Integralismo di lotta

30 Novembre 2009

Per rispondere, come educazione o cortesia vuole, non per replicare. Per ampliare se possibile la discussione, per approfondire un po’ quel che si dice, non per contro-battere a chi la pensa diversamente. Senza animosità, per nulla richiesta, senza personalimi sterili e dunque privi di senso, soprattutto.  Se non capiamo e non facciamo questo, meglio - come ebbe a dire C. Pavese - “una strada da passeggiare” in più da donare alla propria giornata. Certo, lo dico anche a me stesso, non poche volte.

templare alle crociate 

“Odia con fede” (succede)

In questi giorni, (un po’ alla Pasquino) sul blog “NoiVastesi” ho annotato che quelli di Rifondazione in Italia si sono creati per utilità elettorale un …“paravento”, vista la “caduta del muro” (comunista). Per inciso richiamavo l’attenzione “degli ex-dc di sinistra” a considerare che per una ricerca della giustizia (individuale e sociale), per il sollievo dalla povertà degli uomini sfruttati da chi troppo vuole, non c’era proprio bisogno di ‘scoprire’ o rifarsi all’ideologia marxista. Notavo che per questo c’era e c’è ancora l’insegnamento evangelico. Mentre io non ha mai pensato e scritto che il cristianesimo sia per ciò “di destra” o appannaggio dei partiti “conservatori”, un esponente locale dei citati dossettiani, oggi di casa nel pd, mi dice che un cattolico può stare dove vuole (e perché no?), che “non esiste più il partito unico dei cattolici” (dove lui per anni è rimasto, contrapponendosi al PCI), e che soprattutto - come in cerca di legittimazione a un passaggio forse neppure molto digerito – in fondo in fondo (saggi intellettuali alla mano) esiste anche un “Cristo socialista”! Contento lui… Io invece me ne preoccuperei, perché affermarlo come presupposto ideologico - andrebbe a significare una giustificazione degli effetti deleteri di una “telogia della liberazione”, o persino, dall’altra, la storica violenza “santa” delle Crociate, perché …”Dio lo vuole”.L’integralismo, il giustizialismo, la lotta di classe, l’opposizione armata, avrebbero così una loro “santità” e necessità inoppugnabile. Come per Rosy Bindi, esemplare discepola del monaco-politico Dossetti, che fece diventare strumento ideologico di lotta il solidarismo cristiano, parafrasando le parole paradossali se non capite di Tommaso d’Aquino (“Ama e fai quel che vuoi”) si potrebbe allora dire: “Odia per giustizia (o per fede) e fai quello che vuoi”. Non a caso Don Verzè, quello del San Raffaele di Milano (ospedale di riconosciuta efficienza sanitaria), non a caso ha definito il nuovo Presidente del Partito Democratico semplicemente: …“komeinista”. Opinabile certo, ma che definisce bene la persona e lo stile comune a questo gruppo di cattolici … illuminati. Osservo che se la fede cristiana (anzi ogni fede religiosa, compreso l’islamismo) non può essere appannaggio di alcun partito politico (giacché “cesare” è altro che “dio”), non si può usarla neppure per tutto ciò che è contro l’insegnamento cristiano “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te stesso” o, in positivo, “ama il prossimo tuo…”. Aggiungo che non è “odiare” la critica alle idee (agli uomini e ai loro partiti), lo è invece insultare l’avversario, vedendolo nemico da abbattere, anche fisicamente, com’è avvenuto negli “anni di piombo” in Italia e altrove succede ancor oggi nel mondo. A volte la memoria è corta, o troppo facilmente assolutrice. Così, pure invecchiati, non cresceremo mai.

Giuseppe F. Pollutri 


…Natale, cosa?

24 Novembre 2009

 paese-presepio

Questa Nostra Società
di Giuseppe F. Pollutri

Quando arriva Natale… Anzi per dirla tutta, per raccontarla giusta, dovrei scrivere “quando un tempo arrivava Natale…”. Ma come gli scritori usano precisare, questa (o quella) è un’altra storia.

*

Domenica, ero in macchina, in coda. Guidavo e pensavo: se “la pubblicità è l’anima del commercio”, che dire, c’è pubblicità maggiore e migliore di questa? Luci, colori, vetrine, gadgets, offerte, acquisti, regali…. E’ l’occasione più ghiotta dell’anno, soprattutto per i commercianti, sacerdoti del consumo, e chi non si fa chierichetto o fedele osservante è come non fosse di questo nostro mondo. Oggi andando per Centri Mega Commerciali, o anche in quelli di quartiere, già di Novembre …“Natale è già qui!”. Certo, occorre prepararsi per tempo. “Estote parati”, si diceva quando la lingua d’occidente era il latino, ma lo si faceva nel tempo d’Avvento con il silenzio e la frugalità se non col digiuno. La Vigilia non era ancora la Festa, e oggi quell’aria di freddo che mordeva la pelle e affiatava di bianco il respiro, quell’odore di fritti in padella, pur aspettando il ventiquattro di dicembre, è difficile ormai sentirlo in città.

**
Sono arrivato, parcheggio dopo aver molto penato per trovare uno spazio, annoto le coordinate - settore rosso, corsia H18, piano -2, scala gialla - per rintracciare poi la mia autovettura. Eccoci: cascata grondante di luci, pavimenti a specchio, volte alte e articolate, nicchie degli “shopping house” invitanti, commesse e commessi dal fare suadente. “Prego…, s’accomodi!” sento dire, credo rivolto in particolare a mia moglie che già stringe qualche busta nelle mani. Ma io non ho voglia di merce, e molti, fra quanti girovagano in tondo, è facile pensare che non hanno neppure denaro abbastanza. Eppure siam tutti qui, affollati, chiassosi, stonati, …commercializzati. Se questo è Natale… Poi, decidendo di averne abbastanza, esausto per aver fatto niente – scala gialla, piano -2, settore rosso, corsia H18 - riprendo la mia Fiesta e senza nemmeno doverlo pensare, seguendo una verde “Uscita guidata”, mi ritrovo sulla via del ritorno. Di nuovo incolonnato, piccolo segmento di un’infinita, lenta, processionaria di lamiera…“Al primo incrocio, a un utile svincolo – mi dico, anzi ogni tanto lo penso e mai lo faccio - taglio per un paesello, messo ancora su in alto, buio di notte, disadorno, solo di pietra, dove di questi tempi si avverte nell’aria un solo odore, quello della legna bruciata nel camino”.Avercene uno… (scoppiettante, caloroso, odoroso, ciarliero con poco, fumoso se pure)! Questo è ancora il Natale che voglio.

***
- “Adeste fideles, laeti triumphantes…”
- “Ci spiace deludere: qui, in città, siamo svegli e festanti da un pezzo, anche se non sappiamo neppure perché”
- “E’ nato…, è nato Gesù”!
- “Chi, quando, dove…? Ma che c’entra! Sì, va beh: il Presepe, la tradizione…, il panettone, il torrone…Con tutta la “buona volontà” - scusate, Angeli del Cielo - ma… io oggi ho altro da fare che stare a pregare”.

Siamo diventati laici. E dunque: …Natale cosa?

Centro Commerciale
shopping (natalizio)


La fame del “prossimo tuo”

18 Novembre 2009

Djouf Fao 

Allarme Fao: Oltre un miliardo di persone nel mondo soffre la fame.
La scandalosa cifra è stata sottolineata dal direttore generale della Fao, Jacques Diouf, che a Roma ha annunciato una petizione su scala mondiale per protestare contro questa tragica situazione. Una persona su sei non ha cibo a sufficienza. Per nutrire la popolazione mondiale - ha detto Diouf - serviranno 44 miliardi di dollari in aiuti all’agricoltura, comparati agli attuali 7,9 miliardi. (dal TG Com – Mondo dell’11 nov. 2009)

Oggi a Roma si chiude il vertice Fao, con molte parole ma con pochi concreti aiuti per gente la cui prima necessità è alimentarsi. «Anche quando non muore - ha detto Padre Federico Lombardi in un edi­toriale per il Centro televisivo vaticano - chi pati­sce la fame «vive a metà». La strada da percorrere a suo av­viso è «favorire lo sviluppo agricolo dei Paesi più pove­ri» «Non dovrebbe essere dif­ficile per i partecipanti al ver­tice di Roma. Ma poi bisogna agire di conseguenza».

cereali per il mondo Per gli affamati del mondo, di Giuseppe PORCELLI        

Oggi nel mondo esistono guerre silenziose alle quali l’Italia partecipa, in dispregio alla nostra stessa Costituzione, che denunciano chiaramente una serie di situazioni al limite della sopportazione umana, che sono gestite e alimentate da vergognosi interessi di parte economica, speculativa e politica. Chi paga sulla sua pelle le conseguenze assassine di questi fatti raccapriccianti, sono sempre gli stessi morti di fame che si piegano a imbracciare le armi, bambini compresi, al servizio di questi o quelli, per una manciata di vile denaro o addirittura per un piatto di minestra!        

Quello che lascia esterefatti, di fronte a tanta puzzolente situazione, è l’indifferenza o quasi dell’opinione pubblica mondiale. Noi continuiamo a trastullarci con l’invio di elemosine che il più delle volte sono assorbite dalle spese necessarie di natura corrente e burocratica, mentre la necessità assoluta è quella di ripartire il reddito mondiale per farlo crescere anche dove è quasi inesistente. Queste non sono le idee di un esaltato, ma sono la ripetizione di affermazioni evangeliche più volte e ripetutamente rilevate in varie Encicliche del Papa.    

E’ il caso di ricordare che la Chiesa nelle letture della S. Messa, da secoli ci ricorda alcuni pensieri, come questo della lettera di S. Giacomo Apostolo (5.1.6.):
Ora che voi, ricchi, piangete e gridate per le sciagure che cadranno su di voi! Le vostre ricchezze sono marce, i vostri vestiti sono mangiati dalle tarme. Il vostro oro e il vostro argento sono consumati dalla ruggine, la loro rugine si alzerà ad accusarvi e divorerà le vostre carni come un fuoco. Avete accumulato tesori per gli ultimi giorni! Ecco, il salario dei lavoratori che hanno mietuto sulle vostre terre, e che voi non avete pagato, grida, e le proteste dei mietitori sono giunte alle orecchie del Signore onnipotente.
Sulla terra avete vissuto in mezzo a piaceri e delizie, e vi siete ingrassati per il giorno della strage. Avete condannato e ucciso il giusto ed egli non vi ha opposto resistenza”.  Parola di Dio.        

I pensieri di cui sopra sicuramente calzano per un periodo a noi lontano, ma è cambiato veramente poco. Se ancora oggi i ricchi accumulano in maniera esagerata tutto e ancora di più; se i ricchi non danno il dovuto compenso agli immigrati, che raccolgono i frutti e lavorano la terra; se le famiglie subiscono la disoccupazione e la cassa integrazione; se esiste ancora lo sperpero di compensi miliardari a fronte della mancanza di un lavoro, dell’acqua da bere e di un letto dove dormire, per le popolazioni di mezzo mondo, significa che quelle parole hanno ancora oggi un giusto significato!        

Se riusciremo a sostenere tutti insieme, la giustizia e la pace, senza alcuna violenza, ma soltanto con la forza della unitarietà, sicuramente le cose cambieranno e ci sarà per tutti il necessario e il giusto. Tivoli, 16.11.2009   

umano affamato
 

A Tivoli, lunedì 7 dicembre p.v. ore 17.30, alle “Scuderie Estensi”, verrà presentato il volume di G. Porcelli, titolato: LA RIVOLUZIONE PACIFICA MONDIALE. 

Una riflessione lucida e appassionata, proposte utopiche quanto necessarie e inevitabili per chi ritiene di potersi dire “un cristiano”, che trattano proprio il problema posto ancora una volta dalla Fao all’attenzione dei Governanti del mondo. Per pensare - tralasciando per un momento di preoccuparci della nostra relativa “povertà” - sul destino de “gli ultimi”, ormai “un miliardo”, che non hanno ereditato - o piuttosto cui è negato - la loro parte della Terra, e persino acqua e pane.

Si parlerà anche in quest’occasione del “prossimo tuo”, evangelicamente da amare, ma per prima cosa da sfamare. gfp 


Dopo il muro

12 Novembre 2009

PCI storia, da Togliatti a Bersani 

Dopo il “muro”, aspettando la mossa di Bersani

Che Bersani sia un ex comunista, si sa. Che il comunismo sia e resti nella storia esempio di totalitarismo violentemente pervasivo della società, è altrettanto noto. Che il nuovo segretario del PD abbia dovuto (pagando pegno a una minoranza interna di centro) porre ai vertici del partito la Rosy Bindi, azzannante politico antiberlusconi, era forse inevitabile. Ma, com’è noto, al popolo non interessa o non più di tanto il teatrino della politica. Gli italiani – come nel resto del mondo democratico - vogliono sapere dai loro governanti (e dai loro leader) quali sono le risposte date alle problematiche etiche e sociali, non meno e di conseguenza alle necessità quotidiane e individuali di ciascuno. Ci si aspetta (bisognerebbe dire ci si augura?)allora dal nuovo segretario “riformista”, pur contrapponendosi all’attuale quadro di governo e di maggioranza, una presa di posizione diversa dai suoi predecessori, distinta del suo “alleato” avventizio e per tutti dannoso Di Pietro. Come ha scritto il politologo Sergio Romano: “E adesso Bersani faccia una mossa” … “mettendo nero su bianco”. Dichiari - spiega l’ex ambasciatore - in maniera netta e inequivoca i suoi intenti sulle diverse e importanti Riforme che da gran tempo non riescono a essere varate in Parlamento, e collabori, sia pur dialetticamente, abbandonando una volta per sempre l’assunto che dall’altra parte ci sia “il nemico” da togliere di mezzo prima di potersi sedere a un tavolo comune, quello dell’interesse nazionale. Un modo - non manicheo, non giacobino - per far ripartire all’insegna del reciproco rispetto, dell’utile confronto, la nostra democrazia bloccata ancora nel guado, tra prima e seconda Repubblica.Difficile sapere in partenza chi delle parti ne riceverà maggior vantaggio, probabilmente lo stesso pd, cui il nuovo segretario avrà così dato, come promesso e sbandierato elettoralmente, “un senso”. 
Occorre, comunque - mia opinione - che in Italia ci si convinca che dare una mano e darsi la mano, in un percorso storico comune, è nell’interesse di tutti, di tutte le forze politiche e sociali, inevitabile forse quanto necessario. Di certo una “mossa” di Bersani, intelligentemente collaborativa come sopra detto, potrà servire a far capire a tutti definitivamente che lui (e il suo pd) …non è più (o non più)“comunista”, e che vuole contribuire a dare un ‘senso’ vero, sostanziale e non spettacolare, alla caduta del “muro di Berlino”.
Per lasciare veramente il guado, per mettersi  in cammino in un nuovo territorio di libera e umana democrazia; sostanzialmente cristiana, nella mia personale convinzione.

Giuseppe F. Pollutri


“… Se l’utopia cancella la libertà”

11 Novembre 2009

Crocifisso 

Non per insistere ancora sull’argomento dell’ostracismo al Crocicifisso nelle scuole (e nei luoghi pubblici in genere) sentenziato dalla Corte di Strasburgo, ma perchè posizione ineccepibilmente lucida e ragionevole, trovo utile dare eco su questo blog all’articolo di Francesco Alberoni:

La storia, i simboli e i divieti. Se l’utopia cancella la libertà.

Pubblicato su Corriere delle Sera del 09 novembre 2009.

da leggere


Rutelli: una volta (…o una Svolta) ancora?

9 Novembre 2009

La coerenza in politica non è o non è stata mai di moda, forse non è neppure necessaria. A quanto pare.

Sai quanto mi può interessare – dirà l’uomo della strada – da quale palco predica l’uomo politico”, aggiungendo “per me è importante quello che dice, o meglio: quel che indende fare, non per sè ma per la politica”. Sappiamo, peraltro, che se il fare dipende da quel che si pensa, forse non è così indifferente chiedersi del perché un qualcuno transita - con proclami - da un partito a un altro. Se il Rutelli lascia il PD perché “tale partito non è mai nato”, non si può che essere d’accordo perché evidente. Altri l’hanno già detto e scritto che il PD non fosse altro  – un illuso e mistificante Veltroni e aggregati dc di sinistra a parte – che la prosecuzione con altro nome di quello che era stato il PCI-PDS-DS. Ci si chiede allora com’è possibile che un uomo (e con lui altri), intelligente e smaliziato, protagonista di precedenti stagioni di politica e governo, se ne possa dire consapevole solo a distanza di qualche anno e di cammino comune con chi oggi si ritiene estraneo al proprio sentire. Le parole dette da questi personaggi, in tali frangenti, apparentemente nobili, sono in realtà le solite, di opportunità,  opportunistiche anzi, come sempre.

Rutelli e noti compagni lasciano e …transintano altrove “per qualcosa di diverso”, dice: “Per costituire un movimento moderato per il Buon Governo”. Ma vah!? Com’è che nessuno - o il transfuga pd - ci aveva pensato prima? Com’è che a Casini dell’UDC-Unione di Centro, che sta lì da un pezzo, gli italiani danno così poco credito elettorale? Tant’è, staremo a vedere e a sentire. Oggi, di certo, appare incredibile di come i Media (in nome del “tutto è buono per fare notizia”) celebrino l’ennesino cambio di casacca di un politico classificandolo come un evento, facendo passare “La Svolta” di Rutelli, da titolo buono per un libro e una vicenda tutta personale, come un decisivo passo per la Nazione. Si fanno “discorsi”, politologi ragionano di nuovi assetti nella politica italiana, di un’evidente “forte riproposizione del Centro moderato in Italia” che “scombinerà il bipolarismo attuale”. Sembra che ne sia contenta anche certa gerarchia della Chiesa rimasta orfana della perduta DC. Che ti fa un ex-radicale!

E’ proprio vero, una volta ancora: …del significato delle parole non v’è certezza.


Le corte visioni della…Corte Europea

7 Novembre 2009

Ricevo da Gianni Gennari e ben volentieri pubblico la sua nota apparsa su “DNews” del 5 novembre.

il crocifisso del disturbo

Le corte visioni della …Corte Europea
Sentenza europea: “Via il Crocifisso da tutti i luoghi pubblici!” Anni fa qui da noi protestò, “offesa”, una finlandese, ma i giudici le hanno detto “no”: quel Crocifisso appeso non è richiamo alla Chiesa cattolica, ma a valori morali e culturali di tutta la storia italiana. Del resto a mettercelo non fu un’Italia bigotta e clericale, ma quella del Regno di Savoia e dei governi dopo Porta Pia, anticlericali e in urto col Vaticano di Pio IX e successori, e quella presenza è poi stata mantenuta fino ad oggi con direttive ripetute per 139 anni (1970-2009) da tutti i governi. E allora? Allora questa “sentenza europea” è un atto ideologico e antireligioso che offende il buon senso. Del resto quel Cristo è onorato anche dalle altre religioni – basti pensare a Gandhi – e profeta anche per l’Islam…Esso è anche il simbolo bimillenario delle vittime innocenti di ogni ingiustizia. Chi può dunque sentirsi offeso? Già 21 anni orsono (25 marzo del 1988) la non cattolica Natalia Ginzburg di fronte alla stessa richiesta detta “laica” scrisse un bellissimo articolo – “No, non lo togliete, è il simbolo dell’uomo” – su “L’Unità”. E invece ora “L’Unità” dice il contrario, e plaude alla cieca sentenza? Ma si sa: oggi rappresenta solo il gruppetto che l’ha conquistata. Brutto cambiamento! Ultimo pensiero: con la folle logica della sentenza togliamo anche tutti i Crocifissi agli incroci delle strade pubbliche, dalle Dolomiti alla Sicilia. E che facciamo con quelli in cima alle chiese, ma visibili dagli spazi pubblici? Ma certo, ma sì: togliamoli! Davvero…corte, certe visioni della Corte europea!” - Gianni Gennari“ 

 


del Crocifisso e d’altro (…a pensarci bene)

6 Novembre 2009

da Avvenire, Lupus in pagina
06/11/2009

Saggezza laica? Sì, ma con qualche riserva

«I tribunali dei diritti umani dovrebbero agire quando i crocifissi vengono tolti»!
Mercoledì titolo perentorio, sul “Riformista” (pp. 1 e 8), per una saggia riflessione di Benedetto Ippolito che, tra storia, costume e diritto, denuncia la tendenza che in termini correnti si direbbe «relativista» o «nichilista», cioè che «per difendere l’agnosticismo di qualcuno è meglio cancellare l’identità di tutti». E Ippolito definisce «surreale» la vicenda della «sentenza emessa contro l’Italia a favore di una cittadina finlandese che si è rivolta alla Corte di Strasburgo»: un incrocio un po’ da pazzi. Vai avanti con soddisfazione - almeno se la pensi come Malpelo - e trovi addirittura di più: «Anzi, sarebbe giusto che il tribunale dei diritti dell’uomo di Strasburgo intervenisse laddove un crocifisso fosse rimosso, pronunciando disappunto contro le nefandezze con cui, tanto spesso purtroppo, viene vilipeso il Papa o la Chiesa, simboli che rappresentano pubblicamente tutti i cattolici del mondo». Forte davvero, per qualcuno anche troppo, e da ringraziare. Ma con un cattivo pensiero: «nefandezze» e «vilipendio» verso «il Papa o la Chiesa»? Ma da noi i giornali, tutti o quasi quelli cosiddetti «laici», ne sono pieni! E spiace ricordare che le eccezioni sono poche. Anche sul “Riformista” trovi cose spacciate per «satira», e condivise con «Il Fatto» - stesso autore, stesso stile, stessi temi - già segnalate qui (20/10) come «vignette immonde, tra l’osceno e il calunnioso, con in mezzo Papa, presidente del Consiglio e una ministra».

Sia chiaro: nessuna censura, solo un pizzico di responsabilità! Non nichilista.

Gianni Gennari

Gesù Crocifisso nell’aula scolastica (condannato ancora) 

A pensarci bene… la sentenza dei Tribunale dei diritti dell’uomo, con sede a Strasburgo, appare alquanto surreale visto da quale pulpito viene …la predica (la sentenza). Tutelato il diritto di uno, chiedo: quello di noi altri, che legittimamente vorremmo postulare altra e opposta richiesta, chi lo tutelerà?

Al che le chiedo, Signora di Finlandia, non trova che il suo laicismo agnostico sia alquanto integralista? Laicamente - civilmente, se vuole - inaccettabile?

Giuseppe F. Pollutri


In Europa: Il Crocifisso negato

4 Novembre 2009

 Crocifisso negato

Con te, Cristo negato

Cristo pensoso palpito
fratello che t’immoli ”, gridava
sul Carso il “blasfemo” soldato
poeta Ungaretti , con suoi versi
perché uomo piagato ed offeso
come a fratello di pena
e d’amore …
                         - Cristo in croce,
là non s’ha più da esporre!

sentenzia
l’ europeo di Strasburgo, per noi,
ché libertà  nuova è non credere,
oggi  
         - E così sia per tutti

Facile rispondere “che non sanno
quel che fanno
”,  che più libero
ed umano
è il rispetto dell’altro
quando dico “io sono un cristiano”.
 
Vicina è, Gesù,  di tua Natività
nel presepe nostro il giorno,
ma più non diremo che sei
il Cristo, Tu
che più non hai nelle nostre aule
permesso e soggiorno.

Fuggiremo con te in esilio, ancora
e dove?
               Forse di nuovo in Egitto,
islamico che sia,
cercheremo nostra libera fede?

Giuseppe F. Pollutri


poesia a novembre

2 Novembre 2009

giunghi e canne in riva

di Novembre

Ora
che tu non vivi e manchi,
madre,
e più non dai alla mia voce un’eco,
rive bianche e di silenzio
mi attendono le ore,
ché di tua parola cerco pur sempre
memoria e il suono, 
                                    murmure
incessante onda musica sola
qui ascolto,
nella mia inattesa sera.

G. F. Pollutri

miomare