elettorale, dalla dissidenza

22 Marzo 2010

A firma di Marino CAPOBIANCHI, Capolista UDC per le prossime Elezioni Comunali di Tivoli, riceviamo e pubblichiamo:

  • “Liberiamo Tivoli!”
  • “Cara Elettrice, caro Elettore,
    con le dimissioni del Sindaco si è posto fine ad un modello di amministrazione fondato sulla prepotenza, sull’ arroganza, sull’autoritarismo del Partito Democratico e sul monopolio del suo padrone.
    La fine politica di quel modello è stata decretata da cinque consiglieri comunali, oggi candi­dati nella lista dell’UDC, con un “NO” irreversibile alle lusinghe, ai ricatti e alle minacce di chi chiedeva loro un ennesimo atto di sottomissione.
    Quel modello di amministrazione, caratterizzato essenzialmente dalla politica dell’apparire, dalla confusione dei ruoli, dallo sperpero del denaro pubblico, dal clientelismo spregiudicato, dalla mancanza di investimenti e dall’occupazione della macchina comunale ha prodotto risultati disastrosi.
    -
    Il bilancio del Comune di Tivoli è pieno di buchi, come la rete stradale della città;
    - Il Piano Regolatore della città è stato completamente stravolto;
    - I servizi comunali, in larga misura appaltati, sono inefficienti; .
    - Le risorse del territorio sono saccheggiate e il patrimonio comunale è abbandonato;
    - Il tessuto urbano versa in un crescente degrado;
    - I livelli occupazionali sono ai minimi storici, commercio, turismo, terziario e imprenditoria sono al collasso.
  • A Tivoli per oltre dieci anni, il ruolo del sindaco è stato confuso con quello del “Padrone della Fattoria“.
    Noi vogliamo evitare che il Comune di Tivoli continui ad essere un Comune Occupato.

    Ci proponiamo agli elettori  per Costruire un Comune Libero, Solidale, Unito e Protagonista”.

    Marino Capobianchi, per la lista UDC - Unione di Centro

elettorale dialettico, …rosso e verde

22 Marzo 2010

Da un Volantino di Jacopo Eugenio Tognazzi, candidato per Sinistra-ecologia-Libertà alle Comunali di Tivoli, riporto le “cose” su cui lui ritiene di doversi impegnare.

CINQUE COSE, PER UN’ALTRA STORIA

  1. Togliere le mani dei privati sull’acqua pubblica
  2. Costruire nuove case popolari
  3. Scrivere con la città un nuovo Piano Regolatore Generale
  4. Investire i soldi della vendita delle Terme in asili, scuole pubbliche, bibioteche di quartiere, parchi, giardini, centri giovanili e centri anziani
  5. Integrare le comunità degli stranieri per costruire sicurezza

Consuetudine di dialogo, a volte personale, tal’altra a distanza, mi consentono di ribattere al consigliere, partecipe comunque - sia pure talora con distinguo - delle ultime amministrazioni comunali a Tivoli.

In stile liberaopinione, osservo e chiedo:

- La cessione dell’acqua all’ACEA… - ne prendo nota - “il nostro comune [l’ha affettuata] gia dal 2002″! Chi amministrava Tivoli? La componente di Tognazzi dov’era,  o dove è stata, o cosa ha fatto per opporsi, allora e nei successivi 8 anni?

- Sono d’accordo che occorre supportare a cura della collettività chi la casa - bisogno primario -  non se la può permettere; è pur vero che nel settore occorre fare pulizia e moralità civica.  Se ci sono “300 famiglie in lista di attesa“, è noto anche quel che non si vuol sapere e su cui non si ritiene di dover indagare: lìaccertamento delle reali condizioni economiche attuali delle famiglie che occupano gli alloggi popolari.

- Dice di dover riprendere a discutere “dopo 30 anni il nostro Piano Regolatore“…  E infatti, tutto si può dire tranne che a Tivoli …anche negli ultimi 10/12 anni di amministrazione di centrosinistra, si sia mai posta l’esigenza di rivedere tale materia. Un PRG, l’orientamento di una città (Comune e cittadinanza) verso un suo Sviluppo, urbanistico e territoriale, sicuramente non può esprimersi, in nessuna direzione, con i “No” della sinistra massimalista e dei verdi escatologici. Inevitabilmente.

- Giustamente i proventi della vendita delle Terme vanno reimpiegati per utilità civili e sociali della nostra gente. Ma se l’impiego di tali risorse pubbliche deve essere del tipo applicato nel rifacimento del Giardino delle Case Popolari di Via dei Pini (pretenzioso nel progetto, irridente nelle fontane varie messe in funzione solo all’inaugurazione, in degrado sempre più crescente e nel silenzio di tutti negli anni seguenti), temiamo uno sperpero colpevole quanto forse funzionale solo a certi interessati ellotoralismi, noti e non certo raccomandevoli. A questo occorre dire “no”.

- Sicuramente su sicurezza: niente demagogia, pacchiana e sterile. Quanto all’integrazione di quanti sono immigrati nel nostro Paese, a Tivoli come altrove, ben venga. Adoperiamoci al meglio, senza contrapposizioni, perchè necessario e utile a tutti. Ma non si fa integrazione con l’attegiamento del tipo messo in scena dalle nostre forze dell’ordine italianamente buoniste, su strade piazze e mercati: Al No - qui non potete stare, al respingimento a tutti quanti cercano di guadagnarsi la vita e qualcosa della prima ora, subentra il permissivismo tacito successivo. Brutto esempio di educazione civica, per gli italiani e forestieri, un colpevole mantenimento in tali condizioni di precarietà di questi autentici  “poveracci”, sfruttati dalla indigenza, dalla malavita e … da tutti noi. Occorre rigore e chiarezza, onestà persino.

Insomma, auguro a Tognazzi e a tutti noi, veramente, …l’inizio di un’altra storia.

(G. F. Pollutri)


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