Una nuova iniziativa per …Nuovi Orizzonti

31 Agosto 2010

riceviamo e pubblichiamo 

 ulico antico

“Città che Rinasce

È il nome che l’Associazione Nuovi Orizzonti dà all’evento che si svolge il 3 e 4 settembre a piazza Garibaldi. 

 Culinaria, enogastronomia, due gazebo che si esibiscono nella preparazione di pietanze tipiche locali, pasticcieri e artigiani del gelato all’opera nello loro leccornie per il palato dei visitatori, ma anche prove di trasmissione per allestire un grande Carnevale di Tivoli. Non solo. La rassegna delle produzioni tipiche locali non poteva mancare della pietra che dà il nome alla nostra terra: il travertino. L’esposizione di piccoli e grandi gioielli di scultura e artigianato creativo realizzati con la pietra di Tivoli a fini decorativi o per l’abitazione.

La produzione dell’olio d’oliva delle colline tiburtine e le loro applicazioni in ambito culinario è l’appuntamento per i degustatori e i peccati di gola. In più il biologo, l’agronomo spiegheranno l’eccellenza di questo olio che in questi anni ha recuperato livelli di produzione, qualità dei tempi che fecero di Tivoli un punto di riferimento anche per gli uliveti e le loro produzioni.

Una mostra fotografica degli anni la cui memoria non deve essere cancellata per affermare fortemente il senso dell’identità. Produzione locale oggi significa anche benessere, cura del proprio corpo. Stand specificamente dedicati al maquillage con prodotti estratti dallo zolfo. E poi Moda! Venerdì 3 settembre vestiti a tema nello stand specificamente dedicato con serata dedicata agli anni Settanta e Ottanta. Sabato 4 settembre alle ore 19 sera di Gala. Balli tipici e cena in piazza con un ospite, venerdì, dall’Isola dei Famosi: “Davidino”.

Nuovi Orizzonti
via Tiburtina 133, Tivoli

(ufficio stampa - Angelo Nardi 329 4321811)

capitello


all’Israelitico di Roma

5 Luglio 2010

ulivo nel giardino

Quella fronda d’ulivo indorata dal sole,
quel ramo nodoso segnato dal tempo,
quella pietra solcata dall’acqua e temperie. 

In questo mattino d’un principio d’estate
mi sono scoperto appagato di vivere,
palpitando soltanto, senza voce di parola
come la fronda leggera, come la corteccia
bruna di quel tronco vecchio e rugoso,
come il masso lì messo, nella terra fiorita
su cui passeggero do respiro al mio cuore
e qui, per esistere, semplicemente siedo. 

Giuseppe F. Pollutri


Quando le “porte” si aprono

28 Maggio 2010

 immagine d’apertura

Quando le porte si aprono, di qualsiasi genere siano, per il cittadino va sempre bene. In questo caso si tratta di un nuovo portale web, un mondo che parrebbe virtuale, e lo è tecnologicamente, ma che sta diventando sempre più una realtà di vita, concreta e utile.
Ieri mattina, nella sua nuova prestigiosa sede, al Trevio, c’erano tutti quelli dell’Asa Tivoli Spa, funzionari e impiegati e soprattutto l’attuale Dirigenza della municipalizzata, G. Di Tommasi, G. Bernardini e altri. Ovviamente era presente, quale attento osservatore per la nuova Amministrazione comunale, l’Assessore con delega al ramo, il giovane Riccardo Luciani.

Sul tavolo erano posizionati a vista dei monitor che mostravano, ai convenuti rappresentanti della stampa e dei media locali,  “in anteprima”  (in realtà è già in rete), una nuova e diversa vetrina della Società.

Come detto, si tratta , detto per immagine, di una nuova “porta” (detto Portale nel lessico della rete del www) offerta ai cittadini per accedere all’Asa e ai suoi servizi, in particolare, per utilizzare al meglio la Carta dei Servizi, in un sistema “premiante” per coloro che, nell’ambito della Raccolta Differenziata, hanno preso l’abitudine di conferire i loro rifiuti già selezionati all’Isola ecologica. A breve anzi - è stato precisato - il cittadino avrà la possibilità di richiedere tale Carta, proprio attraverso un’Area Utenti presente nel sito web, e, una volta registrato, visualizzare on line la propria situazione contabile, sia per quanto riguarda il pagamento della TIA (tariffa d’igiene ambientale) che per “gli sconti” di cui ci si è resi meritevoli.

Un’azione, certamente, di sviluppo e di ammodernamento, in termini di relazione con l’utenza, da parte dell’Azienda tiburtina, che s’inquadra non solo in una volontà di rendere comode e produttive le nuove tecnologie informatiche da parte della comunità, ma, altresì, in e per un’azione di sensibilizzazione all’Ambiente in genere, volta a creare nel territorio anche urbano condizioni di vita più degne e allo stesso tempo meno dispendiose che nel passato. E’ quello che viene definito “un consumo più responsabile”, di cui tutti stiamo capendo che non se ne può più fare a meno e che rappresenta, in ultima analisi, un utilizzo delle risorse del nostre pianeta più razionale e, per tutti, generazioni presenti e future, sicuramente più vantagiosa.

Nella stessa occasione è stato anche preannunciato di voler eliminare, per quanto possibile,  un oggettivo  ostacolo all’ampiamento della diffusione della raccolta autogestita dal cittadino. In programma, infatti - ci ha detto il Presidente Di Tommasi - c’è l’apertura di altri due Isole Ecologiche. Oltre a quella esistente al Bivio di San Polo (località La Prece) ne verrano realizzate, previo finanziamento da parte della Provincia, altre  due: a Villa Adriana e a Tivoli Terme.
Preannunciato nell’occasione - come da Comunicato stampa - anche un impianto di compostaggio dello scarto domestico umido “con produzione di fertilizzante” (”dai rifiuti alla terra”) , “nonchè di biogas e cogenerazione di energia elettrica”. Questo, però, è ancora nella fase di  “studio di fattibilità”. Un progetto prestigioso se vogliamo per l’attuale CDA, promettente per la realtà territoriale locale, ma come altre “opere pubbliche”  al momento appare del tipo “un sogno nel cassetto” di cui …sono piene le fossa delle nostre strade, non solo urbane, come tutti sappiamo e sperimentiamo giornalmente.

Quell’Ambiente, un habitat soprattutto urbano, che per ragioni tutte da capire e da illustrare da parte dell’Asa, dove si concentrano più contenitori pubblici per la raccolta dei rifiuti, diventano indecorose e spesso anche maleodoranti piccole “isole” tuttaltro che ecourbano-sostenibili. Ha ragione il Presidente a denunciare la nota inciviltà dei cittadini  che depongono al di fuori dei cassonetti i loro rifiuti (talora magari per insufficiente capienza degli stessi o per mancata effettuazione della raccolta giornaliera), ma è pur vero che, comunque, che si possa e si debba sanzionare e sicuramente tali comportamenti, gli operatori al servizio devono mantenere pulite, non solo a vista ma anche igienicamente, tale siti.
Concordiamo con una locandina dei mesi passati: facciamo piazza pulita, ma tutta, sempre.

cassonetto NUcassonetto e rifiuti urbaniarea raccolta rifiuti urbani

Questo per dire che, passando dal web virtuale alla strada, dove soprattutto si deve esercitare l’attività di una azienda preposta allo scopo, buone e lodevoli intenzioni a parte, e quì che si deve mostrare che l’impresa funziona.  Non è voglia di polemica, ma la necessità di dirsele le cose. Per migliorare, non solo l’immagine.

E’ il caso di annotare da ultimo che il nuovo servizio interattivo programmato dall’Asa in parte è o sarà inutilizzabile da ampie fasce di utenza, poichè - per assurdo che possa sembrare - non in tutto il territorio comunale (come l’importante frazione di Tivoli Terme) è possibile collegarsi a internet con la linea veloce Adsl, detta “a banda larga”.
Questo ovviamente è “un’altra storia”, non possiamo imputarla agli Operatori Ecologici, ma è di quelle cose che “è bene saperle”. Una di quelle “faccende” sociali e territoriali di cui il pubblico amministratore non può oggi non farsene carico e di cui deve assumersene le responsabilità, oltre che i meriti, presenti ma soprattutto passati. Tanto per cominciare.

G. F. Pollutri

tivoliuncarnevale


Tivoli. Riqualificare, realmente

24 Maggio 2010

Elettorale, manifesti

Il termine “riqualificazione” era il termine utilizzato e in alcuni casi abusato dal passato sindaco di Tivoli, Marco Vincenzi. Negli anni trascorsi lo ha portato soprattutto a ripavimentare (qualcuno dice che va considerata ordinaria o se vuole straordinaria manutenzione)  qualche piazza e alcune strade.  In Centro di certo, dove “l’opera” sarebbe stata più visibile e in fondo propagandistico farla, dimenticando bellamente le periferie soprattutto e non meno gli stessi quartieri esterni di città, come l’Empolitano, Braschi, le Piagge, l’Arci.

Benchè significasse in realtà porre rimedio a decenni di mala amministrazione civica  da parte di passate amministrazioni  della prima repubblica attente più alle faccende partitico-politiche che alle “cose” della città e ai problemi dei cittadini, riqualificare è stato il verbo utilizzato dalle ultime coalizioni di centrosinistra a proprio uso e consumo, in modo funzionale alla promozione personale di un sindaco o ai fini tutto partitico-clientelari per la conservazione del potere della propria parte e dei “compagni” (veri, presunti o solo sedicenti).  Se si vuole ne posso fare l’elenco, ma sicuramente non è quello che importa se la ‘veste’ indossata non è per mascherare propositi e interessi che poco hanno a  che fare con il Bene Comune. E, infatti, fino ad un certo punto ha funzionato, come tutti sanno fra quanti in tale sistema hanno largheggiato o di cui hanno usufruito, come penosamente hanno sperimentato quelli che dagli occupanti della “cosa-pubblica” sono stato osteggiati, avversati, talvolta mortificati ove non disponibili ad accodarsi o ad essere almeno quiescenti.

Con la nuova Amministrazione, offerta dalla democrazia alla città, direi che occorra veramente riqualificare (rivalutare, promozionare, ristrutturare, reinventarsi magari) la città e la stessa Amministrazione civica che la rappresenta. Pur nell’inevitabile e di sicuro faticosa trattativa con i partiti che compongono la maggioranza in Consiglio comunale (avviene per le amministrazioni pubbliche di ogni colore, e sarebbe ipocrisia negarlo o scandalizzarsene),  il Sindaco Sandro Gallotti ha distribuito deleghe assessorili, tenendo conto che le persone scelte fra i consiglieri o, com’è sua prerogativa, al di fuori, nella società civile, devono tutte dare affidamento di fare l’interesse della città e non il semplice rappresentante (e per non offendere alcuno ometto i termini: marionetta o “pupazzo”) del sindaco.

Questo significa, in concreto, che il nuovo primo cittadino, pur con la manifesta intenzione espressa di voler mantenere ben a vista tutta l’attività dell’Amministrazione e la vita della città, assicurando per questo una sua costante presenza nel Palazzo, ha ritenuto che le persone a cui ha dato delega per i vari settori amministrativi sapranno autonomamente e con capacità operare, proporsi e proporre, per ciò che alla comunità cittadina occorre.

Qui su LOT, com’è nel nostro stile e intendimento, nei prossimi post andremo a esaminare (in qualche caso ripetendoci, ma non guasta) le problematiche su cui i vari Assessori, d’intesa con Sindaco e i Consiglieri di Maggioranza, dovranno intervenire, dando viavia soluzioni o almeno avviando progetti a breve o medio termine. Naturalmente quelle e quelli che servono alla comunità tiburtina e non a chi vuole fare e trascorrere la vita nelle istituzioni pubbliche. Com’è stato nel passato di alcuni decenni e nell’ultimo non meno.

Giuseppe F. Pollutri

strada a Tivoli

Strada periferica a Tivoli

Per non inutile notizia: questo asfalto e l’intera zona che non conosce ‘riqualificazione’ da decenni è nel quartiere di un’importante esponente delle precedenti giunte comunali.
Aveva altre e più importanti cose di cui occuparsi?
Una risposta, il personaggio dovrebbe darla soprattutto a chi per anni non le ha fatto mancare consenso e voti.  Costoro poi dovrebbero dire a che titolo o scopo lo hanno fatto. In democrazia, trasparente e civile, è lecito e istruttivo poter fare domande ed avere risposte. Io credo.


da non fare, ma soprattutto da fare, a Tivoli, nei prossimi anni

7 Aprile 2010

 Palazzo san Bernardino

Leggo e copio dal blog “gallottisindaco.net“:
“Tre cose che faremo:
1) Centro storico. Recuperare le antiche cartiere e recuperare le altre proprietà comunali.
2) Bagni. A Stacchini recuperare la struttura impedendone l’occupazione selvaggia.
3) Villa Adriana. Dare assetto di una vera e propria piazza allo slargo davanti alla scuola media via Pacifici - in via Leonina - rimuovendo gli ostacoli burocratici per disporre il completamento

Tre cose che NON faremo
1) Una variante al PRG per favorire gli amici o gli amici degli amici.
2) Privatizzazione delle terme per favorire solo un unico soggetto privato.
3) Ulteriore aumento dell’imposta Ici sui terreni fabbricabili.”

tivoliurbanizza2010

La sinteticità di questo annuncio elettorale è dettato sicuramente dalla esigenza di focalizzare e puntualizzare le intenzioni del candidato sindaco, anche in risposta a quanto in giro - sempre elettoralmente -  si dice o si mormora.

Apprezziamo, ma per noi cittadini le buone intenzioni di chi, oggi, si presenta in democratica alternanza alle giunte di centrosinistra che hanno fatto e soprattutto non-fatto a Tivoli per oltre un decennio, vanno per così dire estese alle seguenti problematiche:

Prioritariamente, per quanto attiene alla qualità della vita civica, sia pure quotidiana e magari periferica:

1.  Rendere possibile, come possibile ma in concreto e di sicuro, nel territorio - magari in sinergia dovuta quanto assai proficua con il Comune di Guidonia - l’impianto di attività produttive capaci di creare veramente posti di lavoro per gli abitanti di Tivoli e dintorni. Il che significherà più benessere e minore necessità di mobilità.  

2. Rendere  l’uscita e il rientro a casa - per chi è necessitato ad andare, per lavoro o per studio, a Roma soprattutto - ragionevolmente più agevole con minor dispendio di risorse e di energie vitali. Con i seguenti irrinunciabili progetti:
a) rendere concreta ed effettiva la sin’ora solo annunciata “ferrovia leggera”o collegamento metropolitano con la capitale e posti intermedi. Volendo, cinque anni sono più che sufficienti a compierlo o quanto meno ad avviare i relativi progetti e cantieri;
b)  rendere di fruibilità “urbana” il tratto di autostrada A24 da Tivoli in direzione di Roma,  con corsia riservata ai mezzi pubblici per l’intero tratto, spostando la Barriera all’altezza di Villa Adriana dove creare un nodo di scambio ben parcheggiato privato-pubblico.

3. Provvedimenti, piccoli e grandi, per una Tivoli “ingolfata” di autovetture:
a) parcheggi ovunque possibili, anche periferici (utilizzando le aree ancora sterrate indecorosamente ancora presenti nel tessuto urbano);
b) rendendo veramente concreto - con traforo o con altra più fattibile infrastruttura alternativa - l’eliminazione del traffico di solo transito in città della statale Tiburtina e della collaterale Empolitana. Una necesssità che se necessario dovrà essere persino una “pretesa” sacrosanta del Comune di Tivoli nei confronti di Anas (Stato), Provincia e Regione. In tal senso e in tale progetto d’insieme è il caso e il momento non più procrastinabile di creare un nuovo ponte all’Arci, con collegamento diretto con la tiburtina-valeria.

Queste le altre “tre cose” - non di poco conto - assolutamente DA FARE. Ed altre ancora, volendo.

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Per un nuovo “centrosinistra” a Tivoli?

25 Febbraio 2010

 pontelucano a.d. MMX-02

Riprendiamo e pubblichiamo quanto pubblicato da idvtivoli nel post titolato:
“Ezio Paluzzi Candidato a Sindaco

  • Italia dei Valori, di Rifondazione Comunista, del Partito Socialista e della lista Grillo, hanno individuato in Ezio Paluzzi il candidato sindaco della coalizione. Questa scelta, che rappresenta la vera ed unica prospettiva di discontinuità e rinnovamento della politica sul nostro territorio, intende promuovere la costruzione di un’aggregazione non di ceto politico ma di cittadini e cittadine che lottano e si impegnano per la partecipazione democratica e per la difesa del bene comune. I nostri veri alleati sono coloro che si riconoscono distanti dalla città “che conta e che decide” chiusa nell’isolamento del “Palazzo”. Intendiamo rinnovare con questa proposta politica un percorso del centro-sinistra consumato nelle lotte intestine del PD e fornire un’alternativa di operosità amministrativa per la qualità della vita, l’ambiente, i giovani e la cultura.”
  • “Abbiamo raccolto un sentimento diffuso che esiste tra i cittadini di realizzare percorsi politici che siano di stimolo per una stagione di dibattito aperto a tutti – ha dichiarato Ezio Paluzzi - costruiamo insieme una nuova aggregazione che guardi al mondo dei giovani, dei lavoratori e del precariato. Un augurio di buon lavoro alle altre forze politiche di centro-sinistra che non hanno voluto raccogliere questo forte segnale di cambiamento, preferendo percorrere sentieri già calpestati”.  

Rifondazione Comunista, nel suo blog, pur preannunciando lo stessa decisione di cui sopra, la presenta in modo alquanto diverso:  forse più spiccia, sicuramente meno paludata di anti-politica, alquanto rancorosa (è evidente) verso chi per lungo tempo è stato, nell’amministrazione della città, piaccia o non piaccia ammetterlo, alleato o compagno di cordata, senza portare a soluzione vera alcuna delle problematiche in cui si dibattono la città-territorio e i suoi abitanti.

Leggiamo nel postTivoli: elezioni comunali, Ezio Paluzzi candidato del centrosinistra”:

  • “Il fallimento totale dell’amministrazione precedente, guidata dal sindaco del PD Giuseppe Baisi, inizia a produrre le conseguenze politiche che Rifondazione Comunista aveva preannunciato.
    Assegnare la responsabilità politica ai cinque “dissidenti” serve a mascherare le gravi responsabilità della dirigenza del partito democratico che, fin dalla approvazione del primo bilancio, aveva voluto imporre agli alleati la loro visione manichea sulla gestione della cosa pubblica: o con me o contro di me.”
  • tivolirinasce01 Noi di lot.net, credendo nel principio della coerenza  d’azione con le proprie idealità politiche e culturali, ritenendo necessarie quanto legittime le istanze di una politica di sinistra nella società attenta soprattutto alla giustizia e al sociale, pur sulla base di una matrice marxiana e comunista che non condividiamo, non poche volte abbiamo per così dire auspicato una rinnovata autonomia di idee e di proposte nei confronti sia del PD che del “vincenzismo”.  Staremo a vedere, dopo il 28/29 di marzo, se tutto questo sta a significare per Tivoli realmente un “forte segnale di cambiamento (accettando per questo anche un ruolo di opposizione, se l’elettorato vuole) o se si tornerà a …“percorrere sentieri già calpestati”!

    Tibur pontelucano 2010


si vota anche per la Regione

11 Febbraio 2010

 logo Regione Lazio

A marzo si vota anche per la Regione Lazio.
Cambiare o dare un nuovo volto politico al Governo della nostra Regione ha una sua rilevante importanza e delicatezza, considerate le prerogative e i compiti ad essa demandati. Riteniamo pertanto di dover alzare lo sguardo nel nostro spazio (pur non tralasciandole)  dalle vicende e problematiche strettamente tiburtine. Non per, o non tanto, per guardare facce e cubitali nomi affissi (spesso indecorosamente) ovunque, quanto per veicolare - al di là degli slogan - le concrete ed articolate idee, proproste e intendimenti dei candidati.

Cominciamo con il pubblicare un Comunicato pervenutoci dall’Ufficio Stampa di Fabio Armeni, Consigliere uscente alla Regione Lazio e Capogruppo del PDL, candidato nelle Circoscrizioni di Tivoli, Guidonia, Subiaco.

           foto Fabio Armeni ARMENI (PDL)

  • “CENTRO DESTRA FARA’ IL PIANO SOCIO ASSISTENZIALE REGIONALE”
  • “Il livello di civiltà di una società si misura in relazione alla tutela che essa offre alle persone più fragili. Tutela che deve essere estesa anche alle famiglie che quotidianamente si fanno carico della loro cura ed assistenza.
  • Troppo spesso in questi ultimi anni la disabilità e la riabilitazione sono stati oggetto solo di tagli e non di serie politiche di sostegno. Ci sono famiglie con un reddito medio che si sono ridotte al lastrico pur di continuare a fornire assistenza e cura ai propri familiari disabili e questo è francamente inaccettabile per un Paese che si definisce ‘civile’.
  • La legge regionale n.2 del 27 Febbraio 2009 che istituisce il Centro di accesso unico alla disabilità (CAUD) e successivamente la modifica alla legge regionale n.41 del 12 dicembre 2003 che detta le Norme in materia di autorizzazione all’apertura e al funzionamento di strutture che prestano servizi socio-assistenziali, presentano numerose criticità, soprattutto perché si limitano ad affrontare solo alcune questioni e non individuano gli strumenti per attuare  una seria politica di sostegno alle persone con disabilità e alle loro famiglie.
  • La legge è stata approvata all’unanimità, perché l’opposizione con grande senso di responsabilità ha assecondato la politica dei piccoli passi nella consapevolezza che chiedere una politica lungimirante e globale sulla disabilità e sui servizi sociali era una mera illusione. Ma su questa legislatura di centro sinistra peserà come un macigno il fatto di non essersi minimamente  preoccupata di mettere a punto e approvare il Piano Socio Assistenziale  Regionale che avrebbe consentito di individuare le priorità politiche e le strategie della Regione Lazio così che la legge non restasse solo una enunciazione di intenti. Come di fatto è avvenuto, visto che la Giunta regionale di centro sinistra non ha preso alcun provvedimento concreto per rendere operativa la legge.
  • Nel contempo abbiamo visto in questo anno il moltiplicarsi di provvedimenti che vanno ad incidere negativamente sulla vita delle persone disabili e delle loro famiglie. Come l’ultimo decreto commissariale (n.95 del 2009)  che, a partire dal 1° aprile 2010, obbligherà i cittadini del Lazio a compartecipare alla spesa per le attività riabilitative erogate in modalità di mantenimento - regime residenziale e semiresidenziale,  con una quota a carico dell’utente (tenuto conto del reddito personale comprensivo dell’indennità di accompagnamento) o del Comune di residenza,  pari al 30%.
  • Sono chiare le esigenze imposte dal Piano di rientro della spesa sanitaria, ma la Regione Lazio  che evidentemente non ha saputo individuare le priorità su risorse ed investimenti a tempo debito, oggi fa ricadere tutto il peso di queste sue incapacità sui cittadini. L’Assessorato alla Sanità e quello alle Politiche Sociali non sono stati in grado di dialogare in questi anni e non ci meraviglia che non siano stati in grado di arrivare alla definizione di una  seria ed efficace politica integrata  in favore non solo delle persone con disabilità, ma anche del loro nucleo familiare.
  • Il mio impegno, una volta al Governo regionale, sarà quello di inserire l’elaborazione del Piano Socio Assistenziale Regionale tra i primi punti all’ordine del giorno. In questo senso sarà utile creare un osservatorio nel quale mettere a confronto famiglie e rappresentanti dell’istituzione, perché solo ascoltando e recependo le necessità di chi vive personalmente il problema della disabilità, potremmo attivare servizi e investire risorse nel modo giusto. La disabilità deve uscire dalle mura domestiche e l’istituzione regionale deve entrare dentro le case di chi la vive ogni giorno”. Fabio Armeni (Pdl)

Vergogna pubblica e prepotenza privata (…e la chiamano autostrada)

6 Febbraio 2010

dal Notiziario Tiburtino, n. 1, gen. 2010:

comunicato dal Notiziario Tiburtino 

Riprendiamo e pubblichiamo anche nel nostro spazio-blog - perchè utile, perchè necessario - un appello che tutti dovremmo far proprio, soprattutto da parte di chi, lavoratore o studente, tutti i giorni deve sottostare a questo calvario …a pagamento 

E’ una questione diversa ma parallela a quella della tratta ferroviaria Tivoli-Roma (si veda precedente post), che da anni dovrebbe qualificarsi in termini di servizio veloce del tipo metropolitano, ma che per responsabilità e negligenze di chi occupa o ha occupato posizioni pubbliche senza scopo e senza frutto per la collettività, così non è, nè si sa quando concretamente lo sarà.

Ci associamo dunque a Roberto Valentini: E’ ora di dire basta!  
Aggiungiamo che per un percorso stradale quale quello di cui parliamo, in considerazione che tale infrastruttura cessa di essere “autostrada” ma arteria di penetrazione e di scorrimento in un’area ormai da considerarsi a tutti gli effetti urbana o metropolitana, da Tivoli in poi non si debba essere soggetti ad alcun pedaggio, come per il GRA di Roma. La stessa Barriera dovrebbe essere arretrata a monte di Tivoli-Sud e per usufruire di tale asse attrezzato, dopo Tivoli-Guidonia,  possa bastare una forfettario pedaggio (per contributo spese), quantificabile in circa 40/50 centesimi.

mappa A24 barriera di roma est

Autostrada …impossibile, di Roberto Valentini        

“Dal 10 Gennaio 2010, la scandalosa e vergognosa Stra­da dei Parchi Spa ha senza alcun motivo  aumentato il già folle pedaggio autostradale da Roma a Tivoli della A24 e viceversa che è passato  da 1.40 euro a 1.50 euro.
Questo significa che per percorrere la tratta autostradale Tivoli-Roma- Tivoli ci vorranno ben 3 euro al giorno, con i soliti infiniti disservizi di una autostrada killer che dalla fine degli anni 70 è sempre più congestionata e uguale a sé stessa! 

  • È ora di dire basta a un ‘autostrada che costringe mi­gliaia di pendolari e non, a pagare per fare ore di fila im­bottigliatiin qualunque ora del giorno, sequestrati per scel­te folli e totale mancanza di interventi di allargamento del­l’intero tratto autostradale. diciamo basta a questa politi­ca degli aumenti. 
  • Diciamo basta a un ‘autostrada che, nel silenzio del Co­mune di Tivoli e di Guidonia, aumenta il pedaggio non ga­rantendo un servizio di qualità, offrendo in cambio solo una pessima arteria che rapisce ogni giorno i tiburtini e abitanti della Valle dell ‘Aniene, costretti a vere gimkane in quel maledetto tratto di strada che imprigiona giornalmen­te tutti noi.
  • Vogliamo la terza corsia, abbonamenti annuali a prez­zi agevolati per chi è pendolare e un intervento immediato diretto delle Istituzioni locali, Comune, Provincia e Regio­ne Lazio contro il sopruso di Strada dei Parchi Spa, che foraggiamo quotidianamente con 3 euro al giorno, in cam­bio di ore di fila!
    Siamo alla follia!
    Basta con questi disservizi e con questo salasso.”

L’appello riporta anche degli indirizzi di posta elettronica a cui eventualmente inviare “la segnalazione di disservizio”, fra cui:
info@stradadeiparchi.it - sindaco@comune.tivoli.rm.it
urp@pec.provincia.roma.it - urp@regione.lazio.it
info@pec.comune.tivoli.rm.it - rubrica.lettere@repubblica.it

a cui noi aggiungiamo:
ladenuncia@ilmessaggero.it - redazione.web@iltempo.it


Fango, morte, vergogna a Messina

12 Ottobre 2009

alluvione a Messina - panorama

Noi vivi ai nostri morti

Perché sono morti, perché noi
vivi di parole che hanno di nuvola
contorno e forma, dimenticheremo,
quelle bare sono fango sulle nostre anime,
rituali lacrime poco vere e scarse.

Perché non più vivi, di gente nostra ora
recitiamo nomi in plauso e litania, inutili
assoluzioni, note omissioni e fughe,
ferito è il monte, livido il cielo.

La coscienza nostra è in alluvione,
lacrimata disfatta terra, null’altro resta.

Giuseppe F. Pollutri

dipinto di C. Mattioli


Nomadi e Stranieri, in Sicurezza

14 Febbraio 2009

Sono d’accordo con la tesi enunciata, come filo conduttore di un discorso:
“La vera emergenza è la politica”. Ma bisogna capirsi.

Perché invitato, ed anche per un mio proposito di ascoltare la voce degli altri, mercoledì 11 febbraio ho partecipato ad un Convegno organizzato a Tivoli (Biblioteca Comunale), nel suo attivismo, più cultural-politico che amministrativo, dalla Associazione “La Città dei Diritti”, animata dal Consigliere comunale Jacopo E. Tognazzi. Poiché non ho compito, né intenzione di darne un puntuale resoconto, mi limito a fare qui due o tre osservazioni, su quanto esposto all’uditorio, e al modo.

La prima impressione (in certo senso una riserva generale) è che un incontro al quale parrebbe invitata  a partecipare la città e i suoi cittadini tutti, in realtà si è subito palesato per “addetti ai lavori”, con qualche simpatizzante, magari spurio qual io sono. Un dire “inter nos”.

Il primo a intervenire sul tema (complesso e molteplice) il Presidente dell’Ass. Antigone, Patrizio Gonnella, senza alcuna remora inframezzava le sue osservazioni con chiari e ripetuti: Noi …noi (sottinteso, ma si capiva: di sinistra), tant’è che il sottoscritto, presente in sala come una sorta di “uditore”, si è subito sentito un …infiltrato. Ma ben accettando la comunque intellettuale compagnia, ho fatto mentalmente una tara a discorsi e situazione e ho proseguito in un per nulla inutile ascolto. Solo, mi permetto di dire: toccherebbe rifletterci amici (o compagni)!

L’intervento di Nazzareno Guarnieri, della Federazione Italiana Rom e Sinti, simpaticamente riconoscibile come rom-abruzzese per un suo chiaro accento che dice di una stanzialità acquisita e convinta, curiosamente è servito ad enunciare una tesi: che non si avrebbe più bisogno di costruire Campi, se si accogliesse l’idea che la sua etnia d’origine vuole case, in cui stare. Parrebbe in effetti una soluzione, la più dignitosa, ma meriterebbe più di un approfondimento, anche perché non risulta in giro che da parte dei Rom ci sia, in fatti e costumi, una volontà di integrazione. Sia pure che si parli di …interazione, non cambia il problema di fondo: il necessario paradigma che una qual si voglia convivenza presuppone una ordinaria accettazione di diritti e doveri, mentre lui stesso denunciava che il “suo” popolo ritiene normale (se non “di diritto”) l’assistenzialismo nei loro confronti, da parte delle Istituzioni e della stessa Società, e nessun dovere verso le stesse, in quanto …stranieri, zingari, ossia di passaggio, come ‘natura’ e tradizione vuole (?).

Il terzo interlocutore, Claudio Cecchini, Assessore Provinciale alle Politiche Sociali, ha palesemente ammesso errori e responsabilità da parte delle Amministrazioni di sinistra (governative o locali) nell’affrontare, campi rom e sicurezza civile e sociale, solo con l’assistenza (buona e accogliente) e mai …con qualche camionetta di polizia, utile a far …pulizia ove si registrava (e bisognava riconoscerlo) una chiara prassi volta al delinquere. Onesto di sicuro nel suo dire, l’amico, ma, dal tranquillo annuire dell’uditorio, non m’è parso che ci fosse molto dolore o rammarico per tale non marginale autocritica.

Annotazione finale.
Nell’incontro - chiuso con il pensiero del Sindaco volto a rilevare che il “suo” di compito è di affrontare le problematiche (immigrati, stranieri, emergenza sicurezza) per quel che di volta in volta tocca la comunità di cui si è responsabili - molte volte ho sentito ripetere la parola “diritti” (di libertà, di uguaglianza, …etc.), ed una sola volta quella che dice “dei doveri”. Un’amnesia, un abbandono del concetto …come fosse di per sé evocazione pericolosa di nuovo “fascismo”? Io credo sia sintomo di un’impostazione, persino mentale, inconsciamente deleteria e poco produttiva, proprio in tema di giusta e sana integrazione di quanti hanno scelto il nostro Paese come una loro nuova terra da vivere. Mettere (ed ammettere) in chiaro le cose, a mio avviso è invece più che necessario. Onesta politica vuole. Tacere, con i “forestieri”, tollerare assieme a una naturale diversità (più culturale che veramente etnica) un loro comportamento al di fuori o al di là delle regole, fra cui il primario rispetto di tutti e di tutto (proprietà, individuo, sentimenti politici e religiosi), rischia veramente una ineliminabile …“interazione” conflittuale. Rischia, fra noi italiani, di renderci persino incapaci di portare avanti un comune discorso, un condiviso progetto. 
Forse, per gioco di parte, è proprio quello che si vuole!? Si può arrivare a questo? 
Non credo, vero Tognazzi?
 

Alla prossima. G. F. Pollutri  


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