Ciao Darwin! in salsa politica

30 Aprile 2009

Sottotitolo:
Candidature politiche, alla “come cavolo a merenda

Sassoli, sorridente e sereno giornalista del tg1

Sassoli, dal telegiornale rai al pd 
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Passano gli anni, personaggi e trasmissioni, fatti e misfatti, societari e politici, alluvioni e terremoti, ma la lezione dell’evoluzionismo di Darwin continua a rappresentarsi e a raccontarci,  in tivù,  l’umanità e la vita: “i cattivi, le vergini, i brutti, le trasgressive, gli intellettuali, gli occidentali, le pupe, le bianche, i gay, le mogli, le pupe…”, le “veline” e i giornalisti-rai.  Appassionatamente tutti, fuori scena o fuori posto,  malgrado il buon gusto e il senso comune.

Mastella e non solo

L’altra sera, a casa mia: “Ma senti questo …” - esclama mia moglie, richiamando la mia attenzione sul televisore sintonizzato su Ballarò – “…ma non è un giornalista?” “Perche parla in questo modo?” “Non capisco”. Il personaggio indicato da mia moglie, inquadrato nella postazione degli ospiti in studio, stava esponendo un suo parere, con parole emesse come a morsi, il viso come congestionato da una sorta di volontà rabbiosa di affermare quel che ha sempre pensato o adesso deve dire, lui già giornalista, finalmente da politico, candidato a qualcosa in qualche Istituzione. “Sì - rispondo a mia moglie - è il giornalista David Sassoli, ma anch’io non capisco, o forse sì…”. E, dopo aver ancora guardato la scena del Sassoli che si contrapponeva, con voce sostenuta ad un altro agitato e contrapposto Alemanno, ho aggiunto: “Sì cara, certo, ora ho capito”. Era in scena l’ennesimo caso di chi, pensando di sfruttare la notorietà e visibilità da mezzo-busto rai-tv, si butta (o gli viene chiesto, come alle “veline”, a calciatori e cantanti…) in politica, o quantomeno nella rappresentazione elettorale: “Prendi i voti, farò di te un politico”.
Si dirà: “Perché un giornalista no?”. Certo che sì, ma se il discorso è complesso e lungo da dirsi, su legittimità e opportunità sociale in questo campo, quel che mi preme rilevare è almeno duplice, ed è bene rifletterci. La sorpresa di moglie – tutta casa, famiglia e scuola… - in questo caso ha funzionato da cartina di tornasole.  Il suo ‘sprovveduto’ modo di porsi e di reagire di fronte ad un giornalista, conosciuto come  tale, che non interloquisce più da tranquillo uomo dell’informazione, ma alza la voce come per “abbaiare” e se potesse anche “azzannare”…, a mio avviso conferma soprattutto una cosa. Lo schierarsi in politica porta, per così dire o effettivamente, a “corrompere” nella persona ciascuno di noi, nel suo porsi di fronte ad un altro, alla vita, al mondo tutto, in eloquio, nei giudizi, persino in capacità …democratica. La candidatura di Sassoli, inoltre, come già e prima di Badaloni, Gruber, Marrazzo (Santoro, è irrimediabile caso a parte), e altri, ci dice dell’inopportunità che cittadini provenienti da ruoli deontologicamente se non neutri, ma da esercitare “sopra le parti”, possano cambiare, improvvisamente, abito e funzione. Chiunque di diritto può farlo, ripetiamo, certo, ma poi la gente – come mia moglie – si trova a non capire o a diffidare, sia dei giornalisti sia dei politici (o dei giudici, dei militari, dei preti…).

C’è chi da credito alla teoria evoluzionistica di Darwin, e può anche aver ragione, ma come si fa a pensare che dall’oggi al domani - reality televisivi a parte, buoni per vendere o per vendersi - un cavolo possa divenire un frutto, buono a merenda?

Giuseppe F. Pollutri 


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