Se nudo è, non solo il re

20 Giugno 2009

Reame - Cantava Fabrizio De Andrè: «E’ mai possibile o porco di un cane che le avventure in codesto reame debban risolversi tutte con grandi puttane…».
E’ il breve quanto gustoso post di giovedì 18 di “semidiceviprima” di Spinelli & Cerulli.

Divertissement verbale a parte, pur non avendo fatto “il militare a Cuneo” come diceva Totò, ma altrove, chiunque può ritenersi “uomo di mondo” e dunque sa che dietro ogni buonadonna, di mestiere se non per vocazione, c’è sempre un “magnaccia”. Letteralmente chi “ci mangia sopra”.
Nell’ultima vicenda (messa in scena da certa Patrizia D’Addario da Bari) che sembra rivolta o destinata a colpire ancora l’uomo (o il capo del governo?) Berlusconi, appare chiaro che se è opinabile sostenere che l’opposizione cavalca anche questa opportunità di screditare il “nemico”, innegabile è che in questo caso a specularci su sono soprattutto i giornali e di rimessa tutti gli altri Media nazionali e stranieri, chi per un motivo più o meno collateralmente politico, chi - come usavavano fare un tempo giornali e riviste scandalistiche - per vendere copie o catturare telespettatori. Annotava stamane il commentatore del primo mattino rai3 Corradino Mineo, dopo averci inzuppato a lungo i biscotti della colazione: “Non che non sia inportante parlare delle cose che riguardano Berlusconi, ma è necessario passare ad altro”! Come dire: peccato che dobbiamo occuparci anche del come va la crisi - dei piani di fiat per l’Italia dopo la sua internalizzazione - dei timori e delle prospettive della Confindustria - delle Riforme e delle liberalizzazioni - del piano di ricostruzione dell’Abruzzo terremotato…, tutte cose che toccano da vicino i cittadini (almeno così, rivendicando all’occorrenza dignità e serietà, siamo soliti dichiarare). E’ altrettanto noto peraltro, e altrettanto vero, che i mass-media si occupano di quel che “la gente” vuole vedere e sentire. Nel caso non si può concludere - e non è bello doverlo ammettere - che, per completare il quadro all’inizio evocato, dietro o attorno alla “professionista”, di mestiere, di necessità o dilettante per gusto suo o per suo guadagno, ci sono …assai, troppi clienti.
Se la stampa in questo momento aumenta le sue vendite e le tivù fanno alzare l’indice d’ascolto, si può concludere che gli “acquirenti” sono proprio tanti. Quasi tutto un popolo, …porco d’un cane, e non solo il re Carlo (Martello) della canzone!


Calzolai e bilance laiche regolarmente sbilanciate

14 Giugno 2009

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tratto da Avvenire,
Lupus in pagina di Gianni Gennari

«Bilance sballate» in pagina.
Martedì “La Stampa” (p. 15) racconta la nota fiducia di Giovanni Paolo II nella psicologa polacca Wanda Poltavska, da lui conosciuta da sempre, e in passato raccomandata con efficacia guaritrice alle preghiere di Padre Pio, ma poi spara questo titolo: «Il Papa si fidava solo di Wanda». Dove lo «sballo»? In quel «solo»! Dunque il Papa non si fidava neppure del suo segretario? «Sutor, ne ultra crepidam» («calzolaio, non andare oltre la suola»): è sapienza latina per chi esagerava.

Altro giro di «sbilancio»? Corrado Augias (”Repubblica”, 10/6: «Lo studente con la maglietta di Fatima») rimprovera soave l’insegnante che in Sardegna in nome della laicità della scuola obbliga un tredicenne a togliersi una maglietta con la scritta «Fatima» e lo chiama più volte «bigotto», «aggiungendo che i cristiani” ripetono come pappagalli ciò che sentono da quel tedesco vestito in bianco». Augias ” bontà laica sua ” consente: ha sbagliato, ma” per «esasperazione», e subito aggiunge «per bilanciare» ” ecco il punto ” il ricordo della recente vicenda di un docente di matematica punito per aver sottoposto agli alunni un questionario sul gradimento della scuola di religione. Per lui era un «comportamento assolutamente legittimo». Assolutamente? Che succederebbe in ogni scuola se un insegnante facesse scrivere agli alunni, e poi lo rendesse pubblico, quello che pensano dei suoi colleghi e del loro insegnamento, gradito o subìto? Certe «bilance» laiche sono truccate, e viene il sospetto che lo siano “direbbe Totò ” «a prescindere», ogni volta che si tratta di religione. Brutto segno!

 12.06.09

Luce, da Avvenire


Una canzone e una poesia (De Andrè, Saba)

14 Giugno 2009


Nel cercare, per il mio post (”visto e sentito in tivù - Quando manca un vera  vocazione”), pubblicato su
http://www.associazionebarbarica.org/?p=8619 ,
il testo della canzone di De Andrè, mi sono imbattuto nel web in un’interessante comparazione, con commento di Enrico Meloni.
Ve la propongo.


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LA CITTÀ VECCHIA
Fabrizio De André


Nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi,
ha già troppi impegni per scaldar la gente d’altri paraggi.
Una bimba canta la canzone antica della donnaccia,
quel che ancor non sai tu lo imparerai solo qui fra le mie braccia.
E se alla sua età le difetterà la competenza
presto affinerà le capacità con l’esperienza.
Dove sono andati i tempi d’una volta, oh, per Giunone!
quando ci voleva per fare il mestiere anche un po’ di vocazione?
Una gamba qua, una gamba là gonfi di vino
quattro pensionati mezzo avvelenati al tavolino.
Li troverai là col tempo che fa estate e inverno,
a stratracannare, a stramaledir le donne, il tempo ed il governo.
Loro cercan là la felicità dentro a un bicchiere
per dimenticare d’esser stati presi per il sedere.
Ci sarà allegria anche in agonia col vino forte,
porteran sul viso l’ombra d’un sorriso fra le braccia della morte.
Vecchio professore cosa vai cercando in quel portone
forse quella che sola ti può dare una lezione.
Quella che di giorno chiami con disprezzo pubblica moglie,
quella che di notte stabilisce il prezzo alle tue voglie.
Tu la cercherai, tu la invocherai più di una notte,
ti alzerai disfatto rimandando tutto al ventisette.
Quando incasserai, dilapiderai mezza pensione
diecimila lire per sentirti dire: micio bello e bamboccione.
Se t’inoltrerai lungo le calate dei vecchi moli
in quell’aria spessa carica di sale, gonfia di odori,
Lì ci troverai i ladri, gli assassini e il tipo strano,
quello che ha venduto per tremila lire sua madre a un nano.
Se tu penserai e giudicherai da buon borghese
li condannerai a cinquemila anni più le spese.
Ma se capirai, se ricercherai fino in fondo
se non sono gigli son pur sempre figli vittime di questo mondo

………………………………………………………

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CITTÀ’ VECCHIA
Umberto Saba
(da “Trieste e una donna”, 1910-12)

Spesso, per ritornare alla mia casa
prendo un’oscura via di città vecchia.
Giallo in qualche pozzanghera si specchia
qualche fanale, e affollata è la strada.
Qui tra la gente che viene e che va
dall’osteria alla casa o al lupanare,
dove son merci ed uomini il detrito
di un gran porto di mare,
io ritrovo, passando, l’infinito
nell’umiltà.
Qui prostituta e marinaio, il vecchio
che bestemmia, la femmina che bega,
il dragone che siede alla bottega
del friggitore,
la tumultuante giovane impazzita
d’amore,
sono tutte creature della vita
e del dolore;
s’agita in esse, come in me, il Signore.
Qui degli umili sento in compagnia
il mio pensiero farsi
più puro dove più turpe è la via. 


Ci troviamo di fronte a due testi apprezzabili sia dal lato estetico, sia per quanto concerne il messaggio che trasmettono. Tuttavia, a mio parere, il testo di Saba si presenta essenziale, denso e intrinsecamente musicale: basta a se stesso. Quello di De André ha invece bisogno della musica per essere completato. Si può dunque affermare che a proposito del testo di De André, il significato (cioè il contenuto) risulta sicuramente valido e interessante, mentre nella poesia di Saba, si riscontra che sono riusciti sia il significato che il significante (contenuto e forma), armonizzati tra loro con arte sincera e indubbio talento poetico.

Enrico Meloni

http://it.geocities.com/trepadri/index.htm


Tivoli merita di più

12 Giugno 2009

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 di Giuseppe Porcelli 

Dopo la “liberazione”, con il sistema democratico, anche Tivoli ha eletto i suoi rappre­sentanti. Fino all’arrivo degli anni 2000, poco più, poco meno, la nostra città ha rea­lizzato poco o niente, in circa 60 anni di amministrazione cittadina, la maggior parte delle cose fatte, in aggiunta, sono risultate sbagliate, leggi la nascita e il completamento del quartiere Braschi, una vera rottura, che ha cemen­tificato un colle (Monte Ripo­li), che poteva essere il vanto della città. Adesso abbiamo vissuto circa dieci anni con un attivismo amministrativo degno di lode (Sindaco Vin­cenzi), ma stiamo ripiombando nuovamente nel periodo nullo del passato, sopra spe­cificato. La critica fatta per criticare, io non l’ho mai con­divisa, e per questo motivo quando intervengo concludo sempre suggerendo le valide soluzioni. Guardando le im­postazioni programmatiche della Giunta amministrativa che ci governa, mi sembra non siano state comunicate iniziative riguardanti l’orga­nizzazione e lo sviluppo turi­stico della città, cosa che dovrebbe ruotare intorno ad un programma di respiro nazionale ed internazionale, con cadenza annuale, ed impostazione preventiva. Chiaramente questo suggeri­mento, già proposto da anni alle amministrazioni tiburti­ne, comporterebbe una mag­giore cura per il verde della città che vede: fiori e alberi e aiuole abbandonate a se stesse, che dovrebbero essere affidate ad uno o due giardi­nieri che insieme ad una certa manovalanza, giornal­mente, dovrebbero curare il colore e l’aspetto esteriore di una città che merita questo ed altro ancora. Sempre sullo stesso argomento del turi­smo a Tivoli, verrebbero” al pettine” i nodi dell’ acco­glienza turistica, con soggio­rno “in loco”, ed anche que­sto problema si dovrebbe collegare con i programmi di grande respiro di cui sopra abbiamo fatto menzione, che dovrebbero convincere i visi­tatori a sostare nella nostra città per godere di alcune manifestazioni previste in più giorni. E ancora biso­gnerebbe fare opera di per­suasione verso chi entra in contatto, con i nostri ospiti, perché vengano ricevuti in posti puliti, con adeguato ed educato servizio e, cosa più importante, senza che essi subiscano una specie di “rapina” nel momento in cui si accingono a saldare il conto! Questa cosa mi è capi­tata personalmente, in un locale di media o mediocre qualità (Pizzeria-Ristorante), che mi ha fatto pagare un conto stile “Grand Hotel”.

Tutto sembra concatenarsi ad un solo argomento, se questo lo si pone nelle mani di chi è veramente capace ed ha voglia di fare. Perché dob­biamo aggiungere anche l’adeguamento della percor­ribilità delle strade cittadine, molto somiglianti a percorsi di guerra. Anche se Tivoli viene volontariamente visi­tata, in poche ore, da diverse centinaia di migliaia di fore­stieri che non riescono a conoscere per intero quello che la città offre o per meglio dire potrebbe offrire, ma questi signori in buona parte anziani, bisognerebbe alme­no farli camminare senza rischi. Quando mai sarà possibile portarli a visitare la nostra Cattedrale, l’abbando­nato quartiere medievale, il Tempio della Sibilla e il Santuario di Ercole Vincitore, con le strade così mal ridotte? Ed infine è proprio il caso di ricordare che sono pochis­sime le località che hanno un anfiteatro nel centro della città, giusto quanto mi venne detto da una soprintendente delle Belle Arti, al tempo degli scavi di questo anfitea­tro di Bleso. Questa fortunata situazione, che ha premiato la nostra città, non è stata sfruttata, anzi è stata maltrat­tata al punto che risulta abbandonata a se stessa, senza pavimentazione, con nessuno abbellimento, nes­suna manutenzione, così, come tutte le cose importanti della città. Per concludere, diremo che nel calendario turistico annuale proposto, bisognerebbe coinvolgere e concatenare in giorni conse­cutivi, delle grandi manifestazioni estive, che invoglie­rebbero la permanenza e il soggiorno in città. Nel San­tuario di Ercole, nella Villa di Adriano, nella Villa d’Este, nell’Anfiteatro di Bleso e nel­la Villa Gregoriana si potreb­be organizzare ogni tipo di spettacolo: dalla danza clas­sica, al Teatro, dai Concerti alla Musica leggera, dai Con­gressi ai Premi di Arte e Cul­tura; quello però che biso­gnerebbe curare è che il tutto dovrebbe essere tenuto a un alto livello, perché chi ben se­mina molto raccoglie, ricor­dandosi che decisiva per queste manifestazioni è la te­levisione! Capisco e prevedo, a questo punto, la facile ri­sposta di chi amministra la pubblica amministrazione: “ma i soldi dove sono, chi li mette?” e la mia risposta pronta e anticipata dice: “quando le cose sono fatte da chi è capace di fare, questa problematica viene risolta nella stessa programmazione, così come si fa per una nuova legge, che deve indicare sem­pre le coperture finanziarie”. E siccome ho affermato all’ini­zio del mio discorso che non faccio mai la critica per la cri­tica, sono a vostra completa disposizione.

da il Cittadino, Giugno 2009

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(foto proprietarie di gfpollutri)

del come si governa la città

12 Giugno 2009

Ricevo e ben volentieri pubblico.
Al dilà delle chiare appartenze ideologiche comuni e/o collaterali dei due attori, o dello schieramento non da me condiviso, apprezzo il parlar chiaro, forse come non mai, di un consigliere comunale all’assessore. gfp

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da Tognazzi Jacopo Eugenio
Consigliere Comunale - Tivoli

“L’ideologia del buonsenso

Nel giorno in cui 4 consiglieri comunali del suo partito, il PD, prendono posizione contro il metodo poco collegiale con cui si governa la città, Picarazzi dalle pagine della stampa locale, non trova niente di meglio da fare che polemizzare con chi, con animo costruttivo, cerca di orientare al meglio le scelte amministrative cittadine.

Restiamo convinti che per installare i pannelli fotovoltaici sui tetti del comune, delle scuole e degli impianti sportivi, non serva il project financing, che dà la possibilità a qualcuno di guadagnare su qualcosa che è di tutti (i tetti comunali, delle scuole e degli impianti sportivi).

Restiamo convinti che la riconversione della spesa energetica comunale possa avvenire senza che i tiburtini tirino fuori un centesimo dalla casse comunali, come prevedono il Conto Energia e i contributi regionali.

Diversamente da Picarazzi, che si segnala per la sua continua e fastidiosa saccenza, non diremo mai che: “non sa di cosa si parli”, nè parleremmo di “Picarazzate”, commentando quello che dice, per rispetto della sua persona e della funzione istituzionale che esercita, né lo tireremo dentro in polemiche ottocentesche sul significato della parola “privatizzazione”, “beni pubblici” e “servizi di pubblica utilità”

Noi ci confrontiamo con buonsenso alla ricerca delle scelte più efficienti e convenienti per la nostra città. Se qualcuno vuol far pagare qualcosa che i tiburtini non devono pagare, diciamo semplicemente che è un errore e che si può scegliere diversamente.

E’ per questo che lo sfidiamo pubblicamente in una pubblica assemblea, dove incrociare civilmente due opinioni diverse e contrapposte e lasciare ai cittadini il compito di decidere chi ha ragione.

Non c’è patto, non c’è Tremonti, non c’è privato che tenga. Perché coinvolgere i privati e non la società pubblica ASA Srl? Perchè una gara di project financing e non un semplice appalto per la fornitura e l’istallazione di pannelli solari?

Sosteniamo questa amministrazione perché si è voluto porla in continuità con la precedente guidata da Vincenzi. Perché non dare continuità a quanto iniziato dall’allora Assessore Di Tomassi e continuare, con i contributi regionali ed il Conto Energia, a installare su scuole e tetti comunali i pannelli solari senza tirare fuori un centesimo dalle casse comunali?

Conosciamo Picarazzi e sappiamo che è persona intelligente, tanto da capire e riconoscere le buone ragioni dettate dal buonsenso e non da improbabili ideologismi. A meno che non sia lui a volerne fare di propri.”


“Marginalia”, di Sandro Borgia

11 Giugno 2009

da “il Cittadino”, Giugno 2009:

  • Edilizia - L’Italia, più che di un piano-casa, avrebbe bisogno di un Ministero delle Brutture che abbia come compito istituzionale quello di censire le innumerevoli turpitudini edilizie, perpetrate quasi ovunque nel bel Paese, specie dal secondo dopoguerra a oggi. Dopo di che bisognerebbe redigere un piano pluridecennale che preveda l’abbattimento di tutte quelle sconcezze, a cominciare, per quanto che ci riguarda più da vicino, dagli orrendi caseggiati che soffocano la Rocca Pia e via via tutti gli altri che umiliano il paesaggio e offendono il gusto del bello, e contempli la loro ricostruzione con criteri più rispettosi delle norme di sicurezza e dell’estetica urbanistica. Solo se si avrà coraggio di fare questo grandioso repulisti, Tivoli potrebbe meritare di nuovo l’apprezzamento che Goethe le riserva in un suo epigramma:

    Dormi ancora? Zitto, lasciami dormire.                       
    Perché svegliarsi? Ampio è il letto, ma vuoto.                       
    È ovunque Sardegna, quando dormi solo,                       
    ma Tivoli ovunque, amico, se è l’amata a destarti.
     

    Questi versi, che per la Sardegna di allora non sono certo molto elogiativi, lo sono invece per Tivoli che in  quel tempo poteva suscitare un’immagine di sé così lusinghiera, proprio perché non era stata ancora orribilmente devastata dall’edilizia di oggi. In larga misura peraltro pure abusiva. 

  • Fannulloni - “La malattia è la gioia degli sfaticati” si trova scritto in un frammento di Antifonte, filosofo sofista del V secolo a.C. Si vede che anche nell’antichità ci si ammalava per non andare a lavorare. Come fanno oggi, secondo il ministro Brunetta, quasi tutti gli impiegati della Pubblica Amministrazione. 
  • Spettacoli - Pur avendo ripetutamente asserito di non volere avere niente a che fare con il teatrino della politica, il nostro è diventato di fatto il capocomico di una compagnia di giro in cui recita il ruolo del padre (o papi) nobile, dell’attor giovane e di numerose altre parti in commedia. La cui visione è consigliata a un pubblico di soli adulti. 
  • Timide speranze - Sembra che l’aquila imperiale stia cominciando a perdere qualche penna.  
    • mie annotazioni, più che marginali:

La penna leggera e ironica di S. Borgia continua ad avere quale principale suo riferimento (com’è ordinariamente storico da parte di chi vuole combattere il potere costituito) l’attuale capo del Governo, nei suoi “misfatti” soprattutto, magari privati, e/o comunque della sfera della privatezza ( o privacy). Le riflessioni hanno una loro oggettività, frutto di intelligenza, esperienza e cultura. Pure, a mio avviso, decadono alquanto in significatività, laddove si percepisce una tendenziosità di parte, legittima assolutamente, ma che ha in questo un suo limite educativo, evidentemente dannoso.

Sperare che l’Aquila (o detto dalla consorte, non più soddisfatta di quanto largamente e per anni avuto dal connubio: “l’Imperatore”) perda non solo qualche penna (che potrebbe anche essere fisiologico), ma che ruzzoli - o lo facciano ruzzolare - giù dall’alto nido sulla rupe, appare proprio l’errore di quella che ama ancora dirsi Sinistra nel nostro Paese. Il chiaro segno della mancanza di una vera ed efficace proposta alternativa, politica e sociale, ovvero: la capacità di saper tirare dritto per la propria strada.

Fermi in panne al crocicchio, si trova il tempo di giocherellare e trastullarsi, come il buffone di un tempo per divertire la Corte, dichiarando che …”il re è nudo” ed anche qualcosa d’altro, come tutti d’altronde.
Decisamente: uno spreco di intelligenze e di preziose energie altre, un vero peccato per la Democrazia.

Mia opinione, gfpollutri 

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Matematica politica

9 Giugno 2009

Per dire… (una battuta)

Il giorno dopo il voto, guardo e leggo: “News: Pdl fallisce il 40% e arretra, Pd al 26%, l’Idv raddoppia, bene Lega e Udc” (Il Messaggero) - “Elezioni europee, Pd oltre 26 e Pdl sotto 38” (Il sole 24 ore) - “Il Pdl non sfonda, cala il Pd ma tiene” (La Repubblica).

Ancora una volta, l’ho visto chiaro negli occhi di Buttiglione, ‘filosofo’ stralunato, e isolato come non mai dal contesto istituzionale: la politica sembra essere il contrario della matematica. Decisamente, è proprio un’Opinione, in cui – pur sostenendo ciascuno il contrario dell’altro, come diceva Pavese - hanno tutti ragione. Ché “questa - dice -  è la democrazia”. Si danno i numeri, si pensa, si dichiara: - Qualcuno “ha vinto …ma non tanto”, qualcun’altro “ha perso …ma non troppo”. In fondo qui seduti e in poltrona, comunque sia, in o davanti alla tivù, siamo contenti tutti. Alla prossima! A proposito…, ma i mondiali di calcio dove si fanno, quando? E andiamo: …Forza Italia, quella del pallone, o di Lippo Lippi, ben s’intende, certo! Un mondo nel quale, diceva un certo Boskov, di filosofia spicciola, banale per i sofistici: “Vince chi fa gol”, e tutti lo vedono, se non dal vivo in televisione e lo capiscono da sé. Per il futuro, possibilmente: lasciamo perdere i Buttiglione e …la matematica politica. Per non andare col cervello nel pallone.

Roba da moviola, bizantina.
(G. F. Pollutri)