DOVE STIAMO PRECIPITANDO?…

28 Marzo 2010

Oggi, nella Domenica del Voto e delle Palme

spine e fronda d’ulivo

Dove stiamo precipitando?…

di Giuseppe Porcelli

Vivere una lunga vita con impegno, con amore e con rispetto per tutti, per arrivare, infine, alla conclusione di avere soltanto perso il tuo tempo. Forse questa somma finale ostenta un esagerato pessimismo, ma se guardando all’intorno si vedono immoralità e prepotenze di ogni genere, se ovunque si pone lo sguardo si scoprono ingiustizie, le più sfacciate, se siamo sommersi dalle ruberie e dai ricatti, cosa mai ci rimane da pensare?

L’inutilità di fare e di dire per il giusto verso è diventata il risultato che sta sommergendo ogni volere. Le persone migliori, si sono e si stanno arrendendo alla prepotenza di chi ha e comanda; le voci pulite ed oneste vengono addirittura ridicolizzate, nella scuola, nelle famiglie e in ogni altro luogo. Tutto viene azzittito da un “nuovo” che sommerge ed annulla le radici fondamentali del “buon vivere”. Sicuramente moltissimi modernisti avranno a che dire, su questo “buon vivere”, che sarà per loro soltanto un nullo buon dire, ma che nella realtà significava: mettere su famiglia sposandosi, senza accoppiarsi come le bestie; significava non divorziare, per non lasciare i figli allo sbaraglio; significava dare l’esempio in prima persona, per far crescere una famiglia onesta che trovava nei genitori lo specchio pulito dove rimirarsi e orientarsi.

Oggi invece siamo arrivati all’indipendenza generalizzata e violenta, dove nessuno dipende da nessuno, dove tutti vogliono e prendono quello che più gli piace, presto, prestissimo e come capita. Le regole e il buon senso sono e debbono essere latitanti, con la ripartizione del reddito che continua sempre, la sua corsa ingiusta, che incontra moltissimo per alcuni e quasi niente per altri!

Il potere, per nostra colpa esclusiva, continua ad essere sempre di più nelle mani dei ricchi, che senza remore chiedono per la difesa dei loro egoistici interessi.

La segnalazione conclusiva, e non poteva mancare, riguarda la convivenza delle razze che, peggiora sempre e si aggrava nell’incomprensione mondiale. Pesa sulle nostre teste una possibile guerra atomica, ossia di distruzione definitiva, senza che la politica prenda il coraggio per aprire un dialogo per dare a tutti, e ad ognuno, il giusto per vivere.

Serve ricordare e ricordarsi, infine, che 2000 anni orsono venne sulla Terra il figlio di Dio, e gli uomini lo uccisero sulla Croce perché parlava di amore e di giustizia, adesso che non possiamo uccidere il giusto-persona, stiamo percorrendo la via che ci porterà ad uccidere e sterminare, incoscientemente, questo mondo scimunito e impazzito, ormai privo di regole sapienti, privo di riflessioni intelligenti e rinunciante nei confronti di una qualsivoglia moralità personale e civile.


domenica delle palme All’amico, porgo idealmente una fronda d’ulivo, perchè abbia in mente più serena  il sentimento di pace  che merita, nella consapevolezza di aver sempre personalmente operato per la costruzione di un mondo migliore. (gfpollutri)


PER LA CITTA’ DI TIVOLI

3 Marzo 2010

 Tvoli - traffico e brandelli              

 LETTERA APERTA, di Giuseppe Porcelli

          Sono nato e risiedo a Tivoli da ottancinque anni.       

              Ancora una volta, e sono più di quaranta, dovrà essere eletta una nuova Amministrazione comunale a Tivoli.       

              Parlare di una lettera aperta per la città di Tivoli, significa almeno elencare dei punti fermi da non ovviare in nessun caso e per nessuna ragione. Proprio questo è il mio intendimento e per questo dico ai dirigenti dei partiti tiburtini che la prima cosa da fare è quella di procedere a un rinnovamento delle candidature. Chiaramente tale il comportamento deve servire solo e soltanto al miglioramento e alla ricerca delle capacità e dell’inclinazione del candidato prescelto per tale incarico, non può riferirsi ad appartenenza e fede politica, ma piuttosto alla capacità dimostrata o accertata di saper affrontare e risolvere i mille problemi insoluti della città. E questo vale per la viabilità, per il turismo, per lo sviluppo, per l’economia industriale e commerciale ed infine per la tenuta dell’Amministrazione, che non deve e non può cambiare …ogni due anni.       

               Il Sindaco, che i tiburtini sceglieranno, dovrà avere la capacità e la disponibilità di tempo per lavorare nel Palazzo …“dodici” ore al giorno, se occorre,  e per l’intera legislatura. Dovrà saper scegliere gli Assessori, come legge ha ritenuto di disporre, senza imposizioni di parte, quelli più indicati per ciascun dipartimento. L’intera Giunta dovrà essere formata da persone coraggiose, capaci e unite, per affrontare e risolvere i vari e spinosi problemi che assillano la città di Tivoli e il suo territorio comunale.       

               Senza questa base minima, si rischia una desolante ripetizione dell’ultimo scorcio di attività amministrativa, con il riproporsi di gruppi e correnti di parte, dediti alla sola o preminente difesa dell’orticello elettorale, ed anche di altro che non ha niente a che vedere con gli interessi del Comune e dei cittadini.       

               Queste parole, semplici e chiare, ritengo di dover affidare alla comunicazione, affinchè non si abbia a continuare nelle inutili riproposizioni di uomini che, come suol dirsi …hanno già dato, o che magari nulla hanno dato alla colletività, in vari decenni di presenza e di attività amministrativa; per non più vedere e sentire la ripetizione sterile quanto non stucchevole delle inconcludenti lotte politichesi e non ‘politiche’, la radicalizzazione del potere talora solo personalistico e persino contro gli stessi e veri interessi della città.         

               Se veramente si vuole lavorare per l’avvenire migliorativo di Tivoli, si faccia la scelta innovativa di una lungimirante selezione delle persone adatte, almeno a livello di Governo cittadino, togliendo da esso la malefica radice politico-partitica che favorisce soltanto interessi di parte, a discapito delle risposte da dare alle necessità, varie e urgenti, dell’intera comunità tiburtina.

Tivoli_brandelli

un Carnevale, messo male e finito …a brandelli


Cristo nero

21 Gennaio 2009

dal Cristo “di Michelangelo”. elab. graf. gfp09 Nudo, nero, niente sono …forse una cosa, ma neppure una cosa sono. Una cosa si vuole, si conserva, si cerca, si acquista… Io non sono una cosa. Nudo, nero, dimenticato, trascurato, non considerato, tollerato, oggetto di pietà, bersaglio dei potenti, strumento degli avidi, carne moritura dei politicanti. E anch’io, nudo, nero, sono figlio di Dio! Tu che mi hai dimenticato, ricordami. Tu che mi hai trascurato, pensami. Voi che mi avete bersagliato, pentitevi. Voi che, mi avete sfruttato, rimettetevi. Io non sono una cosa, sono più di una cosa, sono un vostro simile, un fratello, e ancor di più, sono il Cristo come te e più di te, come noi tutti e soprattutto sono il Cristo dei sofferenti, dei diseredati, dei perseguitati, degli oppressi. Cristo che muore in silenzio, se non sulla croce, certamente con essa. 

Giuseppe Porcelli