“… Se l’utopia cancella la libertà”

11 Novembre 2009

Crocifisso 

Non per insistere ancora sull’argomento dell’ostracismo al Crocicifisso nelle scuole (e nei luoghi pubblici in genere) sentenziato dalla Corte di Strasburgo, ma perchè posizione ineccepibilmente lucida e ragionevole, trovo utile dare eco su questo blog all’articolo di Francesco Alberoni:

La storia, i simboli e i divieti. Se l’utopia cancella la libertà.

Pubblicato su Corriere delle Sera del 09 novembre 2009.

da leggere


del Crocifisso e d’altro (…a pensarci bene)

6 Novembre 2009

da Avvenire, Lupus in pagina
06/11/2009

Saggezza laica? Sì, ma con qualche riserva

«I tribunali dei diritti umani dovrebbero agire quando i crocifissi vengono tolti»!
Mercoledì titolo perentorio, sul “Riformista” (pp. 1 e 8), per una saggia riflessione di Benedetto Ippolito che, tra storia, costume e diritto, denuncia la tendenza che in termini correnti si direbbe «relativista» o «nichilista», cioè che «per difendere l’agnosticismo di qualcuno è meglio cancellare l’identità di tutti». E Ippolito definisce «surreale» la vicenda della «sentenza emessa contro l’Italia a favore di una cittadina finlandese che si è rivolta alla Corte di Strasburgo»: un incrocio un po’ da pazzi. Vai avanti con soddisfazione - almeno se la pensi come Malpelo - e trovi addirittura di più: «Anzi, sarebbe giusto che il tribunale dei diritti dell’uomo di Strasburgo intervenisse laddove un crocifisso fosse rimosso, pronunciando disappunto contro le nefandezze con cui, tanto spesso purtroppo, viene vilipeso il Papa o la Chiesa, simboli che rappresentano pubblicamente tutti i cattolici del mondo». Forte davvero, per qualcuno anche troppo, e da ringraziare. Ma con un cattivo pensiero: «nefandezze» e «vilipendio» verso «il Papa o la Chiesa»? Ma da noi i giornali, tutti o quasi quelli cosiddetti «laici», ne sono pieni! E spiace ricordare che le eccezioni sono poche. Anche sul “Riformista” trovi cose spacciate per «satira», e condivise con «Il Fatto» - stesso autore, stesso stile, stessi temi - già segnalate qui (20/10) come «vignette immonde, tra l’osceno e il calunnioso, con in mezzo Papa, presidente del Consiglio e una ministra».

Sia chiaro: nessuna censura, solo un pizzico di responsabilità! Non nichilista.

Gianni Gennari

Gesù Crocifisso nell’aula scolastica (condannato ancora) 

A pensarci bene… la sentenza dei Tribunale dei diritti dell’uomo, con sede a Strasburgo, appare alquanto surreale visto da quale pulpito viene …la predica (la sentenza). Tutelato il diritto di uno, chiedo: quello di noi altri, che legittimamente vorremmo postulare altra e opposta richiesta, chi lo tutelerà?

Al che le chiedo, Signora di Finlandia, non trova che il suo laicismo agnostico sia alquanto integralista? Laicamente - civilmente, se vuole - inaccettabile?

Giuseppe F. Pollutri


gente così

15 Luglio 2009

  Copio e divulgo da I «quattro gatti» del Tg3,  di Camillo Tarocci, in Ragionpolitica.it
…………………………………
“Tg3 di domenica, ecco che cosa ha detto Balducci
[il vaticanista di raitre Roberto Balducci] commentando l’inizio del periodo di riposo del pontefice a Les Combes d’Introd, in Valle d’Aosta:
«Domani Papa Ratzinger va in vacanza, dove lo attende il fresco delle montagne, un pianoforte nuovo, un barbecue e un grande ombrellone dove mangiare, leggere e riposare. E ci saranno anche due gatti, uno bianco e nero e uno grigio e anche un po’ malandato, ma siamo sicuri che gli strapperanno un sorriso, almeno quanto i proverbiali quattro gatti - forse un po’ di più - che hanno ancora il coraggio e la pazienza di ascoltare le sue parole».
In poche righe, una palese menzogna e un’offesa gratuita ai cattolici. Per quanto riguarda la menzogna, non occorre essere un principe del giornalismo per sapere che ad ascoltare il Papa e a seguirne l’insegnamento non sono di certo i «quattro gatti, o forse un po’ di più» di cui parla Balducci, bensì centinaia di milioni di persone in ogni parte del mondo. Per quanto concerne l’offesa, evidentemente dalle parti del Tg3 considerano i cristiani dei «cretini» che non hanno niente di meglio da fare che andare dietro alle farneticazioni di un vecchio di bianco vestito che ripete cose alle quali solo degli ingenui, dei creduloni o degli sconfitti dalla vita possono prestare fede.”

Non so voi, io non ho parole per sottolineare l’imbecillità del giornalista rai3. E lo pagano pure (…è uno di quelli assunto al canale rosso della rai, come gli altri,  …per titoli!). Avanti Italia, avanti popolo comunista, o come siano siano, ridotti a quattro, anzi a due gatti. Scusate, chi è che parlava di Neo regime?

“Il giornalista Roberto Balducci è stato rimosso dal suo incarico” - Decisione del direttore Di Bella (Corriere Della Sera del 14 luglio 2009)
Forse non tutti sono disposti a “stare al gioco”, o a portare il “giogo”.

gfpollutri

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Se nudo è, non solo il re

20 Giugno 2009

Reame - Cantava Fabrizio De Andrè: «E’ mai possibile o porco di un cane che le avventure in codesto reame debban risolversi tutte con grandi puttane…».
E’ il breve quanto gustoso post di giovedì 18 di “semidiceviprima” di Spinelli & Cerulli.

Divertissement verbale a parte, pur non avendo fatto “il militare a Cuneo” come diceva Totò, ma altrove, chiunque può ritenersi “uomo di mondo” e dunque sa che dietro ogni buonadonna, di mestiere se non per vocazione, c’è sempre un “magnaccia”. Letteralmente chi “ci mangia sopra”.
Nell’ultima vicenda (messa in scena da certa Patrizia D’Addario da Bari) che sembra rivolta o destinata a colpire ancora l’uomo (o il capo del governo?) Berlusconi, appare chiaro che se è opinabile sostenere che l’opposizione cavalca anche questa opportunità di screditare il “nemico”, innegabile è che in questo caso a specularci su sono soprattutto i giornali e di rimessa tutti gli altri Media nazionali e stranieri, chi per un motivo più o meno collateralmente politico, chi - come usavavano fare un tempo giornali e riviste scandalistiche - per vendere copie o catturare telespettatori. Annotava stamane il commentatore del primo mattino rai3 Corradino Mineo, dopo averci inzuppato a lungo i biscotti della colazione: “Non che non sia inportante parlare delle cose che riguardano Berlusconi, ma è necessario passare ad altro”! Come dire: peccato che dobbiamo occuparci anche del come va la crisi - dei piani di fiat per l’Italia dopo la sua internalizzazione - dei timori e delle prospettive della Confindustria - delle Riforme e delle liberalizzazioni - del piano di ricostruzione dell’Abruzzo terremotato…, tutte cose che toccano da vicino i cittadini (almeno così, rivendicando all’occorrenza dignità e serietà, siamo soliti dichiarare). E’ altrettanto noto peraltro, e altrettanto vero, che i mass-media si occupano di quel che “la gente” vuole vedere e sentire. Nel caso non si può concludere - e non è bello doverlo ammettere - che, per completare il quadro all’inizio evocato, dietro o attorno alla “professionista”, di mestiere, di necessità o dilettante per gusto suo o per suo guadagno, ci sono …assai, troppi clienti.
Se la stampa in questo momento aumenta le sue vendite e le tivù fanno alzare l’indice d’ascolto, si può concludere che gli “acquirenti” sono proprio tanti. Quasi tutto un popolo, …porco d’un cane, e non solo il re Carlo (Martello) della canzone!


Calzolai e bilance laiche regolarmente sbilanciate

14 Giugno 2009

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tratto da Avvenire,
Lupus in pagina di Gianni Gennari

«Bilance sballate» in pagina.
Martedì “La Stampa” (p. 15) racconta la nota fiducia di Giovanni Paolo II nella psicologa polacca Wanda Poltavska, da lui conosciuta da sempre, e in passato raccomandata con efficacia guaritrice alle preghiere di Padre Pio, ma poi spara questo titolo: «Il Papa si fidava solo di Wanda». Dove lo «sballo»? In quel «solo»! Dunque il Papa non si fidava neppure del suo segretario? «Sutor, ne ultra crepidam» («calzolaio, non andare oltre la suola»): è sapienza latina per chi esagerava.

Altro giro di «sbilancio»? Corrado Augias (”Repubblica”, 10/6: «Lo studente con la maglietta di Fatima») rimprovera soave l’insegnante che in Sardegna in nome della laicità della scuola obbliga un tredicenne a togliersi una maglietta con la scritta «Fatima» e lo chiama più volte «bigotto», «aggiungendo che i cristiani” ripetono come pappagalli ciò che sentono da quel tedesco vestito in bianco». Augias ” bontà laica sua ” consente: ha sbagliato, ma” per «esasperazione», e subito aggiunge «per bilanciare» ” ecco il punto ” il ricordo della recente vicenda di un docente di matematica punito per aver sottoposto agli alunni un questionario sul gradimento della scuola di religione. Per lui era un «comportamento assolutamente legittimo». Assolutamente? Che succederebbe in ogni scuola se un insegnante facesse scrivere agli alunni, e poi lo rendesse pubblico, quello che pensano dei suoi colleghi e del loro insegnamento, gradito o subìto? Certe «bilance» laiche sono truccate, e viene il sospetto che lo siano “direbbe Totò ” «a prescindere», ogni volta che si tratta di religione. Brutto segno!

 12.06.09

Luce, da Avvenire


Tivoli merita di più

12 Giugno 2009

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 di Giuseppe Porcelli 

Dopo la “liberazione”, con il sistema democratico, anche Tivoli ha eletto i suoi rappre­sentanti. Fino all’arrivo degli anni 2000, poco più, poco meno, la nostra città ha rea­lizzato poco o niente, in circa 60 anni di amministrazione cittadina, la maggior parte delle cose fatte, in aggiunta, sono risultate sbagliate, leggi la nascita e il completamento del quartiere Braschi, una vera rottura, che ha cemen­tificato un colle (Monte Ripo­li), che poteva essere il vanto della città. Adesso abbiamo vissuto circa dieci anni con un attivismo amministrativo degno di lode (Sindaco Vin­cenzi), ma stiamo ripiombando nuovamente nel periodo nullo del passato, sopra spe­cificato. La critica fatta per criticare, io non l’ho mai con­divisa, e per questo motivo quando intervengo concludo sempre suggerendo le valide soluzioni. Guardando le im­postazioni programmatiche della Giunta amministrativa che ci governa, mi sembra non siano state comunicate iniziative riguardanti l’orga­nizzazione e lo sviluppo turi­stico della città, cosa che dovrebbe ruotare intorno ad un programma di respiro nazionale ed internazionale, con cadenza annuale, ed impostazione preventiva. Chiaramente questo suggeri­mento, già proposto da anni alle amministrazioni tiburti­ne, comporterebbe una mag­giore cura per il verde della città che vede: fiori e alberi e aiuole abbandonate a se stesse, che dovrebbero essere affidate ad uno o due giardi­nieri che insieme ad una certa manovalanza, giornal­mente, dovrebbero curare il colore e l’aspetto esteriore di una città che merita questo ed altro ancora. Sempre sullo stesso argomento del turi­smo a Tivoli, verrebbero” al pettine” i nodi dell’ acco­glienza turistica, con soggio­rno “in loco”, ed anche que­sto problema si dovrebbe collegare con i programmi di grande respiro di cui sopra abbiamo fatto menzione, che dovrebbero convincere i visi­tatori a sostare nella nostra città per godere di alcune manifestazioni previste in più giorni. E ancora biso­gnerebbe fare opera di per­suasione verso chi entra in contatto, con i nostri ospiti, perché vengano ricevuti in posti puliti, con adeguato ed educato servizio e, cosa più importante, senza che essi subiscano una specie di “rapina” nel momento in cui si accingono a saldare il conto! Questa cosa mi è capi­tata personalmente, in un locale di media o mediocre qualità (Pizzeria-Ristorante), che mi ha fatto pagare un conto stile “Grand Hotel”.

Tutto sembra concatenarsi ad un solo argomento, se questo lo si pone nelle mani di chi è veramente capace ed ha voglia di fare. Perché dob­biamo aggiungere anche l’adeguamento della percor­ribilità delle strade cittadine, molto somiglianti a percorsi di guerra. Anche se Tivoli viene volontariamente visi­tata, in poche ore, da diverse centinaia di migliaia di fore­stieri che non riescono a conoscere per intero quello che la città offre o per meglio dire potrebbe offrire, ma questi signori in buona parte anziani, bisognerebbe alme­no farli camminare senza rischi. Quando mai sarà possibile portarli a visitare la nostra Cattedrale, l’abbando­nato quartiere medievale, il Tempio della Sibilla e il Santuario di Ercole Vincitore, con le strade così mal ridotte? Ed infine è proprio il caso di ricordare che sono pochis­sime le località che hanno un anfiteatro nel centro della città, giusto quanto mi venne detto da una soprintendente delle Belle Arti, al tempo degli scavi di questo anfitea­tro di Bleso. Questa fortunata situazione, che ha premiato la nostra città, non è stata sfruttata, anzi è stata maltrat­tata al punto che risulta abbandonata a se stessa, senza pavimentazione, con nessuno abbellimento, nes­suna manutenzione, così, come tutte le cose importanti della città. Per concludere, diremo che nel calendario turistico annuale proposto, bisognerebbe coinvolgere e concatenare in giorni conse­cutivi, delle grandi manifestazioni estive, che invoglie­rebbero la permanenza e il soggiorno in città. Nel San­tuario di Ercole, nella Villa di Adriano, nella Villa d’Este, nell’Anfiteatro di Bleso e nel­la Villa Gregoriana si potreb­be organizzare ogni tipo di spettacolo: dalla danza clas­sica, al Teatro, dai Concerti alla Musica leggera, dai Con­gressi ai Premi di Arte e Cul­tura; quello però che biso­gnerebbe curare è che il tutto dovrebbe essere tenuto a un alto livello, perché chi ben se­mina molto raccoglie, ricor­dandosi che decisiva per queste manifestazioni è la te­levisione! Capisco e prevedo, a questo punto, la facile ri­sposta di chi amministra la pubblica amministrazione: “ma i soldi dove sono, chi li mette?” e la mia risposta pronta e anticipata dice: “quando le cose sono fatte da chi è capace di fare, questa problematica viene risolta nella stessa programmazione, così come si fa per una nuova legge, che deve indicare sem­pre le coperture finanziarie”. E siccome ho affermato all’ini­zio del mio discorso che non faccio mai la critica per la cri­tica, sono a vostra completa disposizione.

da il Cittadino, Giugno 2009

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(foto proprietarie di gfpollutri)

“Marginalia”, di Sandro Borgia

11 Giugno 2009

da “il Cittadino”, Giugno 2009:

  • Edilizia - L’Italia, più che di un piano-casa, avrebbe bisogno di un Ministero delle Brutture che abbia come compito istituzionale quello di censire le innumerevoli turpitudini edilizie, perpetrate quasi ovunque nel bel Paese, specie dal secondo dopoguerra a oggi. Dopo di che bisognerebbe redigere un piano pluridecennale che preveda l’abbattimento di tutte quelle sconcezze, a cominciare, per quanto che ci riguarda più da vicino, dagli orrendi caseggiati che soffocano la Rocca Pia e via via tutti gli altri che umiliano il paesaggio e offendono il gusto del bello, e contempli la loro ricostruzione con criteri più rispettosi delle norme di sicurezza e dell’estetica urbanistica. Solo se si avrà coraggio di fare questo grandioso repulisti, Tivoli potrebbe meritare di nuovo l’apprezzamento che Goethe le riserva in un suo epigramma:

    Dormi ancora? Zitto, lasciami dormire.                       
    Perché svegliarsi? Ampio è il letto, ma vuoto.                       
    È ovunque Sardegna, quando dormi solo,                       
    ma Tivoli ovunque, amico, se è l’amata a destarti.
     

    Questi versi, che per la Sardegna di allora non sono certo molto elogiativi, lo sono invece per Tivoli che in  quel tempo poteva suscitare un’immagine di sé così lusinghiera, proprio perché non era stata ancora orribilmente devastata dall’edilizia di oggi. In larga misura peraltro pure abusiva. 

  • Fannulloni - “La malattia è la gioia degli sfaticati” si trova scritto in un frammento di Antifonte, filosofo sofista del V secolo a.C. Si vede che anche nell’antichità ci si ammalava per non andare a lavorare. Come fanno oggi, secondo il ministro Brunetta, quasi tutti gli impiegati della Pubblica Amministrazione. 
  • Spettacoli - Pur avendo ripetutamente asserito di non volere avere niente a che fare con il teatrino della politica, il nostro è diventato di fatto il capocomico di una compagnia di giro in cui recita il ruolo del padre (o papi) nobile, dell’attor giovane e di numerose altre parti in commedia. La cui visione è consigliata a un pubblico di soli adulti. 
  • Timide speranze - Sembra che l’aquila imperiale stia cominciando a perdere qualche penna.  
    • mie annotazioni, più che marginali:

La penna leggera e ironica di S. Borgia continua ad avere quale principale suo riferimento (com’è ordinariamente storico da parte di chi vuole combattere il potere costituito) l’attuale capo del Governo, nei suoi “misfatti” soprattutto, magari privati, e/o comunque della sfera della privatezza ( o privacy). Le riflessioni hanno una loro oggettività, frutto di intelligenza, esperienza e cultura. Pure, a mio avviso, decadono alquanto in significatività, laddove si percepisce una tendenziosità di parte, legittima assolutamente, ma che ha in questo un suo limite educativo, evidentemente dannoso.

Sperare che l’Aquila (o detto dalla consorte, non più soddisfatta di quanto largamente e per anni avuto dal connubio: “l’Imperatore”) perda non solo qualche penna (che potrebbe anche essere fisiologico), ma che ruzzoli - o lo facciano ruzzolare - giù dall’alto nido sulla rupe, appare proprio l’errore di quella che ama ancora dirsi Sinistra nel nostro Paese. Il chiaro segno della mancanza di una vera ed efficace proposta alternativa, politica e sociale, ovvero: la capacità di saper tirare dritto per la propria strada.

Fermi in panne al crocicchio, si trova il tempo di giocherellare e trastullarsi, come il buffone di un tempo per divertire la Corte, dichiarando che …”il re è nudo” ed anche qualcosa d’altro, come tutti d’altronde.
Decisamente: uno spreco di intelligenze e di preziose energie altre, un vero peccato per la Democrazia.

Mia opinione, gfpollutri 

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…che sentenza che fa

22 Maggio 2009

 

Di Pietro il cannibale

di-pietrojpeg.jpg ”Per quanto paradossale possa apparire, a pagare il dazio politico più pesante dopo la sentenza Mills e a rischiare un significativo calo dei consensi in vista delle prossime elezioni del 6 e 7 giugno non sono il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il Popolo della Libertà, bensì il Partito Democratico. Come faceva notare martedì sera a Ballarò il sondaggista Nando Pagnoncelli, una sentenza come quella emessa dai giudici milanesi non produce spostamento di voti da uno schieramento all’altro, ma ha soltanto l’effetto di radicalizzare ancor di più lo scontro attorno alla figura del Cavaliere. Ergo: se travaso di consensi vi sarà, esso avverrà all’interno dello schieramento di opposizione. E va da sé che avrà la meglio chi urlerà più forte contro il capo del governo, soddisfacendo l’atavico e mai domo antiberlusconismo che ancora alberga in larga parte della sinistra italiana.”
[…]
“Di Pietro ha riscosso molto successo alla Fiera del Libro di Torino, assieme al suo ideologo Marco Travaglio, e tanti intellettuali della sinistra storica italiana hanno dichiarato di voler combattere al suo fianco la battaglia dell’antiberlusconismo. Abbandonato anche dall’intellighenzia dopo essere stato abbandonato dal popolo, il Partito Democratico sembra ormai totalmente passivo di fronte agli eventi, li subisce, incapace di esprimere quel coraggio e quell’ardore politico che fanno grandi i partiti, non solo dal punto di vista numerico. La vera vittima della sentenza Mills, in fondo, rischia di essere proprio il Pd.”

di Gianteo Bordero, giovedi 21 maggio -  in RagionPolitica.it

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Un anno senza politici!

16 Maggio 2009

Chi è che lo dice?
L’affermazione, provocatoria e solo apparentemente paradossale, è di Antonio Albanese, comico - a volte attore drammatico -  intelligente quanto divertente, alias On. Cetto Laqualunque, quello dal programma elettorale: …”chiu pilu pe’tutti ”(vedere e sentire su you tube, in rete).

E’ possibile una società senza “la politica”?
Certo che no, eppure, quanto è oggi desiderabile almeno un anno di sana astinenza, per noi e forse anche per loro, i politici!
Anche io, sia pure in modo serioso e per nulla divertente, ho provato a dirne qualcosa in “Libertà clandestina”, il noto virus influenzale pandemico da cui sono stati colpiti i nostri politici. Un virus che pericolosamente influenza anche gli elettori “più deboli”, non solo gli anziani. Se un anno è troppo, certo una quarantena prima di ogni tornata elettorale, ci farebbe a tutti più che bene.

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Per saperne, godibilmente di più, andare su Panorama.it

GFP


Per una società multietnica

13 Maggio 2009

Qualche osservazione dalla rete e nella rete. Per riflettere,  ed anche per ricordare.

(GFP)

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…se questo è il modo!