lettera

9 Marzo 2010

dal Presidente ai cittadini

provocatoria dal “popolo viola”

dal web

Ecco come il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha risposto attraverso il sito web del Quirinale ad alcuni cittadini che chiedevano chiarimenti in merito al decreto emanato dal Governo.

“Egregio signor Magni, gentile signora Varenna,
ho letto con attenzione le vostre lettere e desidero, vostro tramite, rispondere con sincera considerazione per tutte le opinioni dei tanti cittadini che in queste ore mi hanno scritto.
Il problema da risolvere era, da qualche giorno, quello di garantire che si andasse dovunque alle elezioni regionali con la piena partecipazione dei diversi schieramenti politici. Non era sostenibile che potessero non parteciparvi nella più grande regione italiana il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo, per gli errori nella presentazione della lista contestati dall’ufficio competente costituito presso la corte d’appello di Milano. Erano in gioco due interessi o “beni” entrambi meritevoli di tutela: il rispetto delle norme e delle procedure previste dalla legge e il diritto dei cittadini di scegliere col voto tra programmi e schieramenti alternativi. Non si può negare che si tratti di “beni” egualmente preziosi nel nostro Stato di diritto e democratico.
Si era nei giorni scorsi espressa preoccupazione anche da parte dei maggiori esponenti dell’opposizione, che avevano dichiarato di non voler vincere – neppure in Lombardia – “per abbandono dell’avversario” o “a tavolino”. E si era anche da più parti parlato della necessità di una “soluzione politica”: senza peraltro chiarire in che senso ciò andasse inteso. Una soluzione che fosse cioè “frutto di un accordo”, concordata tra maggioranza e opposizioni?
Ora sarebbe stato certamente opportuno ricercare un tale accordo, andandosi al di là delle polemiche su errori e responsabilità dei presentatori delle liste non ammesse e sui fondamenti delle decisioni prese dagli uffici elettorali pronunciatisi in materia. In realtà, sappiamo quanto risultino difficili accordi tra governo, maggioranza e opposizioni anche in casi particolarmente delicati come questo e ancor più in clima elettorale: difficili per tendenze all’autosufficienza e scelte unilaterali da una parte, e per diffidenze di fondo e indisponibilità dall’altra parte.
Ma in ogni caso – questo è il punto che mi preme sottolineare – la “soluzione politica”, ovvero l’intesa tra gli schieramenti politici, avrebbe pur sempre dovuto tradursi in soluzione normativa, in un provvedimento legislativo che intervenisse tempestivamente per consentire lo svolgimento delle elezioni regionali con la piena partecipazione dei principali contendenti. E i tempi si erano a tal punto ristretti – dopo i già intervenuti pronunciamenti delle Corti di appello di Roma e Milano – che quel provvedimento non poteva che essere un decreto legge.
Diversamente dalla bozza di decreto prospettatami dal Governo in un teso incontro giovedì sera, il testo successivamente elaborato dal Ministero dell’interno e dalla Presidenza del consiglio dei ministri non ha presentato a mio avviso evidenti vizi di incostituzionalità. Né si è indicata da nessuna parte politica quale altra soluzione – comunque inevitabilmente legislativa – potesse essere ancora più esente da vizi e dubbi di quella natura.
La vicenda è stata molto spinosa, fonte di gravi contrasti e divisioni, e ha messo in evidenza l’acuirsi non solo di tensioni politiche, ma di serie tensioni istituzionali. E’ bene che tutti se ne rendano conto. Io sono deciso a tenere ferma una linea di indipendente e imparziale svolgimento del ruolo, e di rigoroso esercizio delle prerogative, che la Costituzione attribuisce al Presidente della Repubblica, nei limiti segnati dalla stessa Carta e in spirito di leale cooperazione istituzionale. Un effettivo senso di responsabilità dovrebbe consigliare a tutti i soggetti politici e istituzionali di non rivolgersi al Capo dello Stato con aspettative e pretese improprie, e a chi governa di rispettarne costantemente le funzioni e i poteri.

Cordialmente, Giorgio Napolitano
 
 
Napolitano “uno di loro”Ringraziamo il Presidente per la sua discrezione e altrettanta sensibilità. Certo, è uno di noi, liberi cittadini.

libero esercizio di democrazia, partiti, uomini e programmi

9 Marzo 2010

Delle forze o degli schieramenti in campo, degli uomini che si contrappongono per ‘diventare’ Sindaco, a Tivoli, abbiamo già riferito - avendone avuta l’occasione stampa - dello schieramento del centrodestra (o de …”le destre”) per Sandro Gallotti.

Per contro sono scesi in campo, per “le sinistre”:

  •  Rifondazione, Italia dei Valori, Rifondazione Comunista, Partito Socialista e lista Grillo, che si è presntato con questa dichiarazione programmatica:Vogliamo ricostruire il legame con la politica, che, ad oggi, è distante dalla città, chiusa nell’isolamento del “Palazzo“.
    Paluzzi Candidato Sindaco a Tivoli
    Candidato Sindaco Ezio PALUZZI.
    Questo il Programma (pubblicato su rifondazionetivoli.it)
  • Sinistra ecologia e Libertà, che presenta - “per sfidare il PD e battere e le destre” - quale suo
    Gianni Innocenti Candidato Sindaco
    candidato Sindaco, Gianni INNOCENTI.
    Questo il Programma: (ricevuto con file word e da noi traformato in pdf)
    Tivoli Elezioni 2010 - Sel per Innocenti

Non vorremmo entrare nel dettaglio e nel merito delle “questioni”, distinguo e forse incomprensioni, tutte interne (ma non tanto) ai due gruppi elettorali che hanno portato tali piccoli partiti o movimenti a non presentarsi - come ci si sarebbe aspettato - con candidato unico almeno nel nome del proposto sindaco.
Prendiamo nota, in sintesi e nel merito, che mentre il gruppo Paluzzi dichiara che intende contrapporsi a Vincenzi (e al pd) sia in prima battuta che, eventualmente, nel ballottaggio per il Sindaco, Innocenti e la sua lista sponsor affermano …”
noi vogliamo comunque che vinca il centro sinistra”.


Non sappiamo se  un secondo turno elettorale vedrà un ulteriore scompagimamento o un ricompattamento di forze partitiche (difficile pensarlo per la destra, incognita lista-Napoleoni a parte) di quelli che costituiscono la Sinistra. Leggiamo che Innocenti chiede che comunque, poi, si ricostuisca a Tivoli un “centrosinistra” (magari turandosi il naso, come ai tempi della dominante dc),  appoggiando e affiancando ancora e sempre Vincenzi e il suo Pd. Non sappiamo se e quanto di questa sorta di ginnastica elettorale e d’intenti potrà essere capito dall’elettore tiburtino, chiamato alle urne dopo un fallimento amministrativo di una certa compagine, di quella compagine a cui si dice di volersi opporre prima, ma poi (forse) non più.

E’ chiaro, e lo si può capire che non si vuole che vincanole destre.
In libera opinione non  capiamo  perchè,  per principio o per pre-giudizio, la compagine di centro-destra sia o debba essere considerata di per sè “cialtrona e corrotta”. Se così fosse, in Italia ci si dovrebbe battere per mettere questi partiti …fuori dall’arco costituzionale, e dunque non o mai elegibili… Sarebbe “la Rivoluzione” o la “dittatura delle forze progressiste”. Vogliamo farla ed attuarla?

Diversamente chiedo: E l’alternanza, e l’utile democratico ricambio di idee e di uomini, come e in quanto si potrà mai avere?
Forse bisognerebbe semplicemente battersi (o meglio proprorsi) alla città e ai cittadini per quello che si è, per ciò che ci si propone di fare, e non contro questo (…il vincenzismo) o quello (…le destre).
Anche perchè, è utile ripeterlo: in politica non “si vince” e non “si perde”. Si viene o meno eletti al Governo della cosa pubblica, e non rappresenta un premio, ma una fatica, un compito, un dovere, una responsabilità … e per qualcuno una gratificazione, certo non sempre lecita. E dunque, su questo, si può anche in buona fede sbagliare, capita agli umani, ma non si dovrebbe giocare o recitare, nè con le parole e neppure con candidati e liste, come invece di solito avviene.

(per lot.net, GFP)


Se questa è democrazia

9 Marzo 2010

Quando “le leggi” non ci rendono “liberi”

Riporto un commento di un certo “nicola’s”, trovato nella rete su un post-notizia che riporta le dichiarazioni - diverse e parallele - degli esponenti politici: Di Pietro (Idv, popolo viola, grillismo ecc.) da un lato, e Casini (UDC - Unione di Centro) dall’altra, sugli ultimi atti e sviluppi in merito alla richiesta di ammissione o accettazione delle liste elettorali del PdL, nel Lazio e altrove.

“[Leggo e vedo] …la libertà negata, a se stessi e agli altri, la capacità di non essere liberi neppure nei propri pensieri, addomesticare pensieri e parole ai propri interessi (in questo caso elettoralmente chiari e manifesti), e senza averne vergogna alcuna…”

La si dirà “un’opinione come altre”, ma io la condivido pienamente, e aggiungo e chiedo: Se, questa, è demo-crazia!
Come me, forse, la condividono in  molti altri, quelli che ritengono che il libero arbitrio ed esercizio dei propri diritti di individuo e cittadino stiano al di sopra delle leggi (dell’uomo, fatte dall’uomo e per l’uomo nel suo associarsi in Collettività, importanti ma non a caso e pur sempre mutevoli e diverse nello spazio e nel tempo) e dei regolamenti (strumenti e non dogmi, utili a stabilire pratiche norme del fare, in qualsiasi attività sociale).

Molti in Italia (milioni di cittadini) non potranno liberamente esprimersi nelle prossime elezioni amministrative regionali; o si asterranno, o dovranno piegarsi ad una scelta secondaria o diversa da quella che avrebbero voluto. E’ un fatto.
Ci chiederemo poi nel tempo (bisognerà chiederselo in libera mente e coscienza) se sarà stato giusto accettare questa oggettiva prevaricazione, originata non importa da chi o da cosa,  o se  invece le leggi dell’uomo possono essere  a volte, come in questo caso,
negli effetti non giuste.
Ci chiederemo (ci dovremo interrogare su questo) in seguito, se sia più importante un Regolamento, e il teorico principio che  un dettato normativo “va sempre rispettato”, o  piuttosto l’uomo e i suoi valori fondamentali. Questo, alla fine è il punto.

 Cartello d’ingresso ad Auchswitz

Osservo: anche le leggi raziali del nazi-fascismo erano “Leggi“. C’è qualcuno oggi (il Presidente iraniano a parte) che possa pensare che i campi di concentramento nazisti rendevano “con il lavoro, l’uomo libero“? Qualcuno dira “che c’entra?”. Rispondo che a me pare il caso esemplare di quando la forma (della legge) è adoperata contro gli inalienabili diritti dell’uomo e per gli interessi (…o la visionaria pazzia) di altri uomini. Io questa la chiamo sopraffazione, indegna e colpevole! Voi - che avete diversa opinione - chiamatela come vi pare, la responsabilità è tutta vostra. (GFP)

lettera di risposta del Presidente Napolitano, ad alcuni cittadini

 


Il PD, ancora fuori rotta

8 Marzo 2010

Bersani per le primarie pd


Il Pd, com’è naturale che sia, anche con il nuovo segretario cerca “Itaca” e non la trova. Ulisse, è noto, ebbe Poseidone avverso e le tentazioni della carne fuorvianti; il pd sembra non trovare un eroe o solo un nocchiero che sappia non solo governare la nave, ma soprattutto saper tenere la rotta per raggiungere il porto (un’identità, storica o nuova e il governo del Paese). C’è da dolersene per il Pd e per quanti, in molti ed ora non più tanti, in esso avevano riposto speranze e legittimi sogni politici.
Ho personalmente scritto spesso contro, non condividendo un progetto che si diceva laico e progressista e metteva insieme superbia integralista di matrice cattolica e comunista. Ho sbeffeggiato tale scelta con ironia, ho poi mentalmente tifato Bersani, ritenendo che con lui (comunista, seppur ex) si fosse imboccata la strada per portare il suo partito a essere realmente una forza socialdemocratica (ben identitaria ma non più massimalista) necessaria alla democrazia italiana che ha, dall’altra, una forte rappresentanza di centrodestra. Ricordo che Pierluigi Bersani si era proposto ai suoi come chi avrebbe dato “un senso” alla breve ma già incerta e fallimentare storia del suo nuovo partito, mal governato dal sognatore Veltroni e poi dall’iroso Franceschini. Bersani mostrava di avere maggior dote di realismo e soprattutto più coraggio per (secondo un suo modo di esprimersi) “tirare dritto per la propria strada”. Così non è stato ed è finito, come giustamente è stato annotato, al traino del partito messo sù e gestito …ad personam da Di Pietro. Qualche volta sembra volersene smarcare, con dichiarazioni di autonomia legittime seppur sempre timide e incerte, poi torna ad accodarsi di fatto allo scomodo alleato. Si dice “non pienamente d’accordo” e poi con Di Pietro va in Piazza, oggi tinta di “viola” o comunque protestaria con ira. Va o manderà in piazza – sabato, forse insultando il capo dello Stato - anche il suo pd, perchè ha necessità di dimostrare (magari con i voti del qualunquismo grilliano dell’Idv) che con lui il Pd può vincere. Intelligente e concreto come appare, stranamente Bersani non capisce che in piazza e con “la piazza” i voti li prende, o li prenderà se mai, solo lui Di Pietro, …sottrandeoli naturalmente alla sua compagine, e non certo al centrodestra.

Ah Bersani, lo facevamo più refrattario al canto delle sirene! Chi lo dirà al popolo del PD di aver scelto, con tutto il sacrosanto rito primario, ancora l’Ulisse sbagliato?

Giuseppe F. Pollutri

                                            Alleanza Di Pietro Bersani


Se a Tivoli, il popolo vuole…

7 Marzo 2010

Il centro destra propone, con Gallotti Sindaco, una “nuova stagione” per Tivoli

targa SPQT (Comune di Tivoli)

Se a Tivoli il popolo vuole, o alle urne concretamente vorrà, con la elezione del nuovo Sindaco e del Consiglio, si potrà avere un nuovo corso, o una nuova stagione. Non solo nel Comune di Tivoli ma nell’intero territorio di prossimità a Roma e con Roma, unendo gli interessi comuni soprattutto di Tivoli e Guidonia.

Questo è quanto sta emergendo con la candidatura di Sandro Gallotti a sindaco, una candidatura che si sta rivelando un utile catalizzatore e unificatore di forze politiche e cittadine che per molto tempo sono rimaste come schiacciate da una presenza (qualcuno afferma da un personaggio) che da ‘democratica‘ (per elezione) ha preso  la parvenza e la sostanza di un regime, nella gestione. Tant’è che oggi si prospetta in città fra la gente, al di fuori delle contrapposizioni di partito o di schieramento, che si realizzi quanto più democratico ci sia o sia dato: la possibilità che nel Governo, in questo caso di una città e del suo territorio, subentrino altre forze e altri uomini, ovvero  un’alternanza. E’ quanto si è detto e soprattutto percepito nella affollata e politicamente qualificata apertura ufficiale della campagna elettorale del candidato Gallotti, ieri al teatro Giuseppetti di Tivoli.

manifestazione al Giuseppetti di Tivoli

Erano presenti alla manifestazione, oltre al folto numero dei candidati delle liste che concorrono per l’elezione del nuovo consiglio comunale e sostengono la candidatura di Sandro Gallotti a sindaco:
Antonio Tajani
(Vicepresidente della Commissione europea), Paolo Barelli (Senatore PdL e Presidente della FIN), Armando Dionisi (coordinatore UDC per la Provincia di Roma) e Livio Proietti (segretario amministrativo de La Destra), Eligio Rubeis (sindaco di Guidonia Montecelio e commissario dell’asse est della provincia). (GFP)

Qui ci limitiamo a riportare quanto di più significativo hanno detto dal palco i sopra citati personaggi della politica, al tempo stesso esponenti di partito ma anche figure istituzionali:

Antonio Tajani Eurodeputato TAJANI - Qualsiasi territorio deve darsi un “respiro” comunitario europeo. E’ necessario ed utile. Lo è tanto più per Tivoli che, con i suoi siti Patrimonio dell’Unesco, per la sua prossimità a Roma Capitale e naturalmente luogo internazionale. Tivoli deve riorganizzarsi e disegnare un suo futuro di sviluppo e per farlo deve trovare sostegno e risorse anche finanziarie nella Comunità Europea. Nel mio ruolo a Strasburgo, conto di incontrare tutti i sindaci locali - soprattutto di Tivoli e Guidonia - per esaminare e programmare gli interventi che la Comunità può fare per questo territorio.

senatore Paolo Barelli BARELLI - Entrando nella specificità della campagna elettorale in corso, sottolinea soprattutto due cose:- Riproporre e stigmatizzare i problemi di Tivoli - gravi e irrisolti dopo molti anni di governo del centrosinistra - non è un esercizio demagogico e di facile elettoralismo. I “problemi” della città e del territorio (soprattutto le infrastrutture viarie e ferroviarie, la mancanza di opportunità occupazionali) riguardano e toccano da vicino e nel quotidiano le persone, le famiglie. E’ bene ricordarsi - non per inutile vanto ma per qualificare per quello che è il nostro modo di intendere e fare politica (concretezza e azione) - che le idee e i progetti avviati e da completare nell’area metropolitana Tivoli-Guidonia-Roma, nascono da input dati dal Governo Berlusconi negli anni precedenti a quello di Prodi, e dalla Regione Lazio governata dal centrodestra.

A. Dionisi UDC DIONISI. Le infrastrutture di collegamento e di integrazione tra Roma e il territorio di Tivoli-Guidonia occorrono e vanno sviluppate al meglio, ma il fatto che tanta gente (7/8 mila persone devono spostarsi da pendolari giornalmente) dentro e fuori il GRA di Roma è un fatto patologico a cui bisogna porre rimedio. Occorre porre in campo iniziative che portino sviluppo d’impresa, occupazione, sul territorio della provincia, a vantaggio della sua popolazione. In questo è più che necessario, quanto di indubbia utilità, una sinergia progettuale e fattuale tra i Comuni di Tivoli e Guidonia, non dimenticando di coordinarsi con quello di Roma.

 Livio Proietti - La Destra PROIETTI - E’ evidente una voglia di riscatto del popolo del centrodestra, stanco e mortificato dal “vincenzismo”. Al dilà delle battutte sull’avversario politico ce da chiedersi se il cittadino di Tivoli si senta orgoglioso della sua città, e soddisfatto della qualità della vita che vi conduce. Nella popolazione tiburtina sono evidenti timore e rassegnazione. La presenza incontrollata di gente straniera che affolla in modo crescente la città, pur in una città di per sè ospitale e accogliente, sta ingenerando paura e sfiducia. Occorre maggior controllo del territorio, non tolleranza di situazioni di degrado e di disordine (si pensi all’ex Stacchini), tutela dei cittadini tutti nei loro diritti fondamentali e quotidiani, e non solo - in nome di un certo buonismo di sinistra irresponsabile e sterile di soluzioni - dei forestieri immigrati. Con una battuta: vogliamo far tornare a sventolare “il tricolore! (l’identita nazionale) su Palazzo San Bernardino e soprattutto il diritto dei cittadini alla trasparenza (è anch’esso un vessillo) sugli atti pubblici e soprattutto sui bilanci del Comune.

Eligio Rubeis Sindaco di Guidonia RUBEIS. Sono sindaco di Guidonia, ma mi sento (per abitazione di un tempo e per frequentazione) …un tiburtino. Tivoli è una città stupenda, per posizione e perchè ricca di un invidiabile patrimonio storico-artistico noto e prezioso, ma ai tiburtini dico di scendere giù …oltre la curva di Regressi. L’incontro, la collaborazione tra le due città di Tivoli e Guidonia, attraverso le sue Amministrazioni, è utile ma soprattutto necessario: i problemi sono comuni o interdipendenti (mobilità, scuole, occupazione, commercio, turismo, integrazione degli immigrati stranieri). Lo svincolo in costruzione nel territorio di Guidonia, non è “per Guidonia” ma rappresenta un accesso all’A1, al centro dell’Italia, di assoluta utilità per rendere accessibile il nostro comune territorio alle aziende nazionali ed estere che vogliamo investire da queste parti. Se diciamo ( e, come detto, da “tiburtino anch’io”) che occorre andare oltre …il rifacimento della piazzetta intorno a Palazzo San Bernardino, non è per denigrare quel poco che è stato fatto, ma per dire che occorre andare oltre, con una nuova e diversa Amministrazione, e  il vostro candidato sindaco Gallotti appare assolutamente la persona giusta al momento giusto.

Sandro Gallotti - Imprenditore Sandro Gallotti. Con la pacatezza che contraddistingue l’uomo, imprenditore nel privato, ma che ha scelto di fare qualcosa per il bene pubblico e soprattutto per esplicare il suo “amore per Tivoli“, ha innanzitutto tenuto ha precisare (”non per polemica, ma perchè son questi i fatti“) che l’Amministrazione Vincenzi non ha fatto - nel suo fare  - che portare avanti o a compimento opere in anni precedenti programmate, sovvenzionate e  già avviate nel loro iter amministrativo. “Altri hanno poi tagliato il nastro, per la propria voglia di apparire, mentre si è trascurato di dare almeno l’avvio a provvedimenti che diano soluzione ai più importanti problemi de cittadini: viabilità e lavoro. In questi anni, mentre si effettuavano “abbellimenti” del tutto poi soggettivi o non necessari, sbagliati (si veda via Empolitana), altre parti del Comune, soprattutto in periferia (si pensi all’Albuccione, e non solo) sono state lasciate in abbandono, come chiunque può vedere, e chi ci vive sta a testimoniare.
Sono preoccupato - io e gli amici della coalizione elettorale -  di una gestione “strana”, nella sua utile privatizzazione, delle Acque Albule (indubbia ricchezza di Tivoli, che si è voluta chiamare insensatamente “Terme di Roma”). Preoccupati non meno di una gestione di bilancio del Comune, che riteniamo disastrosa quanto poco trasparente, per una avventata  politica che ha utilizzato rischiosi “prodotti finanziari derivati”. Siamo desiderosi di ridare importanza (non tanto per gli industriali, quanto per averne possibilità occupazionali) al settore dell’estrazione del  travertino, famoso in tutto il mondo e …dimenticato dalle precedenti Amministrazioni, persino quando si è deciso di fare qualcosa di qualificante per Piazza Garibaldi. Sono preoccupato - e dunque chiederò a chi mi accompagnerà nell’Amministrazione di supportarmi con idee e uomini qualificati al compito - per una città sostanzialmene impoverita, ormai priva di prospettive e con un Turismo legato alla fruizione delle Ville che stranamente non si riesce a far decollare o a far diventare una risorsa per la nostra collettività. Nè meno ci da da pensare il complesso sportivo all’Arci, anch’esso in evidente stato di abbandono e non di colpevole non utilizzo. Senza dimenticare una difficoltosa socialità, la protezione e tutela mei suoi bisogni primari di fasce di cittadini in forte disagio, come testimoniato dall’aumento dei poveri (italiani e stranieri) che accedono ad una Mensa di carità, di recente istituita dal volontariato religioso.
In sostanza, mi ripropongo - com’è normale che sia per chi decida di dedicare parte o anni della propria vita alla collettività - di amministrare questa città, se me ne verrà dato mandato, tenendo d’occhio costantemente i bisogni dei cittadini. Personalmente non desidero fare o che si faccia altro che questo, e su tale mio proposito  e presupposto chiedo fiducia e consenso ai miei concittadini.

  • Annotiamo che il Programma del candidato sindaco, Sandro Gallotti, lo si può leggere per intero sul sito www. gallottisindaco.net
    Se si vuole basta cliccare su questo file pdf: “il contratto”

ultima per Tivoli

6 Marzo 2010

 Se questa è campagna elettorale.___

La Notizia è di provenienza APCOM - Virgilio:

“Ex sindaco Tivoli presenta ricorso contro lista Udc Per il rinnovo del consiglio comunale”

I due ricorsi avanzati contro l’esclusione della lista Pdl per la Provincia di Roma non saranno gli unici ad essere discussi lunedì dal Tar del Lazio in vista delle prossime elezioni regionali. La sezione seconda bis del tribunale amministrativo, infatti, ha convocato una udienza anche per il ricorso presentato contro l’ammissione della lista dell’Udc a Tivoli, un piccolo Comune poco distante da Roma. Tra i firmatari del ricorso figura anche l’ex sindaco di Tivoli, Giuseppe Baisi, attualmente capolista del Pd, che si è dimesso a gennaio, dopo che alcuni consiglieri avevano lasciato la maggioranza. Secondo Baisi la documentazione dell’Udc con la lista dei candidati del partito per il rinnovo del Consiglio comunale contiene delle irregolarità. Perciò chiede che non venga ammessa alla consultazione elettorale.”

  • Ci colpisce intanto quel… “piccolo Comune poco distante da Roma“, detto di Tivoli. Ma si sa, non sempre chi fa professione di giornalismo e pubblicistica si informa o è informato. Per cui inutile offendersi. Magari qualcuno (magari la prossima Amministrazione tiburtina) dovrà… invitarlo a Tivoli l’estensore della notizia, perchè anche lui conosca (come i tanti nel mondo)  la Città di Tivoli. Però il tizio sa che siamo “poco distanti da Roma”, non sa quel che noi sappiamo: di quanto tempo occorra per percorrere tale …piccolo tratto di strada o di ferrovia! Invitiamo il nostro a chiederlo ai Baisi, ai Vincenzi, agli Ambrosi e a tutti gli altri politici e amministratori tiburtini del passato, più o meno recente. Ma questa è un altra (quanto mai abbastanza trattata) storia.
  • La notizia di cui sopra oggi ci richiama piuttosto ad altre riflessioni, di ordine generale (nella Regione e a Tivoli). La nostra la si dice democrazia, lo è di fatto, ma in realtà appare recitata come un film da Far-West: “Vinci tu se, anche prima che arrivino “i nostri” (elettori), sarai riuscito a sparare (eliminare), con i trucchi o con …le regole, un bel po’ o tutti i tuoi oppositori. Che poi questo esercizio libero e democratico lo stiano mettendo in scena gente che milita sotto le insegne del Partito Democratico o dei …libertari-liberisti-libertini  (dimostratisi appunto non-liberali) Radicali d’Italia, è tutto dire. Mi sia permesso: - Amici di vera libertà di Tivoli: ce lo vogliamo dire, ce lo ricorderemo?
  • Per quel che invece riguarda più da vicino l’ex sindaco e compagnia sua, mi pare utile riportare un commento che trovo su “Sinistra per Tivoli”, blog di opinione e di dibattito locale, cui occorre dare atto di una rara e meritevole onestà intellettuale: 

Fino ad oggi erano solo voci che si rincorrevano oggi sappiamo (se dovessero essere confermata la nota dell’Apcom) che l’ex sindaco Baisi, incapace di prendere una decisione politica per tutta la durata della crisi amministrativa, ha preso carta e penna ed ha scritto al Tribunale amministrativo regionale perchè forse si è accorto di qualcosa di irregolare nelle liste del partito di Casini.”

nel territorio del Comune di Tivoli, 2010 

“Tornerò a parlare della triste campagna elettorale della ridente cittadina di Tivoli oggi vorrei sapere se, per moda o per strategia, perché (e se corrisponde a verità) il partito democratico vorrebbe cancellare l’UDC dalla competizione elettorale. Se fosse per recuperare un po’ di voti dalle sue ex “teste di serie” sarebbe una motivazione che non avrebbe nessuna giustificazione politica.

  • Una campagna elettorale su queste basi, più che “triste” a me pare indecente. Si spera che presto, e prima di ritrovarci al seggio, ci sia la possibilità di dire, di ricordare e ricordarci delle problematiche e delle esigenze di …questo piccolo Comune vicino Roma.  (gfp)

Tivoli lavori per la rinascenza

piano piano vanno i lavori (e dopo 2 anni o 3 sono quasi finiti),
… e così Tivoli rinasce

 


elettorale per Tivoli

5 Marzo 2010

Prosegue la campagna elettorale per il Comune di Tivoli.
Riceviamo e pubblichiamo.

dall’Ufficio Elettorale di “Sandro Gallotti - Candidato Sindaco”

Gallotti sindaco! Sabato 6 marzo - ore 18, al Giuseppetti con Tajani”

“Il ricambio al governo della città alle porte. A sancirlo ci sarà Antonio Tajani, sabato 6 marzo al teatro Giuseppetti di Tivoli.
Il bisogno di alternanza alla guida della città fortemente sentito da tutti a Tivoli. La motivazione di tanti cittadini continua a dar forza alla squadra di Gallotti. Tivoli vuole un nuovo Sindaco, tanto più davanti al caso della caduta del cornicione all’Istituto professionale Olivieri, emblema di come le precedenti Amministrazioni di sinistra hanno lasciato nell’abbandono ledilizia scolastica.
Sabato 6 marzo al Giuseppetti interviene anche Paolo Barelli, Senatore della repubblica, Armando Dionisi dellUdc e Livio Proietti de La Destra.
Le idee forza di questa campagna elettorale chiedono a Tivoli la rinascita nella novità: un sogno e tanti lavori per realizzare strade, fogne. Il cuore del programma di Gallotti guarda alla ripresa occupazionale e all’incentivazione della voglia di impresa. Chiamato da tutti “Il Candidato”, Gallotti ribadisce che la parola guida è, al di la del programma già discusso e condiviso, l’unità: il protagonismo di ciascuno all’interno di una campagna elettorale nella quale entra come ricchezza anche la voce discordante e il naturale dissenso.

La scuola di Tivoli deve trasformarsi in un esercizio di liberalismo che il valore preminente per il senso di unità e collaborazione in cui tutti sono coinvolti, partecipi e protagonisti.”


Sostiene Pannella: …Renata è meglio.

5 Marzo 2010

Sostiene il radicale Pannella:
“Emma è … Bonino, Renata è meglio!”

La battuta è del genere satirico-ironico in uso tra i blogger, nella Rete. La vignetta ve la propongo nella sua spiritosaggine, se si vuole anche banale, ma che - a mio avviso - si richiama al modo di essere e di fare (almeno a quello cui lui ci ha abituato in tanti anni  di battaglie importanti e di qualcuna di certo sbagliata) dell’uomo e del politico Radicale Marco Giacinto Pannella.

Renata è meglio

Dire …”Renata è meglio“, al di là “maschilismi” espressi o sottintesi, per gioco o gusto della battuta, va a toccare un tasto sensibile della nostra vita associata, polica e democratica: dare a tutti - comunque - la possibilità di presentarsi come candidato a governare e soprattutto a scegliere, da parte dell’elettore, il proprio rappresentante nelle Istituzioni. GFP


anche dopo le dodici

4 Marzo 2010

I Radicali d’Italia, quelli 

liberali, libertari, liberisti
libertini con gusto se capita
“tana, liberi tutti” comunque
sulle piazze, digiuni sempre
per protestare da liberali,
libertari, liberisti, libertini,
provocatori con bavaglio in tivù,
…ora cherubini
e paladini di “giuridica legalità”
(e non c’è se, e non c’è ma),
delle Regole e delle Norme …
del “più non vale dopo le ore 12
(zero zero, esatte)”.

Plaudono, a lungo ghignando forte
alla notizia: - Pdl è fuori, Polverini
quella …sembra, pure…
quando il destino arriva
e vuole: Emmatar di Italdora
Presidente eletto subito!

Al 28 e poi nel 29 di marzo
giocheremo
al “un voto a Emma,  e un altro
a Emma, a Emma un voto ancora
… segna scrutatore”  “Signori!
là de fori
- urla il Presidente al seggio
- ce stà quarcun’aro che ha da votare,
per sora Emma nostra Bonino?”
               

ah, i  Radicali, quelli
liberali, libertari, liberisti
libertini se occorrre…
uomini soli alla corsa del voto,
nell’anno del Lazio del Signore
duemilaedieci tondi.

Giuseppe Franco Pollutri,
ebbe in mente e scrisse
di proprio pugno e con matita,
ahimé, per niente elettorale.  

  • anche dopo le ore 12,00 del 27 di febbraio (ho diritto di avere un candidato liberamente da votare, anch’io)

  


PER LA CITTA’ DI TIVOLI

3 Marzo 2010

 Tvoli - traffico e brandelli              

 LETTERA APERTA, di Giuseppe Porcelli

          Sono nato e risiedo a Tivoli da ottancinque anni.       

              Ancora una volta, e sono più di quaranta, dovrà essere eletta una nuova Amministrazione comunale a Tivoli.       

              Parlare di una lettera aperta per la città di Tivoli, significa almeno elencare dei punti fermi da non ovviare in nessun caso e per nessuna ragione. Proprio questo è il mio intendimento e per questo dico ai dirigenti dei partiti tiburtini che la prima cosa da fare è quella di procedere a un rinnovamento delle candidature. Chiaramente tale il comportamento deve servire solo e soltanto al miglioramento e alla ricerca delle capacità e dell’inclinazione del candidato prescelto per tale incarico, non può riferirsi ad appartenenza e fede politica, ma piuttosto alla capacità dimostrata o accertata di saper affrontare e risolvere i mille problemi insoluti della città. E questo vale per la viabilità, per il turismo, per lo sviluppo, per l’economia industriale e commerciale ed infine per la tenuta dell’Amministrazione, che non deve e non può cambiare …ogni due anni.       

               Il Sindaco, che i tiburtini sceglieranno, dovrà avere la capacità e la disponibilità di tempo per lavorare nel Palazzo …“dodici” ore al giorno, se occorre,  e per l’intera legislatura. Dovrà saper scegliere gli Assessori, come legge ha ritenuto di disporre, senza imposizioni di parte, quelli più indicati per ciascun dipartimento. L’intera Giunta dovrà essere formata da persone coraggiose, capaci e unite, per affrontare e risolvere i vari e spinosi problemi che assillano la città di Tivoli e il suo territorio comunale.       

               Senza questa base minima, si rischia una desolante ripetizione dell’ultimo scorcio di attività amministrativa, con il riproporsi di gruppi e correnti di parte, dediti alla sola o preminente difesa dell’orticello elettorale, ed anche di altro che non ha niente a che vedere con gli interessi del Comune e dei cittadini.       

               Queste parole, semplici e chiare, ritengo di dover affidare alla comunicazione, affinchè non si abbia a continuare nelle inutili riproposizioni di uomini che, come suol dirsi …hanno già dato, o che magari nulla hanno dato alla colletività, in vari decenni di presenza e di attività amministrativa; per non più vedere e sentire la ripetizione sterile quanto non stucchevole delle inconcludenti lotte politichesi e non ‘politiche’, la radicalizzazione del potere talora solo personalistico e persino contro gli stessi e veri interessi della città.         

               Se veramente si vuole lavorare per l’avvenire migliorativo di Tivoli, si faccia la scelta innovativa di una lungimirante selezione delle persone adatte, almeno a livello di Governo cittadino, togliendo da esso la malefica radice politico-partitica che favorisce soltanto interessi di parte, a discapito delle risposte da dare alle necessità, varie e urgenti, dell’intera comunità tiburtina.

Tivoli_brandelli

un Carnevale, messo male e finito …a brandelli