Per il Convento di Quintiliolo, a Tivoli
Nel dare un contributo d’informazione, spontaneo e motivato, facendo anche nostro lo spirito d’iniziative già in atto per aiutare i frati a mettere riparo al tetto del convento del Santuario di Nostra Signora di Quintiliolo - Immagine e sito devozionale assai cari alla gente di Tivoli e dintorni - vogliamo fare due osservazioni.
La più importante, diciamo spiritualmente e moralmente (civicamente non meno): nel suo dire, il giovane sacerdote Rettore del Santuario (padre Giuseppe, dei Frati Francescani dell’Immacolata, subentrati ai Cappuccini dal 2005 nella custodia del luogo sacro), nel rispondere alle domande poste da A. Piervenanzi de “il cittadino”, ha avuto modo di affermare: “La vita del frate non è quella del prete (…) Il frate è chiamato a dare una testimonianza di preghiera più forte. Egli, come tutti i religiosi, è come una riserva d’acqua, sempre pronta ad essere attinta da chiunque voglia abbeverarsi allo sorgenti dell’acqua che disseta per sempre: Dio”. Una disponibilità totale verso i fedeli, e verso chiunque, nello spirito evangelico di Cristo, quella dei religiosi, apprezzabile quanto mai in una società come quella attuale, in cui la disponibilità per gli altri avviene solo per interesse o per capriccio. E dunque, riteniamo, c’è persino una ragione di più per dare un contributo fattivo, ognuno per quel che può, per riparare il tetto del convento. E’ vero che il danno non riguarda la chiesa, ma - come precisa il rettore del convento - “se non ripariamo la casa dove risiedono i frati custodi, come si può mandare avanti un Santuario?” Il fatto che oggi porre riparo semplicemente ad un tetto si ponga come un consistente problema, per assicurare semplicemente la dimora dei custodi di un luogo di culto, testimonia il degrado della nostra vita sociale sempre più lontana o estranea dai valori cristiani di solidarietà e generosità. Quei valori che in altri tempi hanno visto erigere, spesso solo ad opera dei membri di una comunità, monumenti ecclesiali imponenti ed eccelsi. Nell’oggi, nei nuovi quartieri delle città, i luoghi di culto sono sovente negli scantinati delle costruzioni abitative civili, o, se va bene, in locali avventizi e spesso simili a palestre sportive o che poco hanno di “sacro”. Aiutiamo tutti padre Giuseppe e suoi confratelli della Madonna di Quintiliolo! Informazioni sul Santuario in http://www.santuarioquintiliolo.it/italian.htm
da “il cittadino” - mensile di Tivoli e della Valle dell’Aniene
Si dirà che non è quello che conta per essere o sentirsi vicino a Dio… Di certo, indica la nostra scarsa disponibilità a dare qualcosa a Dio, in altre parole alla nostra vita spirituale. Le chiese non servono al nostro Creatore, sono per noi. Rendiamole degne ed accoglienti e, come in questo caso, facciamo che ci sia sempre un uomo di preghiera pronto ad accoglierci! Nel nome di Cristo, per sentirsi fratelli in Cristo.
(G. F. Pollutri - G. Porcelli)
