Le corte visioni della…Corte Europea

Ricevo da Gianni Gennari e ben volentieri pubblico la sua nota apparsa su “DNews” del 5 novembre.

il crocifisso del disturbo

Le corte visioni della …Corte Europea
Sentenza europea: “Via il Crocifisso da tutti i luoghi pubblici!” Anni fa qui da noi protestò, “offesa”, una finlandese, ma i giudici le hanno detto “no”: quel Crocifisso appeso non è richiamo alla Chiesa cattolica, ma a valori morali e culturali di tutta la storia italiana. Del resto a mettercelo non fu un’Italia bigotta e clericale, ma quella del Regno di Savoia e dei governi dopo Porta Pia, anticlericali e in urto col Vaticano di Pio IX e successori, e quella presenza è poi stata mantenuta fino ad oggi con direttive ripetute per 139 anni (1970-2009) da tutti i governi. E allora? Allora questa “sentenza europea” è un atto ideologico e antireligioso che offende il buon senso. Del resto quel Cristo è onorato anche dalle altre religioni – basti pensare a Gandhi – e profeta anche per l’Islam…Esso è anche il simbolo bimillenario delle vittime innocenti di ogni ingiustizia. Chi può dunque sentirsi offeso? Già 21 anni orsono (25 marzo del 1988) la non cattolica Natalia Ginzburg di fronte alla stessa richiesta detta “laica” scrisse un bellissimo articolo – “No, non lo togliete, è il simbolo dell’uomo” – su “L’Unità”. E invece ora “L’Unità” dice il contrario, e plaude alla cieca sentenza? Ma si sa: oggi rappresenta solo il gruppetto che l’ha conquistata. Brutto cambiamento! Ultimo pensiero: con la folle logica della sentenza togliamo anche tutti i Crocifissi agli incroci delle strade pubbliche, dalle Dolomiti alla Sicilia. E che facciamo con quelli in cima alle chiese, ma visibili dagli spazi pubblici? Ma certo, ma sì: togliamoli! Davvero…corte, certe visioni della Corte europea!” - Gianni Gennari“ 

 

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