si vota anche per la Regione
11 Febbraio 2010 ![]()
A marzo si vota anche per la Regione Lazio.
Cambiare o dare un nuovo volto politico al Governo della nostra Regione ha una sua rilevante importanza e delicatezza, considerate le prerogative e i compiti ad essa demandati. Riteniamo pertanto di dover alzare lo sguardo nel nostro spazio (pur non tralasciandole) dalle vicende e problematiche strettamente tiburtine. Non per, o non tanto, per guardare facce e cubitali nomi affissi (spesso indecorosamente) ovunque, quanto per veicolare - al di là degli slogan - le concrete ed articolate idee, proproste e intendimenti dei candidati.
Cominciamo con il pubblicare un Comunicato pervenutoci dall’Ufficio Stampa di Fabio Armeni, Consigliere uscente alla Regione Lazio e Capogruppo del PDL, candidato nelle Circoscrizioni di Tivoli, Guidonia, Subiaco.
ARMENI (PDL)
- “CENTRO DESTRA FARA’ IL PIANO SOCIO ASSISTENZIALE REGIONALE”
- “Il livello di civiltà di una società si misura in relazione alla tutela che essa offre alle persone più fragili. Tutela che deve essere estesa anche alle famiglie che quotidianamente si fanno carico della loro cura ed assistenza.
- Troppo spesso in questi ultimi anni la disabilità e la riabilitazione sono stati oggetto solo di tagli e non di serie politiche di sostegno. Ci sono famiglie con un reddito medio che si sono ridotte al lastrico pur di continuare a fornire assistenza e cura ai propri familiari disabili e questo è francamente inaccettabile per un Paese che si definisce ‘civile’.
- La legge regionale n.2 del 27 Febbraio 2009 che istituisce il Centro di accesso unico alla disabilità (CAUD) e successivamente la modifica alla legge regionale n.41 del 12 dicembre 2003 che detta le Norme in materia di autorizzazione all’apertura e al funzionamento di strutture che prestano servizi socio-assistenziali, presentano numerose criticità, soprattutto perché si limitano ad affrontare solo alcune questioni e non individuano gli strumenti per attuare una seria politica di sostegno alle persone con disabilità e alle loro famiglie.
- La legge è stata approvata all’unanimità, perché l’opposizione con grande senso di responsabilità ha assecondato la politica dei piccoli passi nella consapevolezza che chiedere una politica lungimirante e globale sulla disabilità e sui servizi sociali era una mera illusione. Ma su questa legislatura di centro sinistra peserà come un macigno il fatto di non essersi minimamente preoccupata di mettere a punto e approvare il Piano Socio Assistenziale Regionale che avrebbe consentito di individuare le priorità politiche e le strategie della Regione Lazio così che la legge non restasse solo una enunciazione di intenti. Come di fatto è avvenuto, visto che la Giunta regionale di centro sinistra non ha preso alcun provvedimento concreto per rendere operativa la legge.
- Nel contempo abbiamo visto in questo anno il moltiplicarsi di provvedimenti che vanno ad incidere negativamente sulla vita delle persone disabili e delle loro famiglie. Come l’ultimo decreto commissariale (n.95 del 2009) che, a partire dal 1° aprile 2010, obbligherà i cittadini del Lazio a compartecipare alla spesa per le attività riabilitative erogate in modalità di mantenimento - regime residenziale e semiresidenziale, con una quota a carico dell’utente (tenuto conto del reddito personale comprensivo dell’indennità di accompagnamento) o del Comune di residenza, pari al 30%.
- Sono chiare le esigenze imposte dal Piano di rientro della spesa sanitaria, ma la Regione Lazio che evidentemente non ha saputo individuare le priorità su risorse ed investimenti a tempo debito, oggi fa ricadere tutto il peso di queste sue incapacità sui cittadini. L’Assessorato alla Sanità e quello alle Politiche Sociali non sono stati in grado di dialogare in questi anni e non ci meraviglia che non siano stati in grado di arrivare alla definizione di una seria ed efficace politica integrata in favore non solo delle persone con disabilità, ma anche del loro nucleo familiare.
- Il mio impegno, una volta al Governo regionale, sarà quello di inserire l’elaborazione del Piano Socio Assistenziale Regionale tra i primi punti all’ordine del giorno. In questo senso sarà utile creare un osservatorio nel quale mettere a confronto famiglie e rappresentanti dell’istituzione, perché solo ascoltando e recependo le necessità di chi vive personalmente il problema della disabilità, potremmo attivare servizi e investire risorse nel modo giusto. La disabilità deve uscire dalle mura domestiche e l’istituzione regionale deve entrare dentro le case di chi la vive ogni giorno”. Fabio Armeni (Pdl)
Scritto da gfpollutri