Scuola e teatro, cultura e spettacolo

30 Maggio 2010

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente Comunicato Stampa, ricevuto dal Dirigente Scolastico prof. Roberto Borgia:

“Il progetto “Scuola Teatro Beni Culturali” è nato nell’a.s. 1999/2000 grazie all’interessamento di alcuni insegnanti del Liceo Classico “Amedeo di Savoia” di Tivoli che volevano guidare gli alunni in un percorso di ricerca e collegamento tra i programmi scolastici, il linguaggio teatrale ed i numerosi beni culturali presenti nel territorio di Tivoli.

Particolarmente significative le rappresentazioni tenute presso il Teatro del Santuario di Ercole Vincitore che dopo duemila anni sentì risuonare i versi delle commedie e tragedie latine e greche. In continuità con il percorso, nel corrente anno il progetto di laboratorio teatrale è stato finalizzato alla messa in scena di uno spettacolo in siti particolarmente significativi della città per richiamare su di essi l’attenzione dei giovani studenti e dei cittadini.
A tal fine per lo spettacolo di fine d’anno era stato individuato l’Anfiteatro di Bleso, ma i capricci stagionali, hanno consigliato di ripiegare nel Cinema Teatro Giuseppetti che proprio nel prossimo anno 2011, celebrerà cento anni di vita, essendo stato il primo Teatro stabile della città di Tivoli e l’unico ancora funzionante.

Maschera antica

Perciò moderno ed antico, soprattutto perché quest’anno i tre atti presentati “L’arte della commedia”, sono una rielaborazione della giovane regista-attrice tiburtina Chiara Felici di tre opere:

  1. Maenecmi” di Plauto,
  2. La Commedia degli errori” di Shakespeare e
  3. I due gemelli veneziani” di Goldoni.

L’appuntamento della manifestazione, inserita nel calendario del Natale di Tivoli, è per giovedì 3 Giugno 2010 alle ore 18,30 al Cinema Giuseppetti. Ingresso libero.

Maschera moderna

(le maschere in cotto sono opera dell’artista tiburtino Lanfranco Picchi)


Trasparenza, a chi?

29 Maggio 2010

In data 27 maggio, Andrea Napoleoni, Consigliere comunale unico eletto per la sua lista Progetto Tivoli, ha diffuso un comunicato stampa in cui si dice “molto d’accordo con l’attuale sindaco” per i primi provvedimenti di autolimitazione o riduzione dei compensi percepiti dai componenti dell’Amministrazione (come difficoltà economiche e finanziarie del Paese richiede).
Allo stesso tempo, e anzi soprattutto,  facendo riferimento alla legge  n. 441/82, confermata in termi di legittimità dal Garante alla privacy nel ‘96, chiede la “Istituzione dell’Anagrafe Patrimoniale dei consiglieri comunali”, ovvero che il Palazzo San Bernardino di Tivoli, in nome della trasparenza e della correttezza nei confronti degli elettori, diventi l’immaginifica Casa di Vetro.

 lente d’ingrandimento

Bene, sicuramente.
Però, se ho qualche mia personale perplessità a pensare che sia giusto (se vogliamo, opportuno) che un cittadino, perchè eletto ad un incarico pubblico, debba per questo “mettere in piazza” i propri beni e patrimonio, personali e famigliari, di sicuro ritengo che non sia in questo che occorra essere o diventare …giacobini al fine di avere onestà e correttezza nella cosa-pubblica. E’ scontato pensare che, ove necessario, su denuncia di qualsiasi, l’Agenzia Entrate e magari la Guardia di Finanza, siano in grado da sè di andare a vedere quello che un politico introita o ha messo 
“a frutto” sul suo conto e ciò di cui dispone in beni patrimoniali.

Ciò precisato, benchè sia del tutto legittimo chiedere politicamente quel che ha messo per iscritto il consigliere, però in questo caso mi piacerebbe  che , in un prossimo Consiglio, Napoleoni chiedesse ai precedenti amministratori di Tivoli -  soprattutto ai Sindaci, Assessori, Dirigenti di Municipalizzate e/o partecipate - se a suo tempo si siano attenuti all’osservanza della sopraddetta legge dello Stato, o, in mancanza, se siano disposti a farlo ora per allora. Tanto per cominciare.
Con curiosità tutta e solo intellettuale, resto in attesa di saperlo.

GFPtrasparenza globale


Quando le “porte” si aprono

28 Maggio 2010

 immagine d’apertura

Quando le porte si aprono, di qualsiasi genere siano, per il cittadino va sempre bene. In questo caso si tratta di un nuovo portale web, un mondo che parrebbe virtuale, e lo è tecnologicamente, ma che sta diventando sempre più una realtà di vita, concreta e utile.
Ieri mattina, nella sua nuova prestigiosa sede, al Trevio, c’erano tutti quelli dell’Asa Tivoli Spa, funzionari e impiegati e soprattutto l’attuale Dirigenza della municipalizzata, G. Di Tommasi, G. Bernardini e altri. Ovviamente era presente, quale attento osservatore per la nuova Amministrazione comunale, l’Assessore con delega al ramo, il giovane Riccardo Luciani.

Sul tavolo erano posizionati a vista dei monitor che mostravano, ai convenuti rappresentanti della stampa e dei media locali,  “in anteprima”  (in realtà è già in rete), una nuova e diversa vetrina della Società.

Come detto, si tratta , detto per immagine, di una nuova “porta” (detto Portale nel lessico della rete del www) offerta ai cittadini per accedere all’Asa e ai suoi servizi, in particolare, per utilizzare al meglio la Carta dei Servizi, in un sistema “premiante” per coloro che, nell’ambito della Raccolta Differenziata, hanno preso l’abitudine di conferire i loro rifiuti già selezionati all’Isola ecologica. A breve anzi - è stato precisato - il cittadino avrà la possibilità di richiedere tale Carta, proprio attraverso un’Area Utenti presente nel sito web, e, una volta registrato, visualizzare on line la propria situazione contabile, sia per quanto riguarda il pagamento della TIA (tariffa d’igiene ambientale) che per “gli sconti” di cui ci si è resi meritevoli.

Un’azione, certamente, di sviluppo e di ammodernamento, in termini di relazione con l’utenza, da parte dell’Azienda tiburtina, che s’inquadra non solo in una volontà di rendere comode e produttive le nuove tecnologie informatiche da parte della comunità, ma, altresì, in e per un’azione di sensibilizzazione all’Ambiente in genere, volta a creare nel territorio anche urbano condizioni di vita più degne e allo stesso tempo meno dispendiose che nel passato. E’ quello che viene definito “un consumo più responsabile”, di cui tutti stiamo capendo che non se ne può più fare a meno e che rappresenta, in ultima analisi, un utilizzo delle risorse del nostre pianeta più razionale e, per tutti, generazioni presenti e future, sicuramente più vantagiosa.

Nella stessa occasione è stato anche preannunciato di voler eliminare, per quanto possibile,  un oggettivo  ostacolo all’ampiamento della diffusione della raccolta autogestita dal cittadino. In programma, infatti - ci ha detto il Presidente Di Tommasi - c’è l’apertura di altri due Isole Ecologiche. Oltre a quella esistente al Bivio di San Polo (località La Prece) ne verrano realizzate, previo finanziamento da parte della Provincia, altre  due: a Villa Adriana e a Tivoli Terme.
Preannunciato nell’occasione - come da Comunicato stampa - anche un impianto di compostaggio dello scarto domestico umido “con produzione di fertilizzante” (”dai rifiuti alla terra”) , “nonchè di biogas e cogenerazione di energia elettrica”. Questo, però, è ancora nella fase di  “studio di fattibilità”. Un progetto prestigioso se vogliamo per l’attuale CDA, promettente per la realtà territoriale locale, ma come altre “opere pubbliche”  al momento appare del tipo “un sogno nel cassetto” di cui …sono piene le fossa delle nostre strade, non solo urbane, come tutti sappiamo e sperimentiamo giornalmente.

Quell’Ambiente, un habitat soprattutto urbano, che per ragioni tutte da capire e da illustrare da parte dell’Asa, dove si concentrano più contenitori pubblici per la raccolta dei rifiuti, diventano indecorose e spesso anche maleodoranti piccole “isole” tuttaltro che ecourbano-sostenibili. Ha ragione il Presidente a denunciare la nota inciviltà dei cittadini  che depongono al di fuori dei cassonetti i loro rifiuti (talora magari per insufficiente capienza degli stessi o per mancata effettuazione della raccolta giornaliera), ma è pur vero che, comunque, che si possa e si debba sanzionare e sicuramente tali comportamenti, gli operatori al servizio devono mantenere pulite, non solo a vista ma anche igienicamente, tale siti.
Concordiamo con una locandina dei mesi passati: facciamo piazza pulita, ma tutta, sempre.

cassonetto NUcassonetto e rifiuti urbaniarea raccolta rifiuti urbani

Questo per dire che, passando dal web virtuale alla strada, dove soprattutto si deve esercitare l’attività di una azienda preposta allo scopo, buone e lodevoli intenzioni a parte, e quì che si deve mostrare che l’impresa funziona.  Non è voglia di polemica, ma la necessità di dirsele le cose. Per migliorare, non solo l’immagine.

E’ il caso di annotare da ultimo che il nuovo servizio interattivo programmato dall’Asa in parte è o sarà inutilizzabile da ampie fasce di utenza, poichè - per assurdo che possa sembrare - non in tutto il territorio comunale (come l’importante frazione di Tivoli Terme) è possibile collegarsi a internet con la linea veloce Adsl, detta “a banda larga”.
Questo ovviamente è “un’altra storia”, non possiamo imputarla agli Operatori Ecologici, ma è di quelle cose che “è bene saperle”. Una di quelle “faccende” sociali e territoriali di cui il pubblico amministratore non può oggi non farsene carico e di cui deve assumersene le responsabilità, oltre che i meriti, presenti ma soprattutto passati. Tanto per cominciare.

G. F. Pollutri

tivoliuncarnevale


Tivoli. Riqualificare, realmente

24 Maggio 2010

Elettorale, manifesti

Il termine “riqualificazione” era il termine utilizzato e in alcuni casi abusato dal passato sindaco di Tivoli, Marco Vincenzi. Negli anni trascorsi lo ha portato soprattutto a ripavimentare (qualcuno dice che va considerata ordinaria o se vuole straordinaria manutenzione)  qualche piazza e alcune strade.  In Centro di certo, dove “l’opera” sarebbe stata più visibile e in fondo propagandistico farla, dimenticando bellamente le periferie soprattutto e non meno gli stessi quartieri esterni di città, come l’Empolitano, Braschi, le Piagge, l’Arci.

Benchè significasse in realtà porre rimedio a decenni di mala amministrazione civica  da parte di passate amministrazioni  della prima repubblica attente più alle faccende partitico-politiche che alle “cose” della città e ai problemi dei cittadini, riqualificare è stato il verbo utilizzato dalle ultime coalizioni di centrosinistra a proprio uso e consumo, in modo funzionale alla promozione personale di un sindaco o ai fini tutto partitico-clientelari per la conservazione del potere della propria parte e dei “compagni” (veri, presunti o solo sedicenti).  Se si vuole ne posso fare l’elenco, ma sicuramente non è quello che importa se la ‘veste’ indossata non è per mascherare propositi e interessi che poco hanno a  che fare con il Bene Comune. E, infatti, fino ad un certo punto ha funzionato, come tutti sanno fra quanti in tale sistema hanno largheggiato o di cui hanno usufruito, come penosamente hanno sperimentato quelli che dagli occupanti della “cosa-pubblica” sono stato osteggiati, avversati, talvolta mortificati ove non disponibili ad accodarsi o ad essere almeno quiescenti.

Con la nuova Amministrazione, offerta dalla democrazia alla città, direi che occorra veramente riqualificare (rivalutare, promozionare, ristrutturare, reinventarsi magari) la città e la stessa Amministrazione civica che la rappresenta. Pur nell’inevitabile e di sicuro faticosa trattativa con i partiti che compongono la maggioranza in Consiglio comunale (avviene per le amministrazioni pubbliche di ogni colore, e sarebbe ipocrisia negarlo o scandalizzarsene),  il Sindaco Sandro Gallotti ha distribuito deleghe assessorili, tenendo conto che le persone scelte fra i consiglieri o, com’è sua prerogativa, al di fuori, nella società civile, devono tutte dare affidamento di fare l’interesse della città e non il semplice rappresentante (e per non offendere alcuno ometto i termini: marionetta o “pupazzo”) del sindaco.

Questo significa, in concreto, che il nuovo primo cittadino, pur con la manifesta intenzione espressa di voler mantenere ben a vista tutta l’attività dell’Amministrazione e la vita della città, assicurando per questo una sua costante presenza nel Palazzo, ha ritenuto che le persone a cui ha dato delega per i vari settori amministrativi sapranno autonomamente e con capacità operare, proporsi e proporre, per ciò che alla comunità cittadina occorre.

Qui su LOT, com’è nel nostro stile e intendimento, nei prossimi post andremo a esaminare (in qualche caso ripetendoci, ma non guasta) le problematiche su cui i vari Assessori, d’intesa con Sindaco e i Consiglieri di Maggioranza, dovranno intervenire, dando viavia soluzioni o almeno avviando progetti a breve o medio termine. Naturalmente quelle e quelli che servono alla comunità tiburtina e non a chi vuole fare e trascorrere la vita nelle istituzioni pubbliche. Com’è stato nel passato di alcuni decenni e nell’ultimo non meno.

Giuseppe F. Pollutri

strada a Tivoli

Strada periferica a Tivoli

Per non inutile notizia: questo asfalto e l’intera zona che non conosce ‘riqualificazione’ da decenni è nel quartiere di un’importante esponente delle precedenti giunte comunali.
Aveva altre e più importanti cose di cui occuparsi?
Una risposta, il personaggio dovrebbe darla soprattutto a chi per anni non le ha fatto mancare consenso e voti.  Costoro poi dovrebbero dire a che titolo o scopo lo hanno fatto. In democrazia, trasparente e civile, è lecito e istruttivo poter fare domande ed avere risposte. Io credo.


Legalità e civiltà

22 Maggio 2010

SEPARAZIONE E DIVORZIO NEL LAZIO
Mediare: risorse e nuove strategie nelle famiglie in crisi

Alle Scuderie Estensi, relatori

TVL Convegno 220510

Complesso nelle tematiche, articolato negli interventi, seguìto con particolare interesse dai gruppi di giovani studenti, il Convegno si è tenuto alle “Scuderie Estensi” di Tivoli, nell’intera mattinata di sabato 22 maggio.

Il dibattito, organizzato e moderato da Pietro Ricci, ha affrontato le seguenti tematiche:

  • Strutture familiari: quadro statistico sulla formazione della famiglia e sulla crisi coniugale nel Lazio - dati IST A T
    Relatore il Prof. Antonio Tiberio, magistrato, docente mediatore e consulente familiare
  • Ruolo e funzioni dell’Avvocato nella mediazione familiare
    Realtore l’Avv. Federico Gentilini , docente e mediatore familiare
  • La formazione del mediatore familiare
    Relatrice la Dott.ssa Lucia Polidori
  • Etica e deontologia nel diritto di Famiglia
    Relatore Avv. Simone Ariano, Presidente Ordine degli Avvocati di Tivoli

Per il Comune di Tivoli è intervenuto, portando il saluto della città e della nuova Amministrazione tiburtina, il Sindaco Sandro Gallotti, al quale il dott. Giorgio Ceccarelli ha voluto donare una maglietta con il logo “papà c’è“, simbolo di una battaglia portata avanti per il riconoscimento del ruolo paterno,  fondamentale non meno di quello materno.
Un fatto di cilviltà nella legalità, come annotato in un suo intervento lo stesso Ceccarelli, Presidente dell’Associazione.

Per un più ampio e mirato resoconto delle tematiche esposte, si legga la nota del giornalista Angelo Nardi, in ilnardi.net.

 il Prof. Tiberio e il Sindaco S. Gallotti

Maggiori notizie sull’Associazione “papà c’è” si possono trovare, fra gli altri, sul sito www.daddyspride.org


“…e il modo ancor m’offende”

14 Maggio 2010

In attesa che una nuova Giunta al Comune di Tivoli si formi definitivamente e si Gallotti Sindacomanifesti nei suoi componenti.

Traggo da “Il Corsivo”, di Lino Piervenanzi : “E’ il momento di parlar chiaro, guardandoci negli occhi, a …denti stretti” (il Cittadino, pagg. 2 e 3, Maggio 2010):

“Non ci era mai capitato di assi­stere ad una ‘prima’ di un Consiglio Comunale. Tanto pub­blico, consiglieri al debutto e consiglieri veterani di quella sala consiliare. Tutti decorosa­mente vestiti che parlavano del più e del meno, avevano una cartella azzurrina tra le mani. (…)

Il Presidente ­Fontana ha aperto la seduta con un buon tono di voce e con attente parole di circostanza. Ha preso la parola il Sindaco Gallotti salutando, con voce emozionata, gli attenti consi­glieri comunali. Rotta l’emozio­ne sono iniziati gli interventi di alcuni ‘marpioni’ (ndr leggi: anziani) consiglieri di opposi­zione, giustamente con toni smorzati, concilianti che speria­mo non li dimentichino nelle prossime tornate di Consiglio. Li cito alla rinfusa, come Bernardino Di Biagio, Marco Vincenzi, Andrea Napoleoni, Pietro Lombardozzi, Patrizio Pastore, Giuseppe Baisi, Francesco Luciani e Ezio Pa­luzzi. Tutti hanno assicurato una corretta opposizione e altrettanta co llaborazione usando o forse abusando, nel loro dire, fin troppo, “…per questa città” che erano lì per lavorare “…per questa città” “…per Tivoli…“. L’intervento del consigliere Massimo Messale seduto sulla destra è stato, come al solito, misurato e preciso, come quello di Vincenzo Tropiano. Abbiamo voluto fare questa panoramica un po ironica della ‘prima’ del consiglio comunale con la mente sgombra, scevra non a quanto molti dei consiglieri ‘tenevano in corpo’.
Sembrava una riunione di consiglio di frati certosini con la loro tran­quillità, il loro silenzio, il loro assorto pensare. Ma natural­mente non era cosi. Anzi! E’ bastato il tentativo di eleggere il Presidente del Consiglio per far cadere la maschera a qual­cuno che riteneva di essere una sua prerogativa nei confronti, magari, di un vicino di banco. Siamo solo all’inizio, abbiamo pensato. Se poi ci viene alla mente quanto è circolato nei giorni precedenti il Consiglio sulla nomina degli assessore diventiamo preoccupati e ner­vosi si sta tentando di conti­nuare di assegnare incarichi assessori li col sistema usato, forse inventato - diciamo lo ­dalla passata Amministra­zione Vincenzi-Baisi da tutti ­ieri - deprecato e non condivi­so - oggi - spolverato lo vo­gliono lo pretendono di rimet­tere, in sella. Tornerebbe di moda l’assessore “mummia”, l’assessore “assente”, l’asses­sore “silenzioso”, l’assessore “indifferente”, l’assessore “in­competente”.

Sappiamo che esistono, girano tra i gruppi persone saccenti pronte alla ceca obbedienza di chi li propone. Persone che hanno criticato le passate amministrazioni perché usa­vano, per mantenere la maggio­ranza unita, il sistema di chie­dere ad un consigliere di forni­re un nome che lo avrebbero fatto assessore. Così si sono visti assessori fidanzati del figliola del consigliere, la impiegata dello studio di un geometra consigliere ricoprire il ruolo di assessore, la mamma che candida il figlio che la avrebbe, poi, proposta assessore e altri casi del gene­re. E’ - ci chiediamo - il modo di far politica? Non prova vergogna chi propone di continua­re a cercar di fare” affari” nella politica? E tutti quei discorsi di circostanza pieni di aggetti­vi superlativi, di dedizione, di curare gli interessi… della “…nostra città” di “…questa città”! Chi credono di ingan­nare? Chiudiamo con un appel­lo: Sindaco non mollare! Non cedere! Altrimenti tutti a casa!”

Libera voce in libera stampa cittadina. Non si poteva essere più chiari. Senza schierarsi, per partito preso, ma solo per dire quel che qualsiasi cittadino presente e consapevole direbbe o avrebbe quantomeno pensato. Il guaio è che i cittadini - tranne eccezioni e  se mai lo fanno è per motivazioni tutte loro - ai Consigli non vanno e quello che si dice in giro spesso le ritengono solo e comunque calunnie e dicerie, per non impicciarsi e a scanso d’equivoci. Quella che si direbbe una democrazia …affidata ( o se vogliamo “male-affidata”). E non va bene - diciamocelo - perchè poi è il cittadino (componente della “gente”, chiamata all’occorrenza “gli elettori”) che è chiamato a votare ed eleggere. Spesso, ove non abbia particolari suoi interessi,  vota ma non sa, elegge ma poi, come prima, dell’eletto poco sa e magari niente. E’ per questo che poi le cose vanno come …non-vanno, e in genere male. E’ per questo, quantomeno, che c’è in giro chi ascolta e liberamente riferisce, sentendola come “una missione”. Come qui ha fatto l’amico Lino Piervenanzi, a tutta bocca e direi …fuor dai denti!

GFP

 


la sabina guzzanti, dracu(i)la anch’essa

8 Maggio 2010

Draquila di S. Guzzanti “Qui, in ogni mese dell’anno, i cittadini che protestano sono soli”. Così afferma Sabina Guzzanti in “Draquila. L’Italia che trema”, per un J’accuse rivolto al PD, un partito che “capisce sempre tardi” e – come la sua tenda a un angolo di strada, all’Aquila – “resta sempre chiusa”.

Naturalmente questo è il colpo al cerchio della sua parte. Le accuse e le denuncie maggiori suscitate dall’autrice con la sua ultima performance sono soprattutto per …la botte. I suoi bersagli sono i soliti noti, quelli che “fanno”, intervengono, ri-costruiscono, perchè popolo e città possano riprendere la strada quotidiana della vita. Non li nomino, poichè tutti li conosciamo, e di essi se ne parla e sparla dappertutto, ogni giorno.

Che cosa dice in fondo la Sabina, accusando non il capo del governo (bersaglio grosso e facile) ma la macchietta che lei stessa fa del personaggio? La tesi-denuncia, ormai neppure originale, è che “la gente del fare” - senza alcuna dovuta distinzione - si è mossa dopo il devastante terremoto del capoluogo abruzzese per i suoi affari, politici e privati, lodevoli nell’apparenza e inconfessati nella sostanza. Il film è teso a dimostrare che il terribile 6 aprile 2009 ore 3.32, per il premier Berlusconi, è stato “come se Dio gli avesse teso di nuovo la mano”. Per lui e per gli altri – dice l’autrice e attrice – è stato un affare insperato e da sfruttare. Se vogliamo, possiamo anche dirlo, trasformando ogni realtà non in ciò che è ma in quello che nella nostra civiltà appare e poi mediaticamente diventa.
Questo mi porta a fare le seguenti osservazioni. La prima è che se la Sinistra (come fa ancora una volta la Guzzanti) continua a dare addosso “alle destre” per come si dipingono e si mettono alla berlina, il popolo non capirà mai se la propria parte-partito - spesso accomunata nel malcostume e nella disonestà, politica e affaristica - sia da sostenere e “votare” a prescindere, o da disprezzare anch’essa. La seconda - non meno importante – è che, al solito, la denuncia di parte cavalca o tende a sfruttare per fini tutti suoi persino un “disastro” ambientale, sia come accadimento per il quale qualcuno (“lo Stato” se non “il Governo”) “avrebbe dovuto provvedere”, sia come dimostrazione che un potere risanatore o persino taumaturgico di ogni disgrazia, ovviamente “a questo Governo manca”.  Com’è “di-mostrato” - dice -  in Draquila!

Liberi di vederlo e promuoverlo, il documentario, utilmente soprattutto da parte di chi “vuole mandare a casa Silvio”. Si capirà ancora di più e meglio, per merito dell’istrionesca Sabina Guzzanti, che chiaramente non è questo il modo. Per il resto, la Sabina caricatura di Silvio, non ha fatto altro che sfruttare a sua volta, per gli affarucci di spettacolo suoi, sia il sisma (la sofferenza, le morti) che la difficile e complessa ricostruzione. In fondo, si dimostra una dracu(i)la anch’essa. Alla Fregoli, monomaniacale peraltro.

Ho idea che la gente, la vita, la storia, siano tutt’altra cosa che una messa in scena, da avanspettacolo.

Giuseppe Franco Pollutri

guzzanti alla fregoli


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