Rutelli: una volta (…o una Svolta) ancora?
9 Novembre 2009La coerenza in politica non è o non è stata mai di moda, forse non è neppure necessaria. A quanto pare.
“Sai quanto mi può interessare – dirà l’uomo della strada – da quale palco predica l’uomo politico”, aggiungendo “per me è importante quello che dice, o meglio: quel che indende fare, non per sè ma per la politica”. Sappiamo, peraltro, che se il fare dipende da quel che si pensa, forse non è così indifferente chiedersi del perché un qualcuno transita - con proclami - da un partito a un altro. Se il Rutelli lascia il PD perché “tale partito non è mai nato”, non si può che essere d’accordo perché evidente. Altri l’hanno già detto e scritto che il PD non fosse altro – un illuso e mistificante Veltroni e aggregati dc di sinistra a parte – che la prosecuzione con altro nome di quello che era stato il PCI-PDS-DS. Ci si chiede allora com’è possibile che un uomo (e con lui altri), intelligente e smaliziato, protagonista di precedenti stagioni di politica e governo, se ne possa dire consapevole solo a distanza di qualche anno e di cammino comune con chi oggi si ritiene estraneo al proprio sentire. Le parole dette da questi personaggi, in tali frangenti, apparentemente nobili, sono in realtà le solite, di opportunità, opportunistiche anzi, come sempre.
Rutelli e noti compagni lasciano e …transintano altrove “per qualcosa di diverso”, dice: “Per costituire un movimento moderato per il Buon Governo”. Ma vah!? Com’è che nessuno - o il transfuga pd - ci aveva pensato prima? Com’è che a Casini dell’UDC-Unione di Centro, che sta lì da un pezzo, gli italiani danno così poco credito elettorale? Tant’è, staremo a vedere e a sentire. Oggi, di certo, appare incredibile di come i Media (in nome del “tutto è buono per fare notizia”) celebrino l’ennesino cambio di casacca di un politico classificandolo come un evento, facendo passare “La Svolta” di Rutelli, da titolo buono per un libro e una vicenda tutta personale, come un decisivo passo per la Nazione. Si fanno “discorsi”, politologi ragionano di nuovi assetti nella politica italiana, di un’evidente “forte riproposizione del Centro moderato in Italia” che “scombinerà il bipolarismo attuale”. Sembra che ne sia contenta anche certa gerarchia della Chiesa rimasta orfana della perduta DC. Che ti fa un ex-radicale!
E’ proprio vero, una volta ancora: …del significato delle parole non v’è certezza.
Scritto da gfpollutri