un domani (e un letto) per tutti

E’ in rete, di rimbalzo tra blog:
- Riflessioni di una post-terremotata: sono davvero stanca, di Giusi Pitari

Sono davvero stanca. Stanca di mettermi al letto la sera …”

il seguito su  http://www.abruzzo24ore.tv/news/Dieci-mesi-dopo-il-sisma-Sono-davero-stanca-/14799.htm

Se posso permettermi, pur con tutta la vicinanza ai terremotati de l’Aquila e circondario, direi che  bisognerebbe alzarsi un po’ più in alto nel volo, al di sopra delle proprie urbane macerie, per vedere e comprendere le altrui sociali ed umane miserie. 
Giusi - dopo un sisma, calamità della natura - stanca di aspettare domani”, vorrebbe riprendere la sua normale vita di città, al più presto, strada dopo strada. Altrove vorrebbero avere ciò che mai o difficilmente hanno avuto - già prima del sisma:  speranza di  una degna e umana vita.

Questo è dunque quanto mi sono sentito di commentare alle Riflessioni:

ah i miracoli (anzi i Miracoli), che non fa più nessuno
che manco il Berlusca o Bertolo sa o può saper fare

io ho cuore per Haiti, terra di nessuno
e di quelli che hanno niente (già prima del sisma)

il proprio ombelico è certamente il posto più vicino,
ma non è detto che sia Il Mondo (…che mondo!)

mi accontenterei, per cominciare, del letto che ho
e che hai, amica del “Stanca di mettermi al letto la sera

dieci mesi? …quelli di Haiti (quelli delle Afriche)
è una vita, tutta la Storia, che aspettano il tempo

dice la televisione “Ci vorranno dieci anni”, “Meno male”
pensano ad Haiti e sudameriche, “Stavolta tocca a noi!”

…avere un letto dove mettersi, “stanchi la sera”

!!!

G. F. Pollutri

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