Questa nostra televisione (rai)
25 Gennaio 2010
Del perchè il “prof Albanese-Troller”, e il compare di scena Fabio Fazio di Rai3, mi devono venire in casa a sbeffeggiare il mio diritto al Crocifisso in una pubblica scuola
Virtuale lettera aperta, al Presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano
“Presidente,
Le scrivo quale primo e naturale interlocutore, per quanto sia Lei eminentemente Pubblico ed io del tutto un privato cittadino, ma questo è dato in democrazia. A dire il vero, avrei voluto indirizzarmi alla Magistratura, a quello stesso Organo dello Stato cui si è rivolta, a lungo e perentoriamente, sino alla Corte di Strasburgo, la Signora Soile Lautsi, finlandese di nascita, ma che stabilitasi da noi, ha inteso godere delle bellezze e bontà italiche, ma non della nostra legittima fede religiosa, definibile sia pure “una tradizione”, ma tra le più umanamente nobili ed educatrici.
L’esposizione nei luoghi pubblici del Crocefisso è rappresentazione e simbolo di quel Gesù di Nazareth messo in croce fino a morte, che l’uomo, rivelando la sua parte luciferina, non ha mai gradito o tollerato, per quanto predicasse fra gli uomini pace, tolleranza e carità. Vietarlo e irriderlo lo ritengo illecito, e nelle more che in Europa ci si pronunci definitivamente, per quanto ci tocca più da vicino in Italia, ho ritenuto più semplice rivolgermi virtualmente a Lei che per principio e per funzione ci rappresenta e ci tutela.
Egregio Presidente succede che in Italia “i toni” del dire sono ormai non solo “sopra le righe”, ma anche – specie nei Media e nella TV in particolare – fuori decenza e buon senso. Dicono per l’audience, sottendono “per pubblicitariamente introitare”, ma Lei converrà che (come ebbe a cantare F. De Andrè) “vendere per due soldi … la propria madre”, o la propria cultura e le proprie tradizioni, è cosa che non possa e non deve essere. Nessuna volontà di far la morale è nelle mie intenzioni, nè nelle mie modeste possibilità, ma la giusta esigenza (l’inalienabile pretesa) di avere rispetto d’individuo e cittadino, non meno della citata signora, socia dell’Uaar (Unione atei e agnostici razionalisti).
Ieri sera, 22 di gennaio del corrente anno, mi è accaduto che nel naturale zapping fra i canali televisivi, alla ricerca di “qualcosa da vedere in tv”, mi sono trovato dinanzi, sullo schermo, due personaggi che inscenavano con ruoli diversi una caricatura di un “prof di scuola media”,“una finestra – leggo sul sito rai.it – sul mondo della scuola”! L’attore Antonio Albanese, spalleggiato da un compiaciuto Fabio Fazio, nella sequenza di “boutade” (dice “per satira” o semplicemente “per ridere”, magari per irridere) buttano lì che chi di dovere (… questa bigotta e incapace ministro della destra italiana, è da capire) continui a fornire alle scuole, “in luogo delle sedie che non hanno”, “carrette” di (inutili, sottinteso) Crocefissi. Di sicuro qualcuno nelle case ne avrà riso, per perfidia politica o per inconsapevolezza. Legittimo farlo, ma io mi sono detto: - Perchè, perchè questo è possibile? Per quale ragione in Italia manifestare la comune esigenza di continuare a esporre liberamente il Crocefisso nei luoghi pubblici può essere così facilmente messo alla berlina? Perchè, inoltre, si può da parte di una rete televisiva pubblica e nazionale offendere, e senza ovvia possibilità alcuna d’intervento o replica, il sentimento di un cristiano (…per di più abbonato)?
La RAI quest’anno, nel suo rituale e illogico invito a pagare una tassa, detta “abbonamento”, ci ha fatto osservare che “la Rai è di casa”, anche a poco costo. Mi son chiesto: - Sarà per questo, perchè pago solo 30 centesimi il giorno, che loro hanno diritto di venirmi in casa a insultare la mia fede, le mie convinzioni, una libera scelta comunitaria?
Non credo, Presidente, che avrò risposte, nè diretta risposta da Lei giacchè questa mia lettera non verrà neppure da me spedita al Suo pubblico indirizzo. Mi è stato sufficiente scriverla, nero su bianco, per sollevare in me offesa mente e dolente cuore. Andrà certo nei Media, cominciando dal personale blog internettiano. Di certo, mi piacerebbe in seguito vedere in televisione i sopra nominati personaggi televisivi, ad esempio straordinario di democrazia, ove mai avvenisse, dichiarare: - Ci scusi, signor Giuseppe Pollutri. Noi non volevamo…, certo, abbiamo sbagliato! Sarebbe giusto, sarebbe opportuno, ma non importa che lo si faccia o che ad essi venga chiesto. In fondo non è del loro convicimento, o dell’onestà intellettuale di taluni, di cui abbiamo bisogno per sentirci liberi e dotati di diritti, pubblici e privati.
Mi basterà pensare ragionevolmente che Lei, Presidente, su tale faccenda sia d’accordo con me e con qualsiasi cittadino che chieda rispetto e riguardo in questa nostra Patria e italiana Repubblica.
Con stima, Giuseppe Pollutri ”

Scritto da gfpollutri