per l’anno nuovo, …

31 Dicembre 2008

“Sprofonderà l’odore acre dei tigli
Nella notte di pioggia. Sarà vano
Il tempo della gioia, la sua furia,
quel suo morso di fulmine che schianta.
Rimane appena aperta l’indolenza,
il ricordo di un gesto, d’una sillaba,
ma come d’un volo lento d’uccelli
fra vapori di nebbia. E ancora attendi,
non so che cosa, mia sperduta; forse
un’ora che decida, che richiami
il principio o la fine: uguale sorte,
ormai. Qui nero il fumo degli incendi
secca ancora la gola. Se lo puoi,
dimentica quel sapore di zolfo
e la paura. Le parole ci stancano,
risalgono da un’acqua lapidata;

forse il cuore ci resta, forse il cuore

(di Salvatore Quasimodo)


Come si fa a …

29 Dicembre 2008

Come si fa … a pensare che quest’insensata ferocia, tra stato israeliano e miliziani palestinesi avrà fine?
Come si fa … a credere, nel mondo, che parole ed affermazioni di buonismo generico e vuoto di reali intenzioni possano ottenere qualche effetto?
Come si fa … a pensare che invocazioni politiche alla pace, la comune condanna della violenza, lanciare appelli “alla moderazione”, possano mettere fine all’odio fra i popoli? Come si fa … a credere ed affermare ancora che il palestinese faccia una guerra giusta e “santa”, e che l’israeliano sia per principio, per sua natura, o per razza … ebrea, intollerante e malvagio?
Come si fa … a supporre che si possa tranquillamente lanciare “razzi” sulle case e sulla testa del popolo civile israeliano, senza doverne ricevere in cambio “missili” “per colpire i miliziani”, e che finiscono con il far vittime tante fra la gente inerme palestinese?
Come si fa … a lamentarsi per l’occupazione, l’oppressione, la sopraffazione di un popolo sull’altro ed invocare e promettere – nel nome di Dio, di Javè o di Allah che si voglia chiamare - di distruggere un popolo “nemico”?
Come si fa … a non capire che colpire Israele, significa automaticamente causare al popolo palestinese: morte, distruzione, ancora e sempre odio fra i popoli della terra.
Come si fa … da parte della Nazioni a intervenire, con “missione di pace”, dove e quando si vuole, e non farlo nel territorio che fu di Gesù Cristo, maestro inascoltato di carità e di amore fra gli uomini e tra i popoli? 

Come si fa … a dirsi uomini, e agire secondo la legge animale per la sopravvivenza: mors tua, vita mea?

(Giuseppe F. Pollutri)


Come e a chi dire… “fascista!”

28 Dicembre 2008
sgombero dai campi abusivi in zona Aniene  foto in rete

L’altro ieri, nel festivo santo Stefano, ho percorso una insolitamente deserta Tiburtina, da Tivoli a Roma. All’altezza del km 15 circa, ho notato una scritta muraria: diceva “SETTECAMINI FASCISTA”.

“Fascista” – mi son detto – da quando, perché? E mi sono tornate a mente certe azioni volte a colpire (e dunque esecrabile violenza) e o a scoraggiare, direttamente o indirettamente, un crescente fenomeno d‘insediamento in zona d’immigrati, più o meno clandestini o irregolari, ma soprattutto di ROM, in accampamenti vari e sempre più diffusi, i luoghi del degrado – materiale e umano-sociale - che improvvisamente scopriamo per notizia di delitti o, come in questi giorni, di atroci lutti per l’incendio improvviso quanto conseguente dell’improvvisata baracca. Ancora mi è tornato a mente che nel corso del mese, soprattutto il sindaco di Guidonia, il ds Lippielo, a fronte di un ventilato spostamento deciso dal comune di Roma del Campo Rom di Casilino 900 ad un’area intorno a Casal Bianco, ha proclamato ai quattro venti, assai agitato e furioso con Alemanno (ch’è …“di destra”), che questa cosa non s’ha da fare, e che non è possibile andare a sistemare ” tale popolazione” in prossimità del suo Comune, del suo territorio. A lui ha fatto eco, leggo, l’Udc guidoniano M. Pagano, proclamando che “l’ipotizzato trasferimento di rom a Settecamini” “… è inaccettabile in quanto la nostra realtà vive già gravi situazioni di degrado”. Dunque, potremmo pensare che la popolazione di Settecamini ha ampiamente ragione di inquietarsi, e assai più della confinante Guidonia!

Allora, per tornare da dove siamo partiti nella nostra riflessione: “settecamini fascista” perché? E’ forse la solita storia, o il solito atteggiamento ipocrita e supponente di chi milita a sinistra? Di quanti si riempiono la bocca e si lavano, come già Pilato le sue mani, la coscienza con parole concettose e vuote, quali: tolleranza… solidarietà… accoglienza. Poi aggiungono, all’occorrenza dei fatti: ma non qui, non qui da noi …”non nel nostro giardino”! Naturalmente.
Naturalmente, come l’articolista Federica Addari, da cui apprendo queste notizie, su XL del 18 dicembre, che - non so se per dare ancora una notizia o per dire anche lei la sua -conclude il suo pezzo con un  minaccioso e forse incitante:
Intanto la cittadinanza (di Guidonia?) è già sul piede di guerra”! Alla maniera dei pellerossa d’America, o come tutti gli altri, … Fascisti!?
Giuseppe F. Pollutri 

  • Aggiungo di seguito alla mia riflessione qualche documento, che sull’argomento è presente in rete: 
  • Documento:

«Stiamo facendo l´esame delle aree dove dislocare i nomadi, ma abbiamo già individuato alcune possibilità: nei prossimi giorni vedrò il prefetto per passare alla fase operativa», annuncia il sindaco * all´indomani della firma del “patto per Roma sicura”. Si tratta di due zone fuori dal raccordo: una a nord e l´altra a sud. A conferma che la delocalizzazione dei campi rom era allo studio del Campidoglio da diversi mesi. (da La Repubblica, 20 maggio 2007) 

Nota:

*Il sindaco è … W. VELTRONI! Guarda un po’? Come cambiano di ‘colore’ le cose! Naturalmente nell’occasione tali campi erano stati definiti da A. Serra, già poliziotto, funzionario, Prefetto in Roma, poi candidato alle politiche (ovviamente) dal PD veltroniano … “villaggi della solidarietà”! 

recinto “controllato” (dai cani rom)Il disegno è di dem666    
  • Documento:
“I Rom: rubano per cultura; sono nomadi per cultura; inaffidabili per cultura..”, stereotipi che rappresentano un popolo sconosciuto. Nei giorni in cui si assiste a roghi di campi, a drammatici sgomberi di cui le prime vittime sono i bambini, a comportamenti violenti ai danni di una intera popolazione, l’Associazione Duncan 3.0, con il Patrocinio della Provincia di Roma,  presenta: ROM….ANTICAMENTE  ZINGARI.
Una iniziativa che coinvolge istituzioni, associazioni e i rom in prima persona, per confrontarsi, discutere di politiche sociali, ma soprattutto per conoscere e  illustrare la cultura rom, dal viaggio fino ai suoi istituti culturali fondanti (l’arte, l’assetto sociale, gli anziani, la musica, la danza…) e fare una panoramica di come le comunità rom sono distribuite sul nostro territorio.Il video realizzato dall’associazione Duncan 3.0 vuole offrire al pubblico la possibilità di conoscere la cultura rom da una prospettiva diversa rispetto a quella comunemente lasciata passare sui media ed affrontare con autorità politiche e personalità del sociale un tema quanto mai attuale. (giugno 2008)
Commenti:

1.      Mi chiedo se il noto sindaco di Guidonia abbia presenziato a tale convegno, e ne abbia tratto giovamento ideale e politico-amministrativo. Sembra proprio di no, viste le sue reazioni verso la prospettiva e il programma “fascista” del nuovo sindaco di Roma. Avrebbe detto le stesse cose a Veltroni o al possibile ma trombato successore Rutelli?

2.      Dunque:  chi teme di avere la possibilità di conoscere, …da vicino, lacultura rom”? 

 zingari o rom foto in rete
  • Documento: 
    Lettera a “Il Messaggero, del 10 dicembre 2008) 

Cara Redazione, scrivo da Guidonia allarmata e preoccupata circa le notizie circolanti sulla realizzazione di uno dei più grandi campi rom d’Europa in una non specificata area limitrofa alla periferia est di Roma e al nostro comune (si parla di Settecamini-Guidonia). In questo “complesso residenziale” confluirà il ben più noto campo rom Casilino 900 e questo incidera’ negativamente sull’impatto ambientale e sociale di tutta questa zona.Sul nostro territorio incombono già i veleni della discarica INVIOLATA e del colossale cementificio Buzzi-UNICEM con le sue polveri sottili..non bastavano questi mostri ad avvelenarci l’esistenza?
Non basta il budello della consolare Tiburtina a rubarci ore e ore tappati nel caos bestiale ogni giorno, nonostante tutte le promesse di ampliamento e realizzazione di strade alternative?

Dobbiamo morire in questo inferno di smog, sostanze tossiche e convivenza con etnie con seri problemi di inserimento, soprattutto nel modo di condurre una vita al di fuori della legalità? Non è traslando i problemi geograficamente che si risolvono.
E’ necessario realizzare campi rom protetti, in cui ogni individuo è anagraficamente censito, legalmente occupato a livello lavorativo, vigilati 24h su 24 da agenti, per assicurare protezione ai cittadini residenti (italiani e non) nelle vicinanze e per proteggere il campo stesso da eventuali rappresaglie violente ad opera di esterni.
Ma soprattutto campi non eccessivamente grandi, di modo che chi ci vive si senta portato a socializzare con il mondo che c’è fuori il campo e anche ad evitare la forza di coesione che li inviterebbe a concentrarsi troppo su se stessi e a costituire un’entità in antitesi con il resto della popolazione.
Grazie per la gentile attenzione e saluti.
M.Letizia De Simone 

Commento:

1.      Dunque: un vicino “campo rom” sarebbe un altro “veleno” per la popolazione del territorio di Roma-Guidonia…
Certo  - osservazione classica - “non è traslando i problemi geograficamente che si risolvono”. Naturalmente M. Letizia del “dove” vadano “risolti” neppure se lo pone. Non è certo compito suo, ma c’è qualcun altro che lo sappia e ce lo vorrà dire?

2.      La cittadina di Guidonia, allarmata e protestataria (…senza peraltro agitare l’ascia di guerra), è anch’essa espressione di quell’essere “fascisti”?


in un anno, a Tivoli

27 Dicembre 2008

Palazzo Comunale a Tivoli, anni ‘30da “il Cittadino”, dicembre 2008

Il corsivo 
quanta acqua
è passata sotto i ponti
in un anno?

Un anno. Quando termina un altro anno inevitabilmente l’Uo­mo è portato a fare bilanci. A riflettere sul tempo passato, ma anche a ricordare come si era appena un anno fa.
Pensando alla politica tiburtina, in effetti, più che un anno sem­bra passato un secolo. Eppure si ha la netta impressione che tutto è mutato proprio perché non cambiasse niente.

La città ha un nuovo sindaco, ma le scrivanie del potere sono le stesse. La con­tinuità con la precedente ammi­nistrazione è imbarazzante. Cambia qualche interprete in peggio della recita che vede da una parte il Sovrano, dall’altra la corte, e poco più. Comunque, di certo non è cambiato il So­vrano. E con esso non sono mu­tati metodi e comportamenti. Ed allora ci si accorge che non solo non è mutato molto nell’ul­timo anno, ma addirittura negli anni che sono passati.
Nel 2000 si cacciavano i quattro del Pds guidati da Mancini, oggi To­gnazzi, ma con lo stesso schema, lo stesso comportamento, forse le stesse parole, di chi ha bisogno di ricordare, prima di tutto a se stesso, di essere il capo: stiamo parlando della storica differenza tra autoritarismo e autorità! E ci viene alla mente il primissi­mo Re. Quello della sfida con Poerio a Teletibur. Come non confrontarla e trovare analogie, con l’arroganza dimostrata a Rainew24?
Insomma un anno fa di questi tempi avevamo molte speranze. Avevamo di fronte due candida­ti giovani. Comunque avremmo potuto prevedere novità.Picarazzi e il suo bilancio creati­vo sembravano il passato, dopo aver rischiato di essere il prota­gonista della coalizione. La poli­tica stava riuscendo a trovare una sintesi con due coalizioni organiche e omogenee, per la prima volta nella nostra città.
Il 2008 ha disatteso le illusioni di molti. Cosa è cambiato? Invece di Di Tomassi per la sini­stra radicale è diventato assesso­re il pro! Proietti? Al posto di Meloni si è messo a fare il solda­tino un consigliere brillante e capace come Minati? Invece di Garibaldi abbiamo in consiglio Bramosi? Lasciatecelo dire: di queste piccolezze non ce né po’ fregà de meno, come direbbero alla Garbatella!
E nel centrode­stra? Chi un anno fa sperava in una ricomposizione tra le due fazioni, ha dovuto arrendersi all’evidenza. Anche da questa parte piccolezze, accordi al ribasso con pezzi di maggioran­za.
Ma di questo una città come Tivoli deve parlare? Per questo diciamo che abbiamo sprecato un anno. Anzi, forse stiamo peggio. Prima avevamo gli attori principali, vedevamo rappresentato un film di prima visione, poteva non piacere, ma era originale. Dopo un anno che prometteva molti sogni, ci è stato presenta­to uno ai quei film copiati dalla sceneggiatura di altri film famosi del passato, un brutto remake, ed il sogno è diventato un incubo!  (le evidenziazioni sono liberamente apportate dal curatore del blog) gfpcascata grande a tivoli (foto proprietaria)


Facciamoci sentire

26 Dicembre 2008

Il tempo che fugge via misura le scelte del nostro vivere e ogni tanto, per quelli più attenti, presenta il suo conto. Forse l’esagerato ritmo che ci viene imposto dalle odierne esigenze, ci distrae e ci rende superficiali e privi delle necessarie deduzioni.
Il fatto concreto che rimane è rappresentato da un colpevole silenzio, a fronte di uno scadimento di ogni virtù morale e materiale, che ci sta portando verso un imbarbarimento strisciante che si allarga in ogni direzione.           
Se qualcuno o molti scelgono irresponsabilmente le cose oscene che registriamo intorno a noi, non è detto che bisogna sottostare in silenzio. Gli attacchi sfacciati e immorali rivolti sostanzialmente alla civile convivenza, che rappresenta millenni di storia e fulgidi esempi di solidarietà e di amore, non possono sottacere oltre all’attacco e alla distruzione sistematica della famiglia!           
Quest’azione perversa, scientemente studiata, mira allo sconvolgimento totale delle regole del “buon vivere”. Punta, nelle sue molteplici direzioni, all’azzeramento delle scelte dello spirito e della spiritualità cristiana. Propone forme di un consumismo libertino in ogni settore del vivere umano, onde arrivare alla dissoluzione totale delle regole per un vivere capace di cancellare ogni sentimento!           

Duemila anni d’insegnamento cristiano, migliaia di martiri e di santi, in nome di Gesù Cristo, hanno dettato la buona novella nel Vecchio e Nuovo Testamento, adesso invece un esercito di scellerati insinua una manovra sottile e continua per vanificare quanto costruito in venti secoli. La cosa più preoccupante, in quest’assurdo decadimento dei valori, è rappresentata dalla sufficienza, quasi noncuranza, con cui addirittura non si risponde all’attacco, proprio come se tutto continuasse ad andare bene!           
Serve invece intervenire urgentemente, per dire e far capire che il sistema civile umano sta correndo rischi d’involuzione che possono portarci verso un decadimento dei costumi. Stiamo rischiando una confusione dei ruoli capace di imbarbarire la convivenza; una confusione egoistica pesa come un macigno enorme sull’avvenire della società.           

Dobbiamo rinsavire! I giusti, gli onesti, i saggi, i modesti devono intervenire, far sentire la loro voce, nelle famiglie, nelle comunità, nelle nazioni affinché si possa realizzare un argine in difesa della convivenza umana basata sul rispetto reciproco, sul testamento storico di una spiritualità educatrice permeata d’amore e di giustizia, così come nostro Signore ci ha detto immolandosi per noi sulla Croce.

Giuseppe Porcelli  


una vignetta buona, per natale

25 Dicembre 2008

Per ridere a natale, del Babbo, rubo a Ivan (col suo beneplacito) una vignetta  ed eccola:

 la fine della renna

Come e perchè il Babbo ammazzò un giorno l’incosciente renna del nord!

Per le altre, visitate il sito dell’autore, Ivan Annibali all’indirizzo  http://www.ivanannibali.it/  


pensieri buoni per la vigilia, di Natale

24 Dicembre 2008

Ricevo dal web, da
Franco Valente - Il Molise che sogno” (http://www.francovalente.it/) e, facendolo mio, pubblico:

“Caro Gesù Bambino,

quando sarai grande, se ti farà piacere, ti diamo una mano.

Mercanti, politici e banchieri ormai hanno occupato tutto.”

via i mercanti dal tempio

La cacciata dei mercanti dal Tempio. Chiesa di S. Maria Esther.  Acquaviva Collecroce


Er Benessere

23 Dicembre 2008

- Nun me dite sciocchezze.
Chi disprezza li sòrdi e le ricchezze
nun so’ asceti o idealisti,
filosofi o utopisti
o superiori o santi;
pe’ me so’ tutti quanti,
e l’ho capito tardi
‘na massa de buciardi. 

Da’ la gente, da la radio e dar giornale
se pò vedè che tutti quanti vonno
ammucchiasse ricchezze più che ponno
e nissuno de questi sta mai male. 

Ma si er troppo stroppiasse veramente
dovrebbe zoppicà parecchia gente…­ 

Antonio Fascianelli (da Du’ passi pe’ Roma, 1999)


Chi s’abbotta e chi…

23 Dicembre 2008

Ci stà chi magna e ‘bbeve e ’sse deverte
e chi no’ ‘n trova più l’occhi pe’ piagne,
chi dovérìa, no’ n’è che tandu sparte,
pe’ ‘lli poracci no’ ‘n s’ammittu lagne! 

Fannu le ‘gghierde a tutti l’animali,
‘gghiettanu li pollastri a ‘lla mondezze
mendre tande famigghie sònnu uguali
a ‘llo pèggiu ch’esiste: le schifezze! 

Così ‘gni giorno, sembre, s’aremmova
ogni giustizia, de’ ‘lla péggiu specie,
de chi s’abbotta e chi mancu né prova! 

Lu Padreterno varda, annota e segna,
nui ‘nvece no’ ‘n sendémo più raggiuni,
feniscerà che ci arde còmme legna!! 

Giuseppe Porcelli (da Lu paese méu – Tivoli 1984)


Lettera al Presidente degli italiani

22 Dicembre 2008

Lettera aperta a Giorgio Napolitano,
Presidente della Repubblica Italiana – Roma Quirinale

           Pregiatissimo Presidente,

           sono un pensionato italiano.            
           Ho lavorato 38 anni e qualche mese per conquistarmi una tranquillità di vita insieme a mia moglie. Percepisco millecento euro al mese e, riconosco,  sicuramente non sono tra quelli che stanno peggio.       
          Guardo la televisione di servizio pubblico: ogni giorno ci ricorda che siamo diventati i “nuovi poveri”, con autonomia di tre settimane su quattro.
          Ho preso atto della diminuzione decisiva del potere d’acquisto per  una gran parte degli italiani, dei lavoratori e pensionati in modo particolare.            
          Sopporto le ingiustizie più sfacciate, che ci propina giornalmente questo governo con gli aumenti del costo della vita: gas, elettricità, benzina, trasporti pubblici, pane e pasta e tutto il resto, “dovuti” alla rapida ascesa del prezzo del petrolio. Oggi, che tale costo sul mercato globale è sceso dai 150 dollari al barile ai 40 e anche meno, i prezzi d’acquisto dei generi sopra menzionati e dei servizi sono rimasti immutati, direi pietrificati (e pesano!), in qualche caso poi, come frutta e verdura, addirittura ancora aumentati!
          Di malefatte del mondo politico italiano, e di questo Presidente del Consiglio, potremmo elencare molte, ma non serve perché Lei ne è ampiamente edotto.           
          Le scrivo soprattutto perché desta in me grande meraviglia e stupore il Suo silenzio sulla situazione assai critica di questi tanti milioni di nuovi italiani poveri, che non possono e non potranno avere alcun aiuto economico perché, caso mai - dice Confindustria e il ministro Tremonti - l’aiuto va dato alle Imprese, …”così dopo ne beneficeranno anche gli altri”!            
          Non crede Lei Presidente, che se facessimo all’inverso, si potrebbe riattivare il mercato, con l’aumento dei consumi? Non sarebbe meglio? Anche perché è a tutti noto che lo Stato, per oltre quarant’anni, con la “Cassa per il Mezzogiorno”, ha già “foraggiato” ampiamente e sistematicamente i “padroni”, per ritrovarci poi nella situazione odierna.           
          Per quel poco che mi è dato sapere, mi rifiuto di credere che il Presidente della Repubblica in Italia, dal momento in cui è eletto a tale carica istituzionale, perda la possibilità di esprimere autonomi giudizi e valutazioni sull’andamento economico e sociale della Nazione che in sommo grado rappresenta. 
          A conclusione, devo ancora dirLe che se pensionati e lavoratori possono e debbono vivere con meno di mille euro al mese, non si capisce perché, in tempo di grande crisi economica mondiale, gli Altri, iniziando da Lei (mi permetta) e così via: il Presidente del Consiglio, i Presidenti di Camera e Senato, Deputati e Senatori, sino alle varie gerarchie pubbliche e private, ai calciatori e speculatori, ai capitani d’industria e “manager” di vario livello, non potrebbero fare altrettanto, devolvendo questa gran mole di reddito alla comunità nazionale?  Al contrario, come Lei ben sa, arrivata la crisi, dall’America sino a noi, subito e velocemente il Governo e la Banca d’Italia hanno deciso per disponibilità finanziarie immense che “non sono” invece possibili per rinsanguare il potere di acquisto dei cittadini italiani.            
          Mi scuso per la franchezza, che rasenta l’impertinenza, ma in situazioni come questa, credo sia meglio parlar chiaro, con tutto il dovuto rispetto, ma ad alta voce e senza riserve. Precisando, per Lei e per tutti quanti hanno responsabilità nel nostro Paese, che i pensionati e i lavoratori d’Italia chiedono giustizia, per tutti, e nessuna elemosina!           
          La saluto con tutta la dovuta deferenza, per la Sua persona e, soprattutto, per il Suo ruolo.            

          Distintamente, Giuseppe Porcelli, tiburtino 

Tivoli, il 22 di dicembre 2008