per avere umana memoria

27 Gennaio 2010

Per il giusto, Oscar Schindler

Pietre e parole

Ho posato una pietra sul mio lacerato cuore di carne
Ho coperto con le mie ossa una terra intrisa di sangue
Ho cercato il volto di Dio in un cielo di fuliggine d’uomo
Ho pianto perché sono rimasto in vita fra i morti di allora
Ho gettato nelle parole un fruttuoso seme di vita

Sono morto al fine sereno nel vedere mio figlio
Generare ancora un figlio di carne ed altra speranza,
Fragile e nuda, ma tutta di pace, forse anche d’amore.

Giuseppe F. Pollutri


Ambrosi Piero, ieri e oggi

26 Gennaio 2010

Dall’archivio del periodico “l’Aniene” - Ottobre 1980,  pubblichiamo uno stimolante documento di cronaca-quasi storia tiburtina:


Ambrosi intervista 1980

Per un’altra Intervista a distanza, dopo un trentennio, con il politico Piero Ambrosi (PD), nel suo percorso pubblico: consigliere, assessore, vice e Sindaco a Tivoli, Assessore alla Provincia di Roma, oggi Presidente di Cotral (Trasporti Lazio).

Sarebbe interessante oggi una rilettura del pensiero del giovane consigliere comunale di allora, magari commentato da parte dello stesso politico.

Ad Ambrosi vorremmo porre in particolare le seguenti due o tre domande:

a. Oggi che la Democrazia Cristiana (almeno quella storica che l’ha visto localmente protagonista) non c’è più, come riesce a vivere e a portare avanti politicamente “i valori cristiani” nel Partito Democratico, mediaticamente definito cattocomunista?

b. Ritiene oggi, dopo un trentennio di esperienze e di incarichi politici e amministrativi, di aver  realizzato quanto poteva aver in animo di fare, per sé e per gli altri, nel 1980?

c. Sinceramente, ritiene che la Città e il territorio di Tivoli abbiano ricevuto benefici e quali per il  suo impegno personale e istituzionale?

GFP per lot.net

 


sulla crisi amministrativa a Tivoli

26 Gennaio 2010

   Garibaldi e il nostro tempo

TIBURTINO, SE CI SEI BATTI UN COLPO!            

La lunga storia amministrativa tiburtina del dopoguerra, stracolma di crisi  è nuovamente tornata al capolinea. Adesso i partiti affileranno le armi per la prossima campagna elettorale, magari ripresentandoci la stessa minestra rifatta, con gli stessi protagonisti, come al solito si usa fare. Tutto questo è possibile perché l’elettorato è praticamente assente, il popolo e l’opinione pubblica che dovrebbero essere determinanti in democrazia, sono invece messi in disparte, oppure si estraniano colpevolmente.           

Un parere che speriamo venga ascoltato, spero tanto nella ricerca di un tiburtino nuovo, amante della città, disponibile per quanto riguarda il tempo da mettere a disposizione, coraggioso e intraprendente.           

Tivoli ha bisogno di una amministrazione capace di scegliere un programma vero, realizzabile e chiaro. Dire una volta per tutte se la città deve sviluppare un possibile programma turistico e chiarire come realizzarlo, visto che siamo a soli trenta chilometri da Roma. E’ chiaro che con quello che Tivoli rappresenta nel mercato turistico mondiale, la cosa è certamente realizzabile, ma servono persone adatte e dotate di grande creatività, cosa questa che nessuna amministrazione tiburtina ha mai premiato o almeno cercato. In alternativa sarebbe necessario  puntare sui tanti servizi mancanti oppure inadeguati.           

Chiaramente i partiti dovrebbero allargare le maglie e concedere la parola ai cittadini, riducendo al minimo la loro forza di comando, fatte salve le situazioni, sempre verificabili, di manovre di danneggiamento politico non accettabili, neppure queste, in una vera democrazia.           

La lotta elettorale che si profila sarà sicuramente combattuta tra i due raggruppamenti del centro destra e centro sinistra, ma lasciateci anticipare una grossa difficoltà esistente nei due raggruppamenti, facilmente individuabile nei nomi dei più quotati capi politici locali, i quali a nostro giudizio hanno già consumato le loro carte, come ripetutamente si è verificato nel passato tiburtino con sindaci ed assessori inutilmente rieletti più volte, senza risultato alcuno.           

Per concludere, bisogna dire con molta onestà, che oggi non è assolutamente facile amministrare una città italiana che non dispone di risorse adeguate per la sopravvivenza, e da questo fatto incontestabile, deriva anche la penuria di candidati onesti disposti a mettersi in lista. Tutto questo però non deve suonare come giustificazione per i partiti politici che amano fare a loro piacimento “giorno e notte” senza tenere nella dovuta considerazione, il meglio, per la città e per tutti noi.           

Torneremo con certezza su questi argomenti per approfondire i temi più importanti trattati solo come veloce citazione.

           Giuseppe PORCELLI

 

                                        abusivismo istituzionale a Tivoli


Questa nostra televisione (rai)

25 Gennaio 2010

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Del perchè il “prof Albanese-Troller”, e il compare di scena Fabio Fazio di Rai3, mi devono venire in casa a sbeffeggiare il mio diritto al Crocifisso in una pubblica scuola 

Virtuale lettera aperta, al Presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano
 

“Presidente,
Le scrivo quale primo e naturale interlocutore, per quanto sia Lei eminentemente Pubblico ed io del tutto un privato cittadino, ma questo è dato in democrazia. A dire il vero, avrei voluto indirizzarmi alla Magistratura, a quello stesso Organo dello Stato cui si è rivolta, a lungo e perentoriamente, sino alla Corte di Strasburgo, la Signora Soile Lautsi, finlandese di nascita, ma che stabilitasi da noi, ha inteso godere delle bellezze e bontà italiche, ma non della nostra legittima fede religiosa, definibile sia pure “una tradizione”, ma tra le più umanamente nobili ed educatrici.
L’esposizione nei luoghi pubblici del Crocefisso è rappresentazione e simbolo di quel Gesù di Nazareth messo in croce fino a morte, che l’uomo, rivelando la sua parte luciferina, non ha mai gradito o tollerato, per quanto predicasse fra gli uomini pace, tolleranza e carità. Vietarlo e irriderlo lo ritengo illecito,  e nelle more che in Europa ci si pronunci definitivamente, per quanto ci tocca più da vicino in Italia, ho ritenuto più semplice rivolgermi virtualmente a Lei che per principio e per funzione ci rappresenta e ci tutela. 

Egregio Presidente succede che in Italia “i toni” del dire sono ormai non solo “sopra le righe”, ma anche – specie nei Media e nella TV in particolare – fuori decenza e buon senso. Dicono per l’audience, sottendono “per pubblicitariamente introitare”, ma Lei converrà che (come ebbe a cantare F. De Andrè) “vendere per due soldi … la propria madre”, o la propria cultura e le proprie tradizioni, è cosa che non possa e non deve essere. Nessuna volontà di far la morale è nelle mie intenzioni, nè nelle mie modeste possibilità, ma la giusta esigenza (l’inalienabile pretesa) di avere rispetto d’individuo e cittadino, non meno della citata signora, socia dell’Uaar (Unione atei e agnostici razionalisti).  

Ieri sera, 22 di gennaio del corrente anno, mi è accaduto che nel naturale zapping fra i canali televisivi, alla ricerca di “qualcosa da vedere in tv”, mi sono trovato dinanzi, sullo schermo, due personaggi che inscenavano con ruoli diversi una caricatura di un “prof di scuola media”,“una finestra – leggo sul sito rai.it – sul mondo della scuola”! L’attore Antonio Albanese, spalleggiato da un compiaciuto Fabio Fazio, nella sequenza di “boutade” (dice “per satira” o semplicemente “per ridere”, magari per irridere) buttano lì che chi di dovere (… questa bigotta e incapace ministro della destra italiana, è da capire) continui a fornire alle scuole, “in luogo delle sedie che non hanno”, “carrette” di (inutili, sottinteso) Crocefissi. Di sicuro qualcuno nelle case ne avrà riso, per perfidia politica o per inconsapevolezza. Legittimo farlo, ma io mi sono detto: - Perchè, perchè questo è possibile? Per quale ragione in Italia manifestare la comune esigenza di continuare a esporre liberamente il Crocefisso nei luoghi pubblici può essere così facilmente messo alla berlina? Perchè, inoltre, si può da parte di una rete televisiva pubblica e nazionale offendere, e senza ovvia possibilità alcuna d’intervento o replica, il sentimento di un cristiano (…per di più abbonato)?

La RAI quest’anno, nel suo rituale e illogico invito a pagare una tassa, detta “abbonamento”, ci ha fatto osservare che “la Rai è di casa”, anche a poco costo. Mi son chiesto: - Sarà per questo, perchè pago solo 30 centesimi il giorno, che loro hanno diritto di venirmi in casa a insultare la mia fede, le mie convinzioni, una libera scelta comunitaria?

Non credo, Presidente, che avrò risposte, nè diretta risposta da Lei giacchè questa mia lettera non verrà neppure da me spedita al Suo pubblico indirizzo. Mi è stato sufficiente scriverla, nero su bianco, per sollevare in me offesa mente e dolente cuore. Andrà certo nei Media, cominciando dal personale blog internettiano. Di certo, mi piacerebbe in seguito vedere in televisione i sopra nominati personaggi televisivi, ad esempio straordinario di democrazia, ove mai avvenisse, dichiarare: - Ci scusi, signor Giuseppe Pollutri. Noi non volevamo…, certo, abbiamo sbagliato! Sarebbe giusto, sarebbe opportuno, ma non importa che lo si faccia o che ad essi venga chiesto. In fondo non è del loro convicimento, o dell’onestà intellettuale di taluni, di cui abbiamo bisogno per sentirci liberi e dotati di diritti, pubblici e privati.
Mi basterà pensare ragionevolmente che Lei, Presidente, su tale faccenda sia d’accordo con me e con qualsiasi cittadino che chieda rispetto e riguardo in questa nostra Patria e italiana Repubblica. 

Con stima, Giuseppe Pollutri ” 

scena di che tempo che fa - in rai3


liberamente a Tivoli, letto e detto

23 Gennaio 2010

Diamo atto che sulla Crisi al Comune di Tivoli il sito di Rifondazione (pur tutto preso nella sua home nella battaglia  ideologica “No TAV”) da con il seguente file pdf un ampio resoconto di quanto è stato detto e scritto sulla stampa locale. http://www.rifondazionetivoli.it/modules.php?&name=Atti&getfile=961

Ci limitiamo pertanto nel nostro spazio ad evidenziare alcuni aspetti che sono a margine e nella sostanza di questa vicenda tiburtina, e in genere su come ci si “regola” nei partiti a fronte dei dissensi e dei “dissidenti”.

Si parla tanto di democrazia, di trasparenza, ma chi  ad un certo punto dissente e non fornisce più il suo consenso (il proprio …apporto elettorale) è ipso facto un “vigliacco”. Da bandire. Le epurazioni del tempo del pci-stalinista pare che restino d’uso anche nel nuovo PD. Chissa cosa ne dicono i vecchi dc-margheritini (li ricordate i Fiorenzi, gli Ambrosi…?).

Allora qui vorremmo quantomeno contribuire - liberamente, com’è nella nostra intenzione-blog - a dar voce, a fronte degli anatemi di chi si ritiene “padrone” sia di un partito, che della Amministrazione di Tivoli, alle ragioni e alle precisazioni dei detti dissidenti interni al pd e dell’esponente della Sinistra locale  in Consiglio M. Capobianchi.
In risposta immediata e diretta alla seguente affermazione di Baisi, a “resoconto del fallimento”, “Impossibile ragionare con chi non vuole farlo, non ho ceduto ai ricatti politici” (in Nuovo Oggi Guidonia), registriamo le seguenti risposte.

Manifesto Pd a Tivoli - tendenzioso (e abusivo)     Pd “tutto” per Baisi

 - “Il sindaco - ha commentato A. Pisapia - è costretto a raccontare fatti non veri. Il gruppo del Pd mai è stato convocato e il partito non si è mai espresso sulla crisi. E’ stato chiesto solo atto di sottomissione individuale ai consiglieri” (da Il Messaggero, 22 genn. 10)

- “Il comportamento del sindaco è stato in contraddizione con le sue stesse dichiarazioni riguardo le dimissioni - ha precisato M. Capobianchi - non ha ricreato l’elleanza politica, non ha creato forme di condivisione, non ha nominato una giunta di livello, forte e coesa, scollegata come lui stesso voleva dai consiglieri… E’ un peccato per la città che non ci sia riuscito …che sia costretto a dire bugie.” (da Il Messaggero)

Piccola, ultima perla, indice di una pubblicistica asservita, non si capisce se suo malgrado o senza neppure consapevolezza: “Le dimissioni del sindaco di Baisi rischiano di segnare la fine del vincenzismo” (Nuovo Oggi).
Dire “rischiano” perchè, che senso ha? Esprime un timore, di chi?


EMERGENZA HAITI

22 Gennaio 2010

l’appello di NPH Italia

NPH sta per Nuestros Pequenos Hermanos (i nostri piccoli fratelli) ed è l’associazione italiana che da oltre 20 anni lavora ad Haiti. Il suo ospedale è ancora in piedi. Aiutiamolo a funzionare come e più di prima.

Se anche voi,  davanti al disastro del terremoto ad Haiti ( e alla scoperta dei più dell’indigenza di quella popolazione), vi chiedete: “Cosa possiamo fare?”
Raccogliete l’appello di NPH Italia, la Fondazione che lavora da 22 anni ad Haiti e che ha bisogno dell’aiuto di tutti.

 fiammella al buio

“Cari Amici,
Avete tutti sentito le drammatiche notizie da Haiti la situazione è disperata. Migliaia di morti e dispersi, in questo momento le comunicazioni sono bloccate, le informazioni arrivano a singhiozzo via mail, strade interrotte.

La macchina dei soccorsi N.P.H. è partita, appena ritrovata una volontaria da sotto le macerie, scavando con le mani. L’ospedale pediatrico N.P.H. Saint Damien, l’unico dell’isola e il più grande dei Caraibi, inaugurato nel 2006, è in piedi ma danneggiato e i 150 bambini degenti sono stati evacuati, il suo pronto soccorso continua ad essere un importante centro di riferimento per gli aiuti, centinaia di feriti e moribondi.

Il centro di accoglienza dei volontari N.P.H. è crollato e alcuni sono dispersi, tutti i volontari italiani sono però salvi.

Crollati i muri perimetrali di Francisville – città dei mestieri. I 600 bambini dell’orfanotrofio N.P.H e del Centro di riabilitazione “Casa dei piccoli Angeli” sono salvi. Padre Rick Frechette sacerdote e medico in prima linea, direttore di N.P.H. Haiti sta coordinando i soccorsi con il suo staff e dall’Italia sta partendo un gruppo di medici volontari della Fondazione per portare immediato aiuto.
Ecco come aiutarci:

Fondazione Francesca Rava – N.P.H. Italia Onlus
- bollettino postale su C/C postale 17775230;
- bonifico su c/c bancario BANCA MEDIOLANUM SpA, Ag. 1 di Basiglio (MI)
IT 39 G 03062 34210 000000760000
carta di credito on line subito chiamando lo 02 5412 2917,

oppure clicca qui per donare on line con carta di credito (causale: terremoto Haiti)

Grazie di cuore per quello che potrete fare per i bambini di Haiti e le loro famiglie ancora una volta duramente colpiti da questa incredibile e devastante calamità!

Mariavittoria Rava Presidente
N.P.H. ITALIA Fondazione Francesca Rava Onlus”

I bambini di Haiti 
http://www.youtube.com/watch?v=wZAW4fv-35k

 per info su Haiti


Purchè si faccia giorno

21 Gennaio 2010

Amministrazione Comunale a Tivoli. Oggi si sa, il Sindaco Baisi è caduto definitivamente (qualcuno dice “non ce l’ha fatta” a ricomporre il “quadro di riferimento” che lo ha eletto meno di due anni fa).
Si va a nuove elezioni, in Marzo, assieme alle regionali. In giro non ci sono commenti, dichiarazioni… La gente è ormai con la testa al Carnevale, quelli dei partiti non pensavano che “il carnevale” a Palazzo dovesse già finire. Anzi, era già finito.
Sentiremo, diranno, diremo - anche noi di lot - parole, riflessioni, molte inutili, qualcuna forse - auguratamente, almeno - necessaria, per ritornare a riflettere sul valore del fare politica, cosa voglia dire Amministrare una Città.

In questa sorta di stupìto silenzio calato su Tivoli, oggi 21 di gennaio 2010, almeno qui sulla rete web ritengo inizio buono e condivisibile pubblicare  un pre-discorso fatto dal consigliere del PDL, Andrea Napoleoni. Sulla crisi tiburtina. Qualcosa che sta nei fatti, nelle questioni irrisolte quanto gravi, e non nel giochetto ormai noioso quanto improduttivo (non solo per la città, ma anche per i partiti) del chi ti faccio diventare tecnicamente “tuo assessore di riferimento”.  (GFP)

 Riqualificare, Tivoli

“RIFLESSIONI SULLA CRISI
Che trovino un accordo o meno, che si torni a votare o meno, credo che in questi giorni nelle varie riunioni di maggioranza non sia entrato in agenda il tema principale: il futuro di questa città.
Le voci si rincorrono su poltrone che vanno e vengono, su equilibri che mutano seguendo gli interessi particolari di questo e di quel consigliere. Di vero c’è soltanto che la decisione che prenderà la coppia Baisi-Vincenzi sarà dettata più da calcoli politici sulla carriera dei due esponenti del PD che sulla reale volontà di risolvere i problemi della Città.
Dopo due anni di governo del centrosinistra registriamo soltanto due grandi obiettivi raggiunti: la svendita delle Terme ad un prezzo ridicolo, con un danno per le casse comunali e per l’intera comunità di svariate decine di milioni di euro (che faremo risarcire a chi di dovere) e l’avvio della fase di progettazione della galleria di Monte Ripoli.
Se si scioglie il consiglio comunale, la prima operazione andrà in porto senza che il Sindaco abbia mai proferito parola in consiglio comunale (in palese violazione della legge). L’opposizione ha invece avviato un serrato dibattito in commissione ed ha chiesto di celebrare un consiglio comunale sul tema il 5 gennaio scorso che la maggioranza ha volutamente disertato.
La galleria, invece, rappresenta l’ennesimo tentativo di questa maggioranza di ingannare gli elettori. Dicono che partiranno i lavori tra due anni. Falso. Devono ancora reperire 40 milioni di euro e non hanno uno straccio di autorizzazione, ne il progetto definitivo.
Spero che i tiburtini questa volta capiscano con chi hanno a che fare e si domandino perché dopo 6 anni dalla conferenza stampa che annunciava l’avvio dei lavori di Ponte Lucano, non si è messo neanche un mattone. Figuriamoci che fine farà la galleria di Monte Ripoli.
Si preoccupino di realizzare parcheggi ed investire su iniziative utili per assicurare maggiori servizi alla comunità (asili nido, scuole moderne, uffici periferici, un trasporto pubblico efficiente, telecamere di sorveglianza, eventi culturali di rilievo nazionale per favorire il turismo e l’occupazione dei nostri giovani).

Aspettiamo fino a questa sera.
DIMISSIONI O NO LA CITTA’ MERITA UN ALTRO GOVERNO.”

Andrea Napoleoni, Tivoli 20 gennaio 2010


Il potere che non ha grazia

20 Gennaio 2010

Il Potere e la Grazia - mostra

In questi giorni a Roma è aperta al pubblico la mostra “Il Potere e la Grazia. I Santi Patroni d’Europa”, nelle opere di artisti quali Mantegna, Tiziano, El Greco, Caravaggio, van Dyck, Ingres e altri.  “Una mostra -  cito da il Sole 24ore - che parla di Santi che non furono semplici Santi, bensì personalità catalizzatrici in un senso socio-politico e antropologico. Furono, cioè, costruttori di identità.”

 crocifisso di santo spirito (Michelangelo?)

In questi stessi giorni la tv ha dato agli italiani immagine (e voce) di come e di quanto in Italia, non da oggi,  il Potere non ha Grazia (perchè non da Giustizia). Lo abbiamo ancora visto descritto nella fiction de “Lo scandalo della Banca Romana”, dove per nulla in modo scandaloso si conclude che tutta una classe politica del nostro ottocento - fra cui i nomi di quelli che hanno fatto la Storia, da G. Giolitti a F. Crispi - visse ed operò nel malaffare finanziario e politico, impunemente. Lo abbiamo rivisto e sentito ancora in una intervista al “latitante-esule” di Hammamet, nel suo ultimo discorso alla Camera, nelle parole di oggi di ex amici e compagni, in quelle del Presidente Napolitano che invita a ripensarci, nello sdegno integralista e ancora feroce di quello che fu mediatico inquisitore in “mani pulite”.
Per “il garofano” - si dice - giustizia (processuale) fu fatta! Discusso e discutibile, e comunque è indubbio che non questa giustizia-senza-grazia  ci rende popolo libero e democratico, dal momento che “la giustizia uguale per tutti” …non è  - a destra come a sinistra - per tutti.

Di quel che avvenne e si dovette sopportare nel post-Unità d’Italia, in cui il Potere era ed era restato elitario e prevaricatore degli umili, cioè di molti, possiamo solo documentarci e avere in-utile lezione. Di quel che è accaduto nel nostro Paese in tempi repubblicani ci si chiede o ci si deve ancora chiedere se ci sarà Giustizia fra gli uomini, se è vero che molti erano corrotti e tutti sapevano, fra i politici e fra i clienti della politica, senza che siano stati, e mai lo saranno, realmente inquisiti e condannati. Doverlo pensare senza che un cittadino possa  vedere o solo sperare  una loro damnatio memoriae, fatta eccezione che per “uno”, appare chiaro segno della persistente arroganza del potere.

Un Potere che non conosce Giustizia perchè non ha Grazia, una nazione che non ha più Patroni in cielo, ma solo giustizialisti per il potere in terra. Una identità (o un destino) che vorremmo rimuovere dal nostro dis-graziato Paese.

Giuseppe F. Pollutri


Rosarno (Italia)

12 Gennaio 2010

alloggi per lavoratori immigratiimmigrati africani in rivolta  africani abbandonano Rosarno

                                                                                            arresto CC

Rosarno e a capo
di Giuseppe F. Pollutri 

Rosarno (Italia), punto e a capo, o punto e poi …d’accapo, come prima? E’ quello che oggi dobbiamo chiederci, ciò che la società italiana (prima che lo Stato) deve chiarire, a se stessa. Rosarno - episodio duplice di “intolleranza” e di “rivolta” - è destinato a diventare punto di non ritorno nella questione che riguarda non solo del come si entra e si vive da immigrati in Italia, ma di come tutti, immigrati e cittadini italiani, Stato ed Enti Locali, intendono darsi (o rispettare) le Regole che stanno alla base di una vita umana associata.
Oggi ci s’interroga del perchè della rivolta, spiegabile (paura, istinto di conservazione, presunzione d’impunità) quanto inaccettabile, perchè tradotta in comportamenti violenti e gratuiti, ma bisognerebbe chiedersi del come e perchè certe situazioni d’ingiustizia e di degrado siano possibili e tollerate sul nostro territorio, nominalmente civile e per quanto ‘cristiano’.
Rosarno, punto e a capo, dovrebbe significare il prendere coscienza e tradurla in provvedimenti equi e condivisi che non si entra in Italia illegalmente, e non vi si dimora da clandestini. Significa, al tempo stesso, che i datori di lavoro, ove desiderino e abbiano bisogno di “manodopera” e specie quella degli immigrati, soprattutto se stagionale, debbano essere tenuti ad assumerla con criteri regolari e trasparenti, dichiarando quante e quali siano le persone immesse nel lavoro, pre-occupandosi – anche in proprio, se necessario – che essi abbiano una sistemazione degna e civile.
Rosarno mette a nudo la nostra cattiva coscienza, che sapeva, ma non provvedeva, in Calabria come in tante altre parti del nostro territorio, in nome di “tolleranza”, “accoglienza”, “carità”, virtù private (quand’anche spesso solo nominalistiche) di nessuna efficacia ove manchi la Giustizia.
Rosarno, scappati o portati altrove (in altri inevitabili ghetti?) questi immigrati africani, cessato il clamore dei Media, è tempo di mettere “punto”, chiaro, univoco, fermo, comune… e poi a capo. Con più onestà nel fare e non meno nel dire, fra noi, e soprattutto da parte della Politica.
L’integrazione e il soddisfacimento pacifico e fruttuoso di bisogni reciproci verranno da sè. Come storia umana vuole.

Agrumi e Residence 

Sul tema riceviamo e pubblichiamo un’intervento di Jacopo E. Tognazzi che mostra una comune preoccupazione, la condivisa opinione che così non si può andare avanti,  sia pure con accento , il suo, decisamente di parte, di chi è schierato nell’agone politico e con volontà oppositiva al Governo.  Forse inevitabile, quanto un tantino fuorviante.

“Comunicato della Città dei Diritti
Tivoli  9/01/010

Con Rosarno Brucia la nostra memoria ed il nostro futuro

Come sanno i romagnoli se non ci fossero gli immigrati, tutti raccolti marcirebbero nei campi.

Questa è la verità fondamentale ed incoffessabile.
Incoffessabile per la destra che sulla paura dello straniero e del diverso ha fondato e fonda le sue fortune elettorali.
Incoffessabile per i sindacati assuefatti alla concertazione non possono e forse non vogliono organizzare dei lavoratori, la difesa dei cui diritti ricreerebbe necessariamente il conflitto.
Incoffessabile per la sinistra che pur conoscendo il problema si limita ad un generico approccio umanitaro che non va alla sua radice.
E allora diciamolo forte e chiaro: senza gli immigrati, senza lo sfruttamento degli extra-comunitari (come per  le raccolte del sud) questo paese non va avanti!
Senza i neo-comunitari (rumeni ecc.) che riempiono i nostri cantieri, i nostri smorzi, i nostri sfasciacarrozze, le nostre aziende artigiane; che svolgono servizi essenziali nelle nostre stesse case (colf e badanti), la nostra Città non va vanti.
Allora se c’è una cosa che stupisce nella rivolta di Rosario è che sia giunta solo oggi.
Dodici – quattordici ore al giorno per una paga di 20 – 25 € di cui 5 vanno al caporale (spesso agente della malavita organizzata), botte, insulti, sopravvivenza in condizioni abitative sub umane per mandare a casa 100 – 200 € al mese.
Questi soldi in Africa non solo garantiscono la sopravvivenza di intere
famiglie ma impediscono che una ulteriore ondata di affamati si riversi in Europa.
L’unico vero aiuto al terzo mondo viene dai giovani del  terzo mondo stesso: come fu, nel dopo guerra, per i nostri emigranti che, anche con le loro rimesse, permisero la rinascita dell’Italia. I padri e i nonni di quegli stessi Rosarnesi che, immemori, oggi si aggirano per le piane di Gioia Tauro con spranghe e fucili da caccia imponendo a questi ragazzi, unica salvezza della loro economia, lo stesso trattamento che i loro padri e nonni subirono in Svizzera, Germania o Belgio, quando non nella stessa Torino o Milano.
Tenere conto di queste realtà, farsene carico, non come emergenza, ma come dato stabile del quadro italiano è l’unica via possibile:
- Politiche di interculturalità
- Assorbimento nel corpo sociale
- Riconoscimento dei diritti fondamentali
- Organizzazione e inquadramento sindacale
- Contratti collettivi di lavoro
Non c’è altra via! Altrimenti Rosarno sarà solo la seconda volta (Ricordate Castel Volturno?)
Da questo punto di vista il nostro Comune, nonostante gli idioti che lordano i muri con frasi di un razzismo delirante, è sicuramente un passo avanti: Tre anni di progetti interculturali, scambi con la Romania, paese di origine della maggior parte dei nuovi tiburtini, hanno creato un “clima” accettabile nonostante la presenza di elementi di delinquenza comune presenti nelle comunità immigrate tanto pubblicizzate quanto marginali.
Invitiamo pertanto le autorità locali  a ridare vigore alla stradaintrapresa:
- Perfezionare e potenziare il settore in lingua rumeno della biblioteca comunale
- Portare avanti i rapporti con i paesi di origine dei migranti
- Supportare l’inserimento nel nostro sistema scolastico
- Rendere consapevole la popolazione della necessità e del valore aggiunto che   questi concittadini apportano all’economia e alla cultura

Altro che reato di clandestinità, altro che classi differenziate della Gelmini!
Tutte sciocchezze, oltre che inutili o dannose, anche  pericolose per il nostro stesso futuro.
 
Concludiamo con una domanda: ora è in corso la deportazione, la cattura e la fuga della comunità immigrata della piana di Gioia Tauro, chi porterà a termine la raccolta delle arance?”
     

arance da cogliere


Succede a Tivoli, in gennaio

9 Gennaio 2010

 Palazzo Città a Tivoli

Riceviamo e pubblichiamo da

“Ufficio Stampa Circolo della Libertà “Libera Italia”

“TIVOLI - Finalmente si è dimesso! 
La coalizione di sinistra messa insieme da Vincenzi e Baisi si è di dissolta dopo appena un anno ed otto mesi dalle elezioni.  Quello che avevamo sempre sostenuto si avverato: la maggioranza che Vincenzi aveva messo insieme, era solo un cartello elettorale che gli ha permesso di vincere le elezioni, ma non di governare. 
Ad una attenta analisi sembrerebbe che questa accozzaglia di partiti partitini e liste civiche sia servita solo a portare a termine l’unico atto che l’ex sindaco non era riuscito a compiere in pieno: la svendita del pacchetto azionario di maggioranza delle Acque Albule S.p.A. di proprietà del Comune di Tivoli. Infatti la giunta Baisi è stata caratterizzata dall’immobilismo amministrativo quasi totale. Le conseguenze per la città sono state devastanti:
-       Le strade sono dissestate;
-       Non c’è più sicurezza;
-       Non c’è più spesa sociale;
-       Non ci sono fondi per cultura sport e spettacolo;
-       Non sono stati realizzati i parcheggi;
-       Non sono state realizzate le opere promesse in campagna elettorale;
-       Il turismo e l’economia locale sono stati annullati. I cittadini hanno dovuto assistere solo ad un ridicolo teatrino che ha portato ad un vorticoso cambio di poltrone: assessori dimessi, dismessi, reintegrati, sostituiti. Per non parlare dei vertici delle società municipalizzate. Il tutto per mantenere in vita una giunta che nella sua vita ha posto in essere un solo atto importante: La privatizzazione della Acque Albule S.p.A. attraverso la svendita delle azioni di proprietà del Comune.
Ora il sindaco, con la lettera aperta indirizzata ai cittadini, sembrerebbe voler mandare un chiaro messaggio ai consiglieri di maggioranza dissidenti: Se nei venti giorni che servono affinché le dimissioni diventino definitive, essi non verranno a miti consigli sui temi che interessano molto l’ex sindaco Vincenzi, andranno tutti a casa.
Intanto la Città non è governata ed i danni causati da questa situazione rischiano di divenire irreparabili. Sindaco, consiglieri di maggioranza, avete provocato troppi danni: che le dimissioni siano definitive! ”
ass.cdl.tivoli@gmail.com
www.libera-italia.it

incognite genti a tivoli 2010

Informa e precisa in questi giorni Il Messaggero.it:
“Tivoli, si dimette il sindaco Baisi: Centrosinistra senza maggioranza”.
Due dati concreti e inoppugnabili:
a. le dimissioni del Sindaco,
b. la causa conclamata di tale atto.
Nei giorni prossimi forse ci saranno nei Media ancora notizie del come e sul come una Maggioranza, che palesemente e dichiaratamente non esiste più e ha provocato la caduta,  con molta fantasia, tanta quanto usuale facciatosta, prima che il tempo breve di una sorta di ultimatum dato dal primo cittadino ai suoi compagni o collaterali scada,  …si è ricomposta, più coesa che mai, …”impegnandosi con lealtà e coerenza per continuare il lavoro avviato e compiuto nell’interesse della collettività“. Sino alla successiva crisi, o mal di pancia di qualcuno dei componenti d’una coalizione personalistica a geometria variabile. Ovviamente.
Sappiamo che cosi usa in tale faccende, e talmente è more solito, che  ove avessi a manifestare qualche dubbio in proposito, da cittadino-elettore - pur non entrando nella dialettica tra le parti, ma solo dal punto di vista della ragione, del buon senso, del dovuto rispetto della collettività - mi sentirei rispondere, in modo sdegnoso o anche canzonatorio: “…umane genti, state contente al quia. E più non dimandate”. Ovvero: il cittadino non deve chiedersi più di tanto, poichè non è in grado di capire come …”nell’interesse della collettivita” si possa fare e disfare, e poi ri-fare, daccapo e ancora,  una Amministrazione, un Programma, …tante raffazzonate Giunte! Evidentemente “il senso di responsabilità” di costoro trascende i limiti che questo concetto ha nel “popolo”.

Mi smentiranno questa volta? Vorranno tornare Costoro ad essere popolo, ammettendo di aver fallito e che non si può menare troppo a lungo ”il can per l’aia”?

Un’ultima battutta mi concedo all’indirizzo del cronista (m.c.) del giornale Nuovo Oggi. Non capisco - da lettore -  perchè abbia sentito necessario, anzichè eventualmente entrare nel merito, definire il Circolo Libera Italia come “redivivo” ed aggiungere subito dopo che con il Comunicato di cui sopra abbia voluto “…approfittare (sic) del precario stato di salute dell’amministrazione Baisi“. Cos’è che avrebbe dovuto fare, vista la stagione, … mandargli un’aspirina o uno sciroppo?
Anche questo succede, motivato o da una diversa appartenenza (irrispettosa nella comunicazione, se non dichiarata) o da un diverso significato che si da alle parole fra …”le umane genti”, cui penso di appartenere, pur avendo come “m.c.” licenza e consuetudine di dire e scrivere.  GFP