la sabina guzzanti, dracu(i)la anch’essa

Draquila di S. Guzzanti “Qui, in ogni mese dell’anno, i cittadini che protestano sono soli”. Così afferma Sabina Guzzanti in “Draquila. L’Italia che trema”, per un J’accuse rivolto al PD, un partito che “capisce sempre tardi” e – come la sua tenda a un angolo di strada, all’Aquila – “resta sempre chiusa”.

Naturalmente questo è il colpo al cerchio della sua parte. Le accuse e le denuncie maggiori suscitate dall’autrice con la sua ultima performance sono soprattutto per …la botte. I suoi bersagli sono i soliti noti, quelli che “fanno”, intervengono, ri-costruiscono, perchè popolo e città possano riprendere la strada quotidiana della vita. Non li nomino, poichè tutti li conosciamo, e di essi se ne parla e sparla dappertutto, ogni giorno.

Che cosa dice in fondo la Sabina, accusando non il capo del governo (bersaglio grosso e facile) ma la macchietta che lei stessa fa del personaggio? La tesi-denuncia, ormai neppure originale, è che “la gente del fare” - senza alcuna dovuta distinzione - si è mossa dopo il devastante terremoto del capoluogo abruzzese per i suoi affari, politici e privati, lodevoli nell’apparenza e inconfessati nella sostanza. Il film è teso a dimostrare che il terribile 6 aprile 2009 ore 3.32, per il premier Berlusconi, è stato “come se Dio gli avesse teso di nuovo la mano”. Per lui e per gli altri – dice l’autrice e attrice – è stato un affare insperato e da sfruttare. Se vogliamo, possiamo anche dirlo, trasformando ogni realtà non in ciò che è ma in quello che nella nostra civiltà appare e poi mediaticamente diventa.
Questo mi porta a fare le seguenti osservazioni. La prima è che se la Sinistra (come fa ancora una volta la Guzzanti) continua a dare addosso “alle destre” per come si dipingono e si mettono alla berlina, il popolo non capirà mai se la propria parte-partito - spesso accomunata nel malcostume e nella disonestà, politica e affaristica - sia da sostenere e “votare” a prescindere, o da disprezzare anch’essa. La seconda - non meno importante – è che, al solito, la denuncia di parte cavalca o tende a sfruttare per fini tutti suoi persino un “disastro” ambientale, sia come accadimento per il quale qualcuno (“lo Stato” se non “il Governo”) “avrebbe dovuto provvedere”, sia come dimostrazione che un potere risanatore o persino taumaturgico di ogni disgrazia, ovviamente “a questo Governo manca”.  Com’è “di-mostrato” - dice -  in Draquila!

Liberi di vederlo e promuoverlo, il documentario, utilmente soprattutto da parte di chi “vuole mandare a casa Silvio”. Si capirà ancora di più e meglio, per merito dell’istrionesca Sabina Guzzanti, che chiaramente non è questo il modo. Per il resto, la Sabina caricatura di Silvio, non ha fatto altro che sfruttare a sua volta, per gli affarucci di spettacolo suoi, sia il sisma (la sofferenza, le morti) che la difficile e complessa ricostruzione. In fondo, si dimostra una dracu(i)la anch’essa. Alla Fregoli, monomaniacale peraltro.

Ho idea che la gente, la vita, la storia, siano tutt’altra cosa che una messa in scena, da avanspettacolo.

Giuseppe Franco Pollutri

guzzanti alla fregoli

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