PER LA CITTA’ DI TIVOLI

3 Marzo 2010

 Tvoli - traffico e brandelli              

 LETTERA APERTA, di Giuseppe Porcelli

          Sono nato e risiedo a Tivoli da ottancinque anni.       

              Ancora una volta, e sono più di quaranta, dovrà essere eletta una nuova Amministrazione comunale a Tivoli.       

              Parlare di una lettera aperta per la città di Tivoli, significa almeno elencare dei punti fermi da non ovviare in nessun caso e per nessuna ragione. Proprio questo è il mio intendimento e per questo dico ai dirigenti dei partiti tiburtini che la prima cosa da fare è quella di procedere a un rinnovamento delle candidature. Chiaramente tale il comportamento deve servire solo e soltanto al miglioramento e alla ricerca delle capacità e dell’inclinazione del candidato prescelto per tale incarico, non può riferirsi ad appartenenza e fede politica, ma piuttosto alla capacità dimostrata o accertata di saper affrontare e risolvere i mille problemi insoluti della città. E questo vale per la viabilità, per il turismo, per lo sviluppo, per l’economia industriale e commerciale ed infine per la tenuta dell’Amministrazione, che non deve e non può cambiare …ogni due anni.       

               Il Sindaco, che i tiburtini sceglieranno, dovrà avere la capacità e la disponibilità di tempo per lavorare nel Palazzo …“dodici” ore al giorno, se occorre,  e per l’intera legislatura. Dovrà saper scegliere gli Assessori, come legge ha ritenuto di disporre, senza imposizioni di parte, quelli più indicati per ciascun dipartimento. L’intera Giunta dovrà essere formata da persone coraggiose, capaci e unite, per affrontare e risolvere i vari e spinosi problemi che assillano la città di Tivoli e il suo territorio comunale.       

               Senza questa base minima, si rischia una desolante ripetizione dell’ultimo scorcio di attività amministrativa, con il riproporsi di gruppi e correnti di parte, dediti alla sola o preminente difesa dell’orticello elettorale, ed anche di altro che non ha niente a che vedere con gli interessi del Comune e dei cittadini.       

               Queste parole, semplici e chiare, ritengo di dover affidare alla comunicazione, affinchè non si abbia a continuare nelle inutili riproposizioni di uomini che, come suol dirsi …hanno già dato, o che magari nulla hanno dato alla colletività, in vari decenni di presenza e di attività amministrativa; per non più vedere e sentire la ripetizione sterile quanto non stucchevole delle inconcludenti lotte politichesi e non ‘politiche’, la radicalizzazione del potere talora solo personalistico e persino contro gli stessi e veri interessi della città.         

               Se veramente si vuole lavorare per l’avvenire migliorativo di Tivoli, si faccia la scelta innovativa di una lungimirante selezione delle persone adatte, almeno a livello di Governo cittadino, togliendo da esso la malefica radice politico-partitica che favorisce soltanto interessi di parte, a discapito delle risposte da dare alle necessità, varie e urgenti, dell’intera comunità tiburtina.

Tivoli_brandelli

un Carnevale, messo male e finito …a brandelli