…che sentenza che fa

22 Maggio 2009

 

Di Pietro il cannibale

di-pietrojpeg.jpg ”Per quanto paradossale possa apparire, a pagare il dazio politico più pesante dopo la sentenza Mills e a rischiare un significativo calo dei consensi in vista delle prossime elezioni del 6 e 7 giugno non sono il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il Popolo della Libertà, bensì il Partito Democratico. Come faceva notare martedì sera a Ballarò il sondaggista Nando Pagnoncelli, una sentenza come quella emessa dai giudici milanesi non produce spostamento di voti da uno schieramento all’altro, ma ha soltanto l’effetto di radicalizzare ancor di più lo scontro attorno alla figura del Cavaliere. Ergo: se travaso di consensi vi sarà, esso avverrà all’interno dello schieramento di opposizione. E va da sé che avrà la meglio chi urlerà più forte contro il capo del governo, soddisfacendo l’atavico e mai domo antiberlusconismo che ancora alberga in larga parte della sinistra italiana.”
[…]
“Di Pietro ha riscosso molto successo alla Fiera del Libro di Torino, assieme al suo ideologo Marco Travaglio, e tanti intellettuali della sinistra storica italiana hanno dichiarato di voler combattere al suo fianco la battaglia dell’antiberlusconismo. Abbandonato anche dall’intellighenzia dopo essere stato abbandonato dal popolo, il Partito Democratico sembra ormai totalmente passivo di fronte agli eventi, li subisce, incapace di esprimere quel coraggio e quell’ardore politico che fanno grandi i partiti, non solo dal punto di vista numerico. La vera vittima della sentenza Mills, in fondo, rischia di essere proprio il Pd.”

di Gianteo Bordero, giovedi 21 maggio -  in RagionPolitica.it

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di-speranze nuove

18 Marzo 2009

Ricevo e pubblico:
 

“LIBERI, SOLI, E SOLIDALI”: LA SPERANZA DI OGGI 
di Gianni Gennari
  

Caro Franceschini,
Comincio così, dopo aver letto sabato su queste pagine la lettera di Gianfranco Spadaccia… Forse – ho pensato – anch’io posso dirti qualcosa. La tua inattesa nomina mi fa pensare che ora, pur in mezzo a tante difficoltà, pur con i bastoni tra le ruote già messi, e che saranno messi ancora, possono realizzarsi le condizioni per un’evoluzione positiva dell’attuale crisi del centrosinistra…Non so in quale misura, e sufficienti a garantire almeno la possibilità di una vera alternanza, che è la sostanza di ogni democrazia, ma spero…So della tua vicinanza ideale e personale a Benigno Zaccagnini, e la cosa mi incoraggia parecchio. Pur non essendo mai stato vicino alla Dc, infatti, perché non accettavo l’identificazione spesso forzata e strumentale di essa, e del suo molteplice potere, con i valori della fede cattolica, sono stato molto vicino personalmente a Zaccagnini, a partire dai giorni durissimi del dramma di Aldo Moro, in cui anche lui cominciò a poco a poco a morire, fino all’ultimo. All’inizio erano i tempi di un nuovo “dialogo”.

Berlinguer PCI  Zaccagnini, segretario DC mons. Bettazzi Moro catturato Franceschini Dario PD

Il Pci di Enrico Berlinguer con la sua “Lettera al vescovo Bettazzi” del 1977 aveva compiuto un passo ideale di grande peso ponendo fine alla contrapposizione di principio a tutto ciò che diceva religione e Chiesa, pur nella ribadita “laicità”, allora espressa con la formula della scelta di un partito e di uno stato “non teista, non ateista, non antiteista”. Nei fatti quella scelta, di dialogo nuovo e di nuovo atteggiamento nei confronti di cattolici e Chiesa, portò quel Pci ai massimi successi elettorali, locali e nazionali fino al 1984. Solo una coincidenza? Io non credo, e non è una convinzione astratta: ricordo tanti episodi di dialogo e di riavvicinamento tra quel Pci, alla base, e cattolici impegnati sul serio a testimoniare insieme fedeltà e libertà…Purtroppo quelle occasioni e quel dialogo finirono con l’assassinio di Aldo Moro, e anche “quel” Pci – per quanto implicava la sua scelta ideale “nuova” espressa in quella lettera – ha avuto poca vita fino ad oggi, trasformandosi via via in Pds, Ds, e ora Pd in coabitazione, come una clessidra che perde ogni istante qualche granello di sabbia, e se non rovesciata diventa ben presto cosa morta. Il guaio, almeno dal mio punto di vista, è che quelle aperture ideali sono rimaste lettera morta, e che ha ripreso forza, a poco a poco come costante fissa, l’avversità ideale a tutto ciò che sa di Chiesa e cattolicesimo non tacito e timido e perciò spesso, molto spesso, troppo spesso, è parso che la condizione per contare alla pari con gli altri, nei partiti della sinistra in genere, e anche nel Pci-Pds-Ds, sia tornata quella di dire il contrario di ciò che la Chiesa afferma nella sua dottrina morale, e ora in particolare su vita umana, bioetica e dintorni.

Il Centrosinistra attuale è destinato a sopravvivere così, perciò, diviso e paralizzato al suo interno da una costante contrapposizione tra cattolici e laici che ne mina la forza e la credibilità, ora con l’aggiunta della divisione tra cattolici detti anche con ironia “infanti” per il fatto che si trovano d’accordo con Papa e vescovi, e “cattolici adulti” sempre e solo stranamente d’accordo con mangiapreti antichi e nuovi, e osannati per questo? Se resta così, come fino ad oggi, a me questo Pd nei fatti pare una straordinaria cassa di risparmio per l’attuale Centrodestra, per quanto scombiccherato e ridotto a corte di un palazzo a padrone-patron assoluto unico: il suo destino finora è solo questo.E allora? Allora l’opportunità attuale, del Pd a guida Franceschini, mi pare ci sia, ma per essere realista servono alcune condizioni. Conscio che è solo il mio parere, le enuncio di seguito. La prima è liberarsi dei “parassiti” politici, dannosi e velenosi ciascuno nel suo ordine, e cioè dei Radicali di Pannella e dell’Idv di Di Pietro. Mi spiace apparire scortese, ma la sostanza è questa.
Per ordine: i radicali sono solo un leader – unico da 50 anni – che nella realtà di sempre, confermata ad abundantiam anche dai discorsi di questi giorni, insulta e disprezza innanzitutto gli alleati, tutti – la “partitocrazia immonda”, “i buoni a nulla e capaci di tutto”, “gli assassini della legalità e della libertà”, ecc. – e in aggiunta perpetua è furiosamente monomaniacale contro Chiesa, Papa, vescovi e cattolici come tali. A chi ascolta spesso Radio Radicale, tra l’altro, viene il dubbio sulla capacità di intendere di tanti nostri politici. Qualche mattina fa da quei microfoni sentivo Nicola Latorre, parlamentare illustre del Pd, che riconosceva ossequioso come “la convivenza con i radicali è stata sempre ottima e positiva”! Vuol dire che da anni qualcuno non ascolta Radio Radicale, che giorno e notte offre insulti e critiche totali a  tutti i partiti con la voce dello stesso Pannella, e da mesi in particolare al Pd di Veltroni, succube dei preti, inginocchiato di fronte al “Vaticano talebano”, traditore della Costituzione e della vera libertà degli uomini e delle donne…Questa alleanza tormentante con questo partito radicale transnazionale, trans/tutto, liberale, libertario, non violento ecc. “ottima e positiva?
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In realtà Pannella da sempre è desolatamente “senza base”, come gli ha ricordato in questi giorni persino un suo fedelissimo come Sergio Stanzani: “Marco, senza base anche tu sei il nulla, da solo non vai da nessuna parte”! Vale perciò la pena che qualcuno seriamente si chieda se questa alleanza “senza base” non sia anche peggio del “nulla”, e pensi a quanti consensi, a quanti voti di gente seria ed equilibrata, tanta di sicuro nel mondo cattolico, essa ha in realtà fatto perdere prima al Centrosinistra ed ora al Pd…Ma non basta: è anche il caso, urgente, di separarsi del tutto dal partito di Di Pietro, che del resto dopo le elezioni ha subito fatto tutto da solo. La morale è una cosa seria, ma il moralismo giustizialista a gettone, intermittente a seconda delle opportunità, calcolatore di tutto ciò che può servire alla causa del leader anche lì unico e assoluto, è un’altra cosa, ben lontana dal giusto e dal pulito.  Ovviamente questo è un parere personale, e come tale lo scrivo.

il …pubblico mistero della politica italiana

Soli, allora? Sì, soli, meglio che male accompagnati, con due grandi eredità però, quella della storia grande del cattolicesimo democratico italiano, simboleggiato proprio da un cristiano vero e autenticamente testimone come Zaccagnini, che tanto ha infastidito e infastidisce chi vuole un cattolicesimo accomodante e anche quella del movimento operaio italiano di massa, simboleggiato dal ricordo di Enrico Berlinguer, e liberato da ogni antireligione pregiudiziale di origine filosofica, disegnato proprio da Berlinguer in quella lettera a Bettazzi che allora smosse grandi energie della gente delle sezioni e anche delle parrocchie, unita da una nuova speranza e da un dialogo forse atteso da tanto tempo, purtroppo presto poi svanito nella primavera di quel 1978 e negli anni seguenti. Sì, perché quel “soli” non basta. Parrà strano, ma mi soccorre, qui, la prima pagina de “L’Unità” di lunedì 2 marzo, su cui campeggiava un grande titolo: “Soli e solidali”. Proprio così: “solidali”. E’ la seconda condizione di questa possibilità nuova che a me pare all’orizzonte. Solidali! Per coincidenza lo stesso giorno su tutti i giornali, più o meno calorosamente, e talora con molta freddezza, veniva ripreso un tema forte del discorso della domenica di Benedetto XVI: “al primo posto il lavoratore!” E lunedì i giornali parlavano anche del “fondo di solidarietà” promosso dalla Chiesa di Milano, come scelta concreta…Solidarietà: è un nome forte dell’etica cattolica nella storia d’Italia. Ma è anche caratteristica essenziale della visione del mondo della sinistra di sempre…Solidarietà, dunque, come valore primario.

E a questo punto non posso non aggiungere che – una volta chiarito che le questioni di etica della vita e della morte, nell’ascolto delle voci della scienza, della filosofia, degli esperti, e se si vuole anche della Chiesa, quando si tratta di leggi che governano la società di tutti in quegli ambiti, entra in gioco la libera coscienza di tutti – la scelta vera e fattiva della solidarietà consentirà di riguadagnare la vicinanza di tanto mondo sociale, anche giovanile ed emarginato, che solo qualche mese orsono si riconosceva nelle formazioni a sinistra del Pd, ora escluse per ragioni di legge elettorale vigente dalla rappresentanza in Parlamento…Ecco: tutti laici, cioè “liberi” in coscienza sulle grandi scelte di vita, e di morte, ciascuno con i suoi valori ideali, religiosi o meno, né contrapposti come in guerra né camuffati come in una commedia ipocrita, ma concorrenti nella realtà della elaborazione delle leggi uguali per tutti, democratica e davvero “laica” – nel senso che non deve necessariamente corrispondere in tutto ai valori dell’etica cristiana, ma non deve neppure necessariamente opporsi ad essa – poi “soli” in senso strettamente politico, senza divisioni paralizzanti, ma appunto con quelle differenze ideali e di valori che entrano nella competizione democratica e restano nel suo ambito, e infine “solidali” davvero, con le grandi scelte sociali che mettono al centro “il lavoratore”, l’uomo reale, cioè, e regolano tutto in vista di esso, e delle articolazioni concrete della sua realtà vitale.Liberi, soli e solidali! Caro Franceschini, scrivendoti così farò venire l’orticaria a tanti, ma questa triade ideale mi pare fedele all’immagine viva che la vita mi ha lasciato di Benigno Zaccagnini e a modo suo, rispettato e stimato, anche di Enrico Berlinguer…Molti diranno che sono nostalgie.

Per me sono speranze! Buon lavoro…. GIANNI GENNARI”

Mi permetto di chiosare all’articolato e complesso discorso (un sincero …auspicio!) di G. Gennari (giornalista Radiouno Rai e di Avvenire):

- è difficile pensare che - come ebbe a sottolineare il vescovo Bettazzi -  tra Comunione e Comunismo sia solo un problema di ideologico e glottologico … -ismo;
- è utopistico credere che Solidarietà, Giustizia… parole d’ordine non nuove (dette pure alla …dipietrese), giocate mediaticamente per recuperare consenso politico-elettorale da parte di Franceschini neo segretario a tempo pd, possano equipararsi tout-court all’invito evangelico di Cristo “amatevi l’un l’altro…” o “ama il prossimo tuo come te stesso”.
Sembra un problema di accento, di tono… E, naturalmente, altro ci sarebbe da esaminare (…la soluzione dei problemi etici non è possibile darla per scontata …perchè si deve sgomberare il campo, perchè sono d’impaccio…).

Il definito e praticato ”cattocomunismo” ha posto in essere una confusione, di ruolo, di piano, di sostanza… Insomma, un nuovo politico inganno.


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