Una “Urgenza” saltata e discutibile

10 Febbraio 2009

     di Giuseppe Porcelli            

    seduta parlamentare La cosa più importante ha sempre avuto ed ha precedenza rispetto alle altre, si sa. In Italia, invece, da circa un mese la precedenza assoluta è stata conquistata dalla dolorosa disgrazia di Eluana Englaro, la ragazza che in seguito ad incidente stradale è in coma da oltre sedici anni!           

    La televisione, insieme a tutti ed a qualsiasi mezzo di comunicazione, sta martellando l’opinione pubblica, tenendo bordone al Governo che ha mobilitato il Parlamento e i Partiti. La domanda che mi pongo e che giro a tutti i cittadini italiani è soprattutto la seguente:
- quando mai e per che cosa mai è stato convocato il Parlamento italiano per trasformare in legge, in soli tre giorni, un decreto? Si farà mai altrettanto per le migliaia di famiglie, per i cittadini “in vita”, che stanno subendo conseguenze inenarrabili, per la recessione economico-finanziaria in corso?           

     Non dovete fraintendermi.  Io sono un cristiano credente, che vuole e difende la vita di ognuno e di tutti, sono per “la non violenza”, sono per l’abolizione delle armi e degli armamenti, sono per la pace mondiale e per la giustizia in ogni parte del mondo. Non difendo la vita dei morti, io, come sta facendo il nostro Governo mentre non decide nulla per far …vivere i vivi!           

     Carissimo Presidente, ricordati sempre, che chi la fa dovrà sempre aspettarsela! Ancora una volta approfitti dell’occasione per fare il furbo, così come hai fatto con gli aiuti invisibili alle classi povere del Paese, così come continui a fare dando miliardi di euro ai ricchi (leggi imprenditori), che già per decine di anni si sono arricchiti con la “Cassa per il Mezzogiorno”.
Prima di chiudere questa breve riflessione vorrei domandarti: perché non provi in tre giorni tre, a fare approvare una legge che garantisca il minimo per vivere per tutti gli italiani, pari a 1200 euro al mese? Così facendo tutti avrebbero di che campare e si darebbe una grande ripresa ai consumi, mentre, per una volta, i più ricchi dovrebbero attingere alle loro ricchezze per risolvere i loro problemi. Quelli che volessero rinunciare alla privata impresa, passassero pure la mano all’iniziativa “pubblica”.

                                                                                 *** 
          
     Questo articolo è stato scritto il giorno 9 Febbraio 2009, alle ore 19,00. 
Un’ora dopo, il telegiornale nazionale ha annunciato la morte di Eluana Englaro.           
Il gioco balordo delle parti è stato interrotto, ma il commercio stupido dei Media continua, tralasciando oppure retrocedendo le cose vere ed essenziali che assillano l’umanità.  

Rai Porta a Porta


il cuore ha cessato di battere

10 Febbraio 2009

Il cuore di Eluana ha cessato di battere.
Eluana, per quel che io intendo sia “vita”, era morta da tempo.

CITTA’ DEL VATICANO:Che il signore l’accolga e perdoni chi l’ha portata a questo punto“.

A mio modo concordo:
- il Signore perdoni chi con accanimento, per una impossibile “rianimazione”, l’ha tenuta per lunghi anni a “vivere” come una larva, mostrandoci della donna (rimasta nell’immaginario collettivo la ragazza d’allora) una immagine di chi non c’era più, da
lungotempo.

L’Avvenire, organo dei vescovi italiani, ha aperto la sua edizione online con il titolo: “Eluana è morta. ‘Giustizia’ è fatta“.

Non accetto che sia questo il modo. Ed è assai triste.
Da parte di chi ha consuetudine di parlare della Misericordia di Dio, ci si sarebbe aspettato di leggere parole altre, meno eccitate, meno rivendicative o …giustizialiste, anche verso chi si ritenga - per umano errore - l’abbia, come io preferisco dire, lasciata morire “senza acqua e cibo”. Come mia madre,  cui nessuno impose in simile necessità fisica, un fatto-apposta sondino.

Ad un mio amico, capace tanto di intelletto e di cristiani principi, ho domandato con e-mail se “il Comandamento divino di “non uccidere” dovesse valere solo per chi fosse ancora (o ancora venisse considerata) giovane …e bella. O se …anche quella madre fosse stata “uccisa”. A questo non ho avuto risposta.   La risposta è stata - a tutte maiuscole:
“ELUANA HA SOLTANTO UNA LESIONE CEREBRALE, IL RESTO FUNZIONA BENE”
“IO STESSO HO STACCATO LA COSIDDETTA SPINA AD AMMALATI TERMINALI CHE ERA GIUSTO LASCIAR MORIRE IN PACE”!
Detto sicuramente in buona fede, da amico all’amico.

Ammetto: non pensavo che mia madre, come altre, come ogni madre di figlio, dovesse andarsene così, senza parole o clamore, perchè da considerarsi …una “vita terminale”. Terminale per cosa, per chi?

Di una cosa sono certo: “Dio vede e provvede” e quale sia “il termine”, per ciascuno di noi, solo Lui lo sa. Non l’uomo, nè le sue misere leggi di oggi o a venire.

  • Per capire meglio il mio pensiero (…i miei dubbi, i miei timori) si vada a leggere: Che farci?


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