e lo dico ancora: Come si fa, a…

14 Gennaio 2009

Mi si accusa in un blog – Libera Associazione Barbarica –  di essere sull’attuale grave conflitto tra una milizia terroristica palestinese, chiamata Hamas, e l’esercito democratico di Israele, se non un fazioso quantomeno uno disinformato e non in grado di capire, fatti e parole.
http://www.associazionebarbarica.org/?p=5108

I battibecchi non mi piacciono, la sterilità di essi ancora meno, l’impulso all’insulto di cui nessuno di noi è immune quando provocato, mi deprime. Dannosamente poi mi riduce al silenzio. E per un uomo non è bello, nè alla lunga sostenibile.
Poiché ho già detto tutto il mio dolore, per i morti ammazzati di questo conflitto che appare senza fine (con responsabilità ben precise), tutto il mio sgomento per l’inazione o l’incapacità, peggio la non volontà di intervenire fattivamente, e tutta la mia pur esigua capacità di analisi, non mi resta che pubblicare di nuovo in questo personale spazio il mio interrogativo molteplice del Come si fa,  a….
A tale testo, va annotato, non ho avuto alcun commento: non so se per scarsa incisività o significatività delle mie parole, o perché è difficile (lo capisco) concedere alla propria coscienza qualche motivo di riflessione e persino di turbamento delle proprie convinzioni, ed ammetterlo. Quello stesso turbamento che io invece ho provato, proprio dopo aver commentato (e criticato) la poesia di Ingrao su Gaza, nel ricevere da un’esponente della “sinistra” (che andrà, convinto, mentalmente intruppato e deciso, in piazza a Roma sabato 17 a manifestare) la poesia dell’arabo Maĥmud Darwish. Anch’essa da me riportata con cuore, anch’essa rimasta senza commento alcuno, e anche in questo caso non capisco perché. 

Tutto questo perché ho contestato l’affermazione tutta ideologica e fuorviata che a Gazza sia “in corso un massacro” e non una guerra tra due milizie/eserciti nemici, con tutto il suo doloroso corollario di morte fra la popolazione inerme e incolpevole. Come accade ormai nelle guerre dell’età moderna, non più combattute esclusivamente fra eserciti schierati in campo.

Se date a Google da cercarvi in rete il termine massacro, per prima cosa vi sputerà addosso (tralasciando il non più attuale sterminio nazi degli ebrei) il nome Srebrenica. Chi può credere che sia un sinonimo di Gaza? Certo per i morti non fa differenza, ma alla morte bisognava pensarci prima, …da vivi. Con questo non intendo cinicamente (non dico giustificare) razionalizzare quanto sta avvenendo in quella parte di terra. 

Sarebbe sciocco e inutile.
Provo solo a dire - ripeto - il mio dolore, il mio sgomento, del perché al mondo ci sia assieme alla malvagità tanto …buio della ragione. Assolutamente la causa più assurda, e inaccettabile, del male nel mondo?E dunque, non ho che da ripetere, a me stesso e agli altri, ancora:  
- Come si fa…!?

Come si fa … a pensare che quest’insensata ferocia, tra stato israeliano e miliziani palestinesi avrà fine?
Come si fa … a credere, nel mondo, che parole ed affermazioni di buonismo generico e vuoto di reali intenzioni possano ottenere qualche effetto?
Come si fa … a pensare che invocazioni politiche alla pace, la comune condanna della violenza, lanciare appelli “alla moderazione”, possano mettere fine all’odio fra i popoli? Come si fa … a credere ed affermare ancora che il palestinese faccia una guerra giusta e “santa”, e che l’israeliano sia per principio, per sua natura, o per razza … ebrea, intollerante e malvagio?
Come si fa … a supporre che si possa tranquillamente lanciare “razzi” sulle case e sulla testa del popolo civile israeliano, senza doverne ricevere in cambio “missili” “per colpire i miliziani”, e che finiscono con il far vittime tante fra la gente inerme palestinese?
Come si fa … a lamentarsi per l’occupazione, l’oppressione, la sopraffazione di un popolo sull’altro ed invocare e promettere – nel nome di Dio, di Javè o di Allah che si voglia chiamare - di distruggere un popolo “nemico”?
Come si fa … a non capire che colpire Israele, significa automaticamente causare al popolo palestinese: morte, distruzione, ancora e sempre odio fra i popoli della terra.
Come si fa … da parte della Nazioni a intervenire, con “missione di pace”, dove e quando si vuole, e non farlo nel territorio che fu di Gesù Cristo, maestro inascoltato di carità e di amore fra gli uomini e tra i popoli? 

Come si fa … a dirsi uomini, e agire secondo la legge animale per la sopravvivenza: mors tua, vita mea?

(Giuseppe F. Pollutri, 29.dic. 2008)


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