Il PD, ancora fuori rotta
8 Marzo 2010

Il Pd, com’è naturale che sia, anche con il nuovo segretario cerca “Itaca” e non la trova. Ulisse, è noto, ebbe Poseidone avverso e le tentazioni della carne fuorvianti; il pd sembra non trovare un eroe o solo un nocchiero che sappia non solo governare la nave, ma soprattutto saper tenere la rotta per raggiungere il porto (un’identità, storica o nuova e il governo del Paese). C’è da dolersene per il Pd e per quanti, in molti ed ora non più tanti, in esso avevano riposto speranze e legittimi sogni politici.
Ho personalmente scritto spesso contro, non condividendo un progetto che si diceva laico e progressista e metteva insieme superbia integralista di matrice cattolica e comunista. Ho sbeffeggiato tale scelta con ironia, ho poi mentalmente tifato Bersani, ritenendo che con lui (comunista, seppur ex) si fosse imboccata la strada per portare il suo partito a essere realmente una forza socialdemocratica (ben identitaria ma non più massimalista) necessaria alla democrazia italiana che ha, dall’altra, una forte rappresentanza di centrodestra. Ricordo che Pierluigi Bersani si era proposto ai suoi come chi avrebbe dato “un senso” alla breve ma già incerta e fallimentare storia del suo nuovo partito, mal governato dal sognatore Veltroni e poi dall’iroso Franceschini. Bersani mostrava di avere maggior dote di realismo e soprattutto più coraggio per (secondo un suo modo di esprimersi) “tirare dritto per la propria strada”. Così non è stato ed è finito, come giustamente è stato annotato, al traino del partito messo sù e gestito …ad personam da Di Pietro. Qualche volta sembra volersene smarcare, con dichiarazioni di autonomia legittime seppur sempre timide e incerte, poi torna ad accodarsi di fatto allo scomodo alleato. Si dice “non pienamente d’accordo” e poi con Di Pietro va in Piazza, oggi tinta di “viola” o comunque protestaria con ira. Va o manderà in piazza – sabato, forse insultando il capo dello Stato - anche il suo pd, perchè ha necessità di dimostrare (magari con i voti del qualunquismo grilliano dell’Idv) che con lui il Pd può vincere. Intelligente e concreto come appare, stranamente Bersani non capisce che in piazza e con “la piazza” i voti li prende, o li prenderà se mai, solo lui Di Pietro, …sottrandeoli naturalmente alla sua compagine, e non certo al centrodestra.
Ah Bersani, lo facevamo più refrattario al canto delle sirene! Chi lo dirà al popolo del PD di aver scelto, con tutto il sacrosanto rito primario, ancora l’Ulisse sbagliato?
Giuseppe F. Pollutri

Scritto da gfpollutri