info Elezioni Tivoli

12 Marzo 2010

Prima del voto

urna elettorale

Anche se non manifestatamente, ci accade di sentirci  dire:
- Come mai vi occupate solo di alcuni partiti, e  perchè non date notizia e rilievo anche  agli altri schieramenti in campo…?

Se necessario dire ciò che dovrebbe essere intuibile, annotiamo:

  • Per un sito-blog come il nostro, gli argomenti (le persone, i fatti, gli avvenimenti, e in questo momento i partecipanti alla competizione elettorale per il rinnovo dell’Amministrazione comunale) vengono presi in esame e trattati - a nostra libera scelta e volonta, com’è naturale che sia: per il significato e l’importanza che hanno (soprattutto per il cittadino e per la collettività, non solo tiburtina), perchè base o spunto per elaborare e proporre un’opinione o una riflessione, perchè magari ci viene chiesto inviando notizia o Comunicati.
    E’ evidente che questo non è uno spazio ‘istituzionale’ e neppure un organo di informazione. In particolare, il Pd di Tivoli non è presente nei nostri “discorsi”, se non inplicitamente o di riflesso, poichè nulla ci è mai pervenuto da questo partito (info/comunicati ed altro) e perchè - strano che sia - non ci risulta che tale forza politica abbia un suo spazio web del e sul territorio tiburtino, da cui prendere o derivare notizie e motivi di nota.

Chi naviga sul web sa dove trovare notizie che riguardano protagonisti e accadimenti di Tivoli.
Per le elezioni prossime (Liste, Candidati, Programmi), oltre l’istituzionale Comune di Tivoli,  possiamo indicare - a costo di fargli una pubblicità non richiesta e del tutto gratuita - quello che noi stessi abbiamo trovato in rete, ed è il sito specificatamente dedicato e denominato: Elezioni Tivoli 2010.

Naturalmente, da tenere presente i siti-web delle stesse forze politiche, che qui elenchiamo con link:

Salvo altri che noi non conosciamo o non troviamo sulla rete.

15/03/2010
Su segnalazione ricevuta, aggiungiamo alla lista:


lettera

9 Marzo 2010

dal Presidente ai cittadini

provocatoria dal “popolo viola”

dal web

Ecco come il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha risposto attraverso il sito web del Quirinale ad alcuni cittadini che chiedevano chiarimenti in merito al decreto emanato dal Governo.

“Egregio signor Magni, gentile signora Varenna,
ho letto con attenzione le vostre lettere e desidero, vostro tramite, rispondere con sincera considerazione per tutte le opinioni dei tanti cittadini che in queste ore mi hanno scritto.
Il problema da risolvere era, da qualche giorno, quello di garantire che si andasse dovunque alle elezioni regionali con la piena partecipazione dei diversi schieramenti politici. Non era sostenibile che potessero non parteciparvi nella più grande regione italiana il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo, per gli errori nella presentazione della lista contestati dall’ufficio competente costituito presso la corte d’appello di Milano. Erano in gioco due interessi o “beni” entrambi meritevoli di tutela: il rispetto delle norme e delle procedure previste dalla legge e il diritto dei cittadini di scegliere col voto tra programmi e schieramenti alternativi. Non si può negare che si tratti di “beni” egualmente preziosi nel nostro Stato di diritto e democratico.
Si era nei giorni scorsi espressa preoccupazione anche da parte dei maggiori esponenti dell’opposizione, che avevano dichiarato di non voler vincere – neppure in Lombardia – “per abbandono dell’avversario” o “a tavolino”. E si era anche da più parti parlato della necessità di una “soluzione politica”: senza peraltro chiarire in che senso ciò andasse inteso. Una soluzione che fosse cioè “frutto di un accordo”, concordata tra maggioranza e opposizioni?
Ora sarebbe stato certamente opportuno ricercare un tale accordo, andandosi al di là delle polemiche su errori e responsabilità dei presentatori delle liste non ammesse e sui fondamenti delle decisioni prese dagli uffici elettorali pronunciatisi in materia. In realtà, sappiamo quanto risultino difficili accordi tra governo, maggioranza e opposizioni anche in casi particolarmente delicati come questo e ancor più in clima elettorale: difficili per tendenze all’autosufficienza e scelte unilaterali da una parte, e per diffidenze di fondo e indisponibilità dall’altra parte.
Ma in ogni caso – questo è il punto che mi preme sottolineare – la “soluzione politica”, ovvero l’intesa tra gli schieramenti politici, avrebbe pur sempre dovuto tradursi in soluzione normativa, in un provvedimento legislativo che intervenisse tempestivamente per consentire lo svolgimento delle elezioni regionali con la piena partecipazione dei principali contendenti. E i tempi si erano a tal punto ristretti – dopo i già intervenuti pronunciamenti delle Corti di appello di Roma e Milano – che quel provvedimento non poteva che essere un decreto legge.
Diversamente dalla bozza di decreto prospettatami dal Governo in un teso incontro giovedì sera, il testo successivamente elaborato dal Ministero dell’interno e dalla Presidenza del consiglio dei ministri non ha presentato a mio avviso evidenti vizi di incostituzionalità. Né si è indicata da nessuna parte politica quale altra soluzione – comunque inevitabilmente legislativa – potesse essere ancora più esente da vizi e dubbi di quella natura.
La vicenda è stata molto spinosa, fonte di gravi contrasti e divisioni, e ha messo in evidenza l’acuirsi non solo di tensioni politiche, ma di serie tensioni istituzionali. E’ bene che tutti se ne rendano conto. Io sono deciso a tenere ferma una linea di indipendente e imparziale svolgimento del ruolo, e di rigoroso esercizio delle prerogative, che la Costituzione attribuisce al Presidente della Repubblica, nei limiti segnati dalla stessa Carta e in spirito di leale cooperazione istituzionale. Un effettivo senso di responsabilità dovrebbe consigliare a tutti i soggetti politici e istituzionali di non rivolgersi al Capo dello Stato con aspettative e pretese improprie, e a chi governa di rispettarne costantemente le funzioni e i poteri.

Cordialmente, Giorgio Napolitano
 
 
Napolitano “uno di loro”Ringraziamo il Presidente per la sua discrezione e altrettanta sensibilità. Certo, è uno di noi, liberi cittadini.

l’ha detto Repubblica

1 Febbraio 2010

La notizia:
Il giudice: “Figli di una coppia di lesbiche? Nessun disagio per loro dall’omosessualità”
http://www.notiziegay.it/ - La Repubblica - Milano, 29 gen 10

giudizio dal tribunale Sull’argomento pubblichiamo, per totale condivisione:

Giochi di parole e pigrizie cicliche, di Gianni Gennari

«I giudici: da genitori gay nessun disagio per i figli». Titolo venerdì di “Repubblica” (p. 25), e sommario bis tranquillizzante: «Per i giudici i genitori gay non sono causa di disagio per i figli». Due semplici osservazioni. La prima sulla verità delle parole. “Genitori”: è serio usare il termine in casi come questo? Possono due persone dello stesso sesso essere entrambi «genitori» di uno stesso figlio? E un figlio essere davvero figlio di due omosessuali? I contorcimenti della lingua talora dicono, o dovrebbero dire, che qualcosa non fila, e che forse si dovrebbe riflettere. La seconda osservazione viene spontanea leggendo che l’affermazione di «nessun disagio per i figli» è in un «provvedimento del Tribunale». Anche qui due pensieri. Il primo dice che l’affermazione non è di carattere giuridico, ma largamente psicologico, affettivo, comportamentale, e quindi sarà basata su opinioni autorevoli di psicologi e studiosi del comportamento, che tuttavia nella circostanza - a parte la falsificazione dei termini visti sopra - non potranno che riferirsi al caso specifico esaminato dal Tribunale, e quindi affermare che «quelle due» persone non sono causa di disagio per «quei» ragazzi. Perciò titolo e sommario, che universalizzano la conclusione, è un imbroglio: come se un tribunale assolvesse da un furto una signora coi capelli rossi e si scrivesse che tutte le signore coi capelli rossi sono innocenti dai furti. Vizi giornalistici fissi. Ieri infatti, ritornello a ogni fine gennaio, poiché il Papa ricorda alla Rota l’indissolubilità del matrimonio, leggi che «il Papa sferza», «bacchetta» e «striglia». Riso am-eno!

(Avvenire.it - Lupus in pagina)


Succede a Tivoli, in gennaio

9 Gennaio 2010

 Palazzo Città a Tivoli

Riceviamo e pubblichiamo da

“Ufficio Stampa Circolo della Libertà “Libera Italia”

“TIVOLI - Finalmente si è dimesso! 
La coalizione di sinistra messa insieme da Vincenzi e Baisi si è di dissolta dopo appena un anno ed otto mesi dalle elezioni.  Quello che avevamo sempre sostenuto si avverato: la maggioranza che Vincenzi aveva messo insieme, era solo un cartello elettorale che gli ha permesso di vincere le elezioni, ma non di governare. 
Ad una attenta analisi sembrerebbe che questa accozzaglia di partiti partitini e liste civiche sia servita solo a portare a termine l’unico atto che l’ex sindaco non era riuscito a compiere in pieno: la svendita del pacchetto azionario di maggioranza delle Acque Albule S.p.A. di proprietà del Comune di Tivoli. Infatti la giunta Baisi è stata caratterizzata dall’immobilismo amministrativo quasi totale. Le conseguenze per la città sono state devastanti:
-       Le strade sono dissestate;
-       Non c’è più sicurezza;
-       Non c’è più spesa sociale;
-       Non ci sono fondi per cultura sport e spettacolo;
-       Non sono stati realizzati i parcheggi;
-       Non sono state realizzate le opere promesse in campagna elettorale;
-       Il turismo e l’economia locale sono stati annullati. I cittadini hanno dovuto assistere solo ad un ridicolo teatrino che ha portato ad un vorticoso cambio di poltrone: assessori dimessi, dismessi, reintegrati, sostituiti. Per non parlare dei vertici delle società municipalizzate. Il tutto per mantenere in vita una giunta che nella sua vita ha posto in essere un solo atto importante: La privatizzazione della Acque Albule S.p.A. attraverso la svendita delle azioni di proprietà del Comune.
Ora il sindaco, con la lettera aperta indirizzata ai cittadini, sembrerebbe voler mandare un chiaro messaggio ai consiglieri di maggioranza dissidenti: Se nei venti giorni che servono affinché le dimissioni diventino definitive, essi non verranno a miti consigli sui temi che interessano molto l’ex sindaco Vincenzi, andranno tutti a casa.
Intanto la Città non è governata ed i danni causati da questa situazione rischiano di divenire irreparabili. Sindaco, consiglieri di maggioranza, avete provocato troppi danni: che le dimissioni siano definitive! ”
ass.cdl.tivoli@gmail.com
www.libera-italia.it

incognite genti a tivoli 2010

Informa e precisa in questi giorni Il Messaggero.it:
“Tivoli, si dimette il sindaco Baisi: Centrosinistra senza maggioranza”.
Due dati concreti e inoppugnabili:
a. le dimissioni del Sindaco,
b. la causa conclamata di tale atto.
Nei giorni prossimi forse ci saranno nei Media ancora notizie del come e sul come una Maggioranza, che palesemente e dichiaratamente non esiste più e ha provocato la caduta,  con molta fantasia, tanta quanto usuale facciatosta, prima che il tempo breve di una sorta di ultimatum dato dal primo cittadino ai suoi compagni o collaterali scada,  …si è ricomposta, più coesa che mai, …”impegnandosi con lealtà e coerenza per continuare il lavoro avviato e compiuto nell’interesse della collettività“. Sino alla successiva crisi, o mal di pancia di qualcuno dei componenti d’una coalizione personalistica a geometria variabile. Ovviamente.
Sappiamo che cosi usa in tale faccende, e talmente è more solito, che  ove avessi a manifestare qualche dubbio in proposito, da cittadino-elettore - pur non entrando nella dialettica tra le parti, ma solo dal punto di vista della ragione, del buon senso, del dovuto rispetto della collettività - mi sentirei rispondere, in modo sdegnoso o anche canzonatorio: “…umane genti, state contente al quia. E più non dimandate”. Ovvero: il cittadino non deve chiedersi più di tanto, poichè non è in grado di capire come …”nell’interesse della collettivita” si possa fare e disfare, e poi ri-fare, daccapo e ancora,  una Amministrazione, un Programma, …tante raffazzonate Giunte! Evidentemente “il senso di responsabilità” di costoro trascende i limiti che questo concetto ha nel “popolo”.

Mi smentiranno questa volta? Vorranno tornare Costoro ad essere popolo, ammettendo di aver fallito e che non si può menare troppo a lungo ”il can per l’aia”?

Un’ultima battutta mi concedo all’indirizzo del cronista (m.c.) del giornale Nuovo Oggi. Non capisco - da lettore -  perchè abbia sentito necessario, anzichè eventualmente entrare nel merito, definire il Circolo Libera Italia come “redivivo” ed aggiungere subito dopo che con il Comunicato di cui sopra abbia voluto “…approfittare (sic) del precario stato di salute dell’amministrazione Baisi“. Cos’è che avrebbe dovuto fare, vista la stagione, … mandargli un’aspirina o uno sciroppo?
Anche questo succede, motivato o da una diversa appartenenza (irrispettosa nella comunicazione, se non dichiarata) o da un diverso significato che si da alle parole fra …”le umane genti”, cui penso di appartenere, pur avendo come “m.c.” licenza e consuetudine di dire e scrivere.  GFP


La fame del “prossimo tuo”

18 Novembre 2009

Djouf Fao 

Allarme Fao: Oltre un miliardo di persone nel mondo soffre la fame.
La scandalosa cifra è stata sottolineata dal direttore generale della Fao, Jacques Diouf, che a Roma ha annunciato una petizione su scala mondiale per protestare contro questa tragica situazione. Una persona su sei non ha cibo a sufficienza. Per nutrire la popolazione mondiale - ha detto Diouf - serviranno 44 miliardi di dollari in aiuti all’agricoltura, comparati agli attuali 7,9 miliardi. (dal TG Com – Mondo dell’11 nov. 2009)

Oggi a Roma si chiude il vertice Fao, con molte parole ma con pochi concreti aiuti per gente la cui prima necessità è alimentarsi. «Anche quando non muore - ha detto Padre Federico Lombardi in un edi­toriale per il Centro televisivo vaticano - chi pati­sce la fame «vive a metà». La strada da percorrere a suo av­viso è «favorire lo sviluppo agricolo dei Paesi più pove­ri» «Non dovrebbe essere dif­ficile per i partecipanti al ver­tice di Roma. Ma poi bisogna agire di conseguenza».

cereali per il mondo Per gli affamati del mondo, di Giuseppe PORCELLI        

Oggi nel mondo esistono guerre silenziose alle quali l’Italia partecipa, in dispregio alla nostra stessa Costituzione, che denunciano chiaramente una serie di situazioni al limite della sopportazione umana, che sono gestite e alimentate da vergognosi interessi di parte economica, speculativa e politica. Chi paga sulla sua pelle le conseguenze assassine di questi fatti raccapriccianti, sono sempre gli stessi morti di fame che si piegano a imbracciare le armi, bambini compresi, al servizio di questi o quelli, per una manciata di vile denaro o addirittura per un piatto di minestra!        

Quello che lascia esterefatti, di fronte a tanta puzzolente situazione, è l’indifferenza o quasi dell’opinione pubblica mondiale. Noi continuiamo a trastullarci con l’invio di elemosine che il più delle volte sono assorbite dalle spese necessarie di natura corrente e burocratica, mentre la necessità assoluta è quella di ripartire il reddito mondiale per farlo crescere anche dove è quasi inesistente. Queste non sono le idee di un esaltato, ma sono la ripetizione di affermazioni evangeliche più volte e ripetutamente rilevate in varie Encicliche del Papa.    

E’ il caso di ricordare che la Chiesa nelle letture della S. Messa, da secoli ci ricorda alcuni pensieri, come questo della lettera di S. Giacomo Apostolo (5.1.6.):
Ora che voi, ricchi, piangete e gridate per le sciagure che cadranno su di voi! Le vostre ricchezze sono marce, i vostri vestiti sono mangiati dalle tarme. Il vostro oro e il vostro argento sono consumati dalla ruggine, la loro rugine si alzerà ad accusarvi e divorerà le vostre carni come un fuoco. Avete accumulato tesori per gli ultimi giorni! Ecco, il salario dei lavoratori che hanno mietuto sulle vostre terre, e che voi non avete pagato, grida, e le proteste dei mietitori sono giunte alle orecchie del Signore onnipotente.
Sulla terra avete vissuto in mezzo a piaceri e delizie, e vi siete ingrassati per il giorno della strage. Avete condannato e ucciso il giusto ed egli non vi ha opposto resistenza”.  Parola di Dio.        

I pensieri di cui sopra sicuramente calzano per un periodo a noi lontano, ma è cambiato veramente poco. Se ancora oggi i ricchi accumulano in maniera esagerata tutto e ancora di più; se i ricchi non danno il dovuto compenso agli immigrati, che raccolgono i frutti e lavorano la terra; se le famiglie subiscono la disoccupazione e la cassa integrazione; se esiste ancora lo sperpero di compensi miliardari a fronte della mancanza di un lavoro, dell’acqua da bere e di un letto dove dormire, per le popolazioni di mezzo mondo, significa che quelle parole hanno ancora oggi un giusto significato!        

Se riusciremo a sostenere tutti insieme, la giustizia e la pace, senza alcuna violenza, ma soltanto con la forza della unitarietà, sicuramente le cose cambieranno e ci sarà per tutti il necessario e il giusto. Tivoli, 16.11.2009   

umano affamato
 

A Tivoli, lunedì 7 dicembre p.v. ore 17.30, alle “Scuderie Estensi”, verrà presentato il volume di G. Porcelli, titolato: LA RIVOLUZIONE PACIFICA MONDIALE. 

Una riflessione lucida e appassionata, proposte utopiche quanto necessarie e inevitabili per chi ritiene di potersi dire “un cristiano”, che trattano proprio il problema posto ancora una volta dalla Fao all’attenzione dei Governanti del mondo. Per pensare - tralasciando per un momento di preoccuparci della nostra relativa “povertà” - sul destino de “gli ultimi”, ormai “un miliardo”, che non hanno ereditato - o piuttosto cui è negato - la loro parte della Terra, e persino acqua e pane.

Si parlerà anche in quest’occasione del “prossimo tuo”, evangelicamente da amare, ma per prima cosa da sfamare. gfp 


“… Se l’utopia cancella la libertà”

11 Novembre 2009

Crocifisso 

Non per insistere ancora sull’argomento dell’ostracismo al Crocicifisso nelle scuole (e nei luoghi pubblici in genere) sentenziato dalla Corte di Strasburgo, ma perchè posizione ineccepibilmente lucida e ragionevole, trovo utile dare eco su questo blog all’articolo di Francesco Alberoni:

La storia, i simboli e i divieti. Se l’utopia cancella la libertà.

Pubblicato su Corriere delle Sera del 09 novembre 2009.

da leggere


del Crocifisso e d’altro (…a pensarci bene)

6 Novembre 2009

da Avvenire, Lupus in pagina
06/11/2009

Saggezza laica? Sì, ma con qualche riserva

«I tribunali dei diritti umani dovrebbero agire quando i crocifissi vengono tolti»!
Mercoledì titolo perentorio, sul “Riformista” (pp. 1 e 8), per una saggia riflessione di Benedetto Ippolito che, tra storia, costume e diritto, denuncia la tendenza che in termini correnti si direbbe «relativista» o «nichilista», cioè che «per difendere l’agnosticismo di qualcuno è meglio cancellare l’identità di tutti». E Ippolito definisce «surreale» la vicenda della «sentenza emessa contro l’Italia a favore di una cittadina finlandese che si è rivolta alla Corte di Strasburgo»: un incrocio un po’ da pazzi. Vai avanti con soddisfazione - almeno se la pensi come Malpelo - e trovi addirittura di più: «Anzi, sarebbe giusto che il tribunale dei diritti dell’uomo di Strasburgo intervenisse laddove un crocifisso fosse rimosso, pronunciando disappunto contro le nefandezze con cui, tanto spesso purtroppo, viene vilipeso il Papa o la Chiesa, simboli che rappresentano pubblicamente tutti i cattolici del mondo». Forte davvero, per qualcuno anche troppo, e da ringraziare. Ma con un cattivo pensiero: «nefandezze» e «vilipendio» verso «il Papa o la Chiesa»? Ma da noi i giornali, tutti o quasi quelli cosiddetti «laici», ne sono pieni! E spiace ricordare che le eccezioni sono poche. Anche sul “Riformista” trovi cose spacciate per «satira», e condivise con «Il Fatto» - stesso autore, stesso stile, stessi temi - già segnalate qui (20/10) come «vignette immonde, tra l’osceno e il calunnioso, con in mezzo Papa, presidente del Consiglio e una ministra».

Sia chiaro: nessuna censura, solo un pizzico di responsabilità! Non nichilista.

Gianni Gennari

Gesù Crocifisso nell’aula scolastica (condannato ancora) 

A pensarci bene… la sentenza dei Tribunale dei diritti dell’uomo, con sede a Strasburgo, appare alquanto surreale visto da quale pulpito viene …la predica (la sentenza). Tutelato il diritto di uno, chiedo: quello di noi altri, che legittimamente vorremmo postulare altra e opposta richiesta, chi lo tutelerà?

Al che le chiedo, Signora di Finlandia, non trova che il suo laicismo agnostico sia alquanto integralista? Laicamente - civilmente, se vuole - inaccettabile?

Giuseppe F. Pollutri


gente così

15 Luglio 2009

  Copio e divulgo da I «quattro gatti» del Tg3,  di Camillo Tarocci, in Ragionpolitica.it
…………………………………
“Tg3 di domenica, ecco che cosa ha detto Balducci
[il vaticanista di raitre Roberto Balducci] commentando l’inizio del periodo di riposo del pontefice a Les Combes d’Introd, in Valle d’Aosta:
«Domani Papa Ratzinger va in vacanza, dove lo attende il fresco delle montagne, un pianoforte nuovo, un barbecue e un grande ombrellone dove mangiare, leggere e riposare. E ci saranno anche due gatti, uno bianco e nero e uno grigio e anche un po’ malandato, ma siamo sicuri che gli strapperanno un sorriso, almeno quanto i proverbiali quattro gatti - forse un po’ di più - che hanno ancora il coraggio e la pazienza di ascoltare le sue parole».
In poche righe, una palese menzogna e un’offesa gratuita ai cattolici. Per quanto riguarda la menzogna, non occorre essere un principe del giornalismo per sapere che ad ascoltare il Papa e a seguirne l’insegnamento non sono di certo i «quattro gatti, o forse un po’ di più» di cui parla Balducci, bensì centinaia di milioni di persone in ogni parte del mondo. Per quanto concerne l’offesa, evidentemente dalle parti del Tg3 considerano i cristiani dei «cretini» che non hanno niente di meglio da fare che andare dietro alle farneticazioni di un vecchio di bianco vestito che ripete cose alle quali solo degli ingenui, dei creduloni o degli sconfitti dalla vita possono prestare fede.”

Non so voi, io non ho parole per sottolineare l’imbecillità del giornalista rai3. E lo pagano pure (…è uno di quelli assunto al canale rosso della rai, come gli altri,  …per titoli!). Avanti Italia, avanti popolo comunista, o come siano siano, ridotti a quattro, anzi a due gatti. Scusate, chi è che parlava di Neo regime?

“Il giornalista Roberto Balducci è stato rimosso dal suo incarico” - Decisione del direttore Di Bella (Corriere Della Sera del 14 luglio 2009)
Forse non tutti sono disposti a “stare al gioco”, o a portare il “giogo”.

gfpollutri

leggi tutto l’articolo

 


Se nudo è, non solo il re

20 Giugno 2009

Reame - Cantava Fabrizio De Andrè: «E’ mai possibile o porco di un cane che le avventure in codesto reame debban risolversi tutte con grandi puttane…».
E’ il breve quanto gustoso post di giovedì 18 di “semidiceviprima” di Spinelli & Cerulli.

Divertissement verbale a parte, pur non avendo fatto “il militare a Cuneo” come diceva Totò, ma altrove, chiunque può ritenersi “uomo di mondo” e dunque sa che dietro ogni buonadonna, di mestiere se non per vocazione, c’è sempre un “magnaccia”. Letteralmente chi “ci mangia sopra”.
Nell’ultima vicenda (messa in scena da certa Patrizia D’Addario da Bari) che sembra rivolta o destinata a colpire ancora l’uomo (o il capo del governo?) Berlusconi, appare chiaro che se è opinabile sostenere che l’opposizione cavalca anche questa opportunità di screditare il “nemico”, innegabile è che in questo caso a specularci su sono soprattutto i giornali e di rimessa tutti gli altri Media nazionali e stranieri, chi per un motivo più o meno collateralmente politico, chi - come usavavano fare un tempo giornali e riviste scandalistiche - per vendere copie o catturare telespettatori. Annotava stamane il commentatore del primo mattino rai3 Corradino Mineo, dopo averci inzuppato a lungo i biscotti della colazione: “Non che non sia inportante parlare delle cose che riguardano Berlusconi, ma è necessario passare ad altro”! Come dire: peccato che dobbiamo occuparci anche del come va la crisi - dei piani di fiat per l’Italia dopo la sua internalizzazione - dei timori e delle prospettive della Confindustria - delle Riforme e delle liberalizzazioni - del piano di ricostruzione dell’Abruzzo terremotato…, tutte cose che toccano da vicino i cittadini (almeno così, rivendicando all’occorrenza dignità e serietà, siamo soliti dichiarare). E’ altrettanto noto peraltro, e altrettanto vero, che i mass-media si occupano di quel che “la gente” vuole vedere e sentire. Nel caso non si può concludere - e non è bello doverlo ammettere - che, per completare il quadro all’inizio evocato, dietro o attorno alla “professionista”, di mestiere, di necessità o dilettante per gusto suo o per suo guadagno, ci sono …assai, troppi clienti.
Se la stampa in questo momento aumenta le sue vendite e le tivù fanno alzare l’indice d’ascolto, si può concludere che gli “acquirenti” sono proprio tanti. Quasi tutto un popolo, …porco d’un cane, e non solo il re Carlo (Martello) della canzone!


Calzolai e bilance laiche regolarmente sbilanciate

14 Giugno 2009

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tratto da Avvenire,
Lupus in pagina di Gianni Gennari

«Bilance sballate» in pagina.
Martedì “La Stampa” (p. 15) racconta la nota fiducia di Giovanni Paolo II nella psicologa polacca Wanda Poltavska, da lui conosciuta da sempre, e in passato raccomandata con efficacia guaritrice alle preghiere di Padre Pio, ma poi spara questo titolo: «Il Papa si fidava solo di Wanda». Dove lo «sballo»? In quel «solo»! Dunque il Papa non si fidava neppure del suo segretario? «Sutor, ne ultra crepidam» («calzolaio, non andare oltre la suola»): è sapienza latina per chi esagerava.

Altro giro di «sbilancio»? Corrado Augias (”Repubblica”, 10/6: «Lo studente con la maglietta di Fatima») rimprovera soave l’insegnante che in Sardegna in nome della laicità della scuola obbliga un tredicenne a togliersi una maglietta con la scritta «Fatima» e lo chiama più volte «bigotto», «aggiungendo che i cristiani” ripetono come pappagalli ciò che sentono da quel tedesco vestito in bianco». Augias ” bontà laica sua ” consente: ha sbagliato, ma” per «esasperazione», e subito aggiunge «per bilanciare» ” ecco il punto ” il ricordo della recente vicenda di un docente di matematica punito per aver sottoposto agli alunni un questionario sul gradimento della scuola di religione. Per lui era un «comportamento assolutamente legittimo». Assolutamente? Che succederebbe in ogni scuola se un insegnante facesse scrivere agli alunni, e poi lo rendesse pubblico, quello che pensano dei suoi colleghi e del loro insegnamento, gradito o subìto? Certe «bilance» laiche sono truccate, e viene il sospetto che lo siano “direbbe Totò ” «a prescindere», ogni volta che si tratta di religione. Brutto segno!

 12.06.09

Luce, da Avvenire