liberamente a Tivoli, letto e detto

Diamo atto che sulla Crisi al Comune di Tivoli il sito di Rifondazione (pur tutto preso nella sua home nella battaglia  ideologica “No TAV”) da con il seguente file pdf un ampio resoconto di quanto è stato detto e scritto sulla stampa locale. http://www.rifondazionetivoli.it/modules.php?&name=Atti&getfile=961

Ci limitiamo pertanto nel nostro spazio ad evidenziare alcuni aspetti che sono a margine e nella sostanza di questa vicenda tiburtina, e in genere su come ci si “regola” nei partiti a fronte dei dissensi e dei “dissidenti”.

Si parla tanto di democrazia, di trasparenza, ma chi  ad un certo punto dissente e non fornisce più il suo consenso (il proprio …apporto elettorale) è ipso facto un “vigliacco”. Da bandire. Le epurazioni del tempo del pci-stalinista pare che restino d’uso anche nel nuovo PD. Chissa cosa ne dicono i vecchi dc-margheritini (li ricordate i Fiorenzi, gli Ambrosi…?).

Allora qui vorremmo quantomeno contribuire - liberamente, com’è nella nostra intenzione-blog - a dar voce, a fronte degli anatemi di chi si ritiene “padrone” sia di un partito, che della Amministrazione di Tivoli, alle ragioni e alle precisazioni dei detti dissidenti interni al pd e dell’esponente della Sinistra locale  in Consiglio M. Capobianchi.
In risposta immediata e diretta alla seguente affermazione di Baisi, a “resoconto del fallimento”, “Impossibile ragionare con chi non vuole farlo, non ho ceduto ai ricatti politici” (in Nuovo Oggi Guidonia), registriamo le seguenti risposte.

Manifesto Pd a Tivoli - tendenzioso (e abusivo)     Pd “tutto” per Baisi

 - “Il sindaco - ha commentato A. Pisapia - è costretto a raccontare fatti non veri. Il gruppo del Pd mai è stato convocato e il partito non si è mai espresso sulla crisi. E’ stato chiesto solo atto di sottomissione individuale ai consiglieri” (da Il Messaggero, 22 genn. 10)

- “Il comportamento del sindaco è stato in contraddizione con le sue stesse dichiarazioni riguardo le dimissioni - ha precisato M. Capobianchi - non ha ricreato l’elleanza politica, non ha creato forme di condivisione, non ha nominato una giunta di livello, forte e coesa, scollegata come lui stesso voleva dai consiglieri… E’ un peccato per la città che non ci sia riuscito …che sia costretto a dire bugie.” (da Il Messaggero)

Piccola, ultima perla, indice di una pubblicistica asservita, non si capisce se suo malgrado o senza neppure consapevolezza: “Le dimissioni del sindaco di Baisi rischiano di segnare la fine del vincenzismo” (Nuovo Oggi).
Dire “rischiano” perchè, che senso ha? Esprime un timore, di chi?

Lascia un Commento