per il Venerdì Santo della mia gente d’Abruzzo
Non vuole essere “esposizione” letteraria, quanto - ed è questa, ritengo, la funzione della poesia - dare testimonianza dell’emozione, della tristezza, del dolore, forti e simpatetici, che hanno mosso il mio animo in queste ore di tragedia, di distruzioni e atroci lutti, della gente d’Abruzzo. Della mia regione d’origine e di radicale appartenenza.
Già pubblicato su altri siti e blog, mi permetto di farlo anche su questo personale spazio internettiano. Perchè sia implicita …ammissione - semplice ed umile - di una comune umanità che sempre ci lega al nostro prossimo, vicino e lontano. E’, in fondo, un recepire l’insegnamento di Cristo più originalmente autentico, nel suo tempo e ancora oggi:
- Ama il prossimo tuo come te stesso, o - come ha scritto in una sua enciclica papa Benedetto - “Deus Caritas Est”, Dio è amore.
Questa è l’unica speranza di PASQUA che conta e che ci può unire.

Del mio improvviso calvario
Quale nuovo inferno si è aperto
in terra stanotte a divorarmi casa
e cuore, a mettermi su una croce
prima che il Venerdi Santo sia stato
con canti e riti processionato?
Come di sasso, doloroso e nudo,
sta lì il cristiano d’Abruzzo, fra macerie
e livido cielo, a chiedersi
con lacrima alcuna
e senza più fiato o suono di voce:
Ecco, è giunto
il tempo che la nostra terra
sia ancora un Gòlgota, di passione
dolorosa, perché una madre, un figlio,
la mia consorte, il padre,
… il mio bambino, Dio!
non abbiano più voce né luce
o di risorgenza terrena
speranza
estrema alcuna. Ecco,
che io cerco con ruspose mani
frenetiche e nude
dei miei cari la vita, e trovo morte
fra polvere e sassi, impotente,
fustigato in cuore, uomo solo,
fratello per il vostro pianto,
stazione unica
del mio improvviso Calvario.
E ancora ti cerco e t’invoco Cristo,
e con te grido al cielo: Elì, Elì, lamma
sabachtanì!
… ma non so se questa
è rinnovata Fede mia o un desolato
urlo, soltanto.
Giuseppe Franco Pollutri,
il 06 d’aprile, dell’anno 2009
![]()
9 Aprile 2009 alle 10:38
[…] e morte in Abruzzo Vergato il dì 09 Aprile 2009 Categorie: terremoto Per la mia gente d’Abruzzo, dolore, solidarietà e speranze. Agli amici tutti dell’Associazione e della rete una Buona […]
9 Aprile 2009 alle 13:57
già, amore è la legge
9 Aprile 2009 alle 17:03
Non posso non ringraziare l’amico Guseppe Pollutri per la splendida poesia che ha scritto. E’ commovente, si sente che è frutto di una sofferenza interiore, di uno stato d’animo fortemente turbato da questo tragico accadimento che ha colpito la nostra meravigliosa regione.
Credo che questa poesia girerà molto.
Giuseppe, grazie ancora per averla scritta, è un dono che hai fatto a tutta la gente d’Abruzzo ed a quanti hanno la fortuna di conoscerti.
“Spe salvi facti sumus” nella speranza siamo stati salvati (S. Paolo ai Romani).