se c’è rispetto, giustizia (e buon senso)

11 Agosto 2010

Piazza Trento di Tivoli liberata

immagine di tivoli piazza trento 

immagine di tivoli piazza trento

Ricevo la segnalazione dal prof. Roberto Borgia e così leggo sul suo sito:

“ULTIMISSIME - Nella mattinata del giorno 11 agosto 2010 è stata spostata per il terzo anno consecutivo la statua che a Piazza Trento impedisce il regolare svolgimento della secolare cerimonia dell’Inchinata del 14 e 15 agosto. 
Non siamo stati presente allo spostamento come negli anni passati, ma si può far riferimento alle foto del 2008 e del 2009.
Il  Sindaco di Tivoli Sandro Gallotti  si era in verità impegnato a rimuovere definitivamente questa statua pantografata detta mezza-capoccia.”

Se c’è rispetto, come altra volta ho scritto, per Santi e Madonne, per i cittadini non meno, questa è la volta buona che sia liberata dall’inopportuno “ingombro” la Piazza Trento di Tivoli.
Non parlerò ancora del manufatto in questione, nè starò ancora a pubblicarne immagini di sorta. Anzi, in attesa di avere foto della Inchinata 2010, qui sotto riporto una foto di repertorio di questa sentita manifestazione di religiosità e di cultura popolare.

Formalmente voglio ritenerla una sorta di rivalsa - per quel poco che possa significare - verso chi ha ritenuto con ostinazione e pervicacia di poter disporre di uno spazio cittadino per la sua ‘politica’ tutta di parte ed egocentrista. Soleva dire mia madre, e ne conservo grato il ricordo: “Dio vede e provvede”!
A non crederlo, non so se è da ritenersi “peccato”, di sicuro è il caso che, inevitabilmente, prima  o poi,  si vada a sbattere …le corna. D’alltronde, com’è nella saggezza popolare, …se uno se la va a cercare!

Un grazie al Sindaco Sandro Gallotti che in questa faccenda ha voluto metterci, alla sua maniera, il dovuto e sempre utile buonsenso.

Inchinata a Tivoli

dal sito Città dell’Uomo

l’immagine di testa (tratta dal web) è
Città di Tivoli piazza Trento, di Vito Ciccarello


Danzando (in scena) la vita

6 Luglio 2010

 

Teatro DanzaCome per un quadro ‘astratto’ per colore, ma di forme e movenze note e pur nuove, ho visto su di un palco, in scena, la musica (la vita). Stasera ho potuto vedere intessuta di suoni, voci e colori, la grazia, la forza, la seduzione del corpo, la sua capacità espressiva e comunicativa, la voglia di recitare cantando col corpo.


La magia, quegli stati di grazia che vorresti non finiscano mai, l’ho vista realizzare nel cortile del D’Avalos di Vasto, in una notte serena di luglio. Autori e protagonisti quelli de “La Luna Dance Center”, interpreti soprattutto le numerose ragazze e donne venute dalla consorella adriatica Ancona.
Numerosi e vari i quadri messi in scena. In qualche caso, così a me è parso, una rap-presentazione fin troppo insistita nel dipingere una vicenda o una situazione di vita (storica o del tempo dell’oggi) che allo spettatore privo di un sia pur breve ma puntuale annuncio, pareva dovesse sfuggire di senso e comprensione profonda…
“Se io vi dessi parole di spiegazione” – mi sono sentito come rispondere dalla scena, con parole citate (ma che io riporto a memoria) di Pina Bausch, coreografa autrice, sorta di musa ispiratrice cui era dedicata la serata – “vi direi quel che io vedo, mentre io devo lasciar vedere voi, quel che voi avete capacità o voglia di vedere e sentire, immaginare o percepire”. E questo, per la verità, l’ho visto possibile, in modo naturale e gratificante, negli ultimi quadri, dove tutti gli interpreti - guidati da una magistrale regista introdottasi anch’essa in scena (Simona Ficosecco) - come spogliati persino da un compito narrativo, hanno semplicemente danzato la vita. Una simbiosi corale di suoni e colori, di movenze e significazioni, interfacciando alle note musicali, diffuse con ritmi incessanti e di ritorno come suono medievale di ghironda, la propria persona (maschera ed essenza individuale), il cromatismo accentuato dei panni indossati, i visi ispirati e sorridenti, i capelli fatti simboli non solo sessuali, i gesti coreografici nello spazio, la grazia delle movenze, la evidente felicità di mettere in scena una comune voglia esistenziale.

Confesso: anch’io spettatore mi sono sentito, con loro e attraverso il loro teatro-danza, appagato e felice di vivere.

Giuseppe F. Pollutri

Notazione doverosa:
lo spettacolo “Omaggio a Pina Bausch” è stato portato nel Cortile dal “vastese di fuori” Cristiano Marcelli, un capace ed entusiasta Direttore della sopra indicata La
Luna Dance Center del Conero. 

logo la LDC  www.lalunadancecompany.com

per altre immagini di scena:  
http://www.flickr.com/photos/skino/show/with/3780154899/


con la matita e con i colori

24 Giugno 2010

V. Mattei in mostraDipingere con la matita coagulare emozioni con i colori, è quanto ho visto fare da Valentina Mattei, nella sua mostra in corso a Tivoli sino al 27 giugno 2010, nella sala comunale Roesler Franz.

Come i visitatori di questo blog sanno, in genere quì ci occupiamo di politica,  per lo più di problematiche cittadinie, sociali e civili, ma - come altre volte - trattiamo anche di poesia e in questo caso di arte.

Non è facile trovarla nelle mostre, pur se presupposta da chi espone e facilmente data per certa dai visitatori nel libro delle firme, a prescindere dal sapere di quello di cui si sta scrivendo.
Parlo dell’arte: del saper disegnare, del saper “dare di colore”, del saper modellare e scolpire. Parebbe scontato ma non lo è. Non è tutto, ma è la “conditio sine qua non” di cui dicevano i romani. Aver “imparato l’arte” (e la Mattei può dirlo, per i suoi studi d’Accademia, in Italia, in Spagna e in Francia) naturalmente non basta. Occorre che ci sia poi altro da parte dell’autore, soprattutto la voglia di esprimersi, di manifestare, di creare forme, immagini, come risultato di un’elaborazione fantastico-eidetica, per giungere - ecco il prodigio della creazione artistica, se l’arte è cosa propria - a proporre, a chi guarda, stimoli per la conoscenza, per il sogno, per il ricordo, per la visione, per il solo piacere - perchè no - di vedere. E guardando i tanti visi materializzati su cartoncino dalla Mattei, si dimentica che sono traccia di una matita (una matita che dipinge) e si entra, attraverso gli occhi, il viso, il gesto, l’abbigliamento non meno, nel mondo dell’anima che le “persone” ritratte hanno dentro e si portano con sé.

ritratto etnico (intero)

ritratto etnico

cromoastratto

 

La giovane pittrice unisce e alterna al nero denso e intenso dei ritratti tele in acrilico ricche di cromatismo, forte e fantasioso, per suscitare emozioni istintive, abs-tratte dalla realtà ma non casuali, frutto di rigore formale e soprattuto di sperimentata sensibilità coloristica. Anche qui l’arte di (dipingere) è essenziale, e quest’artista la conosce e ad-opera. Capacità innata sicuramente, ma necessariamnete maturata con l’esercizio di studio che permette, a chi vede e guarda, di andare oltre la sostanza materica del manufatto-opera, per approdare alle sensazioni, ai sentimenti che hanno animato l’autore nel suo gesto creativo e, non meno, di attivare e sperimentare le proprie. E’ la definita “opera aperta” di U. Eco, saggista, un approccio all’arte ormai condiviso e diffuso nella cultura contemporanea. E’ possibile solo se c’è autentica arte.

 l’artista in mostra

Averla riscontrata nelle opere di Valentina Mattei è stata una gradita sorpresa.
Devo aggiungere – riconosciamolo – che difficilmente è in mostra dalle nostre parti.

(G.F. Pollutri)


arte e cultura, localismo e qualità

2 Giugno 2010

 assessore e relatori

Tivoli, 1° Giugno, alle Scuderie Estensi.

Per iniziare, se si vuole per ricominciare, una politica per la cultura, con la nuova Amministrazione tiburtina, con un nuovo Assessore, il giovane Riccardo Luciani.

Presenti in sala numerosi rappresentanti delle Associazioni, artisti di varie discipline, operatori della cultura locali.

tavolo relatori L’occasione di un primo incontro con l’Assessorato è stato reso possibile dalla presentazione dell’imminente FESTI.VA.L (Festival Internazionale di Villa Adriana – Lazio), giunto alla sua IV edizione, in programma nell’area archeologica della Villa di Adriano, dal 15 giugno al 18 luglio 2010.

manifestazione in corsoin sala

ascoltatorepubblico in sala

Com’è noto, l’Evento è prodotto dall’Auditorium Parco della Musica di Roma e promosso dalla Regione Lazio, con spettacoli di alto livello e da parte di artisti internazionali. Ancora una volta il luogo adrianeo offre un sito-occasione per un “unicun di archeologia, storia, musica, danza e teatro”.

Chiaramente una manifestazione non locale ma solo localizzata nel Comune, che con il contesto socio-culturale di Tivoli non ha nulla a che fare se non come eventuali fruitori aggiunti. Questo, immagino sia stato percepito in sala, da parte dei convenuti, che prendendo la parola su invito dell’assessore Luciani, hanno manifestato nei loro interventi,  in forza di una propria identità – culturale, artistica, ambientale – il desiderio di potersi esprimere e di essere supportati come necessario e in vario modo dall’ente pubblico. In particolare abbiamo preso nota della richiesta “ad essere ascoltati e consultati” formulata dalla rappresentante di una Consulta di Associazioni denominata “Tivoli Arte”, da parte di ambientalisti del Parco Archeologico dell’Aniene che si dicono confortati dall’attenzione già data dall’assessore alle loro attività, del Comitato per Pontelucano che rivendica la positività di associazioni che abbiano e mantengano legami con il territorio, la Anna Benedetti per l’Associazione Villa D’Este che, “con le proprie forze e con qualche contributo”, ancora quest’anno riuscirà ad allestire il suo “Premio Donna”.

Assessore R. Luciani La risposta dell’Assessore registrata è quella che da parte sua ci sia tutta la disponibilità personale e continua ad ascoltare e a dare tutto il sostegno possibile, ma che comunque associazioni e convenuti debbano tener presente che “le casse” del Comune di Tivoli appaiono in questo momento, per ragioni varie, in forte sofferenza.

A incontro chiuso, ciascuno dei partecipantoi può aver avuto l’idea di un amministratore pubblico sicuramente attento e disponibile, ma che, con chiaro e onesto realismo, non poteva che invitare tutti a restare con i piedi per terra nelle proprie aspettative.

Riteniamo che il nuovo assessore alla cultura del nostro Comune avrà un compito non facile, ma tutto da affrontare e da risolvere, eventualmente con la capacità di procurasi sponsorizzazioni, pubbliche e private, per conseguire un obiettivo irrinunciabile, sia per la Cultura come per la Politica: coniugare non solo le idee con i mezzi per realizzarli ma, soprattutto, il localismo con la qualità.

A mio avviso nella nostra città occorre che ci si renda conto che se da un lato qualsiasi elemento, proposta, voglia di fare e manifestare cultura vada apprezzata e sostenuta, dall’altra occorre consapevolezza che Eventi d’Arte, che diano immagine, richiamo e frequentazioni di pubblico, cittadino o di fuori, non possono essere che quelli di qualità, ciascuno nel suo specifico. Occorre avere consapevolezza che Tivoli è una città che deve produrre “cultura” all’altezza della fama internazionale di cui gode e non un paese in cui basta allestire mercatini e musiche di piazza.

Ove questa consapevolezza e rigorosità critico intellettuale sarà in grado di affermarsi, sia negli operatori culturali che nei rappresentanti pubblici (non solo comunali, ma provinciali, regionali e anche nazionali), anche nell’antica e nuova Tibur si potrà parlare veramente di “città d’arte e di cultura”. Il folclore (il dopolavoro, l’obbistica, il dilettevole, sia pure il meritevole sociale e/o ambientalista) è altra cosa.

Occorre fare un passo avanti e nella giusta direzione. Ne saremo capaci?
Proviamoci.

(G. F. Pollutri)


Scuola e teatro, cultura e spettacolo

30 Maggio 2010

logo

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente Comunicato Stampa, ricevuto dal Dirigente Scolastico prof. Roberto Borgia:

“Il progetto “Scuola Teatro Beni Culturali” è nato nell’a.s. 1999/2000 grazie all’interessamento di alcuni insegnanti del Liceo Classico “Amedeo di Savoia” di Tivoli che volevano guidare gli alunni in un percorso di ricerca e collegamento tra i programmi scolastici, il linguaggio teatrale ed i numerosi beni culturali presenti nel territorio di Tivoli.

Particolarmente significative le rappresentazioni tenute presso il Teatro del Santuario di Ercole Vincitore che dopo duemila anni sentì risuonare i versi delle commedie e tragedie latine e greche. In continuità con il percorso, nel corrente anno il progetto di laboratorio teatrale è stato finalizzato alla messa in scena di uno spettacolo in siti particolarmente significativi della città per richiamare su di essi l’attenzione dei giovani studenti e dei cittadini.
A tal fine per lo spettacolo di fine d’anno era stato individuato l’Anfiteatro di Bleso, ma i capricci stagionali, hanno consigliato di ripiegare nel Cinema Teatro Giuseppetti che proprio nel prossimo anno 2011, celebrerà cento anni di vita, essendo stato il primo Teatro stabile della città di Tivoli e l’unico ancora funzionante.

Maschera antica

Perciò moderno ed antico, soprattutto perché quest’anno i tre atti presentati “L’arte della commedia”, sono una rielaborazione della giovane regista-attrice tiburtina Chiara Felici di tre opere:

  1. Maenecmi” di Plauto,
  2. La Commedia degli errori” di Shakespeare e
  3. I due gemelli veneziani” di Goldoni.

L’appuntamento della manifestazione, inserita nel calendario del Natale di Tivoli, è per giovedì 3 Giugno 2010 alle ore 18,30 al Cinema Giuseppetti. Ingresso libero.

Maschera moderna

(le maschere in cotto sono opera dell’artista tiburtino Lanfranco Picchi)


Legalità e civiltà

22 Maggio 2010

SEPARAZIONE E DIVORZIO NEL LAZIO
Mediare: risorse e nuove strategie nelle famiglie in crisi

Alle Scuderie Estensi, relatori

TVL Convegno 220510

Complesso nelle tematiche, articolato negli interventi, seguìto con particolare interesse dai gruppi di giovani studenti, il Convegno si è tenuto alle “Scuderie Estensi” di Tivoli, nell’intera mattinata di sabato 22 maggio.

Il dibattito, organizzato e moderato da Pietro Ricci, ha affrontato le seguenti tematiche:

  • Strutture familiari: quadro statistico sulla formazione della famiglia e sulla crisi coniugale nel Lazio - dati IST A T
    Relatore il Prof. Antonio Tiberio, magistrato, docente mediatore e consulente familiare
  • Ruolo e funzioni dell’Avvocato nella mediazione familiare
    Realtore l’Avv. Federico Gentilini , docente e mediatore familiare
  • La formazione del mediatore familiare
    Relatrice la Dott.ssa Lucia Polidori
  • Etica e deontologia nel diritto di Famiglia
    Relatore Avv. Simone Ariano, Presidente Ordine degli Avvocati di Tivoli

Per il Comune di Tivoli è intervenuto, portando il saluto della città e della nuova Amministrazione tiburtina, il Sindaco Sandro Gallotti, al quale il dott. Giorgio Ceccarelli ha voluto donare una maglietta con il logo “papà c’è“, simbolo di una battaglia portata avanti per il riconoscimento del ruolo paterno,  fondamentale non meno di quello materno.
Un fatto di cilviltà nella legalità, come annotato in un suo intervento lo stesso Ceccarelli, Presidente dell’Associazione.

Per un più ampio e mirato resoconto delle tematiche esposte, si legga la nota del giornalista Angelo Nardi, in ilnardi.net.

 il Prof. Tiberio e il Sindaco S. Gallotti

Maggiori notizie sull’Associazione “papà c’è” si possono trovare, fra gli altri, sul sito www.daddyspride.org


Annali del Liceo Classico 2010

27 Aprile 2010

 Tivoli Annali

delle manifestazioni per il Natale di Tivoli
giovedì 29 aprile 2010 alle ore 17,30 nelle Scuderie Estensi
verranno presentati il XXIII volume degli “Annali del Liceo Classico Amedeo di Savoia” di Tivoli
e la traduzione italiana curata da Laura Di Lorenzo, con testo latino a fronte, del volume del medico tiburtino
Tommaso Neri “La salubrità dell’aria di Tivoli(De tyburtini aeris salubritate commentarius) del 1622.

A soli tre anni dalla pubblicazione della ristampa anastatica o meglio della versione tipograficamente digitalizzata del volume del medico tiburtino Tommaso Neri conservata nella Biblioteca Universitaria Alessandrina di Roma, viene data perciò alle stampe una nuova edizione arricchita però questa volta dalla traduzione italiana di Laura Di Lorenzo. Completano l’edizione le note curate da Roberto Borgia, che hanno lo scopo di rendere quanto più accessibile il testo del medico tiburtino, che operò a cavallo del XVI e XVII secolo.

Il fine della collana “Contributi alla conoscenza del patrimonio tiburtino”, arrivata ormai al sesto volume, è essenzialmente divulgativo: ci si è allontanati perciò volutamente dal taglio scientifico, inserendo nelle note, fin dove è stato possibile per lo spazio disponibile, la traduzione italiana dei testi latini e greci citati, in modo che la comprensione del volume stesso non sia riservata solo ad un ristretto numero di cultori delle lingue classiche, ma possa essere portata il più possibile tra i lettori curiosi, amanti del patrimonio della nostra città. Ci piace riportare perciò quanto scritto da Laura Di Lorenzo nella sua “Premessa del traduttore” relativamente alle difficoltà che ha trovato nell’esaminare questo testo in latino del Seicento:

L’estate trascorsa in compagnia del gradevole ed interessante libello del nostro concittadino Tommaso Neri resterà nella mia memoria come una delle più stimolanti e divertenti.
Nel suo latino scientifico – e tuttavia non scevro di eleganza e di ricercatezze stilistiche propriamente retoriche, come si addice ad un uomo di corte della sua tempra, ricco di rimandi e citazioni di Autori classici e non solo di scienziati a lui coevi, ma di medici-icona della scienza nella classicità (Ippocrate e Galeno su tutti) - l’opera riesce a toccare tutti gli aspetti del territorio tiburtino – e non solo l’aria del titolo – facendo riemergere dalle nebbie del passato una Tibur per tanti versi così simile all’odierna, benché così distante temporalmente. Comunque una splendida terra, dove tranne l’oro c’è tutto quanto può appagare, in primis un clima invidiabile, con i suoi venti etesii.
I problemi interpretativi presentati dal testo, scientifico e con andamento prosastico prettamente secentesco, non sono stati pochi né di lieve entità. Ma la revisione effettuata sulla traduzione a seguito della minuziosa, capillare e veramente certosina opera di ricerca e commento del prof. Roberto Borgia – cui va il mio plauso e il mio sincero ringraziamento per l’aiuto e il sostegno forniti - ha consentito di redigere una versione finale in cui oscurità e dubbi appaiono definitivamente fugati.
Si è cercato di conservare nella resa italiana, senza con questo nuocere alla perspicuità del testo, lo stile spesso enfatico e sicuramente barocco – e non solo nelle dediche di evidente impronta cortigiana – del latino del medico tiburtino, per fare assaporare al lettore il quid specifico dell’uomo e dell’epoca, che, indubbiamente, nel vertere da una lingua all’altra rischia di andare perduto.
Il consiglio è di leggere anche il testo latino, che opportunamente, nella veste grafica scelta dal curatore, è posto a fronte alla traduzione. Lo stratagemma editoriale consente di recuperare, a vista d’occhio, il sapore di un’epoca e del suo Autore.

Il Presidente, Dina Moscioni

Sibilla Tiburtina - 2005

A. Brogli - Sibilla Tiburtina (particolare)

dal sito di Roberto Borgia - Museo virtuale di Tivoli


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