Il potere che non ha grazia
20 Gennaio 2010
In questi giorni a Roma è aperta al pubblico la mostra “Il Potere e la Grazia. I Santi Patroni d’Europa”, nelle opere di artisti quali Mantegna, Tiziano, El Greco, Caravaggio, van Dyck, Ingres e altri. “Una mostra - cito da il Sole 24ore - che parla di Santi che non furono semplici Santi, bensì personalità catalizzatrici in un senso socio-politico e antropologico. Furono, cioè, costruttori di identità.”

In questi stessi giorni la tv ha dato agli italiani immagine (e voce) di come e di quanto in Italia, non da oggi, il Potere non ha Grazia (perchè non da Giustizia). Lo abbiamo ancora visto descritto nella fiction de “Lo scandalo della Banca Romana”, dove per nulla in modo scandaloso si conclude che tutta una classe politica del nostro ottocento - fra cui i nomi di quelli che hanno fatto la Storia, da G. Giolitti a F. Crispi - visse ed operò nel malaffare finanziario e politico, impunemente. Lo abbiamo rivisto e sentito ancora in una intervista al “latitante-esule” di Hammamet, nel suo ultimo discorso alla Camera, nelle parole di oggi di ex amici e compagni, in quelle del Presidente Napolitano che invita a ripensarci, nello sdegno integralista e ancora feroce di quello che fu mediatico inquisitore in “mani pulite”.
Per “il garofano” - si dice - giustizia (processuale) fu fatta! Discusso e discutibile, e comunque è indubbio che non questa giustizia-senza-grazia ci rende popolo libero e democratico, dal momento che “la giustizia uguale per tutti” …non è - a destra come a sinistra - per tutti.
Di quel che avvenne e si dovette sopportare nel post-Unità d’Italia, in cui il Potere era ed era restato elitario e prevaricatore degli umili, cioè di molti, possiamo solo documentarci e avere in-utile lezione. Di quel che è accaduto nel nostro Paese in tempi repubblicani ci si chiede o ci si deve ancora chiedere se ci sarà Giustizia fra gli uomini, se è vero che molti erano corrotti e tutti sapevano, fra i politici e fra i clienti della politica, senza che siano stati, e mai lo saranno, realmente inquisiti e condannati. Doverlo pensare senza che un cittadino possa vedere o solo sperare una loro damnatio memoriae, fatta eccezione che per “uno”, appare chiaro segno della persistente arroganza del potere.
Un Potere che non conosce Giustizia perchè non ha Grazia, una nazione che non ha più Patroni in cielo, ma solo giustizialisti per il potere in terra. Una identità (o un destino) che vorremmo rimuovere dal nostro dis-graziato Paese.
Giuseppe F. Pollutri
Scritto da gfpollutri