Tivoli, una commedia (dell’assurdo) a Piazza Trento

24 Gennaio 2009

 l’opera e la chiesa

L’Inchinata nell’era della “mezza capoccia”, ovvero …quer pasticciaccio brutto dell’annuale sgombro di piazza Trento.

Mi era stato riferito, ma non volevo crederci. Poi, da una ricostruzione anche visiva del fatto e della scena, fatta da Roberto Borgia sul suo sito web, ho potuto avere idea precisa di quanto successo (e dovrebbe ancora accadere …anno dopo anno) nella piazza della chiesa di S. Maria Maggiore. Assente da Tivoli nella rituale data, mi ero chiesto del com’era stata possibile tenere la Cerimonia dell’Inchinata, nonostante quell’ingombro (termine usato, dalla stessa Sovrintendenza) fortemente voluto – a dispetto di tutti e persino, ed è il caso, …di santi e madonne - dalla volontà ri-qualificatrice dell’ex sindaco Vincenzi. A distanza di qualche mese, leggo una breve quanto apparentemente assurda lettera indirizzata da V. Pacifici, Priore dell’Arcinconfraternita del Santissimo Salvatore, al Comune. Un testo che, come altri del genere, prefigura una Commedia urbana da mettere in scena in città, con periodicità annuale.

rimozione dell’opera (mezzacapoccia) - by Roberto Borgia 

percorso dell’Inchinata

il ritorno di mezzacapoccia (by Roberto Borgia)

Insomma: il Comune, per far posto alla Cerimonia, in considerazione dell’assembramento di popolo, manda in tempo utile un carro attrezzi che - come un’autovettura in divieto di sosta – preleva (…senza multarlo!) il pesante masso scolpito da Mitorai Igor, distacca gli allacciamenti idrici, mette palanche sulla tonda pescolla, …per poi riposizionare il tutto - passata la festa e gabbato lo popolo - come prima, per il piacere e la gioia di non si sa chi.
Forse può essere un nuovo Evento da inserire nel calendario turistico della città!?

Incredibile (persino a dirsi in giro), come assurdo parrebbe al lettore il contenuto della lettera del Priore. Ma - qualcuno mi suggerisce - non c’è da prendersela più di tanto. Lo stesso V. Pacifici lo avrà scaltramente pensato: prima o poi, negli anni  a venire (ma ci auguriamo prima) qualcuno fra gli amministratori pubblici ne avrà abbastanza della sceneggiata (e di dover così inutilmente spendere il denaro pubblico) e lascerà il masso (o “la scapocciata”, come la chiamano in zona) in qualche deposito o in pur esso riqualificato giardino (il braschi, l’empolitano, o in quel di villa adriana?).

Certamente, tale Lettera riduce la guerra fatta (e persa) al posizionamento di tale “monumento-fontana” all’essenziale: significato dell’opera a parte, era e resta evidente che fosse del tutto inopportuno e improponibile, per la naturale e storica funzione che lo spazio antistante la chiesa detta di San Francesco e l’ingresso di Villa d’Este ha sempre avuto, e che, come il classico nodo che giunge al pettine, si è subito evidenziato al primo ferragosto post-vincenziano. Ma, allo stesso tempo, tale testo parrebbe connotato incredibilmente da una sorta di sindrome di Stoccolma ove non si percepisca il sarcasmo con cui si rende grazie e si rivolge Istanza a …ripetere la “identica operazione” nel 2009, a chi (… Signoria Vostra Illustrissima) ha preteso, pervicacemente, di piazzare il detto ingombro in quella piazza, che, come altre, sono (io credo) della collettività cittadina e non a disposizione dell’Amministrazione comunale di turno.

Il nuovo sindaco Baisi – ricordo bene – consapevole dell’impiccio che gli lasciava il predecessore, nel suo ultimo comizio elettorale ebbe modo di dichiarare, apprezzabilmente, che su quel dibattuto e tormentoso problema religioso-cittadino “si sarebbe trovata una soluzione condivisa”! Personalmente allora ho pensato, come altri, che l’Opera in questione, a prescindere dal valore artistico ambientale, sarebbe stata sistemata altrove. Ci possiamo solo augurare che si faccia, veramente (magari nella prossima buona stagione, senza aspettare di rimettere in scena la commedia di pre-ferragosto), e non per il grottesco di tale vicenda, non per calcolo politico, ma per autonoma intelligenza, o per lo “spirito di servizio” che – si dice – un buon Amministratore deve avere verso la collettività. Coraggio Sindaco, faccia quel che ha dichiarato in piazza, e allora non solo un Priore di Confraternita Le dirà un vero e sincero Grazie, ma molti, molti cittadini.

Giuseppe Franco Pollutri, per “il Cittadino”

 Per altre notizie e documenti, si guardi anche:
http://xoomer.alice.it/robertobo/index.html/

http://www.operafictilia.com/intro/O.d-Arte/O.d’arte_Mitoraj-opera.htm  


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