Quer pasticciaccio brutto di via …di Pontelucano
14 Marzo 2010

Al solito, ci si lamenta – magari a ragione – ma mai che si tiri in ballo autori e responsabilità. E’ il caso di quel pasticciaccio brutto di Pontelucano a Tivoli. Un intervento pubblico, brutto, e sbagliato. Una vergogna e un non senso, tecnico, culturale, ambientale e non meno politico. Come ci si sia arrivati, perchè nulla e nessuno più si muove (perchè ora nessuno è chiamato a risponderne, particolare non da poco) è assai significativo. I muri, poi così alti, non nascono sotto le foglie col caldo e un acquazzone, come i funghi, e i denari stanziati ed elargiti per pagare quanto, sia pure di brutto, sia pure di inaccettabile, sia pure di non concludente, è stato fatto, qualcuno ce li avrà pur messi.
Tornarci su è lodevole, certamente condivido e non per niente lo riprendo e ne scrivo. Si da il caso che senza sapere dell’iniziativa del Comitato per il recupero di Pontelucano, io stesso mi ero soffermato a fotografare il “monumento” (dico del muro e idrovora, non del Mausoleo dei Plautii ingabbiato o del Ponte sparito e come si può pensare in degrado), per quel che è alla vista di noi tutti. Giustamente il Comitato ha fatto un suo appello per il Recupero (di quel che, …chissà, “forze oscure e magari aliene” ci hanno sottratto), in questo momento in cui i partiti (e gli uomini candidati all’Amministrazione) sono o dovrebbero essere più attenti e sensibili alle problematiche del territorio e dei suoi abitanti, e nel caso della cultura storica, non solo tiburtina ma internazionale.
Si vuol sapere cosa si vuol fare, o se (come possiamo temere) …non s’intende fare niente. Lo spiritoso in sala, in una eventuale conferenza, butterebbe là un “…è la seconda che dici”. E avrebbe, sia pure nel nostro generale imbarazzo (nostro, dico, non dei ‘politici’), ragione da vendere. L’Appello c’è, la problematica (lo sconcio realizzato e persistente) è sotto gli occhi di tutti, cittadini, italiani e forestieri che vanno e vengono da Roma a Tivoli, da Tivoli e poi nel mondo…, ma non mi pare che ci siano risposte e proposte concrete, oltre le sia pur lodevoli quanto generiche adesioni di circostanza dei singoli candidati e di qualche cittadino più sensibile e attento. Sul sito di Rifondazione Circolo Cerini di Tivoli vedo che l’argomento viene ripreso, occorre dargliene atto, ma chi ha immesso il post non fa altro che riportare la nota che sull’argomento, a buona ed utile notizia, è pubblicata dal Comitato Ponte Lucano. Chi vuole se la può leggere direttamente sul blog “Salviamo Pontelucano”
(clicca su) Appello per l’abbattimento …
Quel che, da liberaopinione, non ci sta bene è che, sia da parte di un partito (che, si badi bene, non è un “comitato” ma il luogo dove si trovano o si posizionano quelli che sul territorio hanno fatto o partecipato a fare e a non fare le cose), sia da parte dello stesso pur meritevole Comitato nulla si dice, nessun nome viene fatto su quanti hanno elaborato, deciso, e poi …abbandonato, quel che di dannoso e obbrobrioso è sotto i nostri occhi.
Si dice genericamente che il muro è frutto dei “i lavori realizzati nel 2004 dall’Ardis”, ma non ci si chiede come può essere che tale “pasticciaccio brutto” l’abbia potuto effettuare un “Agenzia Regionale (Lazio) per la Difesa del Suolo”, non senza chiari e necessari avalli politici!
Sarà ancora una volta vero che quando si è collaterali si sceglie il silenzio, per riguardo politico, verso Amministratori che hanno sbagliato? Può darsi che in questo caso io sbagli nell’implicito giudizio e politica disistima, ma - questo è certo, comunque - che anche in questo caso si conferma una regola utilitaristica: quando le cose vanno bene vengono citate e incorniciate come immagini per un propagandistico …il Paese Rinasce, poi quando si son fatti (accettati o subìti) dei pasticci o degli aborti, come in questo caso, non ci sono padri nè madri, o altrimenti …sindaci e assessori responsabili.
E’ una considerazione finale di questa mia nota, ma meriterebbe di essere premessa ad ogni discorso per gente che ha e vuole avere consapevolezza, dignità e senso di responsabilità, Occorre ammettere - se vogliamo dircelo - che le Istituzioni pubbliche e in sostanza i suoi attori posso bellamente trarsi d’impaccio nella chiamata di responsabilità politica e amministrativa (ove e se mai avvenga), perchè la società civile, cioè noi tutti, siamo sempre propensi a non processare chi ha sbagliato.
Voglio chiudere con un battuta… Visto che siamo in tempo di Elezioni, dovremmo ricordarcene poi nel voto e soprattutto: quel che ho appena annotato, …non facciamolo leggere o sentire ai nostri Candidati. Potrebbero approfittarsene per continuare a fare e disfare a loro esclusivo piacimento e tornaconto, senza rischio di penali (che non esistono in materia, per principo) o quanto meno di …damnatio memoriae (non più in uso da quando non si parla più latino, neppure … dalle parti della Villa che fu di Adriano). Occorre forse – e questa non è una battuta, ma un mio problematico desiderio - un recupero del nostro essere Società Civile. Prima di tutto.
Giuseppe F. Pollutri
Quel che tutti, cittadini di Tivoli e del mondo, ogni giorno vediamo (…come si fa poi a vivere bene la propria giornata?).
Scritto da gfpollutri



Ringraziamo il Presidente per la sua discrezione e altrettanta sensibilità. Certo, è uno di noi, liberi cittadini.







TAJANI - Qualsiasi territorio deve darsi un “respiro” comunitario europeo. E’ necessario ed utile. Lo è tanto più per Tivoli che, con i suoi siti Patrimonio dell’Unesco, per la sua prossimità a Roma Capitale e naturalmente luogo internazionale. Tivoli deve riorganizzarsi e disegnare un suo futuro di sviluppo e per farlo deve trovare sostegno e risorse anche finanziarie nella Comunità Europea. Nel mio ruolo a Strasburgo, conto di incontrare tutti i sindaci locali - soprattutto di Tivoli e Guidonia - per esaminare e programmare gli interventi che la Comunità può fare per questo territorio.
BARELLI - Entrando nella specificità della campagna elettorale in corso, sottolinea soprattutto due cose:- Riproporre e stigmatizzare i problemi di Tivoli - gravi e irrisolti dopo molti anni di governo del centrosinistra - non è un esercizio demagogico e di facile elettoralismo. I “problemi” della città e del territorio (soprattutto le infrastrutture viarie e ferroviarie, la mancanza di opportunità occupazionali) riguardano e toccano da vicino e nel quotidiano le persone, le famiglie. E’ bene ricordarsi - non per inutile vanto ma per qualificare per quello che è il nostro modo di intendere e fare politica (concretezza e azione) - che le idee e i progetti avviati e da completare nell’area metropolitana Tivoli-Guidonia-Roma, nascono da input dati dal Governo Berlusconi negli anni precedenti a quello di Prodi, e dalla Regione Lazio governata dal centrodestra.
RUBEIS. Sono sindaco di Guidonia, ma mi sento (per abitazione di un tempo e per frequentazione) …un tiburtino. Tivoli è una città stupenda, per posizione e perchè ricca di un invidiabile patrimonio storico-artistico noto e prezioso, ma ai tiburtini dico di scendere giù …oltre la curva di Regressi. L’incontro, la collaborazione tra le due città di Tivoli e Guidonia, attraverso le sue Amministrazioni, è utile ma soprattutto necessario: i problemi sono comuni o interdipendenti (mobilità, scuole, occupazione, commercio, turismo, integrazione degli immigrati stranieri). Lo svincolo in costruzione nel territorio di Guidonia, non è “per Guidonia” ma rappresenta un accesso all’A1, al centro dell’Italia, di assoluta utilità per rendere accessibile il nostro comune territorio alle aziende nazionali ed estere che vogliamo investire da queste parti. Se diciamo ( e, come detto, da “tiburtino anch’io”) che occorre andare oltre …il rifacimento della piazzetta intorno a Palazzo San Bernardino, non è per denigrare quel poco che è stato fatto, ma per dire che occorre andare oltre, con una nuova e diversa Amministrazione, e il vostro candidato sindaco Gallotti appare assolutamente la persona giusta al momento giusto.
Sandro Gallotti. Con la pacatezza che contraddistingue l’uomo, imprenditore nel privato, ma che ha scelto di fare qualcosa per il bene pubblico e soprattutto per esplicare il suo “amore per Tivoli“, ha innanzitutto tenuto ha precisare (”non per polemica, ma perchè son questi i fatti“) che l’Amministrazione Vincenzi non ha fatto - nel suo fare - che portare avanti o a compimento opere in anni precedenti programmate, sovvenzionate e già avviate nel loro iter amministrativo. “Altri hanno poi tagliato il nastro, per la propria voglia di apparire, mentre si è trascurato di dare almeno l’avvio a provvedimenti che diano soluzione ai più importanti problemi de cittadini: viabilità e lavoro. In questi anni, mentre si effettuavano “abbellimenti” del tutto poi soggettivi o non necessari, sbagliati (si veda via Empolitana), altre parti del Comune, soprattutto in periferia (si pensi all’Albuccione, e non solo) sono state lasciate in abbandono, come chiunque può vedere, e chi ci vive sta a testimoniare.