anche dopo le dodici

4 Marzo 2010

I Radicali d’Italia, quelli 

liberali, libertari, liberisti
libertini con gusto se capita
“tana, liberi tutti” comunque
sulle piazze, digiuni sempre
per protestare da liberali,
libertari, liberisti, libertini,
provocatori con bavaglio in tivù,
…ora cherubini
e paladini di “giuridica legalità”
(e non c’è se, e non c’è ma),
delle Regole e delle Norme …
del “più non vale dopo le ore 12
(zero zero, esatte)”.

Plaudono, a lungo ghignando forte
alla notizia: - Pdl è fuori, Polverini
quella …sembra, pure…
quando il destino arriva
e vuole: Emmatar di Italdora
Presidente eletto subito!

Al 28 e poi nel 29 di marzo
giocheremo
al “un voto a Emma,  e un altro
a Emma, a Emma un voto ancora
… segna scrutatore”  “Signori!
là de fori
- urla il Presidente al seggio
- ce stà quarcun’aro che ha da votare,
per sora Emma nostra Bonino?”
               

ah, i  Radicali, quelli
liberali, libertari, liberisti
libertini se occorrre…
uomini soli alla corsa del voto,
nell’anno del Lazio del Signore
duemilaedieci tondi.

Giuseppe Franco Pollutri,
ebbe in mente e scrisse
di proprio pugno e con matita,
ahimé, per niente elettorale.  

  • anche dopo le ore 12,00 del 27 di febbraio (ho diritto di avere un candidato liberamente da votare, anch’io)

  


Il potere che non ha grazia

20 Gennaio 2010

Il Potere e la Grazia - mostra

In questi giorni a Roma è aperta al pubblico la mostra “Il Potere e la Grazia. I Santi Patroni d’Europa”, nelle opere di artisti quali Mantegna, Tiziano, El Greco, Caravaggio, van Dyck, Ingres e altri.  “Una mostra -  cito da il Sole 24ore - che parla di Santi che non furono semplici Santi, bensì personalità catalizzatrici in un senso socio-politico e antropologico. Furono, cioè, costruttori di identità.”

 crocifisso di santo spirito (Michelangelo?)

In questi stessi giorni la tv ha dato agli italiani immagine (e voce) di come e di quanto in Italia, non da oggi,  il Potere non ha Grazia (perchè non da Giustizia). Lo abbiamo ancora visto descritto nella fiction de “Lo scandalo della Banca Romana”, dove per nulla in modo scandaloso si conclude che tutta una classe politica del nostro ottocento - fra cui i nomi di quelli che hanno fatto la Storia, da G. Giolitti a F. Crispi - visse ed operò nel malaffare finanziario e politico, impunemente. Lo abbiamo rivisto e sentito ancora in una intervista al “latitante-esule” di Hammamet, nel suo ultimo discorso alla Camera, nelle parole di oggi di ex amici e compagni, in quelle del Presidente Napolitano che invita a ripensarci, nello sdegno integralista e ancora feroce di quello che fu mediatico inquisitore in “mani pulite”.
Per “il garofano” - si dice - giustizia (processuale) fu fatta! Discusso e discutibile, e comunque è indubbio che non questa giustizia-senza-grazia  ci rende popolo libero e democratico, dal momento che “la giustizia uguale per tutti” …non è  - a destra come a sinistra - per tutti.

Di quel che avvenne e si dovette sopportare nel post-Unità d’Italia, in cui il Potere era ed era restato elitario e prevaricatore degli umili, cioè di molti, possiamo solo documentarci e avere in-utile lezione. Di quel che è accaduto nel nostro Paese in tempi repubblicani ci si chiede o ci si deve ancora chiedere se ci sarà Giustizia fra gli uomini, se è vero che molti erano corrotti e tutti sapevano, fra i politici e fra i clienti della politica, senza che siano stati, e mai lo saranno, realmente inquisiti e condannati. Doverlo pensare senza che un cittadino possa  vedere o solo sperare  una loro damnatio memoriae, fatta eccezione che per “uno”, appare chiaro segno della persistente arroganza del potere.

Un Potere che non conosce Giustizia perchè non ha Grazia, una nazione che non ha più Patroni in cielo, ma solo giustizialisti per il potere in terra. Una identità (o un destino) che vorremmo rimuovere dal nostro dis-graziato Paese.

Giuseppe F. Pollutri


C’era una volta

12 Maggio 2009

Copio da Il Cittadino (Tivoli, Maggio 2009) - Marginalia di Sandro Borgia:

Il Bel Paese - L’Italia era una volta un paese povero ma bello. Ora rischia di diventare, oltre che di nuovo povero, anche brutto, sporco e cattivo.

Sarà tutta colpa del Berlusca, della Lega Nord…, o di una falsa “liberazione“?

GFP

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Primaverili fioriere a vista (di cittadini e turisti) nella città di Tivoli - Tibur Superbum!

L’Amministrazione?  Progressiva e di sinistra!


25 di Aprile del 2009

25 Aprile 2009

Una liberazione, costituzionalmente fallita

Spesso in questi giorni ho avuto un brutto pensiero. Non l’ho mai esternato sino ad oggi perché, a dirlo, parrebbe una provocazione. Che l’annuale ricorrenza del 25 aprile sia il ricordare una lotta vinta - dai nostri padri o dai nostri nonni, con i suoi molteplici lutti e dolori - contro il nazifascismo, è pur sempre doveroso e lecito. Pure, che sia di eccessiva retorica il celebrarla ancora con canti, cori e bandiere, esaltazioni improprie, strumentali e strumentalizzate, come fossimo allora approdati – novelli discendenti di Abramo – in una felice terra promessa, quella dove scorre per tutti …“latte miele”, è altrettanto evidente. Realtà vuole che nell’occasione si possa, o si dovrebbe, riflettere su …una liberazione costituzionalmente fallita, e la Celebrazione, fatta senza se e senza ma, sia pure con l’invocata partecipazione di tutti, potrebbe anche essere considerato un auto-imbroglio.
Certo “i Padri” hanno dato tutto il loro contributo alla ragione associativa della nostra Repubblica, il loro spontaneo, convinto (naturalmente in qualche caso datato) imprinting politico-culturale; ma quel che la nostra recente storia, visti i fatti e misfatti che chiunque potrebbe elencare per tanti “protagonisti” nazionali, ha da raccontare, ci dovrebbe indurre ad avere nell’occasione molti dubbi e qualche motivo di ritegno. Oggi viene messo in croce (…o di peggio, se lo potessero) sempre e soltanto, reo di molti misfatti, personali e politici, Silvio Berlusconi, stranamente poi democraticamente sempre votato ed eletto. Degli altri - autori di politiche fallimentari, demagogiche e clientelari, di reiterate, perduranti occupazioni del potere (in forma esplicita, solo per citarla ricordiamo la DC, o indirettamente esercitata, si pensi al PCI), intrallazzatore e corruttore, responsabili per nulla creativi di un pesante debito pubblico - brava gente come siamo, man mano li abbiamo messi nel dimenticatoio assolutorio della storia o persino li assolviamo. A volte ad essi titoliamo anche una via!

Poi arriva una crisi economica, mondiale e dunque nel globalismo anche nostra, e ci accorgiamo che siamo assai poco benestanti come pensavamo, ma che, al contrario – nonostante i tanti telefonini e video plasma, benché ingolfati in città o paesi divenuti enormi e disordinati parcheggi per autovetture – un po’ tutti ci ritroviamo con le pezze al sedere e soprattutto incapaci di avere o creare prospettive, non dico di sviluppo, ma di vita, per i nostri figli e nipoti. Il terremoto della terra, si sa, è quello che è, improvviso e imprevedibile e spesso fatale, per molti un impensato destino. Molti sono rimasti oggi nell’aquilano senza casa, se non e per niente a caso senza vita; noi tutti in Italia ci ritroviamo – forse – con una nuova consapevolezza: che chi ha fatto politica sino a ieri e qualcuno o molti ancora oggi, sono diffusamente responsabili di malversazioni, di sperpero del pubblico denaro, dell’uso clientelare della macchina pubblica (talora anche di quella della Giustizia), del peccato di omissione nei controlli, di mancata programmazione, di uno sperpero di risorse diffuso e molteplice, a livello statale, regionale, provinciale, comunale, circoscrizionale, rionale, associativo …Eppure oggi, invariabilmente gli stessi, si presentano come quelli che “ora” faranno chiarezza e programmatica politica (giustizia chissà), e noi tutti (chi in un modo, chi in altro) li applaudiamo e osanniamo, siano come siano.

Che dunque Festa sia, perché …da calendario la ricorrenza è da celebrare e da festeggiare, senza affatto chiedersi quale Storia oggi celebriamo, quali sono i motivi per festeggiare.
Viva la Costituzione!? … certo, ma di cosa vivranno e come, da domani 26 di aprile, i nostri figli?
Ogni riferimento all’art. 1 della nostra laica bibbia è, naturalmente, casuale. Non di certo infondato.

Giuseppe F. Pollutri

…………………………………………………………………………………………..

pensando, naturalmente a mio figlio Alessandro, ma non solo.

In fondo ad un suo computerizzato Curriculum (potrebbe essere il …nr 3003!), fitto di 3 pagine ed anzi 4, trovo scritto a mano: Oggi 25 aprile del 2009, compio trent’anni, … cerco lavoro!


I popoli del Libro, fra Bibbia e Corano

21 Aprile 2009

di Giuseppe F. Pollutri

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Nel tempo di Obama, parlare ancora di “Scontro di civiltà” parrebbe inattuale, forse inopportuno. Ma, anche se poco “politicamente corretto”, non si può ignorare che, se per migliorare il destino del mondo e dell’uomo, occorre ‘sognare’, prefigurare scenari nuovi, la realtà, dura e talvolta violenta, ci porta ancora e tuttora a riflettere. Di recente è stato pubblicato un libro di Carlo Pannella, giornalista e studioso. Titolo: “Non è lo stesso Dio. Non è lo stesso uomo”. Il saggio tenta di far luce, una volta di più, tra l’umanesimo della Bibbia e il dogmatismo del Corano. Una lucida analisi tradotta nel testo con doloroso realismo. “Con la scomparsa delle divisioni ideologiche in Europa – dichiara l’autore – la faglia tra Cristianità … e Islam è riemersa”. 

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 L’11 Settembre 2001 ne è drammatica quanto esemplare visualizzazione. Il discorso dell’iraniano capo di stato Mahmoud Ahmadinejad a Ginevra, proprio in una situazione in cui diplomaticamente le Nazioni dovrebbero esprimersi contro “il Razzismo”, rivela che l’odio verso il popolo ebreo-israeliano nasce e non può essere diversamente da un consapevole (addirittura impositivo) dogma: la diffusione della “parola” (e l’affermazione dei popoli) di ispirazione maomettana non può avvenire che con la distruzione degli “infedeli”. Lo ricorda anche il Nobel Elias Canetti (in Media e Potere) citando una ben preciso insegnamento coranico: “Dopo che siano trascorsi i mesi sacri, uccidete gli infedeli ovunque li troviate …”. Alcuni rappresentanti della fede musulmana - persone umanamente rette e intellettualmente oneste  - teorizzano nel Corano persino “un Cristianesimo Arabo” , e negano che la violenza sia in germe nel loro stesso “libro sacro”, “ispirato al Profeta da Dio”. Difficile allora capire da cosa derivi l’odio, così integrale e distruttivo, verso i popoli culturalmente e religiosamente non omogenei. Come può – me lo chiedo io – lo stesso Maometto aver associato Gesù Cristo “Profeta di Allah”, l’uomo che ha un vangelo di Carità e d’amore, ai suoi precetti dogmatici di violenza e di conquista, d’imposizione e di prevaricazione, persino fra la stessa gente di fede coranica? Quella legge (definita “Shari’a - La via da seguire”, secondo diritto o tradizione, e impropriamente “legge divina”) che permette al maschio di “stuprare” le proprie donne, a proprio piacimento, persino nell’ambiente domestico; di negare ad esse persino il diritto alla propria immagine, alla dignità umana che è tale solo se libera in tutte le sue azioni ed espressioni.  Sicuramente, no …”non è lo stesso Dio, non è lo stesso uomo”.

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Ahmaninejad a Ginevra, servizio fotografico completo in corrieredellasera.it

e lo dico ancora: Come si fa, a…

14 Gennaio 2009

Mi si accusa in un blog – Libera Associazione Barbarica –  di essere sull’attuale grave conflitto tra una milizia terroristica palestinese, chiamata Hamas, e l’esercito democratico di Israele, se non un fazioso quantomeno uno disinformato e non in grado di capire, fatti e parole.
http://www.associazionebarbarica.org/?p=5108

I battibecchi non mi piacciono, la sterilità di essi ancora meno, l’impulso all’insulto di cui nessuno di noi è immune quando provocato, mi deprime. Dannosamente poi mi riduce al silenzio. E per un uomo non è bello, nè alla lunga sostenibile.
Poiché ho già detto tutto il mio dolore, per i morti ammazzati di questo conflitto che appare senza fine (con responsabilità ben precise), tutto il mio sgomento per l’inazione o l’incapacità, peggio la non volontà di intervenire fattivamente, e tutta la mia pur esigua capacità di analisi, non mi resta che pubblicare di nuovo in questo personale spazio il mio interrogativo molteplice del Come si fa,  a….
A tale testo, va annotato, non ho avuto alcun commento: non so se per scarsa incisività o significatività delle mie parole, o perché è difficile (lo capisco) concedere alla propria coscienza qualche motivo di riflessione e persino di turbamento delle proprie convinzioni, ed ammetterlo. Quello stesso turbamento che io invece ho provato, proprio dopo aver commentato (e criticato) la poesia di Ingrao su Gaza, nel ricevere da un’esponente della “sinistra” (che andrà, convinto, mentalmente intruppato e deciso, in piazza a Roma sabato 17 a manifestare) la poesia dell’arabo Maĥmud Darwish. Anch’essa da me riportata con cuore, anch’essa rimasta senza commento alcuno, e anche in questo caso non capisco perché. 

Tutto questo perché ho contestato l’affermazione tutta ideologica e fuorviata che a Gazza sia “in corso un massacro” e non una guerra tra due milizie/eserciti nemici, con tutto il suo doloroso corollario di morte fra la popolazione inerme e incolpevole. Come accade ormai nelle guerre dell’età moderna, non più combattute esclusivamente fra eserciti schierati in campo.

Se date a Google da cercarvi in rete il termine massacro, per prima cosa vi sputerà addosso (tralasciando il non più attuale sterminio nazi degli ebrei) il nome Srebrenica. Chi può credere che sia un sinonimo di Gaza? Certo per i morti non fa differenza, ma alla morte bisognava pensarci prima, …da vivi. Con questo non intendo cinicamente (non dico giustificare) razionalizzare quanto sta avvenendo in quella parte di terra. 

Sarebbe sciocco e inutile.
Provo solo a dire - ripeto - il mio dolore, il mio sgomento, del perché al mondo ci sia assieme alla malvagità tanto …buio della ragione. Assolutamente la causa più assurda, e inaccettabile, del male nel mondo?E dunque, non ho che da ripetere, a me stesso e agli altri, ancora:  
- Come si fa…!?

Come si fa … a pensare che quest’insensata ferocia, tra stato israeliano e miliziani palestinesi avrà fine?
Come si fa … a credere, nel mondo, che parole ed affermazioni di buonismo generico e vuoto di reali intenzioni possano ottenere qualche effetto?
Come si fa … a pensare che invocazioni politiche alla pace, la comune condanna della violenza, lanciare appelli “alla moderazione”, possano mettere fine all’odio fra i popoli? Come si fa … a credere ed affermare ancora che il palestinese faccia una guerra giusta e “santa”, e che l’israeliano sia per principio, per sua natura, o per razza … ebrea, intollerante e malvagio?
Come si fa … a supporre che si possa tranquillamente lanciare “razzi” sulle case e sulla testa del popolo civile israeliano, senza doverne ricevere in cambio “missili” “per colpire i miliziani”, e che finiscono con il far vittime tante fra la gente inerme palestinese?
Come si fa … a lamentarsi per l’occupazione, l’oppressione, la sopraffazione di un popolo sull’altro ed invocare e promettere – nel nome di Dio, di Javè o di Allah che si voglia chiamare - di distruggere un popolo “nemico”?
Come si fa … a non capire che colpire Israele, significa automaticamente causare al popolo palestinese: morte, distruzione, ancora e sempre odio fra i popoli della terra.
Come si fa … da parte della Nazioni a intervenire, con “missione di pace”, dove e quando si vuole, e non farlo nel territorio che fu di Gesù Cristo, maestro inascoltato di carità e di amore fra gli uomini e tra i popoli? 

Come si fa … a dirsi uomini, e agire secondo la legge animale per la sopravvivenza: mors tua, vita mea?

(Giuseppe F. Pollutri, 29.dic. 2008)


Nel nome di Cristo

1 Gennaio 2009

Uomo Crocifisso (Michelangelo?), dal web Un tempo era consuetudine, non solo in campo liturgico, iniziare o terminare un qualcosa, segno di speranza e ringraziamento, con la frase comunemente diffusa e accettata: - Nel nome di Cristo! Che era poi equivalente al più diffuso e proverbiale: … se Dio vuole! 

La nostra società, globalizzata e omologata, oggi vanta patenti di democrazia e d’indistinto spirito libertario, I Re tutti sono “nudi” e la democrazia (… là dove c’è) ci ha reso partecipi del nostro destino (forse in apparenza). La donna è “più emancipata”, partorisce col “cesareo” “senza dolore”, abortisce se vuole, divorzia o si ‘accompagna’ con il beneplacito dell’uomo scelto o capitato. L’omosessuale va in piazza, mascherato nel suo carnevale detto “gay pride”, e ottiene da “trans”, in tv, un sicuro appellativo al femminile, anche se ben altro è il genere. Abbiamo tutto: case, vestiti, auto varie, telefonini molteplici, PC, note-book, plasma multipollici, videogiochi. Né manca, seppur “caro”, cibo vario e abbondante, eccezion fatta per certe “sacche” del “terzo mondo”. Siamo sommersi di merci, frequentiamo super-iper-mega store, outlet e affini, siano esse bancarelle, a “tuttuneuro” o giù di lì. Problema grande oggi è smaltire la “monnezza”, avendo ormai acquisito il teorema che occorre consumare, produrre, commerciare, trovare motivo e posti di lavoro. E se queste sopra elencate sono certezze, positive se vi pare, non mancano al mondo: violenze, terrorismo, soprafazioni, guerre etniche e …di religione. Nefandezze varie, pubbliche e private. Poi, …”come dio vuole”, ma le andiamo a cercare: alluvioni e frane, terremoti e tsunami. Difficile è dunque, riprendere la strada ancora con un nostalgico ed esorcizzante “In nomine Cristi”. Anche perché parrebbe strano che qualcuno possa dire consapevolmente: Amen!

Comunque - sia quel che sia - l’Anno Nuovo io l’inizio nel Suo nome.  
Che cosa sarà, di me e di tutti noi, Lui solo lo sa. E tanto a me basta, e assai mi conforta.

Giuseppe F. Pollutri
Sintesi dell’articolo in uscita su Il Cittadino di Tivoli, gennaio 2009

L’immagine del “Crocifisso”, attribuito a Michelangelo giovane, è tratta dalla rete.


Come si fa a …

29 Dicembre 2008

Come si fa … a pensare che quest’insensata ferocia, tra stato israeliano e miliziani palestinesi avrà fine?
Come si fa … a credere, nel mondo, che parole ed affermazioni di buonismo generico e vuoto di reali intenzioni possano ottenere qualche effetto?
Come si fa … a pensare che invocazioni politiche alla pace, la comune condanna della violenza, lanciare appelli “alla moderazione”, possano mettere fine all’odio fra i popoli? Come si fa … a credere ed affermare ancora che il palestinese faccia una guerra giusta e “santa”, e che l’israeliano sia per principio, per sua natura, o per razza … ebrea, intollerante e malvagio?
Come si fa … a supporre che si possa tranquillamente lanciare “razzi” sulle case e sulla testa del popolo civile israeliano, senza doverne ricevere in cambio “missili” “per colpire i miliziani”, e che finiscono con il far vittime tante fra la gente inerme palestinese?
Come si fa … a lamentarsi per l’occupazione, l’oppressione, la sopraffazione di un popolo sull’altro ed invocare e promettere – nel nome di Dio, di Javè o di Allah che si voglia chiamare - di distruggere un popolo “nemico”?
Come si fa … a non capire che colpire Israele, significa automaticamente causare al popolo palestinese: morte, distruzione, ancora e sempre odio fra i popoli della terra.
Come si fa … da parte della Nazioni a intervenire, con “missione di pace”, dove e quando si vuole, e non farlo nel territorio che fu di Gesù Cristo, maestro inascoltato di carità e di amore fra gli uomini e tra i popoli? 

Come si fa … a dirsi uomini, e agire secondo la legge animale per la sopravvivenza: mors tua, vita mea?

(Giuseppe F. Pollutri)


pensieri buoni per la vigilia, di Natale

24 Dicembre 2008

Ricevo dal web, da
Franco Valente - Il Molise che sogno” (http://www.francovalente.it/) e, facendolo mio, pubblico:

“Caro Gesù Bambino,

quando sarai grande, se ti farà piacere, ti diamo una mano.

Mercanti, politici e banchieri ormai hanno occupato tutto.”

via i mercanti dal tempio

La cacciata dei mercanti dal Tempio. Chiesa di S. Maria Esther.  Acquaviva Collecroce


Lettera al Presidente degli italiani

22 Dicembre 2008

Lettera aperta a Giorgio Napolitano,
Presidente della Repubblica Italiana – Roma Quirinale

           Pregiatissimo Presidente,

           sono un pensionato italiano.            
           Ho lavorato 38 anni e qualche mese per conquistarmi una tranquillità di vita insieme a mia moglie. Percepisco millecento euro al mese e, riconosco,  sicuramente non sono tra quelli che stanno peggio.       
          Guardo la televisione di servizio pubblico: ogni giorno ci ricorda che siamo diventati i “nuovi poveri”, con autonomia di tre settimane su quattro.
          Ho preso atto della diminuzione decisiva del potere d’acquisto per  una gran parte degli italiani, dei lavoratori e pensionati in modo particolare.            
          Sopporto le ingiustizie più sfacciate, che ci propina giornalmente questo governo con gli aumenti del costo della vita: gas, elettricità, benzina, trasporti pubblici, pane e pasta e tutto il resto, “dovuti” alla rapida ascesa del prezzo del petrolio. Oggi, che tale costo sul mercato globale è sceso dai 150 dollari al barile ai 40 e anche meno, i prezzi d’acquisto dei generi sopra menzionati e dei servizi sono rimasti immutati, direi pietrificati (e pesano!), in qualche caso poi, come frutta e verdura, addirittura ancora aumentati!
          Di malefatte del mondo politico italiano, e di questo Presidente del Consiglio, potremmo elencare molte, ma non serve perché Lei ne è ampiamente edotto.           
          Le scrivo soprattutto perché desta in me grande meraviglia e stupore il Suo silenzio sulla situazione assai critica di questi tanti milioni di nuovi italiani poveri, che non possono e non potranno avere alcun aiuto economico perché, caso mai - dice Confindustria e il ministro Tremonti - l’aiuto va dato alle Imprese, …”così dopo ne beneficeranno anche gli altri”!            
          Non crede Lei Presidente, che se facessimo all’inverso, si potrebbe riattivare il mercato, con l’aumento dei consumi? Non sarebbe meglio? Anche perché è a tutti noto che lo Stato, per oltre quarant’anni, con la “Cassa per il Mezzogiorno”, ha già “foraggiato” ampiamente e sistematicamente i “padroni”, per ritrovarci poi nella situazione odierna.           
          Per quel poco che mi è dato sapere, mi rifiuto di credere che il Presidente della Repubblica in Italia, dal momento in cui è eletto a tale carica istituzionale, perda la possibilità di esprimere autonomi giudizi e valutazioni sull’andamento economico e sociale della Nazione che in sommo grado rappresenta. 
          A conclusione, devo ancora dirLe che se pensionati e lavoratori possono e debbono vivere con meno di mille euro al mese, non si capisce perché, in tempo di grande crisi economica mondiale, gli Altri, iniziando da Lei (mi permetta) e così via: il Presidente del Consiglio, i Presidenti di Camera e Senato, Deputati e Senatori, sino alle varie gerarchie pubbliche e private, ai calciatori e speculatori, ai capitani d’industria e “manager” di vario livello, non potrebbero fare altrettanto, devolvendo questa gran mole di reddito alla comunità nazionale?  Al contrario, come Lei ben sa, arrivata la crisi, dall’America sino a noi, subito e velocemente il Governo e la Banca d’Italia hanno deciso per disponibilità finanziarie immense che “non sono” invece possibili per rinsanguare il potere di acquisto dei cittadini italiani.            
          Mi scuso per la franchezza, che rasenta l’impertinenza, ma in situazioni come questa, credo sia meglio parlar chiaro, con tutto il dovuto rispetto, ma ad alta voce e senza riserve. Precisando, per Lei e per tutti quanti hanno responsabilità nel nostro Paese, che i pensionati e i lavoratori d’Italia chiedono giustizia, per tutti, e nessuna elemosina!           
          La saluto con tutta la dovuta deferenza, per la Sua persona e, soprattutto, per il Suo ruolo.            

          Distintamente, Giuseppe Porcelli, tiburtino 

Tivoli, il 22 di dicembre 2008