Tivoli, in cerca di futuro

Una città che vuole sognare il suo futuro.
Oggi Tivoli appare pronta ad un cambio di passo, ad un cambio di metodo (a un riposizionarsi di alcuni dei suoi uomini più sensibili alla politica) nella gestione del suo presente e nell’invenzione del suo futuro. E’ quanto ho pensato, nel lasciare l’incontro con la stampa, organizzato oggi 18 febbraio, presso l’ex chiesa di San Michele a Tivoli. Forse sarà stato perchè uscendo della Conferenza, in strada non pioveva più ed anzi c’era un po’ di sole… Sarà stato un caso?
Si chiude così una fase magmatica, tribolata alquanto e altrettanto preziosa per tutti, prima della campagna elettorale vera e propria, nella contrapposizione delle parti per conquistarsi il consenso dei cittadini (elettori e non) per l’Amministrazione del Comune. E’ stato il momento di fare l’utile riflessione del “a che punto siamo o siamo arrivati”, di maturare delle scelte, responsabili, verso se stessi e soprattutto nei confronti della collettività.
Ho personalmente condiviso tali scelte, per il giusto e dignitoso travaglio da cui sono state dettate, per la bontà politico-ideale con cui le persone - dette transfughe - hanno motivato la loro adesione all’UDC.
Per la cronaca, sono: Tonino Bernardini, Marino Capobianchi, Luciano Conti, Antonio Pisapia, Bernardino Romiti, provenienti da gruppi consiliari di centrosinistra, unitamente a Ezio Fiorenzi, già membro dell’Unione Comunale del PD.
Di seguito diamo il Comunicato distribuito da tali esponenti tiburtini nella detta Conferenza Stampa:
“Alcuni punti sono scolpiti nella mente e nel cuore e comunque sono la stella polare delle nostre iniziative, scelte, proposte e risoluzioni. Sono i seguenti:
- Il rispetto della persona
- Il bene comune
- L’autonomia politica territoriale
- Il diritto all’errore
- La possibilità di sognare
Può sembrare banale ricordare i punti sopra esposti, ma ci vediamo costretti a rivendicarli perché riteniamo che siano venuti meno nella politica tiburtina degli ultimi anni.”“Volendo fare un’analisi sintetica dell’ultimo decennio, vedremmo che i primi anni sono stati caratterizzati da un periodo di” vacche grasse”, dove sono stati spesi tanti soldi, ma senza fare investimenti. Peraltro ci si è liberati di alcuni servizi ritenuti fastidiosi (l’acqua, l’acqua solfa, il servizio tecnico, il protocollo, l’anagrafe, i rifiuti) in nome di un’esasperata politica dell’apparire. Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da un continuo accumulo di buchi al bilancio e dal non fare niente, dovuti essenzialmente ad insipienza amministrativa. La confusione e la soggezione nello svolgimento dei ruoli istituzionali hanno evidenziato il fallimento definitivo di un metodo impostato solo sulla prepotenza, sull’arroganza e sulla sudditanza.”“Le recenti dimissioni del sindaco sono il paradigma del metodo usato negli ultimi lustri. Metodo che, messo allo scoperto, non ha tenuto. Infatti, il sindaco si è dimesso perché doveva farlo: nessun consigliere lo ha sfiduciato, su nessuna questione si sono esplicitate diversità di posizioni. Semplicemente non si è voluto rispondere al nostro appello per una partecipazione reale e una condivisione delle scelte. In pratica non si è voluta accantonare la “regola dell’eccezione” applicata negli ultimi anni.”“Nel merito (e non è paradossale) riteniamo indispensabile e c’impegniamo a ridare, dopo un decennio, il sindaco a Tivoli che con un programma politico amministrativo partecipato e condiviso, con un’alleanza coesa ed un esecutivo capace possa far tornare a sorridere la comunità tiburtina.”“L’assunzione dei principi suddetti e il NO irreversibile all’arroganza e alla prepotenza, affinché l’ultimo dei sottomessi e dei ricattati possa dire liberamente “mi ribello”, sono stati e sono lo spartiacque per aprire un confronto, un dialogo, una partecipazione, una collaborazione e un’appartenenza per essere della partita politico amministrativa di Tivoli.”“L’UDC, a tutti i livelli, ha fatto propria la proposta politica del gruppo dei cinque e ad esso ha consegnato le chiavi di casa.” Per il coordinamento, Ezio Fiorenzi, 18.02.2010
Presente all’incontro anche il Coordinatore Regionale, on. Luciano Cioccheti che - rivendicando per l’Udc la utile politica (scelta dall’esponente nazionale Casini) di “non più accodarsi” agli schieramenti contrapposti, a prescindere, ma di ”scegliere”, anche idealmente e non solo sul piano programmatico - si è detto convinto che il moderatismo dell’UDC possa essere il luogo più giusto per ridare serenità e proficuità d’azione a chi, a Tivoli, con onestà e dignità, ha deciso “di rimettersi in gioco personalmente”, per ridare al Comune una nuova e diversa chance di sviluppo, proficuo e realmente democratico. “Per ridare - aveva detto prima di lui Fiorenzi - serenità alla stessa collettività tiburtina“.
L’incontro è stato anche il luogo e il momento dell’annuncio definitivo che Sandro Gallotti, imprenditore con la passione della politica, con amore per Tivoli non meno, è il Candidato Sindaco per il Centrodestra e liste connesse o alleate.
Apparso sereno e convinto, Gallotti, prendendo la parola, ha anticipato la sua idea di una città gestita “come una spa”, per uno “sviluppo d’intesa” con tutte le forze politiche e sociali, per il noto e ineludibile obiettivo del bene comune.
Noi, augurando che questo avvenga o possa avvenire, annotiamo - da cittadini, che osservano e vivono quotidianamente nel Comune e nell’area metropolitana adiacente - che per amministrare al meglio una città e il suo territorio occorra avere un’idea di sviluppo urbano e sociale che va al di là (e ben oltre) le “riqualificazioni” di facciata di strade e piazze, opere necessarie ma relative solo e soltanto alla loro necessaria manutenzione periodica.
Il cittadino - dal Comune alla Nazione - desidera trovare nelle pubbliche amministrazioni soluzione dei problemi della vita. Vuole avere reale motivo di pensare che sia utile e confortante il vivere in società. Il resto non “è noia”, ma di sicuro non attiene alla politica.
(G. F. Pollutri)
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la foto dei partecipanti alla Conferenza è tratta dal Blog UDC TIVOLI
20 Febbraio 2010 alle 08:54
Mi giunge per e-mail il seguente Commento, da parte di “Civisnovus”:
“Tivoli rinasce, dice (o meglio ripete da qualche anno) Vincenzi, e a Roma direbbero: Arieccolo (…e veramente nin se n’era mai andato). Tu scrivi: Tivoli cerca futuro (ma quale?). Io, di qua e di là vedo sempre gli stessi uomini e le stesse facce. Cambiano i nomi dei partiti, ma non le persone che “amministrano”. Se qualche nome cambia, qualche faccia nuova viene fuori, presto si omologa (mi si passi il termine) e si confonde con gli altri di prima. Allora chiedo: Ma che popolo siamo?
Civisnovus”
23 Febbraio 2010 alle 13:38
Gallotti ha l’amore solo per le sue cartiere e per i suoi soldi, in due anni di sua amministrazione: l’unica cosa che ha lasciato in eredità (a se stesso) sono il rifacimento dell’illuminazione davanti alla sua industria.
I cinque, poi, non rappresentano altro che il fenomeno più alto di assenza ideologica e di mera gestione di ambiti di potere che il re non ha voluto concedergli.
Tristezza Tivoli e tristezza Pollutri e le sue lecchinate a personaggi da stroncare definitivamente per il bene di Tivoli
23 Febbraio 2010 alle 20:19
Permettici di dire, amico, senza …ipocrisia:
- Non sapevamo che Tivoli avesse un re, o che quello che si ritiene tale fosse talmente legittimato ad esserlo. Soprattutto ci sorprende che ci siano cittadini che ritengono normale che “il re” dovesse e potesse “concedere” o meno alcunchè ad altri che vogliono o desiderino fare politica …diversamente. Grazie per l’attenzione, comunque. lot.net
24 Febbraio 2010 alle 17:55
“il re non ha voluto concederlgi” era tristemente ironico, ahimè non c’è nessuna professionalità degna di nota nell’ambito politico tiburtino: solo palazzinari, marchettari, industriali di (poco) successo e blogger come te che li difendono