L’U. Qualunque, …va a sinistra

8 Febbraio 2010

Di Pietro al Congresso Non l’ho nominato nel titolo, ma chi legge l’avrà già identificato. Di Pietro Antonio (al paese Tonino) è un protagonista della scena politica attuale di cui generalmente non amo dire, non perchè mi resti indigesto (permettetemelo), d’eloquio e di modi, ma perchè lo ritengo nell’attuale commedia delle parti un attore intrufolato e sempre più tronfio,  senza senso o costrutto, se non quello dello “sfascio” di quanti non sono con lui o a lui amici e collaterali. Ora dice che vuole cambiare. Una conversione, una inversione di rotta, o ancora una sua furbata? Di certo: lui, padrone (di nome certo, e leggo: anche di fatto o di cassa) dell’Idv, oggi acclamato Presidente, appare sempre di più cartina di tornasole che rivela e mette in piazza il fallimento progressivo di un’intera classe politica che fu “di sinistra”, prossima a diventare supporto e megafono alla voce fatua del rinato Uomo Qualunque.

La Sinistra Democratica, di cui la nazione ha bisogno per le sue istanze non più vetero-marxiste quanto ancora preminentemente sociali, poste e offerte al popolo in alternativa di partiti o di schieramenti democratici pur essi, ma più attenti alla conservazione dei valori e talora dei potentati economici, appare nei suoi leaders in preda ad un pericoloso spaesamento, perchè ormai priva di una strategia imperniata su reali valori politici. Con il PD, “partito mai nato” o perduto che sia, da Veltroni a Bersani, passando per Franceschini, le giuste domande di chi non si sente rappresentato dalla classe politica al governo, non trova più riferimento e speranza. Il neo segretario, eletto dal popolo delle primarie per dare “un senso a questa storia”, breve e già fallimentare, è apparso da subito incredibilmente incerto nel delineare programmi e strategie, se non nella volontà ossessiva del come tornare al Governo, … con chi ci sta, ci sta. E di Pietro, l’ha proclamato, per questo ci sta!
Ho sempre pensato che in politica non “si vince” o “si perde”. Ci si propone per quel che si è, per le idee (se si vuole, si dica ideali) che si hanno, per cosa si vuol fare per il Paese. Essere eletti è una responsabilità, una fatica da assumersi. Sembra scontato dirlo, ma più difficile praticarlo. Tant’è che in questo smarrimento dell’orientamento democratico, si fa largo e tenta d’imporsi il nuovo UQ, non per indicare – pensate – alla Sinistra quali siano “i valori”, ma per offrire il suo produttivo populismo e una voce tribunizia per la scalata politica.

Manca oggi a Di Pietro, si capisce, il potere della toga giacobina di un tempo, per rincarnare il Minosse (“che giudica e manda secondo ch’avvinghia”) in una per niente divina commedia. Alla Sinistra (che non è solo il Pd) invece cosa manca, per darsi Identità degna di una Storia e di una missione sociale e democratica? Me lo chiedo.

Giuseppe F. Pollutri (per Qui Quotidiano, l’Informazione del Vastese)

Alleanza Di Pietro Bersani

 

Sul web trovo questa perla giornalistica:

“Il primo congresso dell’Italia dei valori, ex movimento ora diventato partito maggiorenne che punta a percentuali con due zeri, saluta un ex pm capopopolo e un leader più maturo, un ex popolo buono per le piazze («ma le piazze si gonfiano e si sgonfiano a seconda dei mal di pancia e in giro c’è tanta diarrea politica») che ora si sente partito, senza complessi di inferiorità.” (da l’Unità del 6 febb)

Chissà se la dabbenaggine, la disattenzione in quello che si scrive, da parte dell’articolista, o il manifesto (troppo) entusiamo di un popolo di sinistra (ex comunista) che non sa più a che santo votarsi per ritrovare consenso (… e potere).

L’Idv (assieme al Pd alleato) punta, nel consenso elettorale, a percentuali “con due zeri”…
Gli basterà il 100 per cento, o vorrà il 200, il 300…? Chissà.
(GFP)


Vergogna pubblica e prepotenza privata (…e la chiamano autostrada)

6 Febbraio 2010

dal Notiziario Tiburtino, n. 1, gen. 2010:

comunicato dal Notiziario Tiburtino 

Riprendiamo e pubblichiamo anche nel nostro spazio-blog - perchè utile, perchè necessario - un appello che tutti dovremmo far proprio, soprattutto da parte di chi, lavoratore o studente, tutti i giorni deve sottostare a questo calvario …a pagamento 

E’ una questione diversa ma parallela a quella della tratta ferroviaria Tivoli-Roma (si veda precedente post), che da anni dovrebbe qualificarsi in termini di servizio veloce del tipo metropolitano, ma che per responsabilità e negligenze di chi occupa o ha occupato posizioni pubbliche senza scopo e senza frutto per la collettività, così non è, nè si sa quando concretamente lo sarà.

Ci associamo dunque a Roberto Valentini: E’ ora di dire basta!  
Aggiungiamo che per un percorso stradale quale quello di cui parliamo, in considerazione che tale infrastruttura cessa di essere “autostrada” ma arteria di penetrazione e di scorrimento in un’area ormai da considerarsi a tutti gli effetti urbana o metropolitana, da Tivoli in poi non si debba essere soggetti ad alcun pedaggio, come per il GRA di Roma. La stessa Barriera dovrebbe essere arretrata a monte di Tivoli-Sud e per usufruire di tale asse attrezzato, dopo Tivoli-Guidonia,  possa bastare una forfettario pedaggio (per contributo spese), quantificabile in circa 40/50 centesimi.

mappa A24 barriera di roma est

Autostrada …impossibile, di Roberto Valentini        

“Dal 10 Gennaio 2010, la scandalosa e vergognosa Stra­da dei Parchi Spa ha senza alcun motivo  aumentato il già folle pedaggio autostradale da Roma a Tivoli della A24 e viceversa che è passato  da 1.40 euro a 1.50 euro.
Questo significa che per percorrere la tratta autostradale Tivoli-Roma- Tivoli ci vorranno ben 3 euro al giorno, con i soliti infiniti disservizi di una autostrada killer che dalla fine degli anni 70 è sempre più congestionata e uguale a sé stessa! 

  • È ora di dire basta a un ‘autostrada che costringe mi­gliaia di pendolari e non, a pagare per fare ore di fila im­bottigliatiin qualunque ora del giorno, sequestrati per scel­te folli e totale mancanza di interventi di allargamento del­l’intero tratto autostradale. diciamo basta a questa politi­ca degli aumenti. 
  • Diciamo basta a un ‘autostrada che, nel silenzio del Co­mune di Tivoli e di Guidonia, aumenta il pedaggio non ga­rantendo un servizio di qualità, offrendo in cambio solo una pessima arteria che rapisce ogni giorno i tiburtini e abitanti della Valle dell ‘Aniene, costretti a vere gimkane in quel maledetto tratto di strada che imprigiona giornalmen­te tutti noi.
  • Vogliamo la terza corsia, abbonamenti annuali a prez­zi agevolati per chi è pendolare e un intervento immediato diretto delle Istituzioni locali, Comune, Provincia e Regio­ne Lazio contro il sopruso di Strada dei Parchi Spa, che foraggiamo quotidianamente con 3 euro al giorno, in cam­bio di ore di fila!
    Siamo alla follia!
    Basta con questi disservizi e con questo salasso.”

L’appello riporta anche degli indirizzi di posta elettronica a cui eventualmente inviare “la segnalazione di disservizio”, fra cui:
info@stradadeiparchi.it - sindaco@comune.tivoli.rm.it
urp@pec.provincia.roma.it - urp@regione.lazio.it
info@pec.comune.tivoli.rm.it - rubrica.lettere@repubblica.it

a cui noi aggiungiamo:
ladenuncia@ilmessaggero.it - redazione.web@iltempo.it


Ascoltare per governare (la città, i cittadini)

6 Febbraio 2010

Lettera da una cittadina (da Sinistra per Tivoli)

Copio e incollo, foto compresa, e la giro all’attenzione di tutti e in particolare di Piero Ambrosi cui liberaopinionetiburtina ha di recente indirizzato qualche domanda. Domande a cui il ns politico-amministratore locale, protagonista di una stagione forse ormai definitivamente trascorsa (…ma non si sa mai!), ha puntualmente e con pronta cortesia risposto, a nostro avviso in un modo detto in politichese o inutilmente burocratico, nella sostanza evitando di dirci se si è contribuito o no (e i fatti, la realtà presente dicono, purtroppo, di no) a risolvere i fondamentali nodi e problematiche di Tivoli e circondario. Ritengo che l’amico e sodale Peppino Porcelli, che da una vita si occupa di tematiche che toccano il cittadino nel suo essere soggetti attivi e passivi dell’organizzazione della Polis, sia il più adatto a dire in merito. In attesa di poter pubblicare il suo pensiero, e riservandomi personalmente di osservare qualcosa sul non condiviso percorso che Ambrosi e altri hanno fatto, dalla DC al Pd (dove, fra l’altro, è evidente ormai una loro marginale presenza e incidenza, sia localmente che a livello nazionale) , nonchè su un concetto di “partito” come variabile tutt’altro che indipendente, mi pare sia proprio il caso di riportare qui la sintomatica testimonianza di uno dei maggiori disagi cittadini che nè il nostro Ambrosi, nè gli altri (a livello comunale, provinciale e regionale), hanno saputo portare a soluzione e che anzi negli anni si è sempre più e per più versi  – inevitabilmente quanto colpevolmente - aggravato.
(g.f. pollutri)

“Cosa rispondono gli amministratori provinciali della viabilità alla signora che scrive questa lettera al Messaggero?”

traffico interurbano  Raggiungere Roma da Tivoli, città di oltre 55.000 abitanti e distante dalla capitale solo 30 (trenta) km. nelle ore del mattino è diventato impossibile con qualsiasi mezzo. I treni saltano, si rompono, si fermano per ore senza che ai passeggeri sia data alcuna spiegazione, gli autobus, anche quelli che percorrono l’A24 impiegano dalle due ore in su, in macchina non ne parliamo. Stamattina mia figlia che avrebbe dovuto sostenere un esame alla Sapienza alle ore 10,00 e’ arrivata a Roma Tiburtina appunto alle ore 10.00 dopo aver preso il treno a Tivoli alle 7,18 che sarebbe dovuto arrivare a Tiburtina alle 8,20 e l’esame (scritto) naturalmente è saltato. Da ottobre, inizio dell’anno accademico, le lezione saltate per ritardi e anche per scioperi, sono state moltissime. I dipendenti hanno tutto il diritto di scioperare: Atac, Comune, Regione vogliono finalmente provvedere a rinnovare i contratti? La Regione Lazio che contratto di servizio ha con Trenitalia? Una risposta sarebbe gradita.

Cittadina moooolto incavolata
(1° febbraio 2010)
 ”


l’ha detto Repubblica

1 Febbraio 2010

La notizia:
Il giudice: “Figli di una coppia di lesbiche? Nessun disagio per loro dall’omosessualità”
http://www.notiziegay.it/ - La Repubblica - Milano, 29 gen 10

giudizio dal tribunale Sull’argomento pubblichiamo, per totale condivisione:

Giochi di parole e pigrizie cicliche, di Gianni Gennari

«I giudici: da genitori gay nessun disagio per i figli». Titolo venerdì di “Repubblica” (p. 25), e sommario bis tranquillizzante: «Per i giudici i genitori gay non sono causa di disagio per i figli». Due semplici osservazioni. La prima sulla verità delle parole. “Genitori”: è serio usare il termine in casi come questo? Possono due persone dello stesso sesso essere entrambi «genitori» di uno stesso figlio? E un figlio essere davvero figlio di due omosessuali? I contorcimenti della lingua talora dicono, o dovrebbero dire, che qualcosa non fila, e che forse si dovrebbe riflettere. La seconda osservazione viene spontanea leggendo che l’affermazione di «nessun disagio per i figli» è in un «provvedimento del Tribunale». Anche qui due pensieri. Il primo dice che l’affermazione non è di carattere giuridico, ma largamente psicologico, affettivo, comportamentale, e quindi sarà basata su opinioni autorevoli di psicologi e studiosi del comportamento, che tuttavia nella circostanza - a parte la falsificazione dei termini visti sopra - non potranno che riferirsi al caso specifico esaminato dal Tribunale, e quindi affermare che «quelle due» persone non sono causa di disagio per «quei» ragazzi. Perciò titolo e sommario, che universalizzano la conclusione, è un imbroglio: come se un tribunale assolvesse da un furto una signora coi capelli rossi e si scrivesse che tutte le signore coi capelli rossi sono innocenti dai furti. Vizi giornalistici fissi. Ieri infatti, ritornello a ogni fine gennaio, poiché il Papa ricorda alla Rota l’indissolubilità del matrimonio, leggi che «il Papa sferza», «bacchetta» e «striglia». Riso am-eno!

(Avvenire.it - Lupus in pagina)


un domani (e un letto) per tutti

1 Febbraio 2010

E’ in rete, di rimbalzo tra blog:
- Riflessioni di una post-terremotata: sono davvero stanca, di Giusi Pitari

Sono davvero stanca. Stanca di mettermi al letto la sera …”

il seguito su  http://www.abruzzo24ore.tv/news/Dieci-mesi-dopo-il-sisma-Sono-davero-stanca-/14799.htm

Se posso permettermi, pur con tutta la vicinanza ai terremotati de l’Aquila e circondario, direi che  bisognerebbe alzarsi un po’ più in alto nel volo, al di sopra delle proprie urbane macerie, per vedere e comprendere le altrui sociali ed umane miserie. 
Giusi - dopo un sisma, calamità della natura - stanca di aspettare domani”, vorrebbe riprendere la sua normale vita di città, al più presto, strada dopo strada. Altrove vorrebbero avere ciò che mai o difficilmente hanno avuto - già prima del sisma:  speranza di  una degna e umana vita.

Questo è dunque quanto mi sono sentito di commentare alle Riflessioni:

ah i miracoli (anzi i Miracoli), che non fa più nessuno
che manco il Berlusca o Bertolo sa o può saper fare

io ho cuore per Haiti, terra di nessuno
e di quelli che hanno niente (già prima del sisma)

il proprio ombelico è certamente il posto più vicino,
ma non è detto che sia Il Mondo (…che mondo!)

mi accontenterei, per cominciare, del letto che ho
e che hai, amica del “Stanca di mettermi al letto la sera

dieci mesi? …quelli di Haiti (quelli delle Afriche)
è una vita, tutta la Storia, che aspettano il tempo

dice la televisione “Ci vorranno dieci anni”, “Meno male”
pensano ad Haiti e sudameriche, “Stavolta tocca a noi!”

…avere un letto dove mettersi, “stanchi la sera”

!!!

G. F. Pollutri


per avere umana memoria

27 Gennaio 2010

Per il giusto, Oscar Schindler

Pietre e parole

Ho posato una pietra sul mio lacerato cuore di carne
Ho coperto con le mie ossa una terra intrisa di sangue
Ho cercato il volto di Dio in un cielo di fuliggine d’uomo
Ho pianto perché sono rimasto in vita fra i morti di allora
Ho gettato nelle parole un fruttuoso seme di vita

Sono morto al fine sereno nel vedere mio figlio
Generare ancora un figlio di carne ed altra speranza,
Fragile e nuda, ma tutta di pace, forse anche d’amore.

Giuseppe F. Pollutri


Ambrosi Piero, ieri e oggi

26 Gennaio 2010

Dall’archivio del periodico “l’Aniene” - Ottobre 1980,  pubblichiamo uno stimolante documento di cronaca-quasi storia tiburtina:


Ambrosi intervista 1980

Per un’altra Intervista a distanza, dopo un trentennio, con il politico Piero Ambrosi (PD), nel suo percorso pubblico: consigliere, assessore, vice e Sindaco a Tivoli, Assessore alla Provincia di Roma, oggi Presidente di Cotral (Trasporti Lazio).

Sarebbe interessante oggi una rilettura del pensiero del giovane consigliere comunale di allora, magari commentato da parte dello stesso politico.

Ad Ambrosi vorremmo porre in particolare le seguenti due o tre domande:

a. Oggi che la Democrazia Cristiana (almeno quella storica che l’ha visto localmente protagonista) non c’è più, come riesce a vivere e a portare avanti politicamente “i valori cristiani” nel Partito Democratico, mediaticamente definito cattocomunista?

b. Ritiene oggi, dopo un trentennio di esperienze e di incarichi politici e amministrativi, di aver  realizzato quanto poteva aver in animo di fare, per sé e per gli altri, nel 1980?

c. Sinceramente, ritiene che la Città e il territorio di Tivoli abbiano ricevuto benefici e quali per il  suo impegno personale e istituzionale?

GFP per lot.net

 


sulla crisi amministrativa a Tivoli

26 Gennaio 2010

   Garibaldi e il nostro tempo

TIBURTINO, SE CI SEI BATTI UN COLPO!            

La lunga storia amministrativa tiburtina del dopoguerra, stracolma di crisi  è nuovamente tornata al capolinea. Adesso i partiti affileranno le armi per la prossima campagna elettorale, magari ripresentandoci la stessa minestra rifatta, con gli stessi protagonisti, come al solito si usa fare. Tutto questo è possibile perché l’elettorato è praticamente assente, il popolo e l’opinione pubblica che dovrebbero essere determinanti in democrazia, sono invece messi in disparte, oppure si estraniano colpevolmente.           

Un parere che speriamo venga ascoltato, spero tanto nella ricerca di un tiburtino nuovo, amante della città, disponibile per quanto riguarda il tempo da mettere a disposizione, coraggioso e intraprendente.           

Tivoli ha bisogno di una amministrazione capace di scegliere un programma vero, realizzabile e chiaro. Dire una volta per tutte se la città deve sviluppare un possibile programma turistico e chiarire come realizzarlo, visto che siamo a soli trenta chilometri da Roma. E’ chiaro che con quello che Tivoli rappresenta nel mercato turistico mondiale, la cosa è certamente realizzabile, ma servono persone adatte e dotate di grande creatività, cosa questa che nessuna amministrazione tiburtina ha mai premiato o almeno cercato. In alternativa sarebbe necessario  puntare sui tanti servizi mancanti oppure inadeguati.           

Chiaramente i partiti dovrebbero allargare le maglie e concedere la parola ai cittadini, riducendo al minimo la loro forza di comando, fatte salve le situazioni, sempre verificabili, di manovre di danneggiamento politico non accettabili, neppure queste, in una vera democrazia.           

La lotta elettorale che si profila sarà sicuramente combattuta tra i due raggruppamenti del centro destra e centro sinistra, ma lasciateci anticipare una grossa difficoltà esistente nei due raggruppamenti, facilmente individuabile nei nomi dei più quotati capi politici locali, i quali a nostro giudizio hanno già consumato le loro carte, come ripetutamente si è verificato nel passato tiburtino con sindaci ed assessori inutilmente rieletti più volte, senza risultato alcuno.           

Per concludere, bisogna dire con molta onestà, che oggi non è assolutamente facile amministrare una città italiana che non dispone di risorse adeguate per la sopravvivenza, e da questo fatto incontestabile, deriva anche la penuria di candidati onesti disposti a mettersi in lista. Tutto questo però non deve suonare come giustificazione per i partiti politici che amano fare a loro piacimento “giorno e notte” senza tenere nella dovuta considerazione, il meglio, per la città e per tutti noi.           

Torneremo con certezza su questi argomenti per approfondire i temi più importanti trattati solo come veloce citazione.

           Giuseppe PORCELLI

 

                                        abusivismo istituzionale a Tivoli


Questa nostra televisione (rai)

25 Gennaio 2010

che_tempo_che_fa-graf.jpg

Del perchè il “prof Albanese-Troller”, e il compare di scena Fabio Fazio di Rai3, mi devono venire in casa a sbeffeggiare il mio diritto al Crocifisso in una pubblica scuola 

Virtuale lettera aperta, al Presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano
 

“Presidente,
Le scrivo quale primo e naturale interlocutore, per quanto sia Lei eminentemente Pubblico ed io del tutto un privato cittadino, ma questo è dato in democrazia. A dire il vero, avrei voluto indirizzarmi alla Magistratura, a quello stesso Organo dello Stato cui si è rivolta, a lungo e perentoriamente, sino alla Corte di Strasburgo, la Signora Soile Lautsi, finlandese di nascita, ma che stabilitasi da noi, ha inteso godere delle bellezze e bontà italiche, ma non della nostra legittima fede religiosa, definibile sia pure “una tradizione”, ma tra le più umanamente nobili ed educatrici.
L’esposizione nei luoghi pubblici del Crocefisso è rappresentazione e simbolo di quel Gesù di Nazareth messo in croce fino a morte, che l’uomo, rivelando la sua parte luciferina, non ha mai gradito o tollerato, per quanto predicasse fra gli uomini pace, tolleranza e carità. Vietarlo e irriderlo lo ritengo illecito,  e nelle more che in Europa ci si pronunci definitivamente, per quanto ci tocca più da vicino in Italia, ho ritenuto più semplice rivolgermi virtualmente a Lei che per principio e per funzione ci rappresenta e ci tutela. 

Egregio Presidente succede che in Italia “i toni” del dire sono ormai non solo “sopra le righe”, ma anche – specie nei Media e nella TV in particolare – fuori decenza e buon senso. Dicono per l’audience, sottendono “per pubblicitariamente introitare”, ma Lei converrà che (come ebbe a cantare F. De Andrè) “vendere per due soldi … la propria madre”, o la propria cultura e le proprie tradizioni, è cosa che non possa e non deve essere. Nessuna volontà di far la morale è nelle mie intenzioni, nè nelle mie modeste possibilità, ma la giusta esigenza (l’inalienabile pretesa) di avere rispetto d’individuo e cittadino, non meno della citata signora, socia dell’Uaar (Unione atei e agnostici razionalisti).  

Ieri sera, 22 di gennaio del corrente anno, mi è accaduto che nel naturale zapping fra i canali televisivi, alla ricerca di “qualcosa da vedere in tv”, mi sono trovato dinanzi, sullo schermo, due personaggi che inscenavano con ruoli diversi una caricatura di un “prof di scuola media”,“una finestra – leggo sul sito rai.it – sul mondo della scuola”! L’attore Antonio Albanese, spalleggiato da un compiaciuto Fabio Fazio, nella sequenza di “boutade” (dice “per satira” o semplicemente “per ridere”, magari per irridere) buttano lì che chi di dovere (… questa bigotta e incapace ministro della destra italiana, è da capire) continui a fornire alle scuole, “in luogo delle sedie che non hanno”, “carrette” di (inutili, sottinteso) Crocefissi. Di sicuro qualcuno nelle case ne avrà riso, per perfidia politica o per inconsapevolezza. Legittimo farlo, ma io mi sono detto: - Perchè, perchè questo è possibile? Per quale ragione in Italia manifestare la comune esigenza di continuare a esporre liberamente il Crocefisso nei luoghi pubblici può essere così facilmente messo alla berlina? Perchè, inoltre, si può da parte di una rete televisiva pubblica e nazionale offendere, e senza ovvia possibilità alcuna d’intervento o replica, il sentimento di un cristiano (…per di più abbonato)?

La RAI quest’anno, nel suo rituale e illogico invito a pagare una tassa, detta “abbonamento”, ci ha fatto osservare che “la Rai è di casa”, anche a poco costo. Mi son chiesto: - Sarà per questo, perchè pago solo 30 centesimi il giorno, che loro hanno diritto di venirmi in casa a insultare la mia fede, le mie convinzioni, una libera scelta comunitaria?

Non credo, Presidente, che avrò risposte, nè diretta risposta da Lei giacchè questa mia lettera non verrà neppure da me spedita al Suo pubblico indirizzo. Mi è stato sufficiente scriverla, nero su bianco, per sollevare in me offesa mente e dolente cuore. Andrà certo nei Media, cominciando dal personale blog internettiano. Di certo, mi piacerebbe in seguito vedere in televisione i sopra nominati personaggi televisivi, ad esempio straordinario di democrazia, ove mai avvenisse, dichiarare: - Ci scusi, signor Giuseppe Pollutri. Noi non volevamo…, certo, abbiamo sbagliato! Sarebbe giusto, sarebbe opportuno, ma non importa che lo si faccia o che ad essi venga chiesto. In fondo non è del loro convicimento, o dell’onestà intellettuale di taluni, di cui abbiamo bisogno per sentirci liberi e dotati di diritti, pubblici e privati.
Mi basterà pensare ragionevolmente che Lei, Presidente, su tale faccenda sia d’accordo con me e con qualsiasi cittadino che chieda rispetto e riguardo in questa nostra Patria e italiana Repubblica. 

Con stima, Giuseppe Pollutri ” 

scena di che tempo che fa - in rai3


liberamente a Tivoli, letto e detto

23 Gennaio 2010

Diamo atto che sulla Crisi al Comune di Tivoli il sito di Rifondazione (pur tutto preso nella sua home nella battaglia  ideologica “No TAV”) da con il seguente file pdf un ampio resoconto di quanto è stato detto e scritto sulla stampa locale. http://www.rifondazionetivoli.it/modules.php?&name=Atti&getfile=961

Ci limitiamo pertanto nel nostro spazio ad evidenziare alcuni aspetti che sono a margine e nella sostanza di questa vicenda tiburtina, e in genere su come ci si “regola” nei partiti a fronte dei dissensi e dei “dissidenti”.

Si parla tanto di democrazia, di trasparenza, ma chi  ad un certo punto dissente e non fornisce più il suo consenso (il proprio …apporto elettorale) è ipso facto un “vigliacco”. Da bandire. Le epurazioni del tempo del pci-stalinista pare che restino d’uso anche nel nuovo PD. Chissa cosa ne dicono i vecchi dc-margheritini (li ricordate i Fiorenzi, gli Ambrosi…?).

Allora qui vorremmo quantomeno contribuire - liberamente, com’è nella nostra intenzione-blog - a dar voce, a fronte degli anatemi di chi si ritiene “padrone” sia di un partito, che della Amministrazione di Tivoli, alle ragioni e alle precisazioni dei detti dissidenti interni al pd e dell’esponente della Sinistra locale  in Consiglio M. Capobianchi.
In risposta immediata e diretta alla seguente affermazione di Baisi, a “resoconto del fallimento”, “Impossibile ragionare con chi non vuole farlo, non ho ceduto ai ricatti politici” (in Nuovo Oggi Guidonia), registriamo le seguenti risposte.

Manifesto Pd a Tivoli - tendenzioso (e abusivo)     Pd “tutto” per Baisi

 - “Il sindaco - ha commentato A. Pisapia - è costretto a raccontare fatti non veri. Il gruppo del Pd mai è stato convocato e il partito non si è mai espresso sulla crisi. E’ stato chiesto solo atto di sottomissione individuale ai consiglieri” (da Il Messaggero, 22 genn. 10)

- “Il comportamento del sindaco è stato in contraddizione con le sue stesse dichiarazioni riguardo le dimissioni - ha precisato M. Capobianchi - non ha ricreato l’elleanza politica, non ha creato forme di condivisione, non ha nominato una giunta di livello, forte e coesa, scollegata come lui stesso voleva dai consiglieri… E’ un peccato per la città che non ci sia riuscito …che sia costretto a dire bugie.” (da Il Messaggero)

Piccola, ultima perla, indice di una pubblicistica asservita, non si capisce se suo malgrado o senza neppure consapevolezza: “Le dimissioni del sindaco di Baisi rischiano di segnare la fine del vincenzismo” (Nuovo Oggi).
Dire “rischiano” perchè, che senso ha? Esprime un timore, di chi?