Per un nuovo “centrosinistra” a Tivoli?

25 Febbraio 2010

 pontelucano a.d. MMX-02

Riprendiamo e pubblichiamo quanto pubblicato da idvtivoli nel post titolato:
“Ezio Paluzzi Candidato a Sindaco

  • Italia dei Valori, di Rifondazione Comunista, del Partito Socialista e della lista Grillo, hanno individuato in Ezio Paluzzi il candidato sindaco della coalizione. Questa scelta, che rappresenta la vera ed unica prospettiva di discontinuità e rinnovamento della politica sul nostro territorio, intende promuovere la costruzione di un’aggregazione non di ceto politico ma di cittadini e cittadine che lottano e si impegnano per la partecipazione democratica e per la difesa del bene comune. I nostri veri alleati sono coloro che si riconoscono distanti dalla città “che conta e che decide” chiusa nell’isolamento del “Palazzo”. Intendiamo rinnovare con questa proposta politica un percorso del centro-sinistra consumato nelle lotte intestine del PD e fornire un’alternativa di operosità amministrativa per la qualità della vita, l’ambiente, i giovani e la cultura.”
  • “Abbiamo raccolto un sentimento diffuso che esiste tra i cittadini di realizzare percorsi politici che siano di stimolo per una stagione di dibattito aperto a tutti – ha dichiarato Ezio Paluzzi - costruiamo insieme una nuova aggregazione che guardi al mondo dei giovani, dei lavoratori e del precariato. Un augurio di buon lavoro alle altre forze politiche di centro-sinistra che non hanno voluto raccogliere questo forte segnale di cambiamento, preferendo percorrere sentieri già calpestati”.  

Rifondazione Comunista, nel suo blog, pur preannunciando lo stessa decisione di cui sopra, la presenta in modo alquanto diverso:  forse più spiccia, sicuramente meno paludata di anti-politica, alquanto rancorosa (è evidente) verso chi per lungo tempo è stato, nell’amministrazione della città, piaccia o non piaccia ammetterlo, alleato o compagno di cordata, senza portare a soluzione vera alcuna delle problematiche in cui si dibattono la città-territorio e i suoi abitanti.

Leggiamo nel postTivoli: elezioni comunali, Ezio Paluzzi candidato del centrosinistra”:

  • “Il fallimento totale dell’amministrazione precedente, guidata dal sindaco del PD Giuseppe Baisi, inizia a produrre le conseguenze politiche che Rifondazione Comunista aveva preannunciato.
    Assegnare la responsabilità politica ai cinque “dissidenti” serve a mascherare le gravi responsabilità della dirigenza del partito democratico che, fin dalla approvazione del primo bilancio, aveva voluto imporre agli alleati la loro visione manichea sulla gestione della cosa pubblica: o con me o contro di me.”
  • tivolirinasce01 Noi di lot.net, credendo nel principio della coerenza  d’azione con le proprie idealità politiche e culturali, ritenendo necessarie quanto legittime le istanze di una politica di sinistra nella società attenta soprattutto alla giustizia e al sociale, pur sulla base di una matrice marxiana e comunista che non condividiamo, non poche volte abbiamo per così dire auspicato una rinnovata autonomia di idee e di proposte nei confronti sia del PD che del “vincenzismo”.  Staremo a vedere, dopo il 28/29 di marzo, se tutto questo sta a significare per Tivoli realmente un “forte segnale di cambiamento (accettando per questo anche un ruolo di opposizione, se l’elettorato vuole) o se si tornerà a …“percorrere sentieri già calpestati”!

    Tibur pontelucano 2010


si vota anche per la Regione

11 Febbraio 2010

 logo Regione Lazio

A marzo si vota anche per la Regione Lazio.
Cambiare o dare un nuovo volto politico al Governo della nostra Regione ha una sua rilevante importanza e delicatezza, considerate le prerogative e i compiti ad essa demandati. Riteniamo pertanto di dover alzare lo sguardo nel nostro spazio (pur non tralasciandole)  dalle vicende e problematiche strettamente tiburtine. Non per, o non tanto, per guardare facce e cubitali nomi affissi (spesso indecorosamente) ovunque, quanto per veicolare - al di là degli slogan - le concrete ed articolate idee, proproste e intendimenti dei candidati.

Cominciamo con il pubblicare un Comunicato pervenutoci dall’Ufficio Stampa di Fabio Armeni, Consigliere uscente alla Regione Lazio e Capogruppo del PDL, candidato nelle Circoscrizioni di Tivoli, Guidonia, Subiaco.

           foto Fabio Armeni ARMENI (PDL)

  • “CENTRO DESTRA FARA’ IL PIANO SOCIO ASSISTENZIALE REGIONALE”
  • “Il livello di civiltà di una società si misura in relazione alla tutela che essa offre alle persone più fragili. Tutela che deve essere estesa anche alle famiglie che quotidianamente si fanno carico della loro cura ed assistenza.
  • Troppo spesso in questi ultimi anni la disabilità e la riabilitazione sono stati oggetto solo di tagli e non di serie politiche di sostegno. Ci sono famiglie con un reddito medio che si sono ridotte al lastrico pur di continuare a fornire assistenza e cura ai propri familiari disabili e questo è francamente inaccettabile per un Paese che si definisce ‘civile’.
  • La legge regionale n.2 del 27 Febbraio 2009 che istituisce il Centro di accesso unico alla disabilità (CAUD) e successivamente la modifica alla legge regionale n.41 del 12 dicembre 2003 che detta le Norme in materia di autorizzazione all’apertura e al funzionamento di strutture che prestano servizi socio-assistenziali, presentano numerose criticità, soprattutto perché si limitano ad affrontare solo alcune questioni e non individuano gli strumenti per attuare  una seria politica di sostegno alle persone con disabilità e alle loro famiglie.
  • La legge è stata approvata all’unanimità, perché l’opposizione con grande senso di responsabilità ha assecondato la politica dei piccoli passi nella consapevolezza che chiedere una politica lungimirante e globale sulla disabilità e sui servizi sociali era una mera illusione. Ma su questa legislatura di centro sinistra peserà come un macigno il fatto di non essersi minimamente  preoccupata di mettere a punto e approvare il Piano Socio Assistenziale  Regionale che avrebbe consentito di individuare le priorità politiche e le strategie della Regione Lazio così che la legge non restasse solo una enunciazione di intenti. Come di fatto è avvenuto, visto che la Giunta regionale di centro sinistra non ha preso alcun provvedimento concreto per rendere operativa la legge.
  • Nel contempo abbiamo visto in questo anno il moltiplicarsi di provvedimenti che vanno ad incidere negativamente sulla vita delle persone disabili e delle loro famiglie. Come l’ultimo decreto commissariale (n.95 del 2009)  che, a partire dal 1° aprile 2010, obbligherà i cittadini del Lazio a compartecipare alla spesa per le attività riabilitative erogate in modalità di mantenimento - regime residenziale e semiresidenziale,  con una quota a carico dell’utente (tenuto conto del reddito personale comprensivo dell’indennità di accompagnamento) o del Comune di residenza,  pari al 30%.
  • Sono chiare le esigenze imposte dal Piano di rientro della spesa sanitaria, ma la Regione Lazio  che evidentemente non ha saputo individuare le priorità su risorse ed investimenti a tempo debito, oggi fa ricadere tutto il peso di queste sue incapacità sui cittadini. L’Assessorato alla Sanità e quello alle Politiche Sociali non sono stati in grado di dialogare in questi anni e non ci meraviglia che non siano stati in grado di arrivare alla definizione di una  seria ed efficace politica integrata  in favore non solo delle persone con disabilità, ma anche del loro nucleo familiare.
  • Il mio impegno, una volta al Governo regionale, sarà quello di inserire l’elaborazione del Piano Socio Assistenziale Regionale tra i primi punti all’ordine del giorno. In questo senso sarà utile creare un osservatorio nel quale mettere a confronto famiglie e rappresentanti dell’istituzione, perché solo ascoltando e recependo le necessità di chi vive personalmente il problema della disabilità, potremmo attivare servizi e investire risorse nel modo giusto. La disabilità deve uscire dalle mura domestiche e l’istituzione regionale deve entrare dentro le case di chi la vive ogni giorno”. Fabio Armeni (Pdl)

Vergogna pubblica e prepotenza privata (…e la chiamano autostrada)

6 Febbraio 2010

dal Notiziario Tiburtino, n. 1, gen. 2010:

comunicato dal Notiziario Tiburtino 

Riprendiamo e pubblichiamo anche nel nostro spazio-blog - perchè utile, perchè necessario - un appello che tutti dovremmo far proprio, soprattutto da parte di chi, lavoratore o studente, tutti i giorni deve sottostare a questo calvario …a pagamento 

E’ una questione diversa ma parallela a quella della tratta ferroviaria Tivoli-Roma (si veda precedente post), che da anni dovrebbe qualificarsi in termini di servizio veloce del tipo metropolitano, ma che per responsabilità e negligenze di chi occupa o ha occupato posizioni pubbliche senza scopo e senza frutto per la collettività, così non è, nè si sa quando concretamente lo sarà.

Ci associamo dunque a Roberto Valentini: E’ ora di dire basta!  
Aggiungiamo che per un percorso stradale quale quello di cui parliamo, in considerazione che tale infrastruttura cessa di essere “autostrada” ma arteria di penetrazione e di scorrimento in un’area ormai da considerarsi a tutti gli effetti urbana o metropolitana, da Tivoli in poi non si debba essere soggetti ad alcun pedaggio, come per il GRA di Roma. La stessa Barriera dovrebbe essere arretrata a monte di Tivoli-Sud e per usufruire di tale asse attrezzato, dopo Tivoli-Guidonia,  possa bastare una forfettario pedaggio (per contributo spese), quantificabile in circa 40/50 centesimi.

mappa A24 barriera di roma est

Autostrada …impossibile, di Roberto Valentini        

“Dal 10 Gennaio 2010, la scandalosa e vergognosa Stra­da dei Parchi Spa ha senza alcun motivo  aumentato il già folle pedaggio autostradale da Roma a Tivoli della A24 e viceversa che è passato  da 1.40 euro a 1.50 euro.
Questo significa che per percorrere la tratta autostradale Tivoli-Roma- Tivoli ci vorranno ben 3 euro al giorno, con i soliti infiniti disservizi di una autostrada killer che dalla fine degli anni 70 è sempre più congestionata e uguale a sé stessa! 

  • È ora di dire basta a un ‘autostrada che costringe mi­gliaia di pendolari e non, a pagare per fare ore di fila im­bottigliatiin qualunque ora del giorno, sequestrati per scel­te folli e totale mancanza di interventi di allargamento del­l’intero tratto autostradale. diciamo basta a questa politi­ca degli aumenti. 
  • Diciamo basta a un ‘autostrada che, nel silenzio del Co­mune di Tivoli e di Guidonia, aumenta il pedaggio non ga­rantendo un servizio di qualità, offrendo in cambio solo una pessima arteria che rapisce ogni giorno i tiburtini e abitanti della Valle dell ‘Aniene, costretti a vere gimkane in quel maledetto tratto di strada che imprigiona giornalmen­te tutti noi.
  • Vogliamo la terza corsia, abbonamenti annuali a prez­zi agevolati per chi è pendolare e un intervento immediato diretto delle Istituzioni locali, Comune, Provincia e Regio­ne Lazio contro il sopruso di Strada dei Parchi Spa, che foraggiamo quotidianamente con 3 euro al giorno, in cam­bio di ore di fila!
    Siamo alla follia!
    Basta con questi disservizi e con questo salasso.”

L’appello riporta anche degli indirizzi di posta elettronica a cui eventualmente inviare “la segnalazione di disservizio”, fra cui:
info@stradadeiparchi.it - sindaco@comune.tivoli.rm.it
urp@pec.provincia.roma.it - urp@regione.lazio.it
info@pec.comune.tivoli.rm.it - rubrica.lettere@repubblica.it

a cui noi aggiungiamo:
ladenuncia@ilmessaggero.it - redazione.web@iltempo.it


Fango, morte, vergogna a Messina

12 Ottobre 2009

alluvione a Messina - panorama

Noi vivi ai nostri morti

Perché sono morti, perché noi
vivi di parole che hanno di nuvola
contorno e forma, dimenticheremo,
quelle bare sono fango sulle nostre anime,
rituali lacrime poco vere e scarse.

Perché non più vivi, di gente nostra ora
recitiamo nomi in plauso e litania, inutili
assoluzioni, note omissioni e fughe,
ferito è il monte, livido il cielo.

La coscienza nostra è in alluvione,
lacrimata disfatta terra, null’altro resta.

Giuseppe F. Pollutri

dipinto di C. Mattioli


Nomadi e Stranieri, in Sicurezza

14 Febbraio 2009

Sono d’accordo con la tesi enunciata, come filo conduttore di un discorso:
“La vera emergenza è la politica”. Ma bisogna capirsi.

Perché invitato, ed anche per un mio proposito di ascoltare la voce degli altri, mercoledì 11 febbraio ho partecipato ad un Convegno organizzato a Tivoli (Biblioteca Comunale), nel suo attivismo, più cultural-politico che amministrativo, dalla Associazione “La Città dei Diritti”, animata dal Consigliere comunale Jacopo E. Tognazzi. Poiché non ho compito, né intenzione di darne un puntuale resoconto, mi limito a fare qui due o tre osservazioni, su quanto esposto all’uditorio, e al modo.

La prima impressione (in certo senso una riserva generale) è che un incontro al quale parrebbe invitata  a partecipare la città e i suoi cittadini tutti, in realtà si è subito palesato per “addetti ai lavori”, con qualche simpatizzante, magari spurio qual io sono. Un dire “inter nos”.

Il primo a intervenire sul tema (complesso e molteplice) il Presidente dell’Ass. Antigone, Patrizio Gonnella, senza alcuna remora inframezzava le sue osservazioni con chiari e ripetuti: Noi …noi (sottinteso, ma si capiva: di sinistra), tant’è che il sottoscritto, presente in sala come una sorta di “uditore”, si è subito sentito un …infiltrato. Ma ben accettando la comunque intellettuale compagnia, ho fatto mentalmente una tara a discorsi e situazione e ho proseguito in un per nulla inutile ascolto. Solo, mi permetto di dire: toccherebbe rifletterci amici (o compagni)!

L’intervento di Nazzareno Guarnieri, della Federazione Italiana Rom e Sinti, simpaticamente riconoscibile come rom-abruzzese per un suo chiaro accento che dice di una stanzialità acquisita e convinta, curiosamente è servito ad enunciare una tesi: che non si avrebbe più bisogno di costruire Campi, se si accogliesse l’idea che la sua etnia d’origine vuole case, in cui stare. Parrebbe in effetti una soluzione, la più dignitosa, ma meriterebbe più di un approfondimento, anche perché non risulta in giro che da parte dei Rom ci sia, in fatti e costumi, una volontà di integrazione. Sia pure che si parli di …interazione, non cambia il problema di fondo: il necessario paradigma che una qual si voglia convivenza presuppone una ordinaria accettazione di diritti e doveri, mentre lui stesso denunciava che il “suo” popolo ritiene normale (se non “di diritto”) l’assistenzialismo nei loro confronti, da parte delle Istituzioni e della stessa Società, e nessun dovere verso le stesse, in quanto …stranieri, zingari, ossia di passaggio, come ‘natura’ e tradizione vuole (?).

Il terzo interlocutore, Claudio Cecchini, Assessore Provinciale alle Politiche Sociali, ha palesemente ammesso errori e responsabilità da parte delle Amministrazioni di sinistra (governative o locali) nell’affrontare, campi rom e sicurezza civile e sociale, solo con l’assistenza (buona e accogliente) e mai …con qualche camionetta di polizia, utile a far …pulizia ove si registrava (e bisognava riconoscerlo) una chiara prassi volta al delinquere. Onesto di sicuro nel suo dire, l’amico, ma, dal tranquillo annuire dell’uditorio, non m’è parso che ci fosse molto dolore o rammarico per tale non marginale autocritica.

Annotazione finale.
Nell’incontro - chiuso con il pensiero del Sindaco volto a rilevare che il “suo” di compito è di affrontare le problematiche (immigrati, stranieri, emergenza sicurezza) per quel che di volta in volta tocca la comunità di cui si è responsabili - molte volte ho sentito ripetere la parola “diritti” (di libertà, di uguaglianza, …etc.), ed una sola volta quella che dice “dei doveri”. Un’amnesia, un abbandono del concetto …come fosse di per sé evocazione pericolosa di nuovo “fascismo”? Io credo sia sintomo di un’impostazione, persino mentale, inconsciamente deleteria e poco produttiva, proprio in tema di giusta e sana integrazione di quanti hanno scelto il nostro Paese come una loro nuova terra da vivere. Mettere (ed ammettere) in chiaro le cose, a mio avviso è invece più che necessario. Onesta politica vuole. Tacere, con i “forestieri”, tollerare assieme a una naturale diversità (più culturale che veramente etnica) un loro comportamento al di fuori o al di là delle regole, fra cui il primario rispetto di tutti e di tutto (proprietà, individuo, sentimenti politici e religiosi), rischia veramente una ineliminabile …“interazione” conflittuale. Rischia, fra noi italiani, di renderci persino incapaci di portare avanti un comune discorso, un condiviso progetto. 
Forse, per gioco di parte, è proprio quello che si vuole!? Si può arrivare a questo? 
Non credo, vero Tognazzi?
 

Alla prossima. G. F. Pollutri  


Per il Convento di Quintiliolo, a Tivoli

16 Gennaio 2009
                                 

Nel dare un contributo d’informazione, spontaneo e motivato, facendo anche nostro lo spirito d’iniziative già in atto per aiutare i frati a mettere riparo al tetto del convento del Santuario di Nostra Signora di Quintiliolo - Immagine e sito devozionale assai cari alla gente di Tivoli e dintorni - vogliamo fare due osservazioni.  


                                      Emergenza al Convento di Quintiliolo 
                                      da “il cittadino” - mensile di Tivoli e della Valle dell’Aniene




  • La più importante, diciamo spiritualmente e moralmente (civicamente non meno): nel suo dire, il giovane sacerdote Rettore del Santuario (padre Giuseppe, dei Frati Francescani dell’Immacolata, subentrati ai Cappuccini dal 2005 nella custodia del luogo sacro), nel rispondere alle domande poste da A. Piervenanzi de “il cittadino”, ha avuto modo di affermare:

“La vita del frate non è quella del prete (…) Il frate è chiamato a dare una testimonianza di preghiera più forte. Egli, come tutti i religiosi, è come una riserva d’acqua, sempre pronta ad essere attinta da chiunque voglia abbeverarsi allo sorgenti dell’acqua che disseta per sempre: Dio”.

Una disponibilità totale verso i fedeli, e verso chiunque, nello spirito evangelico di Cristo, quella dei religiosi, apprezzabile quanto mai in una società come quella attuale, in cui la disponibilità per gli altri avviene solo per interesse o per capriccio. E dunque, riteniamo, c’è persino una ragione di più per dare un contributo fattivo, ognuno per quel che può, per riparare il tetto del convento. E’ vero che il danno non riguarda la chiesa, ma - come precisa il rettore del convento - “se non ripariamo la casa dove risiedono i frati custodi, come si può mandare avanti un Santuario?” 

  • Il fatto che oggi porre riparo semplicemente ad un tetto si ponga come un consistente problema, per assicurare semplicemente la dimora dei custodi di un luogo di culto, testimonia il degrado della nostra vita sociale sempre più lontana o estranea dai valori cristiani di solidarietà e generosità. Quei valori che in altri tempi hanno visto erigere, spesso solo ad opera dei membri di una comunità, monumenti ecclesiali imponenti ed eccelsi. Nell’oggi, nei nuovi quartieri delle città, i luoghi di culto sono sovente negli scantinati delle costruzioni abitative civili, o, se va bene, in locali avventizi e spesso simili a palestre sportive o che poco hanno di “sacro”.
    Si dirà che non è quello che conta per essere o sentirsi vicino a Dio… Di certo, indica la nostra scarsa disponibilità a dare qualcosa a Dio, in altre parole alla nostra vita spirituale. Le chiese non servono al nostro Creatore, sono per noi. Rendiamole degne ed accoglienti e, come in questo caso, facciamo che ci sia sempre un uomo di preghiera pronto ad accoglierci! Nel nome di Cristo, per sentirsi fratelli in Cristo.
    (G. F. Pollutri - G. Porcelli) 

                                                     Madonna di Quintiliolo 

           Aiutiamo tutti padre Giuseppe e suoi confratelli della Madonna di Quintiliolo! 

         Informazioni sul Santuario in http://www.santuarioquintiliolo.it/italian.htm

Quintiliolo - Tivoli


Come e a chi dire… “fascista!”

28 Dicembre 2008
sgombero dai campi abusivi in zona Aniene  foto in rete

L’altro ieri, nel festivo santo Stefano, ho percorso una insolitamente deserta Tiburtina, da Tivoli a Roma. All’altezza del km 15 circa, ho notato una scritta muraria: diceva “SETTECAMINI FASCISTA”.

“Fascista” – mi son detto – da quando, perché? E mi sono tornate a mente certe azioni volte a colpire (e dunque esecrabile violenza) e o a scoraggiare, direttamente o indirettamente, un crescente fenomeno d‘insediamento in zona d’immigrati, più o meno clandestini o irregolari, ma soprattutto di ROM, in accampamenti vari e sempre più diffusi, i luoghi del degrado – materiale e umano-sociale - che improvvisamente scopriamo per notizia di delitti o, come in questi giorni, di atroci lutti per l’incendio improvviso quanto conseguente dell’improvvisata baracca. Ancora mi è tornato a mente che nel corso del mese, soprattutto il sindaco di Guidonia, il ds Lippielo, a fronte di un ventilato spostamento deciso dal comune di Roma del Campo Rom di Casilino 900 ad un’area intorno a Casal Bianco, ha proclamato ai quattro venti, assai agitato e furioso con Alemanno (ch’è …“di destra”), che questa cosa non s’ha da fare, e che non è possibile andare a sistemare ” tale popolazione” in prossimità del suo Comune, del suo territorio. A lui ha fatto eco, leggo, l’Udc guidoniano M. Pagano, proclamando che “l’ipotizzato trasferimento di rom a Settecamini” “… è inaccettabile in quanto la nostra realtà vive già gravi situazioni di degrado”. Dunque, potremmo pensare che la popolazione di Settecamini ha ampiamente ragione di inquietarsi, e assai più della confinante Guidonia!

Allora, per tornare da dove siamo partiti nella nostra riflessione: “settecamini fascista” perché? E’ forse la solita storia, o il solito atteggiamento ipocrita e supponente di chi milita a sinistra? Di quanti si riempiono la bocca e si lavano, come già Pilato le sue mani, la coscienza con parole concettose e vuote, quali: tolleranza… solidarietà… accoglienza. Poi aggiungono, all’occorrenza dei fatti: ma non qui, non qui da noi …”non nel nostro giardino”! Naturalmente.
Naturalmente, come l’articolista Federica Addari, da cui apprendo queste notizie, su XL del 18 dicembre, che - non so se per dare ancora una notizia o per dire anche lei la sua -conclude il suo pezzo con un  minaccioso e forse incitante:
Intanto la cittadinanza (di Guidonia?) è già sul piede di guerra”! Alla maniera dei pellerossa d’America, o come tutti gli altri, … Fascisti!?
Giuseppe F. Pollutri 

  • Aggiungo di seguito alla mia riflessione qualche documento, che sull’argomento è presente in rete: 
  • Documento:

«Stiamo facendo l´esame delle aree dove dislocare i nomadi, ma abbiamo già individuato alcune possibilità: nei prossimi giorni vedrò il prefetto per passare alla fase operativa», annuncia il sindaco * all´indomani della firma del “patto per Roma sicura”. Si tratta di due zone fuori dal raccordo: una a nord e l´altra a sud. A conferma che la delocalizzazione dei campi rom era allo studio del Campidoglio da diversi mesi. (da La Repubblica, 20 maggio 2007) 

Nota:

*Il sindaco è … W. VELTRONI! Guarda un po’? Come cambiano di ‘colore’ le cose! Naturalmente nell’occasione tali campi erano stati definiti da A. Serra, già poliziotto, funzionario, Prefetto in Roma, poi candidato alle politiche (ovviamente) dal PD veltroniano … “villaggi della solidarietà”! 

recinto “controllato” (dai cani rom)Il disegno è di dem666    
  • Documento:
“I Rom: rubano per cultura; sono nomadi per cultura; inaffidabili per cultura..”, stereotipi che rappresentano un popolo sconosciuto. Nei giorni in cui si assiste a roghi di campi, a drammatici sgomberi di cui le prime vittime sono i bambini, a comportamenti violenti ai danni di una intera popolazione, l’Associazione Duncan 3.0, con il Patrocinio della Provincia di Roma,  presenta: ROM….ANTICAMENTE  ZINGARI.
Una iniziativa che coinvolge istituzioni, associazioni e i rom in prima persona, per confrontarsi, discutere di politiche sociali, ma soprattutto per conoscere e  illustrare la cultura rom, dal viaggio fino ai suoi istituti culturali fondanti (l’arte, l’assetto sociale, gli anziani, la musica, la danza…) e fare una panoramica di come le comunità rom sono distribuite sul nostro territorio.Il video realizzato dall’associazione Duncan 3.0 vuole offrire al pubblico la possibilità di conoscere la cultura rom da una prospettiva diversa rispetto a quella comunemente lasciata passare sui media ed affrontare con autorità politiche e personalità del sociale un tema quanto mai attuale. (giugno 2008)
Commenti:

1.      Mi chiedo se il noto sindaco di Guidonia abbia presenziato a tale convegno, e ne abbia tratto giovamento ideale e politico-amministrativo. Sembra proprio di no, viste le sue reazioni verso la prospettiva e il programma “fascista” del nuovo sindaco di Roma. Avrebbe detto le stesse cose a Veltroni o al possibile ma trombato successore Rutelli?

2.      Dunque:  chi teme di avere la possibilità di conoscere, …da vicino, lacultura rom”? 

 zingari o rom foto in rete
  • Documento: 
    Lettera a “Il Messaggero, del 10 dicembre 2008) 

Cara Redazione, scrivo da Guidonia allarmata e preoccupata circa le notizie circolanti sulla realizzazione di uno dei più grandi campi rom d’Europa in una non specificata area limitrofa alla periferia est di Roma e al nostro comune (si parla di Settecamini-Guidonia). In questo “complesso residenziale” confluirà il ben più noto campo rom Casilino 900 e questo incidera’ negativamente sull’impatto ambientale e sociale di tutta questa zona.Sul nostro territorio incombono già i veleni della discarica INVIOLATA e del colossale cementificio Buzzi-UNICEM con le sue polveri sottili..non bastavano questi mostri ad avvelenarci l’esistenza?
Non basta il budello della consolare Tiburtina a rubarci ore e ore tappati nel caos bestiale ogni giorno, nonostante tutte le promesse di ampliamento e realizzazione di strade alternative?

Dobbiamo morire in questo inferno di smog, sostanze tossiche e convivenza con etnie con seri problemi di inserimento, soprattutto nel modo di condurre una vita al di fuori della legalità? Non è traslando i problemi geograficamente che si risolvono.
E’ necessario realizzare campi rom protetti, in cui ogni individuo è anagraficamente censito, legalmente occupato a livello lavorativo, vigilati 24h su 24 da agenti, per assicurare protezione ai cittadini residenti (italiani e non) nelle vicinanze e per proteggere il campo stesso da eventuali rappresaglie violente ad opera di esterni.
Ma soprattutto campi non eccessivamente grandi, di modo che chi ci vive si senta portato a socializzare con il mondo che c’è fuori il campo e anche ad evitare la forza di coesione che li inviterebbe a concentrarsi troppo su se stessi e a costituire un’entità in antitesi con il resto della popolazione.
Grazie per la gentile attenzione e saluti.
M.Letizia De Simone 

Commento:

1.      Dunque: un vicino “campo rom” sarebbe un altro “veleno” per la popolazione del territorio di Roma-Guidonia…
Certo  - osservazione classica - “non è traslando i problemi geograficamente che si risolvono”. Naturalmente M. Letizia del “dove” vadano “risolti” neppure se lo pone. Non è certo compito suo, ma c’è qualcun altro che lo sappia e ce lo vorrà dire?

2.      La cittadina di Guidonia, allarmata e protestataria (…senza peraltro agitare l’ascia di guerra), è anch’essa espressione di quell’essere “fascisti”?