se c’è rispetto, giustizia (e buon senso)

11 Agosto 2010

Piazza Trento di Tivoli liberata

immagine di tivoli piazza trento 

immagine di tivoli piazza trento

Ricevo la segnalazione dal prof. Roberto Borgia e così leggo sul suo sito:

“ULTIMISSIME - Nella mattinata del giorno 11 agosto 2010 è stata spostata per il terzo anno consecutivo la statua che a Piazza Trento impedisce il regolare svolgimento della secolare cerimonia dell’Inchinata del 14 e 15 agosto. 
Non siamo stati presente allo spostamento come negli anni passati, ma si può far riferimento alle foto del 2008 e del 2009.
Il  Sindaco di Tivoli Sandro Gallotti  si era in verità impegnato a rimuovere definitivamente questa statua pantografata detta mezza-capoccia.”

Se c’è rispetto, come altra volta ho scritto, per Santi e Madonne, per i cittadini non meno, questa è la volta buona che sia liberata dall’inopportuno “ingombro” la Piazza Trento di Tivoli.
Non parlerò ancora del manufatto in questione, nè starò ancora a pubblicarne immagini di sorta. Anzi, in attesa di avere foto della Inchinata 2010, qui sotto riporto una foto di repertorio di questa sentita manifestazione di religiosità e di cultura popolare.

Formalmente voglio ritenerla una sorta di rivalsa - per quel poco che possa significare - verso chi ha ritenuto con ostinazione e pervicacia di poter disporre di uno spazio cittadino per la sua ‘politica’ tutta di parte ed egocentrista. Soleva dire mia madre, e ne conservo grato il ricordo: “Dio vede e provvede”!
A non crederlo, non so se è da ritenersi “peccato”, di sicuro è il caso che, inevitabilmente, prima  o poi,  si vada a sbattere …le corna. D’alltronde, com’è nella saggezza popolare, …se uno se la va a cercare!

Un grazie al Sindaco Sandro Gallotti che in questa faccenda ha voluto metterci, alla sua maniera, il dovuto e sempre utile buonsenso.

Inchinata a Tivoli

dal sito Città dell’Uomo

l’immagine di testa (tratta dal web) è
Città di Tivoli piazza Trento, di Vito Ciccarello


tu quoque, Anna Laura?

25 Giugno 2010

Leggo e osservo

Succede quando la memoria è corta, e l’intelligenza viene fatta tappeto, o peggio scendiletto per la propria  strumentalità comunicativa. Capita che la Anna Laura Consalvi, nota Direttore di parte (sinistra) del periodico Dentro Magazine, in un suo  articolo di oggi sullo stato dell’arte della disastrata finanza istituzionale tiburtina,  sia pure a resoconto dell’ultimo Consiglio sul Bilancio della Superba, scopre che quei tali della corte vincenziana, a Tivoli ne hanno fatte e disfatte nella loro più che decennale gestione …più di Carlo in Francia. Forse perchè svagata abitante della Città dell’aria, troppo impegnata a difendere fede ortodossa pdiana e poltrona di Lipiello, fa capire  (o vorrebbe dire) che di tutto questo non se ne era mai accorta. Eppure, com’è in certa teoria di magistratura militante, da attenta giornalista “non poteva non saperlo”.

Per tanto, non polemizzo ma chiedo: - Lo ha mai manifestato prima?

Ultima perla del suo intervento sul “disastro” tiburtino: dopo aver concesso che a questo punto l’austerity è cosa d’obbligo, considerati i misfatti politico-finanziari del regime sinistro-vincenziano (regime per regime attribuisce  a tale “cricca” …sistemi da “minculpop” di memoria fascista) ,  completa il suo dire come se fosse su un palco comiziante con un populistico e qualunquistico “peccato che i sacrifici si chiedano sempre agli stessi“!

Che avrà voluto dire…, si chiederebbe la Simona Marchini di un noto e ironico interloquire radiofonico?  Di certo avrà voluto rivendicare tutta la sua demagocica appartenenza al Popolo,  di quelli che cantano, stonati alla Santoro (magari con i milioni, dico di euro, in tasca) … Oh Bella, o bella ciao!

ilbraccioeilpugno GFP


Altro che Superba!

23 Giugno 2010

Scultura Mitoraj a piazza Trento (foto gfp08)

“Tivoli. Altro che Superba! Il consuntivo finanziario mostra un Comune in sofferenza economica” (A. Nardi)


Riceviamo e pubblichiamo:

“A Pollutri, coautore di LOT.net”
“Ho apprezzato e apprezzo le tue note e ho letto con interesse il tuo resoconto su quanto è emerso nell’ultimo Consiglio Comunale di Tivoli.
Sostanzialmente concordo. Io stesso nella mia nota “A Tivoli più debiti che idee”, pubblicata sul mensile “Cittadini & Salute” prendo le mosse dalle seguenti considerazioni di partenza:

“Dodici anni di politica dell’apparire hanno nascosto i problemi della città. Le casse sono vuote. Tivoli si scopre povera e si sveglia dal sogno di una corsa al facile taglio dei nastri che deriva dalla logica del “Paga Pantalone”. Scopre di aver fatto il passo più lungo della gamba e non per realizzare opere pubbliche, bensì per attività finanziarie azzardate come operare con presunto avanzo di cassa e sottoscrivere i derivati.”

Questo non ci esime peraltro di porre in chiaro alcuni punti critici e in Consiglio la relazione del consuntivo di Capobianchi Marino, assessore al Bilancio, a mio avviso mancava proprio di questa parte sostanziale. Non si può proporre il project financing a quindici anni dal suo sdoganamento in Italia e dai suoi pallidi risultati nelle amministrazioni locali. L’idea sulla quale insisto è che invece un assessorato-dirigenza attivi rapporti con Bruxelles in modo costante e quotidiano, al fine di procacciare finanziamenti per Tivoli. La Città dell’Arte può farlo. Ha storia, ha rinomanza, ha veri siti di interesse mondiale. Su queste grandi entità deve costruire la sua forza.

La storia dei debiti pregressi ereditati non può durare a lungo. Molto prima di quanto ci immaginiamo bisognerà operare soluzioni, ancorchè trovarle. E allora non si potrà dire: abbiamo ereditato una città in deficit economico, che possiamo farci? I cittadini vorranno risposte e le cercheranno dagli amministratori in carica.

Esser amici di un’amministrazione e aver lavorato in concerto a una logica, significa apportare le proprie sollecitazioni affinchè non si dormi sulle cose, ma ci si muova al più presto, ed è l’idea di dinamismo che manca in questo corso.

Nel mio modestissimo campo prospettivo mi permetto di dire la mia, e l’ho fatto con un’articolo che può essere letto per intero, anche on-line, sul sito http://www.cittadiniesalute.it/a-tivoli-piu-debiti-che-idee/

Il compito assegnato dalla Costituzione a persone del mio, del nostro, ruolo consiste anche in questo.” Angelo Nardi

nota di redazione:

- per chi volesse conoscere meglio  idee e qualità di scrittura di Nardi:

immagine da ilNardi blog http://www.ilnardi.net/

 


Tivoli, in Comune: Vediamo quanti soldi ci sono in cassa

22 Giugno 2010

 tempo di bilancio

E venne il giorno di fare due conti (”… quanti soldi abbiamo in cassa, al Comune?”). Anzi, i conti per noi cittadini se li è fatti il nuovo Assessore con delega al Bilancio, Marino Capobianchi. Li ha portati lì in Consiglio, e su di essa - ieri 21 giugno - si è aperto un ampio dibattito fra maggioranza e minoranze. 
All’ordine del giorno, al primo punto, c’era l’approvazione del consuntivo dell’anno 2009
. La nuova maggioranza, eletta nei mesi scorsi, si è trovata a dover approvare una manovra economica, di un esercizio gestito
da un governo di centrosinistra oggi all’opposizione con criteri dichiaratamente oggi definiti “non condivisi”, se non sbagliati e “perversi”,  Tant’é. Qualcuno fra il pubblico (quello che viene detto il popolo) ha buttato lì un “Insomma, compà, …pochi soldi e tanti buffi“!

Dicevamo “con ampio dibattito”, come suol dirsi, in realtà, se molti sono stati gli interventi e neppure tanti vista l’importanza del tema, la contrapposizione si è articolata nella presentazione dei dati contabili che hanno fotografato il recente passato amministrativo, lo stata di cassa del Comune allo stato presente e la risposta di chi, oggi opposizione, ovviamente si è sentito sotto accusa e ha risposto con due affermazioni:

- l’attuale maggioranza con la “messa in piazza” di questi conti vuole inutilmente dare la caccia alle streghe” o “scoperchiare il vaso di Pandora“;
- “siate più costruttivi e dite voi piuttosto cosa volete fare e come volete governare“.

Ma cosa aveva detto in apertura nella sua relazione l’Assessore Capobianchi? Dati alla mano ha illustrato una “stato di cassa” pesantemente deficitario, preoccupante non poco per chi comunque sa che deve amministrare e dare servizi correnti e risposte strutturali alle esigenze dei cittadini. A quei cittadini che leggono questo mio spazio libero, che vorrebbero saperne qualcosa di più, pur non potendo assistere ai lavori di un Consiglio comunale, non starò qui a dire dei “prestiti obbligazionari rovinosi e incauti”, di “disavanzo di competenza”, di “spese fuori bilancio”, di “avanzi primari di gestione erosi da deficit strutturali”, di “derivati ” (finanziaria creativa adottata per fare cassa e possibilità di spesa da parte del precedente assessore al bilancio), di “Partecipate” (Asa spa e Asa Servizi, di Tivoli Forma, Acque Albule). Riporto invece quello che in estrema sintesi è stato,  indirettamente, ma anche con le affermazioni politiche esplicite che hanno accompagnato l’enunciazione dei dati contabili, il giudizio (o l’opinione, se si vuole) di Capobianchi, per conto dell’attuale Giunta e maggioranza amministrativa:

M. Capobianchi espone03 M. Capobianchi espone02 Assessori, Poggi e R. Luciani

Consigliere A. Napoleoni Apertura di Bilancio Cons. Di Biagio PD

i dati contabili del Comune sono preoccupanti e non si può ignorarli, perchè hanno e avranno conseguenze inevitabili, per l’Amministrazione e per la città e per i cittadini;

- questo bilancio, grave e fallimentare, è stato generato da scelte politiche volute per finanziare una “politica dell’apparire”, liberamente scelta e adottata, ma con danni oggi evidenti e soprattutto preoccupanti;

- delle scelte politiche e di bilancio effettuate dalle precedenti Amministrazioni e stato finanziario derivante,  occorre rendere consapevoli i cittadini, e questo è il momento e l’occasione di farlo;

- la presente Amministrazione potrebbe adottare gli stessi metodi (”rifinanziarci, ottenere, nuove liquidità, spendere“, ma non lo farà, per la consapevolezza che si farebbe un sicuro danno alla Collettività.

L’opposizione (Francesco Luciani, PD) respinge il “tentativo dimettere sotto accusa le precedenti amministrazioni Vincenzi-Baisi” dichiarando che la denunciata politica dell’apparire è stata in realtà “la politica del fare”, come non era mai sta attuata a Tivoli. Tant’è che il suo compagno di partito, Di Biagio, avrà modo di aggiungere, in un suo successivo intervento, che “bisogna anche osare nella redazione di un Bilancio”, e che … “Tivoli , sia pure indebitandosi, è stata una città invidiata nella Valle dell’Aniene per le opere realizzate“.  Baisi (Pd), invece, rivendicando la “giustezza” del bilancio 2009, invita a pensare che la situazione del Comune di Tivoli, in quanto a criticità di bilancio, è la stessa di altri Comuni d’Italia, soprattutto a causa delle rigidità del Patto di stabilità imposta agli Enti locali dal governo di centrodestra, dal mancato introito dell’Ici abolita sulle “prime case”, per i “tagli” crescenti al trasferimento delle risorse da parte dello Stato. Risponde Pisapia per l’Udc che queste sono argomentazioni per cercare di coprire “quella che è la realtà e soprattutto del come è stata amministrata la città”, aggiungendo che comprare con le cambiali è stato facile, ma che occoreva sapere a cosa avrebbero portato certe operazioni politiche fatte con bilanci “costruiti ad hoc”.

Consigliere C. CentaniConsigliere C. Centani

Da parte della coalizione della maggioranza, di rilievo le affermazioni fatte da Carrarini e da Centani.  Netto l’intervento di un navigato Carlo Centani, che sulla base della relazione dell’Assessore al Bilancio, insiste nell’affermazione che sia giunto il momento della chiarezza (”e non c’è possibilità di fare chiarezza se non si conosce o non si vuole ammettere la realta!“) e, a tal proposito, rifacendosi ai rilievi mossi dalla Corte dei Conti, si augura che lo stesso Organo dello Stato voglia indagare. Poi, volutamente polemico, aggiunge che “la cittadinanza deve sapere come stanno le cose” non soltanto della gestione finanziaria del Comune, ma ugualmente di quelle delle “Società Partecipate”, a cominciare dall’Asa Spa, che negli anni aumenta costantemente i costi di gestione, scaricandoli, complice di chi ha governato la città, in forma debitoria sul Comune. Carrarini, per parte sua, annota che il centrosinistra, oggi all’opposizione, chiedendo pretestuosamente “proposte” dall’attuale amministrazione, quando si sta esaminando un consuntivo, “inutilmente tenta di far dimenticare la assoluta negatività del suo bilancio 2009″.

Assessore M. Capobianchi espone01

Nella replica da parte dell’Assessore  al Bilancio, Capobianchi ribatte  alle osservazioni ricevute punto per punto, rivendicando soprattutto il diritto ed anzi il dovere di aver dovuto rappresentare le difficoltà finanziarie e di cassa in cui versa il Comune di Tivoli e, a titolo personale, annota che personalmente, all’epoca, pur componente di una coalizione di centrosinistra (… irriso e deriso per le sue posizioni critiche dall’allora assessore al bilancio Picarazzi) aveva (documenti alla mano) nettamente denunciato certe scelte sbagliate, in particolare sulla pericolosa “finanza derivata”, come sugli inaccettabili trasferimenti di risorse dal Comune per coprire mancati introiti di tariffa da parte dell’Asa Spa.

Per la cronaca, inevitabilmente, il Bilancio 2009 del Comune, per quello che è, per quanto disastrato fosse (giustificato da una parte, condannato dall’altra) è stato approvato con ampia maggioranza consigliare. Qualcuno si è detto “contro,” ma poi …ha votato per “l’immediata esecutività” di ciò che non aveva approvato, qualcun’altro si è “astenuto”! Che dire: …non si ha motivo e possibilità di essere rilevanti, ma almeno l’originalità, per quanto incomprensibile ad un cittadino, ce la mettono. Tanto per gradire e per motivare la propria presenza, votata da cittadini ingannati o inconsapevoli o pervicacemente “clientes”, all’uso romano antico.

In merito 2° punto in discussione, non neno importante per la città e i cittadini, ovvero sul “riequilibio di Bilancio”, traducibile in “come la mettiamo, a conti fatti e tante cose chiarite, per andare avanti nell’anno in corso 2010?“, mi riservo di dirne in un post successivo.

Giuseppe F. Pollutri


Tiburturistica nella Rete (Oltre le Ville)

13 Giugno 2010

passare tempo in piazza

La questione è nota, è quella di sempre, e risponde alla domanda: Quale turismo a Tivoli (e per precisare, quale turismo ha Tivoli, quale turismo merita Tivoli)?

Chi  legge questa mia nota è chiaramente uno che frequenta “la rete” internettiana. Chi apre sporadicamente o quotidianamente la finestra sul world wide web sa che ormai nulla esiste nella realtà sociale e fisica del nostro mondo che non abbia immagine (o porta d’accesso) nella rete. T’antè che ormai, se vuoi sapere qualcosa, se vuoi avere notizie di un qualcosa o di un qualcuno persino, ti colleghi e – se non hai un preciso indirizzo – si sa, chiedi ad un motore di ricerca e trovi immediatamente se non tutto sicuramente molte ma molte notizie. Se ad esempio ti chiedi dove andare in vacanza, dove fare una gita, dove trovare eventi o luoghi e cose da visitare, apri google, ad esempio, e chiedi, digitanto solo una parolina, di sapere quel che ruota o si dice attorno a quella parola o a quel nome . Come detto, in genere le notizie, i siti, i portali, che ti appaiono sono tanti, a volte sin troppi, ma non sempre, e non per difetto della rete, ma solo perchè l’uomo (o chi dovrebbe, come nei siti “pubblici”, pagato con “denaro pubblico”) non ha dato …dati alla rete. Credo che sia il caso di Tivoli, del Comune o della Città di Tivoli.

 Tivoli Scud. Estensi

Facendo finta che io viva altrove, in Italia o nel mondo, ho voluto informarmi dalla rete cosa oggi trovo a Tivoli per farmi una ‘gita’, se non un soggiorno, da queste parti. Chiamato Google (avrei potuto farlo con Virgilio o altri motori di ricerca) ho digitato “mete turistiche nel lazio”. Il risultato è stato (provate anche voi) che fra una decina di siti elencati mi è stato veramente difficile, aprendoli uno per uno, trovare persino citata o indicata la nostra cittadina. Un globeholidays.net, nella sua pagina “Lazio - le città termali” sembra ignorare persino Tivoli Terme (denominate nel sito del nostro Comune ancora …Terme di Roma), come ignora la stessa Tivoli in “città e cittadine”. Certamente se digiti direttamente “Tivoli” un po’ di info - per restare ai luoghi da visitare - le trovi, da quello di Villa d’Este a quello di Villa Adriana (dal momento che questi siti fisici “patrimonio dell’Unesco” hanno, sia pur scarni,  siti-web istituzionali), ma tutto si compendia, al solito, nei termini di “Tivoli e le sue ville”, per usare la dicitura di un portale del turismo. Certo, vediamo che il sito “Comune di Tivoli”, il primo  elenco risultante dalla ricerca, ha una sua versione “turistica” oltre che amministrativa. Allora lo apro, per sapere “che fanno a Tivoli” di questi tempi. Clicchiamo e vediamo.

  • Manifestazioni: “Festival Villa Adriana 2010” (che com’è noto è cosa dell’Auditorium di Roma - Parco della Musica, allestito nella Villa che fu di Adriano imperatore). Spettacoli – com’è stato giustamente pubblicizzato, di qualità intrinseca e internazionale, ma di richiamo per spettatori  che tranquillamente non si sogneranno affatto di venire su anche in città (…se a Tivoli non c’è altro!)..
  • Mostre: …………… (pagina bianca).
  • Teatro: Stagione teatrale al Giuseppetti, stagione 2009/10 (conclusa?).
  • Feste e ricorrenze: le solite, da Sant’Antonio di Via Maggiore in gennaio, al “presepe” Natale, succintamente elencate.

Certo c’è anche una specifica Sezione “Turismo”, all’interno della quale non manca qualche notizia sulla città nella sua evoluzione storica, non mancano alcune indicazioni del dove mangiare ed eventulamente dormire, mentre – curiosamente – se clicchi su “Palazzi storici” ti arriva lo strano avviso: “non sei autorizato”! (magari semplicemente per non dire che …nulla in merito c’è nel sito).

Allora, l’internauta si chiede, in concreto: - Cosa c’è da andare a ‘vedere’ a Tivoli, oltre le Ville e …in attesa che autorizzino la visita ai Palazzi? Boh!?
Al che, ancora … una domanda sorge spontanea (diceva Lubrano di Rai3): Non c’è altro da quelle parti, o semplicemente si trascura di dirlo o di farlo sapere? Forse, anzi sicuramente, come noi di Tivoli sappiamo: l’uno e l’altro.

 processione tiburtourist 01processione tiburtourist 02

La nuova Amministrazione eletta a Tivoli ha di recente nominato Vincenzo TropianoAssessore alle politiche per lo Sviluppo delle Attività Produttive, Commercio e Turismo”. Chi lo conosce sa che alla già maturata esperienza di consigliere comunale unisce preparazione professionale e soprattutto dinamicità fattiva e instancabile. Al che, ai molti interrogativi di sopra ne aggiungo ancora qualche altro: Riuscirà a modificare il quadro di cui sopra dando al turista, di un giorno almeno, motivo di venire a Tivoli, anche e a prescindere dalla scontata visita in stile “toccata e fuga” di Villa d’Este, e magari di farlo sapere (con i mezzi che lui riterrà opportuni e adeguati) anche sulla Rete?

A lui, noi di LOT.net diciamo: più che “congratulazioni” un necessario “buon lavoro” e non meno un “buona fortuna”! L’augurio ultimo è scontatamente anche per noi tutti, cittadini di Tivoli.

Giuseppe F. Pollutri


arte e cultura, localismo e qualità

2 Giugno 2010

 assessore e relatori

Tivoli, 1° Giugno, alle Scuderie Estensi.

Per iniziare, se si vuole per ricominciare, una politica per la cultura, con la nuova Amministrazione tiburtina, con un nuovo Assessore, il giovane Riccardo Luciani.

Presenti in sala numerosi rappresentanti delle Associazioni, artisti di varie discipline, operatori della cultura locali.

tavolo relatori L’occasione di un primo incontro con l’Assessorato è stato reso possibile dalla presentazione dell’imminente FESTI.VA.L (Festival Internazionale di Villa Adriana – Lazio), giunto alla sua IV edizione, in programma nell’area archeologica della Villa di Adriano, dal 15 giugno al 18 luglio 2010.

manifestazione in corsoin sala

ascoltatorepubblico in sala

Com’è noto, l’Evento è prodotto dall’Auditorium Parco della Musica di Roma e promosso dalla Regione Lazio, con spettacoli di alto livello e da parte di artisti internazionali. Ancora una volta il luogo adrianeo offre un sito-occasione per un “unicun di archeologia, storia, musica, danza e teatro”.

Chiaramente una manifestazione non locale ma solo localizzata nel Comune, che con il contesto socio-culturale di Tivoli non ha nulla a che fare se non come eventuali fruitori aggiunti. Questo, immagino sia stato percepito in sala, da parte dei convenuti, che prendendo la parola su invito dell’assessore Luciani, hanno manifestato nei loro interventi,  in forza di una propria identità – culturale, artistica, ambientale – il desiderio di potersi esprimere e di essere supportati come necessario e in vario modo dall’ente pubblico. In particolare abbiamo preso nota della richiesta “ad essere ascoltati e consultati” formulata dalla rappresentante di una Consulta di Associazioni denominata “Tivoli Arte”, da parte di ambientalisti del Parco Archeologico dell’Aniene che si dicono confortati dall’attenzione già data dall’assessore alle loro attività, del Comitato per Pontelucano che rivendica la positività di associazioni che abbiano e mantengano legami con il territorio, la Anna Benedetti per l’Associazione Villa D’Este che, “con le proprie forze e con qualche contributo”, ancora quest’anno riuscirà ad allestire il suo “Premio Donna”.

Assessore R. Luciani La risposta dell’Assessore registrata è quella che da parte sua ci sia tutta la disponibilità personale e continua ad ascoltare e a dare tutto il sostegno possibile, ma che comunque associazioni e convenuti debbano tener presente che “le casse” del Comune di Tivoli appaiono in questo momento, per ragioni varie, in forte sofferenza.

A incontro chiuso, ciascuno dei partecipantoi può aver avuto l’idea di un amministratore pubblico sicuramente attento e disponibile, ma che, con chiaro e onesto realismo, non poteva che invitare tutti a restare con i piedi per terra nelle proprie aspettative.

Riteniamo che il nuovo assessore alla cultura del nostro Comune avrà un compito non facile, ma tutto da affrontare e da risolvere, eventualmente con la capacità di procurasi sponsorizzazioni, pubbliche e private, per conseguire un obiettivo irrinunciabile, sia per la Cultura come per la Politica: coniugare non solo le idee con i mezzi per realizzarli ma, soprattutto, il localismo con la qualità.

A mio avviso nella nostra città occorre che ci si renda conto che se da un lato qualsiasi elemento, proposta, voglia di fare e manifestare cultura vada apprezzata e sostenuta, dall’altra occorre consapevolezza che Eventi d’Arte, che diano immagine, richiamo e frequentazioni di pubblico, cittadino o di fuori, non possono essere che quelli di qualità, ciascuno nel suo specifico. Occorre avere consapevolezza che Tivoli è una città che deve produrre “cultura” all’altezza della fama internazionale di cui gode e non un paese in cui basta allestire mercatini e musiche di piazza.

Ove questa consapevolezza e rigorosità critico intellettuale sarà in grado di affermarsi, sia negli operatori culturali che nei rappresentanti pubblici (non solo comunali, ma provinciali, regionali e anche nazionali), anche nell’antica e nuova Tibur si potrà parlare veramente di “città d’arte e di cultura”. Il folclore (il dopolavoro, l’obbistica, il dilettevole, sia pure il meritevole sociale e/o ambientalista) è altra cosa.

Occorre fare un passo avanti e nella giusta direzione. Ne saremo capaci?
Proviamoci.

(G. F. Pollutri)


Tivoli, Bisanzio e il regno cazaro

1 Giugno 2010

 antica immagine

“Bisanzio e il re cazaro si accordarono per una importante alleanza politica nell’ottavo secolo quando sul trono di Salomone sedeva l’Imperatore Leone III.”
Questo succedeva a Bisanzio, all’inizio dell’VIII secolo, al tempo della ormai inarrestabile decadenza  e fine dell’Impero Romano. A Tivoli, invece, all’inizio del XXI secolo abbiamo assistito ad una performance …cazara di una compagine partitica e del suo ormai decaduto “re”.

Palazzo san Bernardino

L’ex sindaco Vincenzi, intervenendo di nuovo in una sorta di divertito e del tutto inutile ostruzionismo sulla nomina del Presidente del Consiglio, lo ha detto in modo chiaro: un consigliere dell’opposizione può liberamente intervenire per dire quello che ritiene …, magari anche a vuoto, come ha fatto lui, dichiaratosi preliminarmente “esterefatto” ma poi non tanto, ciondolando di qua e di là, poco o nulla interessato ad andare avanti nei lavori …“per la città”. Allora anch’io mi prendo la libertà civica di rispondere in questa sede che il suo “dire” e quello dei suoi compagni è stato del tutto fatuo (per non usare ancora il termine sopra ricordato). Non mi è chiaro del tutto qual era lo scopo di una manfrina messa in scena, nella rituale commedia delle parti, dai Vincenzi, Baisi, Di Biagio, Luciani Francesco, Ferro… (…ma chi è il capogruppo?), di sicuro si può dire che o non avevano altro da dire o proporrre, oppure che proprio non ci si vedono nel ruolo “di opposizione” e manifestano in tal maniera il loro smarrimento. Una sorta di crisi d’identità.

Tutto questo per “rispetto delle minoranze”, ma minoranze che hanno utilizzato tutto il tempo a ripetere:
-         che per loro il consigliere M. Messale, indicato dal rappresentatente della maggioranza del Consiglio come proprio candidato alla presidenza, fosse persona notoriamente “capace”, “degna”, persino “per bene” …“come tutti in quest’aula”;
-         ma che si sentivano “ in imbarazzo” (!) a far convergere anch’esse la propria scelta sullo “stimato” consigliere Messale, “per la evidente  spaccatura  nella maggioranza” sul candidato, visto che il consigliere Innocenzi Marco rivendicava per sè tale nomina, motivandola come “designazione” ricevuta dal suo partito a livello provinciale e regionale!

 figure bizantine

Alla fine della tiritera - che fosse tale lo sottolineavano per la maggioranza i consiglieri Rossi, Centani, Carrarini, e le proteste del pubblico - Marco Messale (PDL) è stato eletto con 19 voti a favore, 3 per il suo contendente interno, 8 schede bianche e 1 nulla. Naturalmente giù applausi da tutti, compreso quelli che “non potevano votarlo” in quanto la sua scelta non era stata “concordata con l’opposizione”. Nobili e pacate le parole di circostanza, ma chiaramente sincere, del Presidente Messale appena insediato, per nulla turbato della commedia rappresentata in aula nel prima e sulla sua logica e condivisa  nomina. Poco prima, un disincantato Sandro Gallotti, Sindaco, aveva fatto tranquillamente notare di trovare eccessive e “sopra le righe” le parole venute al suo indirizzo dai banchi dell’opposizione, usando termini di “falsità” di “mancanza di rispetto” del Consiglio e della città, aggiungendo che “stando ai fatti” nell’osservanza delle regole democratiche il sindaco e la sua Giunta “stanno già lavorando per la città”.

Un cittadino che legge il mio resoconto dirà: “Importante sì, ma tutto quì?” Questo in effetti è, e null’altro io trovo di rilievo nei fatti del Consiglio del 31 maggio 2010 a Palazzo San Bernardino. Per dirla tutta: pure dopo molte ore, il Consiglio è andato avanti con la routine della elezione dei vicepresidenti, delle Commisssioni, eccetera, secondo l’O.d.G. Naturalmente, io non faccio cronaca e dunque niente altro ho dire a resoconto.

A commento di fondo, restano da fare alcune osservazioni che la dicono lunga di come in politica siano possibili cose strane.
Sopra abbia riferito del “cazzeggio” che certamente un cittadino poco capisce e accetta, ma qui bisogna rilevare soppratutto un modo di ritenersi rappresentante del popolo tutto particolare e a mio avviso sbagliato. Parlo del comportamento e della posizione espressa in aula dal consigliere Marco Innocenzi del Pdl. Nel presentarsi si è detto persona che “da molto fa politica” e io, proprio per tale assunto, trovo la sua posizione seppur liberamente possibile, assurda e democraticamente inaccettabile. A parte il fatto di aver dato chiaro appiglio alla minoranza in aula di manfrinare come sopra riferito (con quale scopo e sugo non capisco, tranne forse che per un …bizantinismo d’uso in tali assise che motiva “i tempi lunghi della politica”) questo consigliere ha mostrato di non aver chiaro due cose essenziali, necessarie in politica e nelle Istituzioni. Preciso:
-         è veramente strano pensare (illegittimo chiederlo) che organi di partito, di qual sia livello, possano “indicare” ad un Consiglio Comunale (o meglio agli eletti dal popolo di un paese o città) il Presidente, ovvero la persona (la figura istituzionale) che dovrà presiedere “per tutti” (maggioranza e minoranze) i lavori dell’aula per la durata di una Consigliatura;
-         inaccettabile, sempre nello spirito più sano della democrazia, o se si vuole soltanto inopportuno praticamente, portare in aula consiliare posizioni e argomentazioni che seppur legittime vanno tenute nell’ambito dialettico del partito di riferimento o di appartenenza.

Sono un estimatore, in genere, dello strumento politico detto “partito” e della sua utilità in termini di aggregazione delle individualità ai fini della rappresentanza, ma credo di poter pensare (il consigliere Innocenzi mi spieghi dov’è che sbaglio) che il suo compito debba limitarsi a portare avanti delle idee nella società e poi a formare una lista con cui, in nome di certi condivisi valori, ci si presenta alle elezioni, ma che in nessun modo possa arrogarsi il diritto di dettare legge o voler condizionare le scelte agli eletti “dal popolo” e dunque  alle Istituzioni.
E’ noto che questo “malvezzo” era consuetudine della prima repubblica, si sa che il “partitismo” ha prodotto guai e non pochi alla colletività nazionale, però oggi tendiamo a pensare che questo non debba più poter essere. Per quanto la legge non chiarisca fino in fondo il legame che un eletto ha con il suo partito, alla prova dei fatti (che sia la forma giusta o meno della democrazia rappresentativa) il consigliere eletto non ha “vincoli di mandato”, nè dunque l’appartenenza ad un partito può condizionarlo.

Tant’è, per chiudere e per dire dell’ultima “perla” formalmente democratica emersa nella circostanza, che ad un certo punto il consigliere Lombardozzi ha ufficialmente comunicato al Consiglio e dunque alla città che pur essendo stato eletto nella e con la lista civica “Tivoli Rinasce”, pur ringraziando Vincenzi che “lo ha portato” (in Consiglio), debba per l’innanzi essere ritenuto rappresentante e …capogruppo dell’API (Alleanza per l’Italia) il movimento del fuoriuscito dal PD Francesco Rutelli.
Su quest’altra faccenda, poi, o del come è possibile piegare le isitituzioni pubbliche al proprio e all’altrui tornaconto, magari ci torneremo su, in altra occasione.

Giuseppe F. Pollutri


Trasparenza, a chi?

29 Maggio 2010

In data 27 maggio, Andrea Napoleoni, Consigliere comunale unico eletto per la sua lista Progetto Tivoli, ha diffuso un comunicato stampa in cui si dice “molto d’accordo con l’attuale sindaco” per i primi provvedimenti di autolimitazione o riduzione dei compensi percepiti dai componenti dell’Amministrazione (come difficoltà economiche e finanziarie del Paese richiede).
Allo stesso tempo, e anzi soprattutto,  facendo riferimento alla legge  n. 441/82, confermata in termi di legittimità dal Garante alla privacy nel ‘96, chiede la “Istituzione dell’Anagrafe Patrimoniale dei consiglieri comunali”, ovvero che il Palazzo San Bernardino di Tivoli, in nome della trasparenza e della correttezza nei confronti degli elettori, diventi l’immaginifica Casa di Vetro.

 lente d’ingrandimento

Bene, sicuramente.
Però, se ho qualche mia personale perplessità a pensare che sia giusto (se vogliamo, opportuno) che un cittadino, perchè eletto ad un incarico pubblico, debba per questo “mettere in piazza” i propri beni e patrimonio, personali e famigliari, di sicuro ritengo che non sia in questo che occorra essere o diventare …giacobini al fine di avere onestà e correttezza nella cosa-pubblica. E’ scontato pensare che, ove necessario, su denuncia di qualsiasi, l’Agenzia Entrate e magari la Guardia di Finanza, siano in grado da sè di andare a vedere quello che un politico introita o ha messo 
“a frutto” sul suo conto e ciò di cui dispone in beni patrimoniali.

Ciò precisato, benchè sia del tutto legittimo chiedere politicamente quel che ha messo per iscritto il consigliere, però in questo caso mi piacerebbe  che , in un prossimo Consiglio, Napoleoni chiedesse ai precedenti amministratori di Tivoli -  soprattutto ai Sindaci, Assessori, Dirigenti di Municipalizzate e/o partecipate - se a suo tempo si siano attenuti all’osservanza della sopraddetta legge dello Stato, o, in mancanza, se siano disposti a farlo ora per allora. Tanto per cominciare.
Con curiosità tutta e solo intellettuale, resto in attesa di saperlo.

GFPtrasparenza globale


Quando le “porte” si aprono

28 Maggio 2010

 immagine d’apertura

Quando le porte si aprono, di qualsiasi genere siano, per il cittadino va sempre bene. In questo caso si tratta di un nuovo portale web, un mondo che parrebbe virtuale, e lo è tecnologicamente, ma che sta diventando sempre più una realtà di vita, concreta e utile.
Ieri mattina, nella sua nuova prestigiosa sede, al Trevio, c’erano tutti quelli dell’Asa Tivoli Spa, funzionari e impiegati e soprattutto l’attuale Dirigenza della municipalizzata, G. Di Tommasi, G. Bernardini e altri. Ovviamente era presente, quale attento osservatore per la nuova Amministrazione comunale, l’Assessore con delega al ramo, il giovane Riccardo Luciani.

Sul tavolo erano posizionati a vista dei monitor che mostravano, ai convenuti rappresentanti della stampa e dei media locali,  “in anteprima”  (in realtà è già in rete), una nuova e diversa vetrina della Società.

Come detto, si tratta , detto per immagine, di una nuova “porta” (detto Portale nel lessico della rete del www) offerta ai cittadini per accedere all’Asa e ai suoi servizi, in particolare, per utilizzare al meglio la Carta dei Servizi, in un sistema “premiante” per coloro che, nell’ambito della Raccolta Differenziata, hanno preso l’abitudine di conferire i loro rifiuti già selezionati all’Isola ecologica. A breve anzi - è stato precisato - il cittadino avrà la possibilità di richiedere tale Carta, proprio attraverso un’Area Utenti presente nel sito web, e, una volta registrato, visualizzare on line la propria situazione contabile, sia per quanto riguarda il pagamento della TIA (tariffa d’igiene ambientale) che per “gli sconti” di cui ci si è resi meritevoli.

Un’azione, certamente, di sviluppo e di ammodernamento, in termini di relazione con l’utenza, da parte dell’Azienda tiburtina, che s’inquadra non solo in una volontà di rendere comode e produttive le nuove tecnologie informatiche da parte della comunità, ma, altresì, in e per un’azione di sensibilizzazione all’Ambiente in genere, volta a creare nel territorio anche urbano condizioni di vita più degne e allo stesso tempo meno dispendiose che nel passato. E’ quello che viene definito “un consumo più responsabile”, di cui tutti stiamo capendo che non se ne può più fare a meno e che rappresenta, in ultima analisi, un utilizzo delle risorse del nostre pianeta più razionale e, per tutti, generazioni presenti e future, sicuramente più vantagiosa.

Nella stessa occasione è stato anche preannunciato di voler eliminare, per quanto possibile,  un oggettivo  ostacolo all’ampiamento della diffusione della raccolta autogestita dal cittadino. In programma, infatti - ci ha detto il Presidente Di Tommasi - c’è l’apertura di altri due Isole Ecologiche. Oltre a quella esistente al Bivio di San Polo (località La Prece) ne verrano realizzate, previo finanziamento da parte della Provincia, altre  due: a Villa Adriana e a Tivoli Terme.
Preannunciato nell’occasione - come da Comunicato stampa - anche un impianto di compostaggio dello scarto domestico umido “con produzione di fertilizzante” (”dai rifiuti alla terra”) , “nonchè di biogas e cogenerazione di energia elettrica”. Questo, però, è ancora nella fase di  “studio di fattibilità”. Un progetto prestigioso se vogliamo per l’attuale CDA, promettente per la realtà territoriale locale, ma come altre “opere pubbliche”  al momento appare del tipo “un sogno nel cassetto” di cui …sono piene le fossa delle nostre strade, non solo urbane, come tutti sappiamo e sperimentiamo giornalmente.

Quell’Ambiente, un habitat soprattutto urbano, che per ragioni tutte da capire e da illustrare da parte dell’Asa, dove si concentrano più contenitori pubblici per la raccolta dei rifiuti, diventano indecorose e spesso anche maleodoranti piccole “isole” tuttaltro che ecourbano-sostenibili. Ha ragione il Presidente a denunciare la nota inciviltà dei cittadini  che depongono al di fuori dei cassonetti i loro rifiuti (talora magari per insufficiente capienza degli stessi o per mancata effettuazione della raccolta giornaliera), ma è pur vero che, comunque, che si possa e si debba sanzionare e sicuramente tali comportamenti, gli operatori al servizio devono mantenere pulite, non solo a vista ma anche igienicamente, tale siti.
Concordiamo con una locandina dei mesi passati: facciamo piazza pulita, ma tutta, sempre.

cassonetto NUcassonetto e rifiuti urbaniarea raccolta rifiuti urbani

Questo per dire che, passando dal web virtuale alla strada, dove soprattutto si deve esercitare l’attività di una azienda preposta allo scopo, buone e lodevoli intenzioni a parte, e quì che si deve mostrare che l’impresa funziona.  Non è voglia di polemica, ma la necessità di dirsele le cose. Per migliorare, non solo l’immagine.

E’ il caso di annotare da ultimo che il nuovo servizio interattivo programmato dall’Asa in parte è o sarà inutilizzabile da ampie fasce di utenza, poichè - per assurdo che possa sembrare - non in tutto il territorio comunale (come l’importante frazione di Tivoli Terme) è possibile collegarsi a internet con la linea veloce Adsl, detta “a banda larga”.
Questo ovviamente è “un’altra storia”, non possiamo imputarla agli Operatori Ecologici, ma è di quelle cose che “è bene saperle”. Una di quelle “faccende” sociali e territoriali di cui il pubblico amministratore non può oggi non farsene carico e di cui deve assumersene le responsabilità, oltre che i meriti, presenti ma soprattutto passati. Tanto per cominciare.

G. F. Pollutri

tivoliuncarnevale


Tivoli. Riqualificare, realmente

24 Maggio 2010

Elettorale, manifesti

Il termine “riqualificazione” era il termine utilizzato e in alcuni casi abusato dal passato sindaco di Tivoli, Marco Vincenzi. Negli anni trascorsi lo ha portato soprattutto a ripavimentare (qualcuno dice che va considerata ordinaria o se vuole straordinaria manutenzione)  qualche piazza e alcune strade.  In Centro di certo, dove “l’opera” sarebbe stata più visibile e in fondo propagandistico farla, dimenticando bellamente le periferie soprattutto e non meno gli stessi quartieri esterni di città, come l’Empolitano, Braschi, le Piagge, l’Arci.

Benchè significasse in realtà porre rimedio a decenni di mala amministrazione civica  da parte di passate amministrazioni  della prima repubblica attente più alle faccende partitico-politiche che alle “cose” della città e ai problemi dei cittadini, riqualificare è stato il verbo utilizzato dalle ultime coalizioni di centrosinistra a proprio uso e consumo, in modo funzionale alla promozione personale di un sindaco o ai fini tutto partitico-clientelari per la conservazione del potere della propria parte e dei “compagni” (veri, presunti o solo sedicenti).  Se si vuole ne posso fare l’elenco, ma sicuramente non è quello che importa se la ‘veste’ indossata non è per mascherare propositi e interessi che poco hanno a  che fare con il Bene Comune. E, infatti, fino ad un certo punto ha funzionato, come tutti sanno fra quanti in tale sistema hanno largheggiato o di cui hanno usufruito, come penosamente hanno sperimentato quelli che dagli occupanti della “cosa-pubblica” sono stato osteggiati, avversati, talvolta mortificati ove non disponibili ad accodarsi o ad essere almeno quiescenti.

Con la nuova Amministrazione, offerta dalla democrazia alla città, direi che occorra veramente riqualificare (rivalutare, promozionare, ristrutturare, reinventarsi magari) la città e la stessa Amministrazione civica che la rappresenta. Pur nell’inevitabile e di sicuro faticosa trattativa con i partiti che compongono la maggioranza in Consiglio comunale (avviene per le amministrazioni pubbliche di ogni colore, e sarebbe ipocrisia negarlo o scandalizzarsene),  il Sindaco Sandro Gallotti ha distribuito deleghe assessorili, tenendo conto che le persone scelte fra i consiglieri o, com’è sua prerogativa, al di fuori, nella società civile, devono tutte dare affidamento di fare l’interesse della città e non il semplice rappresentante (e per non offendere alcuno ometto i termini: marionetta o “pupazzo”) del sindaco.

Questo significa, in concreto, che il nuovo primo cittadino, pur con la manifesta intenzione espressa di voler mantenere ben a vista tutta l’attività dell’Amministrazione e la vita della città, assicurando per questo una sua costante presenza nel Palazzo, ha ritenuto che le persone a cui ha dato delega per i vari settori amministrativi sapranno autonomamente e con capacità operare, proporsi e proporre, per ciò che alla comunità cittadina occorre.

Qui su LOT, com’è nel nostro stile e intendimento, nei prossimi post andremo a esaminare (in qualche caso ripetendoci, ma non guasta) le problematiche su cui i vari Assessori, d’intesa con Sindaco e i Consiglieri di Maggioranza, dovranno intervenire, dando viavia soluzioni o almeno avviando progetti a breve o medio termine. Naturalmente quelle e quelli che servono alla comunità tiburtina e non a chi vuole fare e trascorrere la vita nelle istituzioni pubbliche. Com’è stato nel passato di alcuni decenni e nell’ultimo non meno.

Giuseppe F. Pollutri

strada a Tivoli

Strada periferica a Tivoli

Per non inutile notizia: questo asfalto e l’intera zona che non conosce ‘riqualificazione’ da decenni è nel quartiere di un’importante esponente delle precedenti giunte comunali.
Aveva altre e più importanti cose di cui occuparsi?
Una risposta, il personaggio dovrebbe darla soprattutto a chi per anni non le ha fatto mancare consenso e voti.  Costoro poi dovrebbero dire a che titolo o scopo lo hanno fatto. In democrazia, trasparente e civile, è lecito e istruttivo poter fare domande ed avere risposte. Io credo.


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