libero esercizio di democrazia, partiti, uomini e programmi

9 Marzo 2010

Delle forze o degli schieramenti in campo, degli uomini che si contrappongono per ‘diventare’ Sindaco, a Tivoli, abbiamo già riferito - avendone avuta l’occasione stampa - dello schieramento del centrodestra (o de …”le destre”) per Sandro Gallotti.

Per contro sono scesi in campo, per “le sinistre”:

  •  Rifondazione, Italia dei Valori, Rifondazione Comunista, Partito Socialista e lista Grillo, che si è presntato con questa dichiarazione programmatica:Vogliamo ricostruire il legame con la politica, che, ad oggi, è distante dalla città, chiusa nell’isolamento del “Palazzo“.
    Paluzzi Candidato Sindaco a Tivoli
    Candidato Sindaco Ezio PALUZZI.
    Questo il Programma (pubblicato su rifondazionetivoli.it)
  • Sinistra ecologia e Libertà, che presenta - “per sfidare il PD e battere e le destre” - quale suo
    Gianni Innocenti Candidato Sindaco
    candidato Sindaco, Gianni INNOCENTI.
    Questo il Programma: (ricevuto con file word e da noi traformato in pdf)
    Tivoli Elezioni 2010 - Sel per Innocenti

Non vorremmo entrare nel dettaglio e nel merito delle “questioni”, distinguo e forse incomprensioni, tutte interne (ma non tanto) ai due gruppi elettorali che hanno portato tali piccoli partiti o movimenti a non presentarsi - come ci si sarebbe aspettato - con candidato unico almeno nel nome del proposto sindaco.
Prendiamo nota, in sintesi e nel merito, che mentre il gruppo Paluzzi dichiara che intende contrapporsi a Vincenzi (e al pd) sia in prima battuta che, eventualmente, nel ballottaggio per il Sindaco, Innocenti e la sua lista sponsor affermano …”
noi vogliamo comunque che vinca il centro sinistra”.


Non sappiamo se  un secondo turno elettorale vedrà un ulteriore scompagimamento o un ricompattamento di forze partitiche (difficile pensarlo per la destra, incognita lista-Napoleoni a parte) di quelli che costituiscono la Sinistra. Leggiamo che Innocenti chiede che comunque, poi, si ricostuisca a Tivoli un “centrosinistra” (magari turandosi il naso, come ai tempi della dominante dc),  appoggiando e affiancando ancora e sempre Vincenzi e il suo Pd. Non sappiamo se e quanto di questa sorta di ginnastica elettorale e d’intenti potrà essere capito dall’elettore tiburtino, chiamato alle urne dopo un fallimento amministrativo di una certa compagine, di quella compagine a cui si dice di volersi opporre prima, ma poi (forse) non più.

E’ chiaro, e lo si può capire che non si vuole che vincanole destre.
In libera opinione non  capiamo  perchè,  per principio o per pre-giudizio, la compagine di centro-destra sia o debba essere considerata di per sè “cialtrona e corrotta”. Se così fosse, in Italia ci si dovrebbe battere per mettere questi partiti …fuori dall’arco costituzionale, e dunque non o mai elegibili… Sarebbe “la Rivoluzione” o la “dittatura delle forze progressiste”. Vogliamo farla ed attuarla?

Diversamente chiedo: E l’alternanza, e l’utile democratico ricambio di idee e di uomini, come e in quanto si potrà mai avere?
Forse bisognerebbe semplicemente battersi (o meglio proprorsi) alla città e ai cittadini per quello che si è, per ciò che ci si propone di fare, e non contro questo (…il vincenzismo) o quello (…le destre).
Anche perchè, è utile ripeterlo: in politica non “si vince” e non “si perde”. Si viene o meno eletti al Governo della cosa pubblica, e non rappresenta un premio, ma una fatica, un compito, un dovere, una responsabilità … e per qualcuno una gratificazione, certo non sempre lecita. E dunque, su questo, si può anche in buona fede sbagliare, capita agli umani, ma non si dovrebbe giocare o recitare, nè con le parole e neppure con candidati e liste, come invece di solito avviene.

(per lot.net, GFP)


Se questa è democrazia

9 Marzo 2010

Quando “le leggi” non ci rendono “liberi”

Riporto un commento di un certo “nicola’s”, trovato nella rete su un post-notizia che riporta le dichiarazioni - diverse e parallele - degli esponenti politici: Di Pietro (Idv, popolo viola, grillismo ecc.) da un lato, e Casini (UDC - Unione di Centro) dall’altra, sugli ultimi atti e sviluppi in merito alla richiesta di ammissione o accettazione delle liste elettorali del PdL, nel Lazio e altrove.

“[Leggo e vedo] …la libertà negata, a se stessi e agli altri, la capacità di non essere liberi neppure nei propri pensieri, addomesticare pensieri e parole ai propri interessi (in questo caso elettoralmente chiari e manifesti), e senza averne vergogna alcuna…”

La si dirà “un’opinione come altre”, ma io la condivido pienamente, e aggiungo e chiedo: Se, questa, è demo-crazia!
Come me, forse, la condividono in  molti altri, quelli che ritengono che il libero arbitrio ed esercizio dei propri diritti di individuo e cittadino stiano al di sopra delle leggi (dell’uomo, fatte dall’uomo e per l’uomo nel suo associarsi in Collettività, importanti ma non a caso e pur sempre mutevoli e diverse nello spazio e nel tempo) e dei regolamenti (strumenti e non dogmi, utili a stabilire pratiche norme del fare, in qualsiasi attività sociale).

Molti in Italia (milioni di cittadini) non potranno liberamente esprimersi nelle prossime elezioni amministrative regionali; o si asterranno, o dovranno piegarsi ad una scelta secondaria o diversa da quella che avrebbero voluto. E’ un fatto.
Ci chiederemo poi nel tempo (bisognerà chiederselo in libera mente e coscienza) se sarà stato giusto accettare questa oggettiva prevaricazione, originata non importa da chi o da cosa,  o se  invece le leggi dell’uomo possono essere  a volte, come in questo caso,
negli effetti non giuste.
Ci chiederemo (ci dovremo interrogare su questo) in seguito, se sia più importante un Regolamento, e il teorico principio che  un dettato normativo “va sempre rispettato”, o  piuttosto l’uomo e i suoi valori fondamentali. Questo, alla fine è il punto.

 Cartello d’ingresso ad Auchswitz

Osservo: anche le leggi raziali del nazi-fascismo erano “Leggi“. C’è qualcuno oggi (il Presidente iraniano a parte) che possa pensare che i campi di concentramento nazisti rendevano “con il lavoro, l’uomo libero“? Qualcuno dira “che c’entra?”. Rispondo che a me pare il caso esemplare di quando la forma (della legge) è adoperata contro gli inalienabili diritti dell’uomo e per gli interessi (…o la visionaria pazzia) di altri uomini. Io questa la chiamo sopraffazione, indegna e colpevole! Voi - che avete diversa opinione - chiamatela come vi pare, la responsabilità è tutta vostra. (GFP)

lettera di risposta del Presidente Napolitano, ad alcuni cittadini

 


Il PD, ancora fuori rotta

8 Marzo 2010

Bersani per le primarie pd


Il Pd, com’è naturale che sia, anche con il nuovo segretario cerca “Itaca” e non la trova. Ulisse, è noto, ebbe Poseidone avverso e le tentazioni della carne fuorvianti; il pd sembra non trovare un eroe o solo un nocchiero che sappia non solo governare la nave, ma soprattutto saper tenere la rotta per raggiungere il porto (un’identità, storica o nuova e il governo del Paese). C’è da dolersene per il Pd e per quanti, in molti ed ora non più tanti, in esso avevano riposto speranze e legittimi sogni politici.
Ho personalmente scritto spesso contro, non condividendo un progetto che si diceva laico e progressista e metteva insieme superbia integralista di matrice cattolica e comunista. Ho sbeffeggiato tale scelta con ironia, ho poi mentalmente tifato Bersani, ritenendo che con lui (comunista, seppur ex) si fosse imboccata la strada per portare il suo partito a essere realmente una forza socialdemocratica (ben identitaria ma non più massimalista) necessaria alla democrazia italiana che ha, dall’altra, una forte rappresentanza di centrodestra. Ricordo che Pierluigi Bersani si era proposto ai suoi come chi avrebbe dato “un senso” alla breve ma già incerta e fallimentare storia del suo nuovo partito, mal governato dal sognatore Veltroni e poi dall’iroso Franceschini. Bersani mostrava di avere maggior dote di realismo e soprattutto più coraggio per (secondo un suo modo di esprimersi) “tirare dritto per la propria strada”. Così non è stato ed è finito, come giustamente è stato annotato, al traino del partito messo sù e gestito …ad personam da Di Pietro. Qualche volta sembra volersene smarcare, con dichiarazioni di autonomia legittime seppur sempre timide e incerte, poi torna ad accodarsi di fatto allo scomodo alleato. Si dice “non pienamente d’accordo” e poi con Di Pietro va in Piazza, oggi tinta di “viola” o comunque protestaria con ira. Va o manderà in piazza – sabato, forse insultando il capo dello Stato - anche il suo pd, perchè ha necessità di dimostrare (magari con i voti del qualunquismo grilliano dell’Idv) che con lui il Pd può vincere. Intelligente e concreto come appare, stranamente Bersani non capisce che in piazza e con “la piazza” i voti li prende, o li prenderà se mai, solo lui Di Pietro, …sottrandeoli naturalmente alla sua compagine, e non certo al centrodestra.

Ah Bersani, lo facevamo più refrattario al canto delle sirene! Chi lo dirà al popolo del PD di aver scelto, con tutto il sacrosanto rito primario, ancora l’Ulisse sbagliato?

Giuseppe F. Pollutri

                                            Alleanza Di Pietro Bersani


Se a Tivoli, il popolo vuole…

7 Marzo 2010

Il centro destra propone, con Gallotti Sindaco, una “nuova stagione” per Tivoli

targa SPQT (Comune di Tivoli)

Se a Tivoli il popolo vuole, o alle urne concretamente vorrà, con la elezione del nuovo Sindaco e del Consiglio, si potrà avere un nuovo corso, o una nuova stagione. Non solo nel Comune di Tivoli ma nell’intero territorio di prossimità a Roma e con Roma, unendo gli interessi comuni soprattutto di Tivoli e Guidonia.

Questo è quanto sta emergendo con la candidatura di Sandro Gallotti a sindaco, una candidatura che si sta rivelando un utile catalizzatore e unificatore di forze politiche e cittadine che per molto tempo sono rimaste come schiacciate da una presenza (qualcuno afferma da un personaggio) che da ‘democratica‘ (per elezione) ha preso  la parvenza e la sostanza di un regime, nella gestione. Tant’è che oggi si prospetta in città fra la gente, al di fuori delle contrapposizioni di partito o di schieramento, che si realizzi quanto più democratico ci sia o sia dato: la possibilità che nel Governo, in questo caso di una città e del suo territorio, subentrino altre forze e altri uomini, ovvero  un’alternanza. E’ quanto si è detto e soprattutto percepito nella affollata e politicamente qualificata apertura ufficiale della campagna elettorale del candidato Gallotti, ieri al teatro Giuseppetti di Tivoli.

manifestazione al Giuseppetti di Tivoli

Erano presenti alla manifestazione, oltre al folto numero dei candidati delle liste che concorrono per l’elezione del nuovo consiglio comunale e sostengono la candidatura di Sandro Gallotti a sindaco:
Antonio Tajani
(Vicepresidente della Commissione europea), Paolo Barelli (Senatore PdL e Presidente della FIN), Armando Dionisi (coordinatore UDC per la Provincia di Roma) e Livio Proietti (segretario amministrativo de La Destra), Eligio Rubeis (sindaco di Guidonia Montecelio e commissario dell’asse est della provincia). (GFP)

Qui ci limitiamo a riportare quanto di più significativo hanno detto dal palco i sopra citati personaggi della politica, al tempo stesso esponenti di partito ma anche figure istituzionali:

Antonio Tajani Eurodeputato TAJANI - Qualsiasi territorio deve darsi un “respiro” comunitario europeo. E’ necessario ed utile. Lo è tanto più per Tivoli che, con i suoi siti Patrimonio dell’Unesco, per la sua prossimità a Roma Capitale e naturalmente luogo internazionale. Tivoli deve riorganizzarsi e disegnare un suo futuro di sviluppo e per farlo deve trovare sostegno e risorse anche finanziarie nella Comunità Europea. Nel mio ruolo a Strasburgo, conto di incontrare tutti i sindaci locali - soprattutto di Tivoli e Guidonia - per esaminare e programmare gli interventi che la Comunità può fare per questo territorio.

senatore Paolo Barelli BARELLI - Entrando nella specificità della campagna elettorale in corso, sottolinea soprattutto due cose:- Riproporre e stigmatizzare i problemi di Tivoli - gravi e irrisolti dopo molti anni di governo del centrosinistra - non è un esercizio demagogico e di facile elettoralismo. I “problemi” della città e del territorio (soprattutto le infrastrutture viarie e ferroviarie, la mancanza di opportunità occupazionali) riguardano e toccano da vicino e nel quotidiano le persone, le famiglie. E’ bene ricordarsi - non per inutile vanto ma per qualificare per quello che è il nostro modo di intendere e fare politica (concretezza e azione) - che le idee e i progetti avviati e da completare nell’area metropolitana Tivoli-Guidonia-Roma, nascono da input dati dal Governo Berlusconi negli anni precedenti a quello di Prodi, e dalla Regione Lazio governata dal centrodestra.

A. Dionisi UDC DIONISI. Le infrastrutture di collegamento e di integrazione tra Roma e il territorio di Tivoli-Guidonia occorrono e vanno sviluppate al meglio, ma il fatto che tanta gente (7/8 mila persone devono spostarsi da pendolari giornalmente) dentro e fuori il GRA di Roma è un fatto patologico a cui bisogna porre rimedio. Occorre porre in campo iniziative che portino sviluppo d’impresa, occupazione, sul territorio della provincia, a vantaggio della sua popolazione. In questo è più che necessario, quanto di indubbia utilità, una sinergia progettuale e fattuale tra i Comuni di Tivoli e Guidonia, non dimenticando di coordinarsi con quello di Roma.

 Livio Proietti - La Destra PROIETTI - E’ evidente una voglia di riscatto del popolo del centrodestra, stanco e mortificato dal “vincenzismo”. Al dilà delle battutte sull’avversario politico ce da chiedersi se il cittadino di Tivoli si senta orgoglioso della sua città, e soddisfatto della qualità della vita che vi conduce. Nella popolazione tiburtina sono evidenti timore e rassegnazione. La presenza incontrollata di gente straniera che affolla in modo crescente la città, pur in una città di per sè ospitale e accogliente, sta ingenerando paura e sfiducia. Occorre maggior controllo del territorio, non tolleranza di situazioni di degrado e di disordine (si pensi all’ex Stacchini), tutela dei cittadini tutti nei loro diritti fondamentali e quotidiani, e non solo - in nome di un certo buonismo di sinistra irresponsabile e sterile di soluzioni - dei forestieri immigrati. Con una battuta: vogliamo far tornare a sventolare “il tricolore! (l’identita nazionale) su Palazzo San Bernardino e soprattutto il diritto dei cittadini alla trasparenza (è anch’esso un vessillo) sugli atti pubblici e soprattutto sui bilanci del Comune.

Eligio Rubeis Sindaco di Guidonia RUBEIS. Sono sindaco di Guidonia, ma mi sento (per abitazione di un tempo e per frequentazione) …un tiburtino. Tivoli è una città stupenda, per posizione e perchè ricca di un invidiabile patrimonio storico-artistico noto e prezioso, ma ai tiburtini dico di scendere giù …oltre la curva di Regressi. L’incontro, la collaborazione tra le due città di Tivoli e Guidonia, attraverso le sue Amministrazioni, è utile ma soprattutto necessario: i problemi sono comuni o interdipendenti (mobilità, scuole, occupazione, commercio, turismo, integrazione degli immigrati stranieri). Lo svincolo in costruzione nel territorio di Guidonia, non è “per Guidonia” ma rappresenta un accesso all’A1, al centro dell’Italia, di assoluta utilità per rendere accessibile il nostro comune territorio alle aziende nazionali ed estere che vogliamo investire da queste parti. Se diciamo ( e, come detto, da “tiburtino anch’io”) che occorre andare oltre …il rifacimento della piazzetta intorno a Palazzo San Bernardino, non è per denigrare quel poco che è stato fatto, ma per dire che occorre andare oltre, con una nuova e diversa Amministrazione, e  il vostro candidato sindaco Gallotti appare assolutamente la persona giusta al momento giusto.

Sandro Gallotti - Imprenditore Sandro Gallotti. Con la pacatezza che contraddistingue l’uomo, imprenditore nel privato, ma che ha scelto di fare qualcosa per il bene pubblico e soprattutto per esplicare il suo “amore per Tivoli“, ha innanzitutto tenuto ha precisare (”non per polemica, ma perchè son questi i fatti“) che l’Amministrazione Vincenzi non ha fatto - nel suo fare  - che portare avanti o a compimento opere in anni precedenti programmate, sovvenzionate e  già avviate nel loro iter amministrativo. “Altri hanno poi tagliato il nastro, per la propria voglia di apparire, mentre si è trascurato di dare almeno l’avvio a provvedimenti che diano soluzione ai più importanti problemi de cittadini: viabilità e lavoro. In questi anni, mentre si effettuavano “abbellimenti” del tutto poi soggettivi o non necessari, sbagliati (si veda via Empolitana), altre parti del Comune, soprattutto in periferia (si pensi all’Albuccione, e non solo) sono state lasciate in abbandono, come chiunque può vedere, e chi ci vive sta a testimoniare.
Sono preoccupato - io e gli amici della coalizione elettorale -  di una gestione “strana”, nella sua utile privatizzazione, delle Acque Albule (indubbia ricchezza di Tivoli, che si è voluta chiamare insensatamente “Terme di Roma”). Preoccupati non meno di una gestione di bilancio del Comune, che riteniamo disastrosa quanto poco trasparente, per una avventata  politica che ha utilizzato rischiosi “prodotti finanziari derivati”. Siamo desiderosi di ridare importanza (non tanto per gli industriali, quanto per averne possibilità occupazionali) al settore dell’estrazione del  travertino, famoso in tutto il mondo e …dimenticato dalle precedenti Amministrazioni, persino quando si è deciso di fare qualcosa di qualificante per Piazza Garibaldi. Sono preoccupato - e dunque chiederò a chi mi accompagnerà nell’Amministrazione di supportarmi con idee e uomini qualificati al compito - per una città sostanzialmene impoverita, ormai priva di prospettive e con un Turismo legato alla fruizione delle Ville che stranamente non si riesce a far decollare o a far diventare una risorsa per la nostra collettività. Nè meno ci da da pensare il complesso sportivo all’Arci, anch’esso in evidente stato di abbandono e non di colpevole non utilizzo. Senza dimenticare una difficoltosa socialità, la protezione e tutela mei suoi bisogni primari di fasce di cittadini in forte disagio, come testimoniato dall’aumento dei poveri (italiani e stranieri) che accedono ad una Mensa di carità, di recente istituita dal volontariato religioso.
In sostanza, mi ripropongo - com’è normale che sia per chi decida di dedicare parte o anni della propria vita alla collettività - di amministrare questa città, se me ne verrà dato mandato, tenendo d’occhio costantemente i bisogni dei cittadini. Personalmente non desidero fare o che si faccia altro che questo, e su tale mio proposito  e presupposto chiedo fiducia e consenso ai miei concittadini.

  • Annotiamo che il Programma del candidato sindaco, Sandro Gallotti, lo si può leggere per intero sul sito www. gallottisindaco.net
    Se si vuole basta cliccare su questo file pdf: “il contratto”

Sostiene Pannella: …Renata è meglio.

5 Marzo 2010

Sostiene il radicale Pannella:
“Emma è … Bonino, Renata è meglio!”

La battuta è del genere satirico-ironico in uso tra i blogger, nella Rete. La vignetta ve la propongo nella sua spiritosaggine, se si vuole anche banale, ma che - a mio avviso - si richiama al modo di essere e di fare (almeno a quello cui lui ci ha abituato in tanti anni  di battaglie importanti e di qualcuna di certo sbagliata) dell’uomo e del politico Radicale Marco Giacinto Pannella.

Renata è meglio

Dire …”Renata è meglio“, al di là “maschilismi” espressi o sottintesi, per gioco o gusto della battuta, va a toccare un tasto sensibile della nostra vita associata, polica e democratica: dare a tutti - comunque - la possibilità di presentarsi come candidato a governare e soprattutto a scegliere, da parte dell’elettore, il proprio rappresentante nelle Istituzioni. GFP


PER LA CITTA’ DI TIVOLI

3 Marzo 2010

 Tvoli - traffico e brandelli              

 LETTERA APERTA, di Giuseppe Porcelli

          Sono nato e risiedo a Tivoli da ottancinque anni.       

              Ancora una volta, e sono più di quaranta, dovrà essere eletta una nuova Amministrazione comunale a Tivoli.       

              Parlare di una lettera aperta per la città di Tivoli, significa almeno elencare dei punti fermi da non ovviare in nessun caso e per nessuna ragione. Proprio questo è il mio intendimento e per questo dico ai dirigenti dei partiti tiburtini che la prima cosa da fare è quella di procedere a un rinnovamento delle candidature. Chiaramente tale il comportamento deve servire solo e soltanto al miglioramento e alla ricerca delle capacità e dell’inclinazione del candidato prescelto per tale incarico, non può riferirsi ad appartenenza e fede politica, ma piuttosto alla capacità dimostrata o accertata di saper affrontare e risolvere i mille problemi insoluti della città. E questo vale per la viabilità, per il turismo, per lo sviluppo, per l’economia industriale e commerciale ed infine per la tenuta dell’Amministrazione, che non deve e non può cambiare …ogni due anni.       

               Il Sindaco, che i tiburtini sceglieranno, dovrà avere la capacità e la disponibilità di tempo per lavorare nel Palazzo …“dodici” ore al giorno, se occorre,  e per l’intera legislatura. Dovrà saper scegliere gli Assessori, come legge ha ritenuto di disporre, senza imposizioni di parte, quelli più indicati per ciascun dipartimento. L’intera Giunta dovrà essere formata da persone coraggiose, capaci e unite, per affrontare e risolvere i vari e spinosi problemi che assillano la città di Tivoli e il suo territorio comunale.       

               Senza questa base minima, si rischia una desolante ripetizione dell’ultimo scorcio di attività amministrativa, con il riproporsi di gruppi e correnti di parte, dediti alla sola o preminente difesa dell’orticello elettorale, ed anche di altro che non ha niente a che vedere con gli interessi del Comune e dei cittadini.       

               Queste parole, semplici e chiare, ritengo di dover affidare alla comunicazione, affinchè non si abbia a continuare nelle inutili riproposizioni di uomini che, come suol dirsi …hanno già dato, o che magari nulla hanno dato alla colletività, in vari decenni di presenza e di attività amministrativa; per non più vedere e sentire la ripetizione sterile quanto non stucchevole delle inconcludenti lotte politichesi e non ‘politiche’, la radicalizzazione del potere talora solo personalistico e persino contro gli stessi e veri interessi della città.         

               Se veramente si vuole lavorare per l’avvenire migliorativo di Tivoli, si faccia la scelta innovativa di una lungimirante selezione delle persone adatte, almeno a livello di Governo cittadino, togliendo da esso la malefica radice politico-partitica che favorisce soltanto interessi di parte, a discapito delle risposte da dare alle necessità, varie e urgenti, dell’intera comunità tiburtina.

Tivoli_brandelli

un Carnevale, messo male e finito …a brandelli


Gallotti: opere senza taglio del nastro

25 Febbraio 2010

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota, inviataci dall’Ufficio Stampa del candidato Sindaco a Tivoli, per il PDL e liste connesse, Sandro Gallotti.

  •  “Sandro Gallotti annuncia opere senza taglio del nastro”   
  • “Il lavoro, innanzitutto! A giudicare dalla presentazione del candidato a sindaco Sandro Gallotti, imprenditore tra i primi in Italia, c’è stato un vero e proprio rovesciamento di ruolo.
    Secondo Sandro Gallotti la ripresa occupazionale è al primo posto. Il candidato del centrodestra è l’unico a dire che Tivoli ha esaurito la sua rendita di posizione e deve muoversi per moltiplicare le opportunità occupazionali. “La ripresa - ha detto Gallotti - dipende molto anche da noi”.
    Il progetto di Gallotti consiste nel riattivare la voglia di impresa quindi l’accesso al credito e la moltiplicazione di opportunità perché si affermino nuove professioni e attività artigiane. Nella sua visione il governo della città deve essere la leva per sollevare Tivoli dal macigno della disoccupazione crescente.
  • L’ex comunista Vincenzi invece si presenta con le credenziali dell’uomo del fare e delle grandi opere. Quindi, grandi appalti. Molti ne sono stati fatti ma avrebbero dovuto prevedere la manutenzione ordinaria e straordinaria. Sono evidenti infatti le cose fatte, magnificate da Vincenzi, ma cadute in disgrazia: il Ponte della Pace ridotto a livello rovinoso, l’impianto sportivo agli Arci, la palestra non omologata, il palazzetto dello sport e la piscina non utilizzata, gli stabilimenti dietro il Duomo recuperati costati nove miliardi di lire, ma lasciati in disuso dopo il ripristino. Una situazione di fatiscenza che ridà altrettanta fatiscenza alla forza di Marco Vincenzi come uomo del fare.
  • Sandro Gallotti vuole iniziare in un modo diverso. Non promette effetti speciali ma vuole operare per creare nuova occupazione. Una grande opera che non ha bisogno di tagli del nastro.”

Per un nuovo “centrosinistra” a Tivoli?

25 Febbraio 2010

 pontelucano a.d. MMX-02

Riprendiamo e pubblichiamo quanto pubblicato da idvtivoli nel post titolato:
“Ezio Paluzzi Candidato a Sindaco

  • Italia dei Valori, di Rifondazione Comunista, del Partito Socialista e della lista Grillo, hanno individuato in Ezio Paluzzi il candidato sindaco della coalizione. Questa scelta, che rappresenta la vera ed unica prospettiva di discontinuità e rinnovamento della politica sul nostro territorio, intende promuovere la costruzione di un’aggregazione non di ceto politico ma di cittadini e cittadine che lottano e si impegnano per la partecipazione democratica e per la difesa del bene comune. I nostri veri alleati sono coloro che si riconoscono distanti dalla città “che conta e che decide” chiusa nell’isolamento del “Palazzo”. Intendiamo rinnovare con questa proposta politica un percorso del centro-sinistra consumato nelle lotte intestine del PD e fornire un’alternativa di operosità amministrativa per la qualità della vita, l’ambiente, i giovani e la cultura.”
  • “Abbiamo raccolto un sentimento diffuso che esiste tra i cittadini di realizzare percorsi politici che siano di stimolo per una stagione di dibattito aperto a tutti – ha dichiarato Ezio Paluzzi - costruiamo insieme una nuova aggregazione che guardi al mondo dei giovani, dei lavoratori e del precariato. Un augurio di buon lavoro alle altre forze politiche di centro-sinistra che non hanno voluto raccogliere questo forte segnale di cambiamento, preferendo percorrere sentieri già calpestati”.  

Rifondazione Comunista, nel suo blog, pur preannunciando lo stessa decisione di cui sopra, la presenta in modo alquanto diverso:  forse più spiccia, sicuramente meno paludata di anti-politica, alquanto rancorosa (è evidente) verso chi per lungo tempo è stato, nell’amministrazione della città, piaccia o non piaccia ammetterlo, alleato o compagno di cordata, senza portare a soluzione vera alcuna delle problematiche in cui si dibattono la città-territorio e i suoi abitanti.

Leggiamo nel postTivoli: elezioni comunali, Ezio Paluzzi candidato del centrosinistra”:

  • “Il fallimento totale dell’amministrazione precedente, guidata dal sindaco del PD Giuseppe Baisi, inizia a produrre le conseguenze politiche che Rifondazione Comunista aveva preannunciato.
    Assegnare la responsabilità politica ai cinque “dissidenti” serve a mascherare le gravi responsabilità della dirigenza del partito democratico che, fin dalla approvazione del primo bilancio, aveva voluto imporre agli alleati la loro visione manichea sulla gestione della cosa pubblica: o con me o contro di me.”
  • tivolirinasce01 Noi di lot.net, credendo nel principio della coerenza  d’azione con le proprie idealità politiche e culturali, ritenendo necessarie quanto legittime le istanze di una politica di sinistra nella società attenta soprattutto alla giustizia e al sociale, pur sulla base di una matrice marxiana e comunista che non condividiamo, non poche volte abbiamo per così dire auspicato una rinnovata autonomia di idee e di proposte nei confronti sia del PD che del “vincenzismo”.  Staremo a vedere, dopo il 28/29 di marzo, se tutto questo sta a significare per Tivoli realmente un “forte segnale di cambiamento (accettando per questo anche un ruolo di opposizione, se l’elettorato vuole) o se si tornerà a …“percorrere sentieri già calpestati”!

    Tibur pontelucano 2010


Tivoli, in cerca di futuro

18 Febbraio 2010

stemma di tivoli (tibur)

Una città che vuole sognare il suo futuro.
Oggi Tivoli appare pronta ad un cambio di passo, ad un cambio di metodo (a un riposizionarsi di alcuni dei suoi uomini più sensibili alla politica) nella gestione del suo presente e nell’invenzione del suo futuro.  E’ quanto ho pensato, nel lasciare l’incontro con la stampa, organizzato oggi 18 febbraio, presso l’ex chiesa di San Michele a Tivoli. Forse sarà stato perchè uscendo della Conferenza, in strada non pioveva più ed anzi c’era un po’ di sole… Sarà stato un caso?

Si chiude così una fase magmatica, tribolata alquanto e altrettanto preziosa per tutti, prima della campagna elettorale vera e propria, nella contrapposizione delle parti per conquistarsi il consenso dei cittadini (elettori e non) per l’Amministrazione del Comune. E’ stato il momento di fare l’utile riflessione del “a che punto siamo o siamo arrivati”, di maturare delle scelte, responsabili, verso se stessi e soprattutto nei confronti della collettività.
Ho personalmente condiviso tali scelte, per il giusto e dignitoso travaglio da cui sono state dettate, per la bontà politico-ideale con cui le persone - dette transfughe -  hanno motivato la loro adesione all’UDC. 

Per la cronaca, sono: Tonino Bernardini, Marino Capobianchi, Luciano Conti, Antonio Pisapia, Bernardino Romiti, provenienti da gruppi consiliari di centrosinistra, unitamente a Ezio Fiorenzi, già membro dell’Unione Comunale del PD.

Partecipanti alla Conferenza Stampa UDC 

Di seguito diamo il Comunicato distribuito da tali esponenti tiburtini nella detta Conferenza Stampa:

“Alcuni punti sono scolpiti nella mente e nel cuore e comunque sono la stella polare delle nostre iniziative, scelte, proposte e risoluzioni. Sono i seguenti:

  • Il rispetto della persona
  • Il bene comune
  • L’autonomia politica territoriale
  • Il diritto all’errore
  • La possibilità di sognare

Può sembrare banale ricordare i punti sopra esposti, ma ci vediamo costretti a rivendicarli perché riteniamo che siano venuti meno nella politica tiburtina degli ultimi anni.”“Volendo fare un’analisi sintetica dell’ultimo decennio, vedremmo che i primi anni sono stati caratterizzati da un periodo di” vacche grasse”, dove sono stati spesi tanti soldi, ma senza fare investimenti. Peraltro ci si è liberati di alcuni servizi ritenuti fastidiosi (l’acqua, l’acqua solfa, il servizio tecnico, il protocollo, l’anagrafe, i rifiuti) in nome di un’esasperata politica dell’apparire. Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da un continuo accumulo di buchi al bilancio e dal non fare niente, dovuti essenzialmente ad insipienza amministrativa. La confusione e la soggezione nello svolgimento dei ruoli istituzionali hanno evidenziato il fallimento definitivo di un metodo impostato solo sulla prepotenza, sull’arroganza e sulla sudditanza.”“Le recenti dimissioni del sindaco sono il paradigma del metodo usato negli ultimi lustri. Metodo che, messo allo scoperto, non ha tenuto. Infatti, il sindaco si è dimesso perché doveva farlo: nessun consigliere lo ha sfiduciato, su nessuna questione si sono esplicitate diversità di posizioni. Semplicemente non si è voluto rispondere al nostro appello per una partecipazione reale e una condivisione delle scelte. In pratica non si è voluta accantonare la “regola dell’eccezione” applicata negli ultimi anni.”“Nel merito (e non è paradossale) riteniamo indispensabile e c’impegniamo a ridare, dopo un decennio, il sindaco a Tivoli che con un programma politico amministrativo partecipato e condiviso, con un’alleanza coesa ed un esecutivo capace possa far tornare a sorridere la comunità tiburtina.”“L’assunzione dei principi suddetti e il NO irreversibile all’arroganza e alla prepotenza, affinché l’ultimo dei sottomessi e dei ricattati possa dire liberamente “mi ribello”, sono stati e sono lo spartiacque per aprire un confronto, un dialogo, una partecipazione, una collaborazione e un’appartenenza per essere della partita politico amministrativa di Tivoli.”“L’UDC, a tutti i livelli, ha fatto propria la proposta politica del gruppo dei cinque e ad esso ha consegnato le chiavi di casa.”  Per il coordinamento, Ezio Fiorenzi, 18.02.2010 

Presente all’incontro  anche il Coordinatore Regionale, on. Luciano Cioccheti che - rivendicando per l’Udc la utile politica (scelta dall’esponente nazionale Casini) di “non più accodarsi” agli schieramenti contrapposti, a prescindere, ma di  ”scegliere”, anche idealmente e non solo sul piano programmatico - si è detto convinto che il moderatismo dell’UDC possa essere il luogo più giusto per ridare serenità e proficuità d’azione a chi, a Tivoli, con onestà e dignità, ha deciso “di rimettersi in gioco personalmente”, per ridare al Comune una nuova e diversa chance di sviluppo, proficuo e realmente democratico.  “Per ridare - aveva detto prima di lui Fiorenzi - serenità alla stessa collettività tiburtina“.

L’incontro è stato anche il luogo e il momento dell’annuncio definitivo che Sandro Gallotti, imprenditore con la passione della politica, con amore per Tivoli non meno, è il Candidato Sindaco per il Centrodestra e liste connesse o alleate.
Sandro Gallotti per Tivoli Apparso sereno e convinto, Gallotti, prendendo la parola, ha anticipato la sua idea di una città gestita “come una spa”, per uno “sviluppo d’intesa” con tutte le forze politiche e sociali, per il noto e ineludibile obiettivo del bene comune.

Noi, augurando che questo avvenga o possa avvenire, annotiamo - da cittadini, che osservano e vivono quotidianamente nel Comune e nell’area metropolitana adiacente - che per amministrare  al meglio una città e il suo territorio occorra avere un’idea di sviluppo  urbano e sociale che va al di là (e ben oltre)  le “riqualificazioni” di facciata di strade e piazze, opere necessarie ma relative solo e soltanto alla loro necessaria manutenzione periodica. 
Il cittadino - dal Comune alla Nazione - desidera trovare nelle pubbliche amministrazioni soluzione dei problemi della vita.  Vuole avere reale motivo di pensare che sia utile e confortante il vivere in società. Il resto non “è noia”, ma di sicuro non attiene alla politica.
(G. F. Pollutri)

  • la foto dei partecipanti alla Conferenza è tratta dal Blog UDC TIVOLI


Le Scelte (a Tivoli)

15 Febbraio 2010

“Le scelte trasparenti e chiare vanno rispettate tutte. Però … 
 
dal blog “Sinistra per Tivoli”:
I CASINI di TIVOLI” - Post n°824 pubblicato il 14 Febbraio 2010  
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“Per la verità la posizione di Rifondazione rispetto alla politica di Capobianchi è stata scritta nero su bianco in un comunicato che, data la sua brevità, riporto integralmente ed è consultabile sul sito dei “rifondaroli” tiburtini: di seguito il testo del comunicato prodotto dal Direttivo nella riunione del 29 luglio 2009:
“Il Direttivo nella riunione del 29/07/2009, sentita la relazione del Segretario sull’incontro avuto con Marino Capobianchi, ha deciso all’unanimità che il capogruppo della Sinistra l’Arcobaleno non rappresenta più la linea politica del P.R.C. di Tivoli, circolo “Fernando Cerini”.
L’allora sindaco Baisi ed il segretario del Pd Picarazzi, su questo comunicato, fecero orecchie da mercante e si relazionarono solo con chi poteva votargli la fiducia in consiglio comunale. E questa storia andò avanti fino all’ultimo quarto d’ora prima della mezzanotte del  20 gennaio 2010. E se le cose si fossero aggiustate Capobianchi, come anche qualche altro consigliere andava ciarlando, avrebbe rappresentato non se stesso ma un intero partito, nonostante il comunicato del Prc del 30 luglio del 2009. Ed allora sarebbe stato il salvatore della città. Non è andata così. Qualcuno ha mandato a casa Baisi e Capobianchi per ridisegnare nuovi equilibri nel Pd ed in città. Questo trasferimento all’UDC è una delle prime conseguenze. Ne seguiranno altre.
Le scelte trasparenti e chiare vanno rispettate tutte. Però …  Quando vi viene voglia di distruggere la vita politica delle persone pensate alle vostre recite ed al ruolo che il capo vi vuole assegnare per la prossima rappresentazione.”

Nota - Sbaglierò ma, io credo, che l’autore del post sopra indicato voglia riferirsi al PRC Circolo di Tivoli. A mio avviso a ragione, alla luce di quanto si legge nel sito di tale partito (nella sua espressione internettiana …vagamente tiburtina)  nei riguardi di chi ha fatto (come suole avvenire nella vita di un uomo, in ogni campo) legittimamente delle scelte, e in particolare in riferimento al suo ormai ex esponente in Consiglio Comunale Marino Capobianchi.

Scrive Rifondazione: “I cinque consiglieri, quattro (Pisapia, Romiti, Bernardini, Conti) del PD ed uno (Capobianchi) dell’Arcobaleno hanno scelto di unire le loro forze e continuare la loro battaglia contro lo strapotere di Vincenzi “saltando il fosso” e rinforzare le fila del centro collocandosi però a destra nello schacchiere politico tiburtino.” 
aggiungendo: “Per noi di Rifondazione Comunista la vicenda di Capobianchi è emblematica di un modo di far politica al di fuori dei partiti che, alla luce della sua conclusione, non può che essere una scelta suicida.”

  • Mi chiedo da cittadino, che vuol capire (nel guazzabuglio d’idee e nella paralisi amministrativa in cui appare immersa Tivoli - città e territorio), come è possibile pensare che chi non è a sinistra stia per forza di cose “a destra” altrimenti detto “nello schieramento delle destre” (con significato assolutamente negativo) e nel caso specifico, perchè Capobianchi - in fondo ad un percorso che lo ha portato a non riconoscersi, non tanto nelle idee politiche, quanto nelle scelte amministrative del PRC di Tivoli - possa e debba essere definito un “suicida”.

  • Io credo, al di là delle “scelte” di cui parliamo, che in politica (nelle Amministrazioni degli Enti locali soprattutto, dove si deve gestire al meglio, e operare per lo sviluppo, centri urbani e territori) occorra soprattutto prendersi la responsabilità delle proprie azioni, piuttosto che delle convinzioni ideali del partito di riferimento.
    Se questo è vero, mi chiedo allora:
    Quali sono - tralasciando il recente passato -  oggi “le scelte” della Rifondazione? O più prosaicamente detto: Cosa vuol fare “la sinistra” in merito alla riproposizione dello “strapotere” di Vincenzi? E, a corollario, per niente ozioso: se si possono ritenere, nel loro amministrare, “di sinistra” i noti Vincenzi-Picarazzi-Pepe -…?

  • Ripeto, un cittadino, in democrazia, accade che voglia sapere. Per capire, non per altro, seppur consapevole che “i giochi”, votato che abbia nel seggio elettorale, non sono più alla sua portata. 
    Ha ragione Rifondazione: le carte le danno i partiti, e chi è fuori dal partito …conta come “un due di coppe”!
    (Giuseppe F. Pollutri)