La sanità per i pazienti “clandestini”
16 Febbraio 2009Ricevo dal prof. Pasquale De Sole, dell’Università Cattolica di Roma, il seguente documento:

“Segnalazione immigrati irregolari”
Mozione della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica approvata in occasione della Giornata Mondiale del Malato.“La Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, nella seduta del Consiglio dell’11 febbraio 2009, esprimeall’unanimità la sua forte preoccupazione nei confronti del provvedimento approvato dal Senato in data 5 febbraio 2009, che prevede “l’abolizione del divieto di segnalazione all’Autorità degli immigrati irregolari”. L’eventuale segnalazione all’Autorità degli immigrati irregolari, infatti, contraddice le norme morali che disciplinano la professione medica, rischia di compromettere la fiducia nei confronti dei medici e incoraggiare la “clandestinità sanitaria”, pericolosa per la salute pubblica. La Facoltà auspica perciò che il Parlamento, nel prosieguo dei suoi lavori, modifichi l’articolato del decreto legge sulla sicurezza, così come approvato dal Senato della Repubblica, in modo che i medici italiani possano continuare ad operare senza segnalare i clandestini in condizione irregolare, nella piena aderenza e rispetto dei principi fondamentali espressi da:
- la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo;
- l’Art. 32 della Costituzione che sancisce la tutela della salute “come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti” senza porre limitazioni derivanti dalla cittadinanza o dalla condizione giuridica;
- il nuovo Codice Deontologico dei Medici Italiani approvato nel 2006 pienamente recepiti dalla Facoltà di Medicina e chirurgia “Agostino Gemelli” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.”
Sulla questione, trovo utile riportare qui di seguito alcuni dei tanti commenti in rete:
“L’emendamento al ddl sicurezza approvato da Palazzo Madama sopprime il comma 5 dell’articolo 35 del decreto legislativo del 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico di disciplina dell’immigrazione).
L’articolo in questione recita: «L’accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all’autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano».“
“I medici avranno la facoltà di segnalare gli irregolari sulla base della loro propria coscienza“, ha dichiarato Berlusconi.
“Chi - è stato fatto notare - in condizioni di clandestinità, sotto la minaccia dell’espulsione e magari dell’allontanamento dalla propria famiglia, si rechera’ dal medico se non avrà la certezza di non essere segnalato alle autorità di polizia? E cosa fara’ il genitore ‘irregolare’ il cui figlio si ammala, si rechera’ immediatamente dal medico come facciamo tutti noi o aspettera’ che il piccolo sia moribondo?”
“In questa struttura lavorano medici, non delatori”. O viceversa.
(Pietro Yates Moretti, vicepresidente Aduc) 
I VESCOVI: «NESSUNA DENUNCIA» - «Noi continueremo ad aiutare poveri immigrati non regolari». È la posizione della Chiesa, espressa da monsignor Domenico Segalini, vescovo di Palestrina e segretario della commissione Cei (Conferenza episcopale italiana) per le migrazioni. «Le indicazioni che daremo sono quelle del rispetto delle leggi, ma al di sopra di tutto c’è il rispetto della salute. È grave che una persona in pericolo di vita non vada a farsi assistere per paura di essere denunciata. Compito di un medico è quello di assistere chi soffre senza guardare alla religione, al colore della pelle o se è un condannato a morte». Secondo Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd, è stato «valicato il passo che distingue il rigore della legge dalla persecuzione». La senatrice del Pd Mariapia Garavaglia parla di norma razzista e di «pagina buia e vergognosa per il nostro Paese». Molto duro anche il segretario Walter Veltroni: “È un’idea sostanzialmente razzista. Per me è del tutto inaccettabile. Considero questo emendamento una cosa vergognosa”.
Il leghista Bricolo ha replicato con durezza alle rimostranze del Pd:
«Voi siete i razzisti, sempre e comunque dalla parte degli stranieri, prima degli italiani onesti che pagano le tasse. È la nostra legge, e non ci sfiorano le critiche. Da oggi sulla sicurezza si cambia rotta: abbandoniamo il buonismo fallimentare dei governi precedenti, d’ora in poi sarà lotta dura all’immigrazione clandestina e alla criminalità».
“Qui nessuno verrà denunciato“: E’ scritto sui cartelli, in cinque lingue oltre che in italiano, che i medici dell’Istituto San Gallicano di Roma hanno affisso all’ingresso della struttura sanitaria, dopo la votazione in Senato del provvedimento in base al quale i medici potranno denunciare gli immigrati sans-papiers che ricorrono alle cure mediche.
”Non c’è nessuna rivolta, ci sono alcuni medici politicizzati che hanno organizzato una protesta che francamente non ha senso”.”E’ una facoltà e non un obbligo”. Cosi il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, a margine di un incontro tenutosi a Treviso, sulla norma che prevede la possibilità dei medici di denunciare gli immigrati clandestini.

La mia opinione. A quanto pare l’attuale Governo italiano, anche con tale particolare atto legislativo sugli operatori nella Sanità, ritiene di poter attuare il suo assunto politico, teoricamente condivisibile, di contrastare quanto più possibile e con ogni mezzo il fenomeno crescente della presenza sul territorio nazionale di “clandestini”, o meglio: di gente che vive in clandestinità.
Certamente sappiamo e possiamo ragionevolmente pensare che tollerare o subire il fenomeno di un’immigrazione incontrollata ed anzi nascosta (per cause mondiali che colpevolmente non vengono affrontate alla radice) sia divenuto di evidente “disturbo” per la Società (riguardata come una comunità che viva in libera ma regolata convivenza), e insieme fonte di disagio e di angustia umana e sociale per le stesse persone che per ragioni varie si trovano a vivere sul nostro territorio da “irregolari”. Si dice …sans-papiers, che non vuol dire solo burocraticamente non provvisti di “un pezzo di carta” (Il Permesso di Soggiorno), quanto costretti ad una vita precaria e mortificata, penosa e rischiosa, che …grida vendetta al cospetto di Dio e di cui hanno colpa le Nazioni più sviluppate, ma cieche o insensibili (non solo occidentali), l’ingordigia finanziaria di pochi, la miopia di tanti politici.
Eppure, è altrettanto vero che - a prescindere delle voci che impropriamente gridano, per loro essere di parte o per equivoca politicità laddove non ve ne dovrebbe essere, alla “delazione”, sicuramente inaccettabile quanto non prescritta pur nel nuovo ddl in discussione - è del tutto inaccettabile tale nuovo provvedimento, per una deontologia specificatamente connessa all’essere “medico” e in un certo senso estensibile alla stessa natura dell’uomo nei confronti dell’altro , laddove chieda aiuto e cura, non solo fisicamente.
I governanti trovino altri sistemi e altre categorie statali specificatamente preposte a dare e ottenere Ordine e Sicurezza alla Nazione, ma non questo.
Dov’è umana sofferenza e vitale bisogno è da ritenersi “terra sacra”: terra di tutti, dove gli uomini, come figli di Dio o, se altrimenti si vuole dire: figli dell’Uomo, non hanno bisogno di avere patenti, né di razza, né di nazione, tanto meno di religione. E neppure di un certificato nome. Una dimensione in cui l’unico “precetto” può essere solo quell’insegnamento “naturalmente cristiano” che dice: “Ama (…e cura) il prossimo tuo, come te stesso”. GFP
Scritto da gfpollutri