Umanamente …zero
17 Aprile 2009di G. F. Pollutri
Forse nè l’uno, nè l’altro danno valore al detto: “Scherza coi fanti, lascia stare i santi”. In questo caso i “santi” sono i “nostri” morti. Ma, in politica c’è come una guerra, persino personale e incarognita: non si guarda in faccia a nessuno, figurati a chi, chiuso in una bara, non è più persona perchè non ha più vita. Un dato immanente, un dato imprescindibile… e scherzarci su è sempre un’autentica bestemmia, verso la nostra comune umanità, non verso Dio: entità che si può anche laicamente disconoscere, inattingibile com’è a qualunque sputo nostrano… Non so se Michele Santoro sia, oltre che stonato (ricordate il presuntuoso e straziato “Oh bella ciao”?), sia un giornalista indecentemente partigiano o piuttosto un ben pagato furbo di tre cotte. Non so se Santoro e Co. vanno in giro “a cercare la verità” per dimostrare che Berlusconi è un “nano” e che anche fosse un “re”, come tutti sarebbe nudo. Non so se anche il caso “Santoro colpito dall’editto bulgaro”, ospite in un performance canoro-populista di Celentano, reclamava “Voglio il mio microfono!”, ubbidisce ad una teoria tutta di sinistra che non avendo televisioni proprie, ritiene di doverne espropriare a quelle pubbliche una fetta, per un uso del tutto di parte. Non so se un giornalista, in radio, in tv o su un giornale, può usare, carta, parole, immagini e voce, non per informare, ma per sbeffeggiare chi gli pare e piace, compreso …il “datore di lavoro” o gli stessi lettori-spettattori. Non so se dialettica sia uno strumento di intelligenza, di certo è la dimostrazione del come, popolo di tifosi, siamo soliti adoperare cervello e voce per dire Evviva o Abbasso questo e quello, per fede, per vocazione ad essere plebe, per partito preso. Io non so - nè, naturalmente, ad essi auguro alcunché di male - se iI Santoro da pervicace condotta “zero” o il vignettista Vauro …abbiano famiglia: ancora un padre e una madre, una moglie, un o dei figli, un fratello, un amico caro… Ad essi vorrei chiedere se avrebbero ugualmente e bellamente disegnato e riso - satiricamente, si sa - su bare e cubature cimiteriali, ove sotto le macerie fosse rimasto, cadavere, il padre o la madre, la moglie (o la compagna), un figlio, la figlia, un parente prossimo, o magari il proprio fidato cane …
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ascoltiamo, Amico fragile, musica e parole di F. De André:

Scritto da gfpollutri