Le corte visioni della…Corte Europea

7 Novembre 2009

Ricevo da Gianni Gennari e ben volentieri pubblico la sua nota apparsa su “DNews” del 5 novembre.

il crocifisso del disturbo

Le corte visioni della …Corte Europea
Sentenza europea: “Via il Crocifisso da tutti i luoghi pubblici!” Anni fa qui da noi protestò, “offesa”, una finlandese, ma i giudici le hanno detto “no”: quel Crocifisso appeso non è richiamo alla Chiesa cattolica, ma a valori morali e culturali di tutta la storia italiana. Del resto a mettercelo non fu un’Italia bigotta e clericale, ma quella del Regno di Savoia e dei governi dopo Porta Pia, anticlericali e in urto col Vaticano di Pio IX e successori, e quella presenza è poi stata mantenuta fino ad oggi con direttive ripetute per 139 anni (1970-2009) da tutti i governi. E allora? Allora questa “sentenza europea” è un atto ideologico e antireligioso che offende il buon senso. Del resto quel Cristo è onorato anche dalle altre religioni – basti pensare a Gandhi – e profeta anche per l’Islam…Esso è anche il simbolo bimillenario delle vittime innocenti di ogni ingiustizia. Chi può dunque sentirsi offeso? Già 21 anni orsono (25 marzo del 1988) la non cattolica Natalia Ginzburg di fronte alla stessa richiesta detta “laica” scrisse un bellissimo articolo – “No, non lo togliete, è il simbolo dell’uomo” – su “L’Unità”. E invece ora “L’Unità” dice il contrario, e plaude alla cieca sentenza? Ma si sa: oggi rappresenta solo il gruppetto che l’ha conquistata. Brutto cambiamento! Ultimo pensiero: con la folle logica della sentenza togliamo anche tutti i Crocifissi agli incroci delle strade pubbliche, dalle Dolomiti alla Sicilia. E che facciamo con quelli in cima alle chiese, ma visibili dagli spazi pubblici? Ma certo, ma sì: togliamoli! Davvero…corte, certe visioni della Corte europea!” - Gianni Gennari“ 

 


del Crocifisso e d’altro (…a pensarci bene)

6 Novembre 2009

da Avvenire, Lupus in pagina
06/11/2009

Saggezza laica? Sì, ma con qualche riserva

«I tribunali dei diritti umani dovrebbero agire quando i crocifissi vengono tolti»!
Mercoledì titolo perentorio, sul “Riformista” (pp. 1 e 8), per una saggia riflessione di Benedetto Ippolito che, tra storia, costume e diritto, denuncia la tendenza che in termini correnti si direbbe «relativista» o «nichilista», cioè che «per difendere l’agnosticismo di qualcuno è meglio cancellare l’identità di tutti». E Ippolito definisce «surreale» la vicenda della «sentenza emessa contro l’Italia a favore di una cittadina finlandese che si è rivolta alla Corte di Strasburgo»: un incrocio un po’ da pazzi. Vai avanti con soddisfazione - almeno se la pensi come Malpelo - e trovi addirittura di più: «Anzi, sarebbe giusto che il tribunale dei diritti dell’uomo di Strasburgo intervenisse laddove un crocifisso fosse rimosso, pronunciando disappunto contro le nefandezze con cui, tanto spesso purtroppo, viene vilipeso il Papa o la Chiesa, simboli che rappresentano pubblicamente tutti i cattolici del mondo». Forte davvero, per qualcuno anche troppo, e da ringraziare. Ma con un cattivo pensiero: «nefandezze» e «vilipendio» verso «il Papa o la Chiesa»? Ma da noi i giornali, tutti o quasi quelli cosiddetti «laici», ne sono pieni! E spiace ricordare che le eccezioni sono poche. Anche sul “Riformista” trovi cose spacciate per «satira», e condivise con «Il Fatto» - stesso autore, stesso stile, stessi temi - già segnalate qui (20/10) come «vignette immonde, tra l’osceno e il calunnioso, con in mezzo Papa, presidente del Consiglio e una ministra».

Sia chiaro: nessuna censura, solo un pizzico di responsabilità! Non nichilista.

Gianni Gennari

Gesù Crocifisso nell’aula scolastica (condannato ancora) 

A pensarci bene… la sentenza dei Tribunale dei diritti dell’uomo, con sede a Strasburgo, appare alquanto surreale visto da quale pulpito viene …la predica (la sentenza). Tutelato il diritto di uno, chiedo: quello di noi altri, che legittimamente vorremmo postulare altra e opposta richiesta, chi lo tutelerà?

Al che le chiedo, Signora di Finlandia, non trova che il suo laicismo agnostico sia alquanto integralista? Laicamente - civilmente, se vuole - inaccettabile?

Giuseppe F. Pollutri