaro alcuni punti critici e in Consiglio la relazione del consuntivo di Capobianchi Marino, assessore al Bilancio, a mio avviso mancava proprio di questa parte sostanziale. Non si può proporre il project financing a quindici anni dal suo sdoganamento in Italia e dai suoi pallidi risultati nelle amministrazioni locali. L’idea sulla quale insisto è che invece un assessorato-dirigenza attivi rapporti con Bruxelles in modo costante e quotidiano, al fine di procacciare finanziamenti per Tivoli. La Città dell’Arte può farlo. Ha storia, ha rinomanza, ha veri siti di interesse mondiale. Su queste grandi entità deve costruire la sua forza.

La storia dei debiti pregressi ereditati non può durare a lungo. Molto prima di quanto ci immaginiamo bisognerà operare soluzioni, ancorchè trovarle. E allora non si potrà dire: abbiamo ereditato una città in deficit economico, che possiamo farci? I cittadini vorranno risposte e le cercheranno dagli amministratori in carica.

Esser amici di un’amministrazione e aver lavorato in concerto a una logica, significa apportare le proprie sollecitazioni affinchè non si dormi sulle cose, ma ci si muova al più presto, ed è l’idea di dinamismo che manca in questo corso.

Nel mio modestissimo campo prospettivo mi permetto di dire la mia, e l’ho fatto con un’articolo che può essere letto per intero, anche on-line, sul sito http://www.cittadiniesalute.it/a-tivoli-piu-debiti-che-idee/

Il compito assegnato dalla Costituzione a persone del mio, del nostro, ruolo consiste anche in questo.” Angelo Nardi

nota di redazione:

- per chi volesse conoscere meglio  idee e qualità di scrittura di Nardi:

immagine da ilNardi blog http://www.ilnardi.net/

 


Tivoli, in Comune: Vediamo quanti soldi ci sono in cassa

22 Giugno 2010

 tempo di bilancio

E venne il giorno di fare due conti (”… quanti soldi abbiamo in cassa, al Comune?”). Anzi, i conti per noi cittadini se li è fatti il nuovo Assessore con delega al Bilancio, Marino Capobianchi. Li ha portati lì in Consiglio, e su di essa - ieri 21 giugno - si è aperto un ampio dibattito fra maggioranza e minoranze. 
All’ordine del giorno, al primo punto, c’era l’approvazione del consuntivo dell’anno 2009
. La nuova maggioranza, eletta nei mesi scorsi, si è trovata a dover approvare una manovra economica, di un esercizio gestito
da un governo di centrosinistra oggi all’opposizione con criteri dichiaratamente oggi definiti “non condivisi”, se non sbagliati e “perversi”,  Tant’é. Qualcuno fra il pubblico (quello che viene detto il popolo) ha buttato lì un “Insomma, compà, …pochi soldi e tanti buffi“!

Dicevamo “con ampio dibattito”, come suol dirsi, in realtà, se molti sono stati gli interventi e neppure tanti vista l’importanza del tema, la contrapposizione si è articolata nella presentazione dei dati contabili che hanno fotografato il recente passato amministrativo, lo stata di cassa del Comune allo stato presente e la risposta di chi, oggi opposizione, ovviamente si è sentito sotto accusa e ha risposto con due affermazioni:

- l’attuale maggioranza con la “messa in piazza” di questi conti vuole inutilmente dare la caccia alle streghe” o “scoperchiare il vaso di Pandora“;
- “siate più costruttivi e dite voi piuttosto cosa volete fare e come volete governare“.

Ma cosa aveva detto in apertura nella sua relazione l’Assessore Capobianchi? Dati alla mano ha illustrato una “stato di cassa” pesantemente deficitario, preoccupante non poco per chi comunque sa che deve amministrare e dare servizi correnti e risposte strutturali alle esigenze dei cittadini. A quei cittadini che leggono questo mio spazio libero, che vorrebbero saperne qualcosa di più, pur non potendo assistere ai lavori di un Consiglio comunale, non starò qui a dire dei “prestiti obbligazionari rovinosi e incauti”, di “disavanzo di competenza”, di “spese fuori bilancio”, di “avanzi primari di gestione erosi da deficit strutturali”, di “derivati ” (finanziaria creativa adottata per fare cassa e possibilità di spesa da parte del precedente assessore al bilancio), di “Partecipate” (Asa spa e Asa Servizi, di Tivoli Forma, Acque Albule). Riporto invece quello che in estrema sintesi è stato,  indirettamente, ma anche con le affermazioni politiche esplicite che hanno accompagnato l’enunciazione dei dati contabili, il giudizio (o l’opinione, se si vuole) di Capobianchi, per conto dell’attuale Giunta e maggioranza amministrativa:

M. Capobianchi espone03 M. Capobianchi espone02 Assessori, Poggi e R. Luciani

Consigliere A. Napoleoni Apertura di Bilancio Cons. Di Biagio PD

i dati contabili del Comune sono preoccupanti e non si può ignorarli, perchè hanno e avranno conseguenze inevitabili, per l’Amministrazione e per la città e per i cittadini;

- questo bilancio, grave e fallimentare, è stato generato da scelte politiche volute per finanziare una “politica dell’apparire”, liberamente scelta e adottata, ma con danni oggi evidenti e soprattutto preoccupanti;

- delle scelte politiche e di bilancio effettuate dalle precedenti Amministrazioni e stato finanziario derivante,  occorre rendere consapevoli i cittadini, e questo è il momento e l’occasione di farlo;

- la presente Amministrazione potrebbe adottare gli stessi metodi (”rifinanziarci, ottenere, nuove liquidità, spendere“, ma non lo farà, per la consapevolezza che si farebbe un sicuro danno alla Collettività.

L’opposizione (Francesco Luciani, PD) respinge il “tentativo dimettere sotto accusa le precedenti amministrazioni Vincenzi-Baisi” dichiarando che la denunciata politica dell’apparire è stata in realtà “la politica del fare”, come non era mai sta attuata a Tivoli. Tant’è che il suo compagno di partito, Di Biagio, avrà modo di aggiungere, in un suo successivo intervento, che “bisogna anche osare nella redazione di un Bilancio”, e che … “Tivoli , sia pure indebitandosi, è stata una città invidiata nella Valle dell’Aniene per le opere realizzate“.  Baisi (Pd), invece, rivendicando la “giustezza” del bilancio 2009, invita a pensare che la situazione del Comune di Tivoli, in quanto a criticità di bilancio, è la stessa di altri Comuni d’Italia, soprattutto a causa delle rigidità del Patto di stabilità imposta agli Enti locali dal governo di centrodestra, dal mancato introito dell’Ici abolita sulle “prime case”, per i “tagli” crescenti al trasferimento delle risorse da parte dello Stato. Risponde Pisapia per l’Udc che queste sono argomentazioni per cercare di coprire “quella che è la realtà e soprattutto del come è stata amministrata la città”, aggiungendo che comprare con le cambiali è stato facile, ma che occoreva sapere a cosa avrebbero portato certe operazioni politiche fatte con bilanci “costruiti ad hoc”.

Consigliere C. CentaniConsigliere C. Centani

Da parte della coalizione della maggioranza, di rilievo le affermazioni fatte da Carrarini e da Centani.  Netto l’intervento di un navigato Carlo Centani, che sulla base della relazione dell’Assessore al Bilancio, insiste nell’affermazione che sia giunto il momento della chiarezza (”e non c’è possibilità di fare chiarezza se non si conosce o non si vuole ammettere la realta!“) e, a tal proposito, rifacendosi ai rilievi mossi dalla Corte dei Conti, si augura che lo stesso Organo dello Stato voglia indagare. Poi, volutamente polemico, aggiunge che “la cittadinanza deve sapere come stanno le cose” non soltanto della gestione finanziaria del Comune, ma ugualmente di quelle delle “Società Partecipate”, a cominciare dall’Asa Spa, che negli anni aumenta costantemente i costi di gestione, scaricandoli, complice di chi ha governato la città, in forma debitoria sul Comune. Carrarini, per parte sua, annota che il centrosinistra, oggi all’opposizione, chiedendo pretestuosamente “proposte” dall’attuale amministrazione, quando si sta esaminando un consuntivo, “inutilmente tenta di far dimenticare la assoluta negatività del suo bilancio 2009″.

Assessore M. Capobianchi espone01

Nella replica da parte dell’Assessore  al Bilancio, Capobianchi ribatte  alle osservazioni ricevute punto per punto, rivendicando soprattutto il diritto ed anzi il dovere di aver dovuto rappresentare le difficoltà finanziarie e di cassa in cui versa il Comune di Tivoli e, a titolo personale, annota che personalmente, all’epoca, pur componente di una coalizione di centrosinistra (… irriso e deriso per le sue posizioni critiche dall’allora assessore al bilancio Picarazzi) aveva (documenti alla mano) nettamente denunciato certe scelte sbagliate, in particolare sulla pericolosa “finanza derivata”, come sugli inaccettabili trasferimenti di risorse dal Comune per coprire mancati introiti di tariffa da parte dell’Asa Spa.

Per la cronaca, inevitabilmente, il Bilancio 2009 del Comune, per quello che è, per quanto disastrato fosse (giustificato da una parte, condannato dall’altra) è stato approvato con ampia maggioranza consigliare. Qualcuno si è detto “contro,” ma poi …ha votato per “l’immediata esecutività” di ciò che non aveva approvato, qualcun’altro si è “astenuto”! Che dire: …non si ha motivo e possibilità di essere rilevanti, ma almeno l’originalità, per quanto incomprensibile ad un cittadino, ce la mettono. Tanto per gradire e per motivare la propria presenza, votata da cittadini ingannati o inconsapevoli o pervicacemente “clientes”, all’uso romano antico.

In merito 2° punto in discussione, non neno importante per la città e i cittadini, ovvero sul “riequilibio di Bilancio”, traducibile in “come la mettiamo, a conti fatti e tante cose chiarite, per andare avanti nell’anno in corso 2010?“, mi riservo di dirne in un post successivo.

Giuseppe F. Pollutri


Tiburturistica nella Rete (Oltre le Ville)

13 Giugno 2010

passare tempo in piazza

La questione è nota, è quella di sempre, e risponde alla domanda: Quale turismo a Tivoli (e per precisare, quale turismo ha Tivoli, quale turismo merita Tivoli)?

Chi  legge questa mia nota è chiaramente uno che frequenta “la rete” internettiana. Chi apre sporadicamente o quotidianamente la finestra sul world wide web sa che ormai nulla esiste nella realtà sociale e fisica del nostro mondo che non abbia immagine (o porta d’accesso) nella rete. T’antè che ormai, se vuoi sapere qualcosa, se vuoi avere notizie di un qualcosa o di un qualcuno persino, ti colleghi e – se non hai un preciso indirizzo – si sa, chiedi ad un motore di ricerca e trovi immediatamente se non tutto sicuramente molte ma molte notizie. Se ad esempio ti chiedi dove andare in vacanza, dove fare una gita, dove trovare eventi o luoghi e cose da visitare, apri google, ad esempio, e chiedi, digitanto solo una parolina, di sapere quel che ruota o si dice attorno a quella parola o a quel nome . Come detto, in genere le notizie, i siti, i portali, che ti appaiono sono tanti, a volte sin troppi, ma non sempre, e non per difetto della rete, ma solo perchè l’uomo (o chi dovrebbe, come nei siti “pubblici”, pagato con “denaro pubblico”) non ha dato …dati alla rete. Credo che sia il caso di Tivoli, del Comune o della Città di Tivoli.

 Tivoli Scud. Estensi

Facendo finta che io viva altrove, in Italia o nel mondo, ho voluto informarmi dalla rete cosa oggi trovo a Tivoli per farmi una ‘gita’, se non un soggiorno, da queste parti. Chiamato Google (avrei potuto farlo con Virgilio o altri motori di ricerca) ho digitato “mete turistiche nel lazio”. Il risultato è stato (provate anche voi) che fra una decina di siti elencati mi è stato veramente difficile, aprendoli uno per uno, trovare persino citata o indicata la nostra cittadina. Un globeholidays.net, nella sua pagina “Lazio - le città termali” sembra ignorare persino Tivoli Terme (denominate nel sito del nostro Comune ancora …Terme di Roma), come ignora la stessa Tivoli in “città e cittadine”. Certamente se digiti direttamente “Tivoli” un po’ di info - per restare ai luoghi da visitare - le trovi, da quello di Villa d’Este a quello di Villa Adriana (dal momento che questi siti fisici “patrimonio dell’Unesco” hanno, sia pur scarni,  siti-web istituzionali), ma tutto si compendia, al solito, nei termini di “Tivoli e le sue ville”, per usare la dicitura di un portale del turismo. Certo, vediamo che il sito “Comune di Tivoli”, il primo  elenco risultante dalla ricerca, ha una sua versione “turistica” oltre che amministrativa. Allora lo apro, per sapere “che fanno a Tivoli” di questi tempi. Clicchiamo e vediamo.

  • Manifestazioni: “Festival Villa Adriana 2010” (che com’è noto è cosa dell’Auditorium di Roma - Parco della Musica, allestito nella Villa che fu di Adriano imperatore). Spettacoli – com’è stato giustamente pubblicizzato, di qualità intrinseca e internazionale, ma di richiamo per spettatori  che tranquillamente non si sogneranno affatto di venire su anche in città (…se a Tivoli non c’è altro!)..
  • Mostre: …………… (pagina bianca).
  • Teatro: Stagione teatrale al Giuseppetti, stagione 2009/10 (conclusa?).
  • Feste e ricorrenze: le solite, da Sant’Antonio di Via Maggiore in gennaio, al “presepe” Natale, succintamente elencate.

Certo c’è anche una specifica Sezione “Turismo”, all’interno della quale non manca qualche notizia sulla città nella sua evoluzione storica, non mancano alcune indicazioni del dove mangiare ed eventulamente dormire, mentre – curiosamente – se clicchi su “Palazzi storici” ti arriva lo strano avviso: “non sei autorizato”! (magari semplicemente per non dire che …nulla in merito c’è nel sito).

Allora, l’internauta si chiede, in concreto: - Cosa c’è da andare a ‘vedere’ a Tivoli, oltre le Ville e …in attesa che autorizzino la visita ai Palazzi? Boh!?
Al che, ancora … una domanda sorge spontanea (diceva Lubrano di Rai3): Non c’è altro da quelle parti, o semplicemente si trascura di dirlo o di farlo sapere? Forse, anzi sicuramente, come noi di Tivoli sappiamo: l’uno e l’altro.

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La nuova Amministrazione eletta a Tivoli ha di recente nominato Vincenzo TropianoAssessore alle politiche per lo Sviluppo delle Attività Produttive, Commercio e Turismo”. Chi lo conosce sa che alla già maturata esperienza di consigliere comunale unisce preparazione professionale e soprattutto dinamicità fattiva e instancabile. Al che, ai molti interrogativi di sopra ne aggiungo ancora qualche altro: Riuscirà a modificare il quadro di cui sopra dando al turista, di un giorno almeno, motivo di venire a Tivoli, anche e a prescindere dalla scontata visita in stile “toccata e fuga” di Villa d’Este, e magari di farlo sapere (con i mezzi che lui riterrà opportuni e adeguati) anche sulla Rete?

A lui, noi di LOT.net diciamo: più che “congratulazioni” un necessario “buon lavoro” e non meno un “buona fortuna”! L’augurio ultimo è scontatamente anche per noi tutti, cittadini di Tivoli.

Giuseppe F. Pollutri


arte e cultura, localismo e qualità

2 Giugno 2010

 assessore e relatori

Tivoli, 1° Giugno, alle Scuderie Estensi.

Per iniziare, se si vuole per ricominciare, una politica per la cultura, con la nuova Amministrazione tiburtina, con un nuovo Assessore, il giovane Riccardo Luciani.

Presenti in sala numerosi rappresentanti delle Associazioni, artisti di varie discipline, operatori della cultura locali.

tavolo relatori L’occasione di un primo incontro con l’Assessorato è stato reso possibile dalla presentazione dell’imminente FESTI.VA.L (Festival Internazionale di Villa Adriana – Lazio), giunto alla sua IV edizione, in programma nell’area archeologica della Villa di Adriano, dal 15 giugno al 18 luglio 2010.

manifestazione in corsoin sala

ascoltatorepubblico in sala

Com’è noto, l’Evento è prodotto dall’Auditorium Parco della Musica di Roma e promosso dalla Regione Lazio, con spettacoli di alto livello e da parte di artisti internazionali. Ancora una volta il luogo adrianeo offre un sito-occasione per un “unicun di archeologia, storia, musica, danza e teatro”.

Chiaramente una manifestazione non locale ma solo localizzata nel Comune, che con il contesto socio-culturale di Tivoli non ha nulla a che fare se non come eventuali fruitori aggiunti. Questo, immagino sia stato percepito in sala, da parte dei convenuti, che prendendo la parola su invito dell’assessore Luciani, hanno manifestato nei loro interventi,  in forza di una propria identità – culturale, artistica, ambientale – il desiderio di potersi esprimere e di essere supportati come necessario e in vario modo dall’ente pubblico. In particolare abbiamo preso nota della richiesta “ad essere ascoltati e consultati” formulata dalla rappresentante di una Consulta di Associazioni denominata “Tivoli Arte”, da parte di ambientalisti del Parco Archeologico dell’Aniene che si dicono confortati dall’attenzione già data dall’assessore alle loro attività, del Comitato per Pontelucano che rivendica la positività di associazioni che abbiano e mantengano legami con il territorio, la Anna Benedetti per l’Associazione Villa D’Este che, “con le proprie forze e con qualche contributo”, ancora quest’anno riuscirà ad allestire il suo “Premio Donna”.

Assessore R. Luciani La risposta dell’Assessore registrata è quella che da parte sua ci sia tutta la disponibilità personale e continua ad ascoltare e a dare tutto il sostegno possibile, ma che comunque associazioni e convenuti debbano tener presente che “le casse” del Comune di Tivoli appaiono in questo momento, per ragioni varie, in forte sofferenza.

A incontro chiuso, ciascuno dei partecipantoi può aver avuto l’idea di un amministratore pubblico sicuramente attento e disponibile, ma che, con chiaro e onesto realismo, non poteva che invitare tutti a restare con i piedi per terra nelle proprie aspettative.

Riteniamo che il nuovo assessore alla cultura del nostro Comune avrà un compito non facile, ma tutto da affrontare e da risolvere, eventualmente con la capacità di procurasi sponsorizzazioni, pubbliche e private, per conseguire un obiettivo irrinunciabile, sia per la Cultura come per la Politica: coniugare non solo le idee con i mezzi per realizzarli ma, soprattutto, il localismo con la qualità.

A mio avviso nella nostra città occorre che ci si renda conto che se da un lato qualsiasi elemento, proposta, voglia di fare e manifestare cultura vada apprezzata e sostenuta, dall’altra occorre consapevolezza che Eventi d’Arte, che diano immagine, richiamo e frequentazioni di pubblico, cittadino o di fuori, non possono essere che quelli di qualità, ciascuno nel suo specifico. Occorre avere consapevolezza che Tivoli è una città che deve produrre “cultura” all’altezza della fama internazionale di cui gode e non un paese in cui basta allestire mercatini e musiche di piazza.

Ove questa consapevolezza e rigorosità critico intellettuale sarà in grado di affermarsi, sia negli operatori culturali che nei rappresentanti pubblici (non solo comunali, ma provinciali, regionali e anche nazionali), anche nell’antica e nuova Tibur si potrà parlare veramente di “città d’arte e di cultura”. Il folclore (il dopolavoro, l’obbistica, il dilettevole, sia pure il meritevole sociale e/o ambientalista) è altra cosa.

Occorre fare un passo avanti e nella giusta direzione. Ne saremo capaci?
Proviamoci.

(G. F. Pollutri)