Elezioni e preferenze: tornano gli Antonio-La-Trippa

28 Aprile 2009

Sia pure su suggerimento di un blog vastese (delle mie parti), semidiceviprima, trovo assai istruttivo riprendere una bella e illuminante nota, sul panorama delle nostre città, vie e sentieri, nel tempo elettorale delle “preferenze”. Può essere un po’ deprimente, ma ne vale la pena.

Per leggerla, visitare mentecritica.net 

Totò “votantonio”

Non so dove l’autore di “Vota Antonio” vive e vede, confermo che dove io vivo e vedo - sarà che nel Comune limitrofo (Guidonia), si vota anche per le comunali - il panorama è pari  pari quello descritto nell’articolo. Non è bello guardarlo, è veramente angosciante quello che ti fa pensare: i soldi spesi e buttati (spesso della colletività), l’idiozia degli slogan, l’incongruità tra le parole (i valori, le promesse, le prospettive) sbandierate e assai spesso un contesto di degrado, preesistente (creato o reso possibile chissà da chi…) e da loro stessi (o dai loro clientes e scagnozzi) ancora più degradato. E il “degrado” non è solo ambientale, ma nelle stesse menti, nella suggerita e incoraggiata mala-educazione del popolo elettore.

La libera democrazia - osserverà non a torto qualcuno - permette (non diciamo “vuole”!) anche questo. Aggiungendo che è sempre preferibile al tempo e nella società in cui non si vota mai o l’elezioni sono finte o manipolate, e tutto dunque è “ordine”.
Se questo è vero: vuol dire che siamo noi (o molti di noi) non all’altezza della democrazia, o, più intelligentemente, dovremmo dire che questo modo con cui eleggiamo e ci facciamo eleggere poco ha a che fare con l’esercizio della democrazia.

Costituzione o non Costituzione, ripeto, che fallimento democratico e sociale, se siamo oggi ancora  nel 2009 ad omologare naturalmente i nostri concittadini, che “desiderano farci del bene”: al Comune, alla Provincia, in Europa…, a dei tanti - cambiati i mezzi della comunicazione - Totò Vota Antonio, vota antonio, votantonio… !

In compenso, mi dice l’amico in cerca di un “posto” per il figlio o uno straccio di lavoretto precario che sia, così posso ricattare o condizionare il mio candidato… Lui lo sa che “la fregatura”, dopo il “non ti preoccupare, stai tranquillo che” del tempo elettorale, verrà dopo. Eppure non può che provarci a lucrare sulla “preferenza” richiesta e data.  Auguri, a lui e a tutti noi.

Ma la Democrazia, la dignità, il rispetto degli uomini e delle Istituzioni…, la faccia ? Chissà!?

gfpollutri


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