contra-pporsi e scegliere (nella chiarezza)
12 Marzo 2010
L’ex consigliere comunale uscente, esponente del Movimento de “La Città dei Diritti”, Jacopo Eugenio Tognazzi, oggi candidato nelle elezioni comunali prossime a Tivoli nella lista di SeL–per Innocenti, ha replicato con osservazioni molteplici alle annotazioni di “liberaopinione” nel post “libero esercizio di democrazia …”. Osservazioni che sollecitano …contro risposte (ma io le ritengo solo riflessioni dialettiche) che meritano, per se stesse e per la sua natura generalizzata sui temi politici fondamentali, seppur con riferimento locale, di farlo in chiaro sulla pagina e non in coda di commento.
Come giusto, rispondo personalmente:
“Caro Tognazzi,
riprendiamo un dibattito, più intellettuale che politico, e questo certo per mio difetto, perchè da cittadino qualunque (…civis perifericus ac quotidianus sum), non militante in un partito, nè inserito in alcun organismo istituzionale, seguo solo latamente e per quanto più appare le problematiche della città, e soprattutto l’evolversi della dinamica partitica. Le questioni che poni sono tante, diverse e non semplici. Necessitatamente mi limito alle seguenti risposte-osservazioni.
Come premessa, mi sia consentito nel dire di essere di parte anch’io, e questo lo ripeto per chiarezza e correttezza, avendo fatto mia l’avvertenza dell’antico corsivista Fortebraccio (Mario Melloni), secondo cui (anche se lui si riferiva alla satira) bisogna che, per chi fa comunicazione, si sappia sempre “da che parte sta”. “E’ più efficace”, diceva, ed io aggiungo …é anche più onesto. In fondo è l’orientamento di massima di lot.net.
Non mi pare che io abbia detto che “voi, di Innocenti” vi siete schierati contro (per dire, …Vincenzi). Riconosco, lo avete premesso ed esplicitato chiaramente. Ma, contr-apporsi, …”sfidare il pd”, come dinamica elettorale se non come intenzione politica, è inevitabilmente lo stesso esercizio, e questa oggi, a Tivoli, non è questione astratta o teorica. Non a caso questa volta “la Sinistra” (termine riassuntivo e dunque approssimativo) non affianca più il candidato del PD (o l’uomo del “partito di centrosinistra con più voti”). Non lo sostiene, come un tempo è stato (forse troppo, sbagliando, e lo si dice in tanti), perchè rappresenta per più versi “un fallimento” di una politica di tanti propositi ma - dopo e oltre un decennio di gestione del Comune - di scarsi o non fondamentali risultati (portata avanti per di più con una “maniera” che le stesse forze che lo sostenevano hanno ritenuto non più… accettabile). Per quel che interessa maggiormente o più da vicino il cittadino - ricorderai, caro amico …di penna, che io l’ho scritto circa due anni fa - oggi è una comune ammissione critica che con la vostra (o se vuoi pidiana) Amministrazione …”la qualità della vita del cittadino”, a Tivoli, non “è cambiata”; è rimasta, in comune consapevolezza non propagandistica, per più aspetti limitata e disagiata.
Mi rendo conto della difficoltà …ideali delle compagini di centro-sinistra (…ma il Centro dov’è e qual’è?), che si sono dovute o volute dissociare da tale gestione, e da tale protagonista, ma che, di fronte alla eventualità (non tanto di andare all’opposizione) quanto di “far vincere” uno schieramento detto “delle destre”, a quanto pare sono propense (o …necessitata, dirà la compagine di Paluzzi) di nuovo a sostenere il pd e il suo maggiore rappresentante (e non meno i suoi noti …famigli) dopo essersene dissociati ed oggi elettoralmente contro-posti, di certo “per” le proprie idee, per i propri programmi, e siamo d’accordo. Mi permetto di aggiungere che questa vostra difficoltà, l’imbarazzo che eventualmente avrete dopo (anzi è già preventivato!) nasce da un chiaro …“handicap” democratico: il pensiero …ecclesiastico che “extra partiti democratici” (è già nel dare del democratico solo alla propria parte s’annida il verme della presunzione per niente civilmente laica) …”nulla salus”, ossia non solo “non c’è salvezza” ma persino liceità ad essere eletti e destinati demo-craticamente al governo dell’ente pubblico.
E’ certo - per finire - che la DC bloccò nell’alternanza il Paese politico e sociale per gran tempo. Per questo da liberale, uscito a fine anni ottanta dalla politica, non accettando le angustie e la necessità di piegarsi ai compromessi necessari per con-vivere nel “pentapartito” (un centrosonistra ante litteram), sono stato in cuor contento della sua (purtroppo apparente) fine. Per questo trovo …indigesto per le mie convinzioni il tentativo ‘mostruoso’ di rifare da più parte e con aggregazioni diverse (compreso il pd) la detta “balena bianca”.
Con i miei migliori auguri che ogni forza politica possa battersi (pro-porsi) e poi operare in forza della propria identità e programma di priorità. Al governo o all’opposizione, indifferentemente se è veramente “la politica” quel che ci sta a cuore.
(Giuseppe F. Pollutri)

Scritto da gfpollutri