anche dopo le dodici

I Radicali d’Italia, quelli 

liberali, libertari, liberisti
libertini con gusto se capita
“tana, liberi tutti” comunque
sulle piazze, digiuni sempre
per protestare da liberali,
libertari, liberisti, libertini,
provocatori con bavaglio in tivù,
…ora cherubini
e paladini di “giuridica legalità”
(e non c’è se, e non c’è ma),
delle Regole e delle Norme …
del “più non vale dopo le ore 12
(zero zero, esatte)”.

Plaudono, a lungo ghignando forte
alla notizia: - Pdl è fuori, Polverini
quella …sembra, pure…
quando il destino arriva
e vuole: Emmatar di Italdora
Presidente eletto subito!

Al 28 e poi nel 29 di marzo
giocheremo
al “un voto a Emma,  e un altro
a Emma, a Emma un voto ancora
… segna scrutatore”  “Signori!
là de fori
- urla il Presidente al seggio
- ce stà quarcun’aro che ha da votare,
per sora Emma nostra Bonino?”
               

ah, i  Radicali, quelli
liberali, libertari, liberisti
libertini se occorrre…
uomini soli alla corsa del voto,
nell’anno del Lazio del Signore
duemilaedieci tondi.

Giuseppe Franco Pollutri,
ebbe in mente e scrisse
di proprio pugno e con matita,
ahimé, per niente elettorale.  

  • anche dopo le ore 12,00 del 27 di febbraio (ho diritto di avere un candidato liberamente da votare, anch’io)

  

5 Commenti a “anche dopo le dodici”

  1. Emiliano scrive:

    Mi permetto di intervenire con la mia opinione, sperando di non essere accusato di essere comunista, nazimaoista, cattosocialista, radicale o dipietrista. Anzi, diciamolo subito: sono, per cultura e formazione, un uomo di destra moderata, diciamo alla Fini.
    Vengo al dunque: lei sostiene che anche dopo le 12:00 ha il diritto di avere un candidato da votare.
    E io le rispondo che anche dopo la scadenza del parcometro ho diritto di parcheggiare senza pagare un centesimo in più. Che la mia squadra del cuore, anche dopo il 90°, se sta perdendo 1-0, ha diritto di continuare a giocare per tentare di pareggiare. Che anche dopo l’inizio dell’ultimo spettacolo al cinema, ho diritto di vedere il film dall’inizio. E potrei andare avanti.
    Qui, a mio avviso, si fa confusione su un concetto semplicissimo: ci sono regole, leggi, norme. E valgono per tutti, nessuno escluso.
    Le liste, per essere depositate, devono essere accompagnate da una quantità di firme determinata dalla legge, certificate a norma di legge. E devono essere presentate entro una tassativa scadenza.
    Le liste che sono state presentate rispettando queste norme, note a tutti, sono state ovviamente approvate e depositate. Altre, invece, non sono state depositate, ma non per un arbitrio o per una prepotenza. Bensì, molto banalmente, perché presentate in modo irregolare, o fuori tempo massimo. Vogliamo forse dire che è colpa di qualcuno? Diciamolo. Ma di chi? Chiaro: dei responsabili che il PdL ha incaricato di occuparsene.
    Detto con trivialità: hanno fatto una vaccata. E ora, che si fa? Si inveisce contro la magistratura, contro il TAR, contro la legge? O addirittura contro le forze politiche concorrenti, che stavolta non c’entrano assolutamente niente? Non sarebbe più onesto e più corretto prendersela con i veri responsabili?
    Ma che razza di clima si respira in questo paese?
    Io non voglio vivere in un paese dove chi lascia la macchina in doppia fila e si becca la sacrosanta multa, invece di prendersela con se stesso se la prende con il vigile che l’ha comminata o addirittura con la legge che vieta di parcheggiare in doppia fila.
    Lo Stato, la Democrazia, la Libertà, vanno difesi a prescindere dagli interessi di parte. E rispettare le leggi è difendere Stato, Democrazia e Libertà. Pretendere di aggirare le regole, di plasmarle secondo le proprie esigenze, è una pessima abitudine tutta italiana, che esaspera tante persone come me, stanche, sfinite, esauste di vivere in un Paese che sembra ormai privo di coscienza delle regole.
    Perciò, da uomo di (moderata) destra, dico: la si faccia finita. Si ritirino quegli ignobili manifesti nei quali si accusa non-si-sa-bene-chi di voler “cancellare la democrazia”, e si dica chiaramente agli elettori di centrodestra: abbiamo sbagliato noi, scusateci. La prossima volta staremo più attenti.
    Altrimenti, tanto vale scendere in piazza con i carri armati… tanto, ormai, manca soltanto questo.
    E ora, chi crede, mi dia pure dello stalinista, del bolscevico, del nemico. In questo paese, c’è da abituarsi a essere trattati da nemici ogni volta che si “osa” dire una cosa non perfettamente allineata agli ordini di scuderia.
    La saluto, sperando di averle dato uno spunto dal quale possa scaturire un dialogo franco e sincero.

  2. Emiliano scrive:

    P.S.: Ciò detto, proporrei di cambiare bersaglio (e, conseguentemente, slogan):

    Dedicato al Sig. Milioni e a chi l’aveva incaricato di depositare le liste:

    Entro le ore 12,00 del 27 di febbraio, avrei avuto diritto di avere un candidato liberamente da votare, anch’io.

  3. Domenico scrive:

    Ma fare la fila non dico dalle otto ma dalle dieci no………

  4. nicola scrive:

    Ecco, appunto: per niente “liberale” e non “elettorale”.

  5. gfpollutri scrive:

    Nicola, se ti riferisci alla matita, quella che mi è servita per mettere su carta il mio pensiero, la dico “per niente elettorale” perchè …buona per esprimermi liberamente “anche dopo le ore dodicizerozero”, non è quella del seggio elettorale e non potrà essere per me (e per altra gente) buona per crociare un sibolo o scrivere il nome del candidato che in libertà e democrazia avrei eletto o indicato per l’elezione. E’ un fatto.

    Emiliano: di certo ho imprecato all’indirizzo del sig. Milioni (e a chi con tanta leggerezza - letto quel che ho letto su precedenti attribuiti a questo signore - gli ha affidato tale delicato compito), ma ti chiedo: Se questo tizio - puta caso - ha sbagliato perchè un fesso, un coglio–, o ancora un …venduto (indagheranno), perchè io elettore ne devo essere danneggiato nel mio diritto democratico ad esprimermi per una certa forza politica? Il Regolamento (…è un regolamento, ovvero un modo di procedere e di organizzarsi e non una legge di valore sostanziale) è quello!? Certo lo è, e inevitabilmente chi è preposto a farlo rispettare non può che applicarlo (nessuna dietrologia, almeno da parte mia su commisione elettorale, giudici, complotto…), ma… può ledere - questo è il punto - un diritto sostanziale del cittadino? O quanto meno, possiamo pensare che bisognerà modificarlo se permette a un …”milioni” qualunque il potere di determinare il mio democratico diritto? Quanto al Tar, cui eventualmente si farà ricorso (a nome del buon “mio” diritto ad avere “anch’io” una matita elettorale libera e non condizionata, mi auguro che i giudici sappiano giudicare sulla base del Diritto Sostanziale. Credo che lo possano fare, altrimenti non capisco perchè la legge abbia sentito il bisogno di dare ad essi tale estrema facoltà di giudizio. I Giudici - credo che possiamo convenire - non sono i “ragioneri” del codice, nè tantomeno vigili urbani o automatici parcometri. Giudicano attraverso una loro sapienza giuridica e non con le Istruzioni d’uso. Almeno è quello che penso. Grazie per le osservazioni. GFP

    In ultima analisi, mi sia permesso: protestare è anch’essa una facoltà liberale. …Piaccia o non piaccia, ne ha fatto una filosofia di vita il radicale Pannella. A proposito: dove sta il Giacinto Marco Pannella che noi conosciamo?

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