Dopo il muro

12 Novembre 2009

PCI storia, da Togliatti a Bersani 

Dopo il “muro”, aspettando la mossa di Bersani

Che Bersani sia un ex comunista, si sa. Che il comunismo sia e resti nella storia esempio di totalitarismo violentemente pervasivo della società, è altrettanto noto. Che il nuovo segretario del PD abbia dovuto (pagando pegno a una minoranza interna di centro) porre ai vertici del partito la Rosy Bindi, azzannante politico antiberlusconi, era forse inevitabile. Ma, com’è noto, al popolo non interessa o non più di tanto il teatrino della politica. Gli italiani – come nel resto del mondo democratico - vogliono sapere dai loro governanti (e dai loro leader) quali sono le risposte date alle problematiche etiche e sociali, non meno e di conseguenza alle necessità quotidiane e individuali di ciascuno. Ci si aspetta (bisognerebbe dire ci si augura?)allora dal nuovo segretario “riformista”, pur contrapponendosi all’attuale quadro di governo e di maggioranza, una presa di posizione diversa dai suoi predecessori, distinta del suo “alleato” avventizio e per tutti dannoso Di Pietro. Come ha scritto il politologo Sergio Romano: “E adesso Bersani faccia una mossa” … “mettendo nero su bianco”. Dichiari - spiega l’ex ambasciatore - in maniera netta e inequivoca i suoi intenti sulle diverse e importanti Riforme che da gran tempo non riescono a essere varate in Parlamento, e collabori, sia pur dialetticamente, abbandonando una volta per sempre l’assunto che dall’altra parte ci sia “il nemico” da togliere di mezzo prima di potersi sedere a un tavolo comune, quello dell’interesse nazionale. Un modo - non manicheo, non giacobino - per far ripartire all’insegna del reciproco rispetto, dell’utile confronto, la nostra democrazia bloccata ancora nel guado, tra prima e seconda Repubblica.Difficile sapere in partenza chi delle parti ne riceverà maggior vantaggio, probabilmente lo stesso pd, cui il nuovo segretario avrà così dato, come promesso e sbandierato elettoralmente, “un senso”. 
Occorre, comunque - mia opinione - che in Italia ci si convinca che dare una mano e darsi la mano, in un percorso storico comune, è nell’interesse di tutti, di tutte le forze politiche e sociali, inevitabile forse quanto necessario. Di certo una “mossa” di Bersani, intelligentemente collaborativa come sopra detto, potrà servire a far capire a tutti definitivamente che lui (e il suo pd) …non è più (o non più)“comunista”, e che vuole contribuire a dare un ‘senso’ vero, sostanziale e non spettacolare, alla caduta del “muro di Berlino”.
Per lasciare veramente il guado, per mettersi  in cammino in un nuovo territorio di libera e umana democrazia; sostanzialmente cristiana, nella mia personale convinzione.

Giuseppe F. Pollutri


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