Questa nostra televisione (rai)

25 Gennaio 2010

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Del perchè il “prof Albanese-Troller”, e il compare di scena Fabio Fazio di Rai3, mi devono venire in casa a sbeffeggiare il mio diritto al Crocifisso in una pubblica scuola 

Virtuale lettera aperta, al Presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano
 

“Presidente,
Le scrivo quale primo e naturale interlocutore, per quanto sia Lei eminentemente Pubblico ed io del tutto un privato cittadino, ma questo è dato in democrazia. A dire il vero, avrei voluto indirizzarmi alla Magistratura, a quello stesso Organo dello Stato cui si è rivolta, a lungo e perentoriamente, sino alla Corte di Strasburgo, la Signora Soile Lautsi, finlandese di nascita, ma che stabilitasi da noi, ha inteso godere delle bellezze e bontà italiche, ma non della nostra legittima fede religiosa, definibile sia pure “una tradizione”, ma tra le più umanamente nobili ed educatrici.
L’esposizione nei luoghi pubblici del Crocefisso è rappresentazione e simbolo di quel Gesù di Nazareth messo in croce fino a morte, che l’uomo, rivelando la sua parte luciferina, non ha mai gradito o tollerato, per quanto predicasse fra gli uomini pace, tolleranza e carità. Vietarlo e irriderlo lo ritengo illecito,  e nelle more che in Europa ci si pronunci definitivamente, per quanto ci tocca più da vicino in Italia, ho ritenuto più semplice rivolgermi virtualmente a Lei che per principio e per funzione ci rappresenta e ci tutela. 

Egregio Presidente succede che in Italia “i toni” del dire sono ormai non solo “sopra le righe”, ma anche – specie nei Media e nella TV in particolare – fuori decenza e buon senso. Dicono per l’audience, sottendono “per pubblicitariamente introitare”, ma Lei converrà che (come ebbe a cantare F. De Andrè) “vendere per due soldi … la propria madre”, o la propria cultura e le proprie tradizioni, è cosa che non possa e non deve essere. Nessuna volontà di far la morale è nelle mie intenzioni, nè nelle mie modeste possibilità, ma la giusta esigenza (l’inalienabile pretesa) di avere rispetto d’individuo e cittadino, non meno della citata signora, socia dell’Uaar (Unione atei e agnostici razionalisti).  

Ieri sera, 22 di gennaio del corrente anno, mi è accaduto che nel naturale zapping fra i canali televisivi, alla ricerca di “qualcosa da vedere in tv”, mi sono trovato dinanzi, sullo schermo, due personaggi che inscenavano con ruoli diversi una caricatura di un “prof di scuola media”,“una finestra – leggo sul sito rai.it – sul mondo della scuola”! L’attore Antonio Albanese, spalleggiato da un compiaciuto Fabio Fazio, nella sequenza di “boutade” (dice “per satira” o semplicemente “per ridere”, magari per irridere) buttano lì che chi di dovere (… questa bigotta e incapace ministro della destra italiana, è da capire) continui a fornire alle scuole, “in luogo delle sedie che non hanno”, “carrette” di (inutili, sottinteso) Crocefissi. Di sicuro qualcuno nelle case ne avrà riso, per perfidia politica o per inconsapevolezza. Legittimo farlo, ma io mi sono detto: - Perchè, perchè questo è possibile? Per quale ragione in Italia manifestare la comune esigenza di continuare a esporre liberamente il Crocefisso nei luoghi pubblici può essere così facilmente messo alla berlina? Perchè, inoltre, si può da parte di una rete televisiva pubblica e nazionale offendere, e senza ovvia possibilità alcuna d’intervento o replica, il sentimento di un cristiano (…per di più abbonato)?

La RAI quest’anno, nel suo rituale e illogico invito a pagare una tassa, detta “abbonamento”, ci ha fatto osservare che “la Rai è di casa”, anche a poco costo. Mi son chiesto: - Sarà per questo, perchè pago solo 30 centesimi il giorno, che loro hanno diritto di venirmi in casa a insultare la mia fede, le mie convinzioni, una libera scelta comunitaria?

Non credo, Presidente, che avrò risposte, nè diretta risposta da Lei giacchè questa mia lettera non verrà neppure da me spedita al Suo pubblico indirizzo. Mi è stato sufficiente scriverla, nero su bianco, per sollevare in me offesa mente e dolente cuore. Andrà certo nei Media, cominciando dal personale blog internettiano. Di certo, mi piacerebbe in seguito vedere in televisione i sopra nominati personaggi televisivi, ad esempio straordinario di democrazia, ove mai avvenisse, dichiarare: - Ci scusi, signor Giuseppe Pollutri. Noi non volevamo…, certo, abbiamo sbagliato! Sarebbe giusto, sarebbe opportuno, ma non importa che lo si faccia o che ad essi venga chiesto. In fondo non è del loro convicimento, o dell’onestà intellettuale di taluni, di cui abbiamo bisogno per sentirci liberi e dotati di diritti, pubblici e privati.
Mi basterà pensare ragionevolmente che Lei, Presidente, su tale faccenda sia d’accordo con me e con qualsiasi cittadino che chieda rispetto e riguardo in questa nostra Patria e italiana Repubblica. 

Con stima, Giuseppe Pollutri ” 

scena di che tempo che fa - in rai3


Giustizia nella Carità

24 Dicembre 2009

 La Rivoluzione Pacifica Mondiale di G. Porcelli

La Rivoluzione Pacifica Mondiale”, saggio sulla Dottrina Sociale della Chiesa e Proposte per il Terzo Millennio, di Giuseppe Porcelli

 Manifestazione alle Estensi di Tivoli, 071209

Come annunciato dalla stampa locale, lunedì 7 dicembre, presso le Scuderie Estensi di Tivoli ha avuto luogo, con il patrocinio e la collaborazione dell’Accademia del Desco d’Oro, la presentazione delle ultime due opere pubblicistiche di Giuseppe Porcelli: “La Rivoluzione Pacifica Mondiale” e “Un’antica città chiamata Tibur”.  Nell’attenzione di un pubblico in sala numeroso e visibilmente partecipe, dopo un’articolata relazione del dott. Giuseppe F. Pollutri, intercalate da letture di significativi passi de “La Rivoluzione”, da parte della fine dicitrice prof.ssa Rina Giacobbe, ha preso la parola Claudia Koll. La nota attrice, oggi testimonial di un’Organizzazione Onlus per l’Africa, con toccanti e sentite parole ha voluto portare testimonianza del suo personale “incontro con Dio” e delle proprie esperienze fra le popolazioni del Burundi, specie nella sua parte più debole ed esposta a fame e sofferenze: infanzia e malati.Successivamente ha preso la parola Padre Marino Porcelli, oggi responsabile a livello provinciale dell’Ordine Franescano (ofm), ma con un recente passato missionario in Mozzambico, per sotollineare come oggi il cristiano può portare testimonianza di Cristo, fra quelle popolazioni dimenticate dal resto del mondo, non da missionari in cerca di “conversioni”, quanto dando testimonianza della propria fede con l’esempio diretto di una vita dedicata agli altri secondo l’evangelico “Ama il prossimo tuo come te stesso”.“Il mio desiderio, il mio sogno – ha concluso un commosso Giuseppe Porcelli –è che sia realizzata nel tempo a venire, fra le popolazioni del mondo, una giustizia nella carità.” “Penso - ha poi aggiunto - a un rapporto fra gli uomini, sociale ed economico, che  sia realmente umano, e dunque, come annotato dal relatore in apertura, naturalmente e veramente cristiano”.

 Una città chiamata Tibur l’autore G. Porcelli Spendendo da ultimo alcune parole sul volume divulgativo sulla città di Tivoli, Porcelli ancora una volta ha manifestato tutto il suo attaccamento alla città, quella che lui definisce “Lu Paese meu”, titolo di una emozionante e pressochè idilliaca visione e descrizione in versi del luogo. Con una emozionata ed emozionante lettura della sua nota poesia in vernacolo è terminata una manifestazione ricca di spunti per la riflessione, stimolo per un impegno, sociale, religioso e civile, più autentico e rigoroso, da parte di tutti.

All’incontro sono intervenuti, con apporto personale e rappresentativo per le Istituzioni, il Sindaco di Tivoli, Giuseppe Baisi, il Consigliere Provinciale di Roma Marco Vincenzi e l’Assessore alla Cultura di Tivoli Carlo Valentini.

 C. Koll a Tivoli C. Koll e sindaco di Tivoli pubblico alle Estensi di Tivoli 071209 C. Koll (GF POllutri) Tivoli 071209

I due volumi di Porcelli possono essere acquistati, in unica confezione, presso le librerie e le edicole di Tivoli, o richiesti direttamente all’autore (tel. 0774-333230).         


La Rivoluzione Pacifica Mondiale

7 Dicembre 2009

 icona di san francesco

Oggi a Tivoli

Presentazione del documento La Rivoluzione Pacifica Mondiale” di Giuseppe Porcelli

leggi il > Comunicato evento

Testo dell’illustrazione tematica fatta da Giuseppe F. Pollutri,

in: Annotazioni e Riflessioni <

da leonardo Ultima Cena


Integralismo di lotta

30 Novembre 2009

Per rispondere, come educazione o cortesia vuole, non per replicare. Per ampliare se possibile la discussione, per approfondire un po’ quel che si dice, non per contro-battere a chi la pensa diversamente. Senza animosità, per nulla richiesta, senza personalimi sterili e dunque privi di senso, soprattutto.  Se non capiamo e non facciamo questo, meglio - come ebbe a dire C. Pavese - “una strada da passeggiare” in più da donare alla propria giornata. Certo, lo dico anche a me stesso, non poche volte.

templare alle crociate 

“Odia con fede” (succede)

In questi giorni, (un po’ alla Pasquino) sul blog “NoiVastesi” ho annotato che quelli di Rifondazione in Italia si sono creati per utilità elettorale un …“paravento”, vista la “caduta del muro” (comunista). Per inciso richiamavo l’attenzione “degli ex-dc di sinistra” a considerare che per una ricerca della giustizia (individuale e sociale), per il sollievo dalla povertà degli uomini sfruttati da chi troppo vuole, non c’era proprio bisogno di ‘scoprire’ o rifarsi all’ideologia marxista. Notavo che per questo c’era e c’è ancora l’insegnamento evangelico. Mentre io non ha mai pensato e scritto che il cristianesimo sia per ciò “di destra” o appannaggio dei partiti “conservatori”, un esponente locale dei citati dossettiani, oggi di casa nel pd, mi dice che un cattolico può stare dove vuole (e perché no?), che “non esiste più il partito unico dei cattolici” (dove lui per anni è rimasto, contrapponendosi al PCI), e che soprattutto - come in cerca di legittimazione a un passaggio forse neppure molto digerito – in fondo in fondo (saggi intellettuali alla mano) esiste anche un “Cristo socialista”! Contento lui… Io invece me ne preoccuperei, perché affermarlo come presupposto ideologico - andrebbe a significare una giustificazione degli effetti deleteri di una “telogia della liberazione”, o persino, dall’altra, la storica violenza “santa” delle Crociate, perché …”Dio lo vuole”.L’integralismo, il giustizialismo, la lotta di classe, l’opposizione armata, avrebbero così una loro “santità” e necessità inoppugnabile. Come per Rosy Bindi, esemplare discepola del monaco-politico Dossetti, che fece diventare strumento ideologico di lotta il solidarismo cristiano, parafrasando le parole paradossali se non capite di Tommaso d’Aquino (“Ama e fai quel che vuoi”) si potrebbe allora dire: “Odia per giustizia (o per fede) e fai quello che vuoi”. Non a caso Don Verzè, quello del San Raffaele di Milano (ospedale di riconosciuta efficienza sanitaria), non a caso ha definito il nuovo Presidente del Partito Democratico semplicemente: …“komeinista”. Opinabile certo, ma che definisce bene la persona e lo stile comune a questo gruppo di cattolici … illuminati. Osservo che se la fede cristiana (anzi ogni fede religiosa, compreso l’islamismo) non può essere appannaggio di alcun partito politico (giacché “cesare” è altro che “dio”), non si può usarla neppure per tutto ciò che è contro l’insegnamento cristiano “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te stesso” o, in positivo, “ama il prossimo tuo…”. Aggiungo che non è “odiare” la critica alle idee (agli uomini e ai loro partiti), lo è invece insultare l’avversario, vedendolo nemico da abbattere, anche fisicamente, com’è avvenuto negli “anni di piombo” in Italia e altrove succede ancor oggi nel mondo. A volte la memoria è corta, o troppo facilmente assolutrice. Così, pure invecchiati, non cresceremo mai.

Giuseppe F. Pollutri 


La fame del “prossimo tuo”

18 Novembre 2009

Djouf Fao 

Allarme Fao: Oltre un miliardo di persone nel mondo soffre la fame.
La scandalosa cifra è stata sottolineata dal direttore generale della Fao, Jacques Diouf, che a Roma ha annunciato una petizione su scala mondiale per protestare contro questa tragica situazione. Una persona su sei non ha cibo a sufficienza. Per nutrire la popolazione mondiale - ha detto Diouf - serviranno 44 miliardi di dollari in aiuti all’agricoltura, comparati agli attuali 7,9 miliardi. (dal TG Com – Mondo dell’11 nov. 2009)

Oggi a Roma si chiude il vertice Fao, con molte parole ma con pochi concreti aiuti per gente la cui prima necessità è alimentarsi. «Anche quando non muore - ha detto Padre Federico Lombardi in un edi­toriale per il Centro televisivo vaticano - chi pati­sce la fame «vive a metà». La strada da percorrere a suo av­viso è «favorire lo sviluppo agricolo dei Paesi più pove­ri» «Non dovrebbe essere dif­ficile per i partecipanti al ver­tice di Roma. Ma poi bisogna agire di conseguenza».

cereali per il mondo Per gli affamati del mondo, di Giuseppe PORCELLI        

Oggi nel mondo esistono guerre silenziose alle quali l’Italia partecipa, in dispregio alla nostra stessa Costituzione, che denunciano chiaramente una serie di situazioni al limite della sopportazione umana, che sono gestite e alimentate da vergognosi interessi di parte economica, speculativa e politica. Chi paga sulla sua pelle le conseguenze assassine di questi fatti raccapriccianti, sono sempre gli stessi morti di fame che si piegano a imbracciare le armi, bambini compresi, al servizio di questi o quelli, per una manciata di vile denaro o addirittura per un piatto di minestra!        

Quello che lascia esterefatti, di fronte a tanta puzzolente situazione, è l’indifferenza o quasi dell’opinione pubblica mondiale. Noi continuiamo a trastullarci con l’invio di elemosine che il più delle volte sono assorbite dalle spese necessarie di natura corrente e burocratica, mentre la necessità assoluta è quella di ripartire il reddito mondiale per farlo crescere anche dove è quasi inesistente. Queste non sono le idee di un esaltato, ma sono la ripetizione di affermazioni evangeliche più volte e ripetutamente rilevate in varie Encicliche del Papa.    

E’ il caso di ricordare che la Chiesa nelle letture della S. Messa, da secoli ci ricorda alcuni pensieri, come questo della lettera di S. Giacomo Apostolo (5.1.6.):
Ora che voi, ricchi, piangete e gridate per le sciagure che cadranno su di voi! Le vostre ricchezze sono marce, i vostri vestiti sono mangiati dalle tarme. Il vostro oro e il vostro argento sono consumati dalla ruggine, la loro rugine si alzerà ad accusarvi e divorerà le vostre carni come un fuoco. Avete accumulato tesori per gli ultimi giorni! Ecco, il salario dei lavoratori che hanno mietuto sulle vostre terre, e che voi non avete pagato, grida, e le proteste dei mietitori sono giunte alle orecchie del Signore onnipotente.
Sulla terra avete vissuto in mezzo a piaceri e delizie, e vi siete ingrassati per il giorno della strage. Avete condannato e ucciso il giusto ed egli non vi ha opposto resistenza”.  Parola di Dio.        

I pensieri di cui sopra sicuramente calzano per un periodo a noi lontano, ma è cambiato veramente poco. Se ancora oggi i ricchi accumulano in maniera esagerata tutto e ancora di più; se i ricchi non danno il dovuto compenso agli immigrati, che raccolgono i frutti e lavorano la terra; se le famiglie subiscono la disoccupazione e la cassa integrazione; se esiste ancora lo sperpero di compensi miliardari a fronte della mancanza di un lavoro, dell’acqua da bere e di un letto dove dormire, per le popolazioni di mezzo mondo, significa che quelle parole hanno ancora oggi un giusto significato!        

Se riusciremo a sostenere tutti insieme, la giustizia e la pace, senza alcuna violenza, ma soltanto con la forza della unitarietà, sicuramente le cose cambieranno e ci sarà per tutti il necessario e il giusto. Tivoli, 16.11.2009   

umano affamato
 

A Tivoli, lunedì 7 dicembre p.v. ore 17.30, alle “Scuderie Estensi”, verrà presentato il volume di G. Porcelli, titolato: LA RIVOLUZIONE PACIFICA MONDIALE. 

Una riflessione lucida e appassionata, proposte utopiche quanto necessarie e inevitabili per chi ritiene di potersi dire “un cristiano”, che trattano proprio il problema posto ancora una volta dalla Fao all’attenzione dei Governanti del mondo. Per pensare - tralasciando per un momento di preoccuparci della nostra relativa “povertà” - sul destino de “gli ultimi”, ormai “un miliardo”, che non hanno ereditato - o piuttosto cui è negato - la loro parte della Terra, e persino acqua e pane.

Si parlerà anche in quest’occasione del “prossimo tuo”, evangelicamente da amare, ma per prima cosa da sfamare. gfp 


Le corte visioni della…Corte Europea

7 Novembre 2009

Ricevo da Gianni Gennari e ben volentieri pubblico la sua nota apparsa su “DNews” del 5 novembre.

il crocifisso del disturbo

Le corte visioni della …Corte Europea
Sentenza europea: “Via il Crocifisso da tutti i luoghi pubblici!” Anni fa qui da noi protestò, “offesa”, una finlandese, ma i giudici le hanno detto “no”: quel Crocifisso appeso non è richiamo alla Chiesa cattolica, ma a valori morali e culturali di tutta la storia italiana. Del resto a mettercelo non fu un’Italia bigotta e clericale, ma quella del Regno di Savoia e dei governi dopo Porta Pia, anticlericali e in urto col Vaticano di Pio IX e successori, e quella presenza è poi stata mantenuta fino ad oggi con direttive ripetute per 139 anni (1970-2009) da tutti i governi. E allora? Allora questa “sentenza europea” è un atto ideologico e antireligioso che offende il buon senso. Del resto quel Cristo è onorato anche dalle altre religioni – basti pensare a Gandhi – e profeta anche per l’Islam…Esso è anche il simbolo bimillenario delle vittime innocenti di ogni ingiustizia. Chi può dunque sentirsi offeso? Già 21 anni orsono (25 marzo del 1988) la non cattolica Natalia Ginzburg di fronte alla stessa richiesta detta “laica” scrisse un bellissimo articolo – “No, non lo togliete, è il simbolo dell’uomo” – su “L’Unità”. E invece ora “L’Unità” dice il contrario, e plaude alla cieca sentenza? Ma si sa: oggi rappresenta solo il gruppetto che l’ha conquistata. Brutto cambiamento! Ultimo pensiero: con la folle logica della sentenza togliamo anche tutti i Crocifissi agli incroci delle strade pubbliche, dalle Dolomiti alla Sicilia. E che facciamo con quelli in cima alle chiese, ma visibili dagli spazi pubblici? Ma certo, ma sì: togliamoli! Davvero…corte, certe visioni della Corte europea!” - Gianni Gennari“ 

 


del Crocifisso e d’altro (…a pensarci bene)

6 Novembre 2009

da Avvenire, Lupus in pagina
06/11/2009

Saggezza laica? Sì, ma con qualche riserva

«I tribunali dei diritti umani dovrebbero agire quando i crocifissi vengono tolti»!
Mercoledì titolo perentorio, sul “Riformista” (pp. 1 e 8), per una saggia riflessione di Benedetto Ippolito che, tra storia, costume e diritto, denuncia la tendenza che in termini correnti si direbbe «relativista» o «nichilista», cioè che «per difendere l’agnosticismo di qualcuno è meglio cancellare l’identità di tutti». E Ippolito definisce «surreale» la vicenda della «sentenza emessa contro l’Italia a favore di una cittadina finlandese che si è rivolta alla Corte di Strasburgo»: un incrocio un po’ da pazzi. Vai avanti con soddisfazione - almeno se la pensi come Malpelo - e trovi addirittura di più: «Anzi, sarebbe giusto che il tribunale dei diritti dell’uomo di Strasburgo intervenisse laddove un crocifisso fosse rimosso, pronunciando disappunto contro le nefandezze con cui, tanto spesso purtroppo, viene vilipeso il Papa o la Chiesa, simboli che rappresentano pubblicamente tutti i cattolici del mondo». Forte davvero, per qualcuno anche troppo, e da ringraziare. Ma con un cattivo pensiero: «nefandezze» e «vilipendio» verso «il Papa o la Chiesa»? Ma da noi i giornali, tutti o quasi quelli cosiddetti «laici», ne sono pieni! E spiace ricordare che le eccezioni sono poche. Anche sul “Riformista” trovi cose spacciate per «satira», e condivise con «Il Fatto» - stesso autore, stesso stile, stessi temi - già segnalate qui (20/10) come «vignette immonde, tra l’osceno e il calunnioso, con in mezzo Papa, presidente del Consiglio e una ministra».

Sia chiaro: nessuna censura, solo un pizzico di responsabilità! Non nichilista.

Gianni Gennari

Gesù Crocifisso nell’aula scolastica (condannato ancora) 

A pensarci bene… la sentenza dei Tribunale dei diritti dell’uomo, con sede a Strasburgo, appare alquanto surreale visto da quale pulpito viene …la predica (la sentenza). Tutelato il diritto di uno, chiedo: quello di noi altri, che legittimamente vorremmo postulare altra e opposta richiesta, chi lo tutelerà?

Al che le chiedo, Signora di Finlandia, non trova che il suo laicismo agnostico sia alquanto integralista? Laicamente - civilmente, se vuole - inaccettabile?

Giuseppe F. Pollutri


In Europa: Il Crocifisso negato

4 Novembre 2009

 Crocifisso negato

Con te, Cristo negato

Cristo pensoso palpito
fratello che t’immoli ”, gridava
sul Carso il “blasfemo” soldato
poeta Ungaretti , con suoi versi
perché uomo piagato ed offeso
come a fratello di pena
e d’amore …
                         - Cristo in croce,
là non s’ha più da esporre!

sentenzia
l’ europeo di Strasburgo, per noi,
ché libertà  nuova è non credere,
oggi  
         - E così sia per tutti

Facile rispondere “che non sanno
quel che fanno
”,  che più libero
ed umano
è il rispetto dell’altro
quando dico “io sono un cristiano”.
 
Vicina è, Gesù,  di tua Natività
nel presepe nostro il giorno,
ma più non diremo che sei
il Cristo, Tu
che più non hai nelle nostre aule
permesso e soggiorno.

Fuggiremo con te in esilio, ancora
e dove?
               Forse di nuovo in Egitto,
islamico che sia,
cercheremo nostra libera fede?

Giuseppe F. Pollutri


Calzolai e bilance laiche regolarmente sbilanciate

14 Giugno 2009

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tratto da Avvenire,
Lupus in pagina di Gianni Gennari

«Bilance sballate» in pagina.
Martedì “La Stampa” (p. 15) racconta la nota fiducia di Giovanni Paolo II nella psicologa polacca Wanda Poltavska, da lui conosciuta da sempre, e in passato raccomandata con efficacia guaritrice alle preghiere di Padre Pio, ma poi spara questo titolo: «Il Papa si fidava solo di Wanda». Dove lo «sballo»? In quel «solo»! Dunque il Papa non si fidava neppure del suo segretario? «Sutor, ne ultra crepidam» («calzolaio, non andare oltre la suola»): è sapienza latina per chi esagerava.

Altro giro di «sbilancio»? Corrado Augias (”Repubblica”, 10/6: «Lo studente con la maglietta di Fatima») rimprovera soave l’insegnante che in Sardegna in nome della laicità della scuola obbliga un tredicenne a togliersi una maglietta con la scritta «Fatima» e lo chiama più volte «bigotto», «aggiungendo che i cristiani” ripetono come pappagalli ciò che sentono da quel tedesco vestito in bianco». Augias ” bontà laica sua ” consente: ha sbagliato, ma” per «esasperazione», e subito aggiunge «per bilanciare» ” ecco il punto ” il ricordo della recente vicenda di un docente di matematica punito per aver sottoposto agli alunni un questionario sul gradimento della scuola di religione. Per lui era un «comportamento assolutamente legittimo». Assolutamente? Che succederebbe in ogni scuola se un insegnante facesse scrivere agli alunni, e poi lo rendesse pubblico, quello che pensano dei suoi colleghi e del loro insegnamento, gradito o subìto? Certe «bilance» laiche sono truccate, e viene il sospetto che lo siano “direbbe Totò ” «a prescindere», ogni volta che si tratta di religione. Brutto segno!

 12.06.09

Luce, da Avvenire


per il Venerdì Santo della mia gente d’Abruzzo

9 Aprile 2009

San Bernardino all’Aquila  Chiesa delle Anime Sante AQ         casadellostudente…

Non vuole essere “esposizione” letteraria, quanto - ed è questa, ritengo, la funzione della poesia - dare testimonianza dell’emozione, della tristezza, del dolore, forti e simpatetici, che hanno mosso il mio animo in queste ore di tragedia, di distruzioni e atroci lutti, della gente d’Abruzzo. Della mia regione d’origine e di radicale appartenenza.

Già pubblicato su altri siti e blog, mi permetto di farlo anche su questo personale spazio internettiano. Perchè sia implicita …ammissione - semplice ed umile - di una comune umanità che sempre ci lega al nostro prossimo, vicino e lontano. E’, in fondo, un recepire l’insegnamento di Cristo più originalmente autentico, nel suo tempo e ancora oggi:
- Ama il prossimo tuo come te stesso, o - come ha scritto in una sua enciclica papa Benedetto - “Deus Caritas Est”, Dio è amore.

Questa è l’unica speranza di PASQUA che conta e che ci può unire.


 

Cristo cade sotto la Croce … (L. Picchi)

Del mio improvviso calvario

Quale nuovo inferno si è aperto
in terra stanotte a divorarmi casa
e cuore, a mettermi su una croce
prima che il Venerdi Santo sia stato
con canti e riti processionato?

Come di sasso, doloroso e nudo,
sta lì il cristiano d’Abruzzo, fra macerie
e livido cielo, a chiedersi
con lacrima alcuna
e senza più fiato o suono di voce:
Ecco, è giunto
il tempo che la nostra terra
sia ancora un Gòlgota, di passione
dolorosa, perché una madre, un figlio,
la mia consorte, il padre,
… il mio bambino, Dio!
non abbiano più voce né luce
o di risorgenza terrena
speranza
estrema alcuna. Ecco,
che io cerco con ruspose mani
frenetiche e nude
dei miei cari la vita, e trovo morte
fra polvere e sassi, impotente,
fustigato in cuore, uomo solo,
fratello per il vostro pianto,
stazione unica
del mio improvviso Calvario.

E ancora ti cerco e t’invoco Cristo,
e con te grido al cielo: Elì, Elì, lamma
sabachtanì!
                     … ma non so se questa
è rinnovata Fede mia o un desolato
urlo, soltanto.

Giuseppe Franco Pollutri,
il 06 d’aprile, dell’anno 2009

…uomini salvi