Anno Nuovo, per una vita migliore

24 Dicembre 2009

Se fosse vero che in Italia il 60% dei cittadini vive bene, che il 25% strappa la vita e che soltanto il 15% sta male, con il nuovo anno e un po’ di buona volontà si potrebbe correre ai ripari. Questo perché servirebbe soltanto porre rimedio alla situazione economica di una ristretta minoranza, che rasenta la povertà.           
Il nostro Presidente del Consiglio, che ha saputo in soli cinque mesi dare nuove case ai terremotati abruzzesi, potrà e saprà con facilità aumentare quelle quote di reddito che rappresentano la fascia povera del Paese. Basterebbe infatti togliere i compensi eccedenti le venti volte in più della paga di un operaio medio italiano. E ripartirla agli altri fino a stabilire un salario base, al di sotto del quale non si può compensare nessun lavoratore, casalinghe e pensionati compresi.           

Ma questi sogni resteranno nel cassetto, così come le mie prediche orali e scritte (vedi il mio ultimo libro: “La rivoluzione pacifica mondiale”), che affrontano e suggeriscono aspettative sia per il prossimo 2010 che per i prossimi anni che seguiranno. Quello che forse è o dovrebbe essere più facile da proporre, con grande premura, potrebbe essere l’incontro solidale ed unitario dei cittadini italiani, in particolare, ed anche europei visto che esiste una comunità europea. Si deve dire che sarebbe veramente giunto il momento per chiedere ed attuare, tutti insieme, il nuovo metodo della “giustizia-amore” non violenta, che dovrebbe riproporzionare verso il basso e verso gli “ultimi” il giusto reddito, indegnamente ripartito, in maniera ladresca, solo e principalmente verso i padroni del vapore e loro accoliti!           
Bisogna aggiungere infine che, per noi italiani, basterebbe la guida illuminata di un uomo giusto, senza radici preconcette di destra o di sinistra, senza interessi da difendere per la salvaguardia del suo patrimonio o rivendicazioni di rivalsa per i suoi precedenti patimenti sociali. Insomma una persona equilibrata, intelligente e capace che sicuramente abbiamo e che non vogliamo cercare e trovare.           
Quanto sopra specificato è l’augurio che facciamo agli italiani ed a noi stessi, con la speranza che, qualche volta, gli auspici possano realizzarsi, così come dice il proverbio: anno nuovo vita nuova, e …speriamo per il meglio. 

Giuseppe Porcelli

senza lavoro - vignetta satirica


Giustizia nella Carità

24 Dicembre 2009

 La Rivoluzione Pacifica Mondiale di G. Porcelli

La Rivoluzione Pacifica Mondiale”, saggio sulla Dottrina Sociale della Chiesa e Proposte per il Terzo Millennio, di Giuseppe Porcelli

 Manifestazione alle Estensi di Tivoli, 071209

Come annunciato dalla stampa locale, lunedì 7 dicembre, presso le Scuderie Estensi di Tivoli ha avuto luogo, con il patrocinio e la collaborazione dell’Accademia del Desco d’Oro, la presentazione delle ultime due opere pubblicistiche di Giuseppe Porcelli: “La Rivoluzione Pacifica Mondiale” e “Un’antica città chiamata Tibur”.  Nell’attenzione di un pubblico in sala numeroso e visibilmente partecipe, dopo un’articolata relazione del dott. Giuseppe F. Pollutri, intercalate da letture di significativi passi de “La Rivoluzione”, da parte della fine dicitrice prof.ssa Rina Giacobbe, ha preso la parola Claudia Koll. La nota attrice, oggi testimonial di un’Organizzazione Onlus per l’Africa, con toccanti e sentite parole ha voluto portare testimonianza del suo personale “incontro con Dio” e delle proprie esperienze fra le popolazioni del Burundi, specie nella sua parte più debole ed esposta a fame e sofferenze: infanzia e malati.Successivamente ha preso la parola Padre Marino Porcelli, oggi responsabile a livello provinciale dell’Ordine Franescano (ofm), ma con un recente passato missionario in Mozzambico, per sotollineare come oggi il cristiano può portare testimonianza di Cristo, fra quelle popolazioni dimenticate dal resto del mondo, non da missionari in cerca di “conversioni”, quanto dando testimonianza della propria fede con l’esempio diretto di una vita dedicata agli altri secondo l’evangelico “Ama il prossimo tuo come te stesso”.“Il mio desiderio, il mio sogno – ha concluso un commosso Giuseppe Porcelli –è che sia realizzata nel tempo a venire, fra le popolazioni del mondo, una giustizia nella carità.” “Penso - ha poi aggiunto - a un rapporto fra gli uomini, sociale ed economico, che  sia realmente umano, e dunque, come annotato dal relatore in apertura, naturalmente e veramente cristiano”.

 Una città chiamata Tibur l’autore G. Porcelli Spendendo da ultimo alcune parole sul volume divulgativo sulla città di Tivoli, Porcelli ancora una volta ha manifestato tutto il suo attaccamento alla città, quella che lui definisce “Lu Paese meu”, titolo di una emozionante e pressochè idilliaca visione e descrizione in versi del luogo. Con una emozionata ed emozionante lettura della sua nota poesia in vernacolo è terminata una manifestazione ricca di spunti per la riflessione, stimolo per un impegno, sociale, religioso e civile, più autentico e rigoroso, da parte di tutti.

All’incontro sono intervenuti, con apporto personale e rappresentativo per le Istituzioni, il Sindaco di Tivoli, Giuseppe Baisi, il Consigliere Provinciale di Roma Marco Vincenzi e l’Assessore alla Cultura di Tivoli Carlo Valentini.

 C. Koll a Tivoli C. Koll e sindaco di Tivoli pubblico alle Estensi di Tivoli 071209 C. Koll (GF POllutri) Tivoli 071209

I due volumi di Porcelli possono essere acquistati, in unica confezione, presso le librerie e le edicole di Tivoli, o richiesti direttamente all’autore (tel. 0774-333230).         


La Rivoluzione Pacifica Mondiale

7 Dicembre 2009

 icona di san francesco

Oggi a Tivoli

Presentazione del documento La Rivoluzione Pacifica Mondiale” di Giuseppe Porcelli

leggi il > Comunicato evento

Testo dell’illustrazione tematica fatta da Giuseppe F. Pollutri,

in: Annotazioni e Riflessioni <

da leonardo Ultima Cena