Allarme Fao: Oltre un miliardo di persone nel mondo soffre la fame.
La scandalosa cifra è stata sottolineata dal direttore generale della Fao, Jacques Diouf, che a Roma ha annunciato una petizione su scala mondiale per protestare contro questa tragica situazione. Una persona su sei non ha cibo a sufficienza. Per nutrire la popolazione mondiale - ha detto Diouf - serviranno 44 miliardi di dollari in aiuti all’agricoltura, comparati agli attuali 7,9 miliardi. (dal TG Com – Mondo dell’11 nov. 2009)
Oggi a Roma si chiude il vertice Fao, con molte parole ma con pochi concreti aiuti per gente la cui prima necessità è alimentarsi. «Anche quando non muore - ha detto Padre Federico Lombardi in un editoriale per il Centro televisivo vaticano - chi patisce la fame «vive a metà». La strada da percorrere a suo avviso è «favorire lo sviluppo agricolo dei Paesi più poveri» «Non dovrebbe essere difficile per i partecipanti al vertice di Roma. Ma poi bisogna agire di conseguenza».
Per gli affamati del mondo, di Giuseppe PORCELLI
Oggi nel mondo esistono guerre silenziose alle quali l’Italia partecipa, in dispregio alla nostra stessa Costituzione, che denunciano chiaramente una serie di situazioni al limite della sopportazione umana, che sono gestite e alimentate da vergognosi interessi di parte economica, speculativa e politica. Chi paga sulla sua pelle le conseguenze assassine di questi fatti raccapriccianti, sono sempre gli stessi morti di fame che si piegano a imbracciare le armi, bambini compresi, al servizio di questi o quelli, per una manciata di vile denaro o addirittura per un piatto di minestra!
Quello che lascia esterefatti, di fronte a tanta puzzolente situazione, è l’indifferenza o quasi dell’opinione pubblica mondiale. Noi continuiamo a trastullarci con l’invio di elemosine che il più delle volte sono assorbite dalle spese necessarie di natura corrente e burocratica, mentre la necessità assoluta è quella di ripartire il reddito mondiale per farlo crescere anche dove è quasi inesistente. Queste non sono le idee di un esaltato, ma sono la ripetizione di affermazioni evangeliche più volte e ripetutamente rilevate in varie Encicliche del Papa.
E’ il caso di ricordare che la Chiesa nelle letture della S. Messa, da secoli ci ricorda alcuni pensieri, come questo della lettera di S. Giacomo Apostolo (5.1.6.):
Ora che voi, ricchi, piangete e gridate per le sciagure che cadranno su di voi! Le vostre ricchezze sono marce, i vostri vestiti sono mangiati dalle tarme. Il vostro oro e il vostro argento sono consumati dalla ruggine, la loro rugine si alzerà ad accusarvi e divorerà le vostre carni come un fuoco. Avete accumulato tesori per gli ultimi giorni! Ecco, il salario dei lavoratori che hanno mietuto sulle vostre terre, e che voi non avete pagato, grida, e le proteste dei mietitori sono giunte alle orecchie del Signore onnipotente.
Sulla terra avete vissuto in mezzo a piaceri e delizie, e vi siete ingrassati per il giorno della strage. Avete condannato e ucciso il giusto ed egli non vi ha opposto resistenza”. Parola di Dio.
I pensieri di cui sopra sicuramente calzano per un periodo a noi lontano, ma è cambiato veramente poco. Se ancora oggi i ricchi accumulano in maniera esagerata tutto e ancora di più; se i ricchi non danno il dovuto compenso agli immigrati, che raccolgono i frutti e lavorano la terra; se le famiglie subiscono la disoccupazione e la cassa integrazione; se esiste ancora lo sperpero di compensi miliardari a fronte della mancanza di un lavoro, dell’acqua da bere e di un letto dove dormire, per le popolazioni di mezzo mondo, significa che quelle parole hanno ancora oggi un giusto significato!
Se riusciremo a sostenere tutti insieme, la giustizia e la pace, senza alcuna violenza, ma soltanto con la forza della unitarietà, sicuramente le cose cambieranno e ci sarà per tutti il necessario e il giusto. Tivoli, 16.11.2009

A Tivoli, lunedì 7 dicembre p.v. ore 17.30, alle “Scuderie Estensi”, verrà presentato il volume di G. Porcelli, titolato: LA RIVOLUZIONE PACIFICA MONDIALE.
Una riflessione lucida e appassionata, proposte utopiche quanto necessarie e inevitabili per chi ritiene di potersi dire “un cristiano”, che trattano proprio il problema posto ancora una volta dalla Fao all’attenzione dei Governanti del mondo. Per pensare - tralasciando per un momento di preoccuparci della nostra relativa “povertà” - sul destino de “gli ultimi”, ormai “un miliardo”, che non hanno ereditato - o piuttosto cui è negato - la loro parte della Terra, e persino acqua e pane.
Si parlerà anche in quest’occasione del “prossimo tuo”, evangelicamente da amare, ma per prima cosa da sfamare. gfp