Se questa è democrazia
9 Marzo 2010Quando “le leggi” non ci rendono “liberi”
Riporto un commento di un certo “nicola’s”, trovato nella rete su un post-notizia che riporta le dichiarazioni - diverse e parallele - degli esponenti politici: Di Pietro (Idv, popolo viola, grillismo ecc.) da un lato, e Casini (UDC - Unione di Centro) dall’altra, sugli ultimi atti e sviluppi in merito alla richiesta di ammissione o accettazione delle liste elettorali del PdL, nel Lazio e altrove.
“[Leggo e vedo] …la libertà negata, a se stessi e agli altri, la capacità di non essere liberi neppure nei propri pensieri, addomesticare pensieri e parole ai propri interessi (in questo caso elettoralmente chiari e manifesti), e senza averne vergogna alcuna…”
La si dirà “un’opinione come altre”, ma io la condivido pienamente, e aggiungo e chiedo: Se, questa, è demo-crazia!
Come me, forse, la condividono in molti altri, quelli che ritengono che il libero arbitrio ed esercizio dei propri diritti di individuo e cittadino stiano al di sopra delle leggi (dell’uomo, fatte dall’uomo e per l’uomo nel suo associarsi in Collettività, importanti ma non a caso e pur sempre mutevoli e diverse nello spazio e nel tempo) e dei regolamenti (strumenti e non dogmi, utili a stabilire pratiche norme del fare, in qualsiasi attività sociale).
Molti in Italia (milioni di cittadini) non potranno liberamente esprimersi nelle prossime elezioni amministrative regionali; o si asterranno, o dovranno piegarsi ad una scelta secondaria o diversa da quella che avrebbero voluto. E’ un fatto.
Ci chiederemo poi nel tempo (bisognerà chiederselo in libera mente e coscienza) se sarà stato giusto accettare questa oggettiva prevaricazione, originata non importa da chi o da cosa, o se invece le leggi dell’uomo possono essere a volte, come in questo caso, negli effetti non giuste.
Ci chiederemo (ci dovremo interrogare su questo) in seguito, se sia più importante un Regolamento, e il teorico principio che un dettato normativo “va sempre rispettato”, o piuttosto l’uomo e i suoi valori fondamentali. Questo, alla fine è il punto.

Osservo: anche le leggi raziali del nazi-fascismo erano “Leggi“. C’è qualcuno oggi (il Presidente iraniano a parte) che possa pensare che i campi di concentramento nazisti rendevano “con il lavoro, l’uomo libero“? Qualcuno dira “che c’entra?”. Rispondo che a me pare il caso esemplare di quando la forma (della legge) è adoperata contro gli inalienabili diritti dell’uomo e per gli interessi (…o la visionaria pazzia) di altri uomini. Io questa la chiamo sopraffazione, indegna e colpevole! Voi - che avete diversa opinione - chiamatela come vi pare, la responsabilità è tutta vostra. (GFP)
lettera di risposta del Presidente Napolitano, ad alcuni cittadini
Scritto da gfpollutri



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